WILLIAM GOLDING.
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LA GRANDE TRILOGIA DEL MARE.
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2. CALMA DI VENTO.
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Titolo originale: Close Quarters.
Traduzione di: Mario Biondi.
1988. LONGANESI editore. MILANO.
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Trascrizione elettronica rivista e resa disponibile dalla
          Fondazione Ezio Galiano onlus
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      ad esclusivo uso dei privi della vista.
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Presentazione.
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Il viaggio di un uomo alla ricerca di se stesso. Un'affascinante avventura sui mari. Un capolavoro della letteratura del Novecento.
Calma di vento.
Fiaccata da una bonaccia estenuante, la nave di Edmund Talbot sembra intrappolata nella torrida zona equatoriale. A bordo, l'atmosfera gi carica di continue tensioni divampa tra amori, gelosie e inimicizie. Sar il mare, con la sua forza dirompente e imprevedibile, a sciogliere la situazione ormai prossima al punto di rottura. E il viaggio continua...
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L'AUTORE.
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William Golding (1911-1993) balz alla ribalta letteraria nel 1955 con il romanzo Il signore delle mosche. Nel 1983 gli venne conferito il Premio Nobel per i suoi romanzi che, con la chiarezza dell'arte narrativa e con l'universalit e la complessit del mito, illustrano la condizione umana del mondo d'oggi.
William Golding nacque a St. Columbus Minor, in Cornovaglia, nel 1911. Dopo aver studiato a Oxford si arruol nella Marina. Durante la guerra ebbe incarichi di comandante, partecipando all'affondamento della Bismarck e allo sbarco in Normandia nel 1944. Dopo la guerra, fu insegnante di inglese, filosofia e greco. Balz alla ribalta letteraria nel 1955 con Il signore delle mosche, ormai considerato un classico del '900. Nel 1983 gli venne conferito il Premio Nobel. Tra le sue altre opere si ricordano: Caduta libera, La piramide, Uomini nudi, Vincher Martin, L'oscuro visibile e La doppia voce. Mor a Falmouth nel 1993. L'unica cosa che era disposto ad ammettere di se stesso era di essere un autentico uomo di mare: Lo sono, capisco i marinai e le navi, conosco il mare.
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Calma di vento.
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CAPITOLO 1.
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Conferii senso e distinzione al giorno del mio compleanno facendomi un regalo da me, visto che nessun altro sembrava averne l'intenzione! Lo acquistai, naturalmente, dal signor Jones, il commissario di bordo. Mentre emergevo sul ponte, trovando un certo sollievo dal fetore dei visceri della nave, incontrai Charles Summers, mio amico oltre che primo ufficiale, il quale, vedendomi con il quaderno manoscritto in mano, scoppi a ridere.
Caro Edmund, tutta la nave era al corrente del fatto che avevate terminato, ovvero riempito, il quaderno ricevuto in dono dal vostro nobile padrino.
E come?
Oh, via, non siate sorpreso! Nulla pu rimanere nascosto, su una nave. Ma a quanto pare avete altre notizie da dargli.
Non si tratta di una continuazione, ma di una nuova vicenda. Una volta riempitolo con la descrizione del nostro viaggio, questo intendo tenerlo per me solo e per nessun altro.
Non dev'esserci un granch di cui prendere nota.
Al contrario, signor mio, al contrario!
Ulteriori motivi di autocompiacimento?
E questa come dovrei intenderla?
Ecco... naso all'ins, come al solito. Caro Edmund, se voi soltanto sapeste quanto esasperantemente superiore sapete essere... e anche scrittore, adesso, per soprammercato!
Non diedi gran peso al suo misto di familiarit e divertita irritazione, dal momento che ritenevo in verit di essere guarito da una certa altezzosit di comportamento, una coscienza del mio proprio valore forse troppo incurantemente esibita durante i primi giorni del viaggio. E che, tra i marinai di grado inferiore, mi aveva guadagnato il nomignolo di Lord Talbot, pur se, ovviamente, signore o esquire  il massimo che mi spetti di diritto.
Mi diverto. Passo il tempo. Che cos'altro pu fare un povero diavolo di terraiolo per tenersi occupato durante un viaggio da un capo all'altro del mondo?
Si chiama formato in-folio, vero? Vi ci vorr una gran quantit di avventure, per riempirlo. Il primo, quello destinato al vostro padrino...
Colley, Wheeler, il comandante Anderson...
E altri. Vorrei in tutta sincerit che incontraste difficolt molto maggiori a riempire questo secondo volume!
Desiderio hic et nunc esaudito, dal momento che ho la testa vuota. Tra parentesi... oggi  il mio compleanno.
Annu in tono grave, ma senza dire nulla, quindi prosegu per la sua strada, verso la parte prodiera del bastimento. Io sospirai. Credo fosse la prima volta che il mio compleanno passava inosservato da tutti fuorch da me stesso! A casa le cose sarebbero andate diversamente, con auguri e doni. Ma qui, su questa goffa nave, simile modesto intrattenimento, simili piacevoli usanze vengono spazzati fuori bordo.
Mi ritirai nella mia gabbia ovvero cabina, il minuscolo disimpegno che deve servirmi per il sonno e le attivit private finch raggiungeremo gli Antipodi. Mi sedetti sulla sedia in tela davanti alla ribalta di scrittura, mia unica scrivania, spalancandovi l'in-folio. Una superficie immensa. Se chinavo la testa per scrutarne la superficie intatta - cosa che sono costretto a fare, data l'assoluta esiguit della luce che filtra attraverso la feritoia di aerazione della mia gabbia -, essa sembrava stendersi in ogni direzione, fino a rappresentare la totalit del mio mondo. Rimasi dunque l a osservarla, in attesa che comparisse qualche materiale degno di essere fissato nel tempo... ma invano! Fu soltanto dopo un prolungato intervallo che scoprii il mio attuale stratagemma, nonch il suo pieno risultato, annotando la mia personale, certamente temporanea inadeguatezza. Quell'infelice scampolo di uomo, il pastore Colley, nondimeno, nella lettera indirizzata alla sorella, per quanto potevo ricordare, si era inconsciamente servito dell'imponente strumento rappresentato dalla lingua inglese con una bravura capace di evocare la nostra nave e i suoi occupanti - me incluso - come per magia! L'aveva sistemata l, a ballonzolare nella piatta.
S, il clima, Edmund, scemo: il clima! Perch non cominci da l? Siamo finalmente sfuggiti alle calme equatoriali, dopo esserci rimasti troppo a lungo per trarne vantaggio. Siamo finalmente usciti dal bel tempo di quelle regioni e stiamo facendo rotta verso sud, con il vento di prua a sinistra, cos che ancora una volta il ponte presenta una certa instabilit, un costante sbandamento sulla dritta, a cui ormai mi sono talmente abituato da accettarlo, con tutte le mie membra, come un ordinario modus vivendi. Il clima attuale definisce nettamente l'orizzonte davanti ai nostri occhi in un azzurro intenso che obbedisce alla celebre ingiunzione di Lord Byron, continuando a scorrere interminabile, tale  il potere del verso!
NOTA: George Gordon Byron. Dal Pellegrinaggio del giovane Aro Ido (4, 43). Rolla, Oceano profondo, Oceano blu, rolla! / Indarno i tuoi flutti corrono diecimila flotte; / di rovine dissemina l'uomo la terra: il suo potere / cessa con il limite del mare. FINE NOTA.
Devo provarmici, una volta o l'altra. Un vento sufficiente e forse in aumento (non, mi sembra di ricordare, previsto da sua signoria) ci muove di sbieco, o dovrebbe, anche se sembra avere un effetto inferiore al dovuto sul nostro bastimento. Tanto per quanto riguarda il clima. Colley l'avrebbe integrato. Ma da quanto mi  dato di vedere, esso non ha altro effetto se non quello di rinfrescarci leggermente l'aria e di far disporre lievemente di sbieco l'inchiostro nel calamaio. Ti scongiuro, Edmund! Sii scrittore!
Ma come?
Vi  un'inevitabile differenza tra questo diario, indirizzato a, a, a non so a chi, e il primo, destinato agli occhi di un padrino che  meno indulgente di quanto fingessi. In quel volume tutto il lavoro mi era stato fatto da altri. Per una rimarchevole serie di colpi di fortuna, Colley si era lasciato morire e il mio servitore Wheeler era affogato, con il risultato complessivo di riempire il mio quaderno! Che tuttavia non posso consultare, dal momento che esso giace, completamente avvolto in carta bruna, cucito in tela da vele, sigillato e stivato, nel mio cassetto pi basso. Tuttavia ricordo di avervi scritto, verso la fine, che era diventato una sorta di racconto di mare. Un diario diventato un racconto per puro accidente. Adesso invece non c' alcuna storia da raccontare.
Ieri abbiamo avvistato una balena. O, meglio, abbiamo visto il pennacchio di spruzzo che si levava l dove la creatura stava sbuffando, mentre l'animale in s rimaneva nascosto. Il tenente di vascello Deverel, devoto amico dal quale, a dire il vero, ho una gran voglia di staccarmi, ha dichiarato che esso sembrava assolutamente la scia lasciata da una palla di cannone. Al che Zenobia Brocklebank si  lasciata sfuggire uno strillo, implorandolo di non nominare nulla di tanto spaventosamente orribile, esibizione di debolezza femminile - o di parvenza della medesima - che ha consentito a Deverel di farlesi pi vicino, prenderle la mano, peraltro priva di alcuna intenzione di resistere, e mormorarle alcune vaghe espressioni di conforto, con una lontana eco di argomenti amorosi. Ricordo che la signorina Granham, nostra ex governante, lanciava, se non pugnali, almeno coltelli a serramanico con lo sguardo, finch si  spostata verso il punto in cui il suo fidanzato, signor Prettiman, stava decantando i benefici della rivoluzione al nostro artista marino, l'alticcio signor Brocklebank. Tutto ci a poppa, sotto gli occhi del tenente di vascello Cumbershum, che era di guardia con il giovane signor Taylor. Che altro? Quisquilie!
Ieri vi  stata la stesura di parte di un cavo nella mezzeria, poi intregnato, bendato e fasciato ai fini di qualche misteriosa operazione marinaresca. Unica cosa di cui prendere nota, ma al tempo stesso visione di esecrabile tedio.
Che diavolo! Mi serve un eroe di cui poter seguire le gesta nel secondo volume. Il nostro cupo comandante Anderson, magari? Non credo. Nonostante tutta la sua uniforme, gli aleggia addosso un che di antieroico. Charles Summers, il mio amico primo ufficiale? E il nostro Brav'Uomo, e tale dunque da apparire tragico soltanto nel caso in cui precipiti dal suo meschino stato di eminenza, cosa che non prevedo n desidero. Gli altri, il signor Smiles, remoto ufficiale di rotta, il signor Askew, cannoniere, il signor Gibbs, carpentiere... perch non il nostro bottegaio, signor Jones, commissario di bordo? Oldmeadow, l'ufficiale dell'esercito, con la schiera dei suoi uomini in verde? Mi spremo le meningi, chiamo a consulto Smollett e Fielding, cui chiedo consiglio, ma scopro soltanto che non ne hanno alcuno da darmi.
Dovrei forse raccontare la storia di un giovane gentiluomo di grande intelligenza e sentimenti pi alti di quanto egli stesso sapesse, che fa un viaggio agli Antipodi, dove, dato il suo indubbio talento per, per qualcosa insomma, funger da assistente per il governatore della nuova colonia. Costui, costui... che cosa? C' una donna, nel castello, tra gli emigranti. Non potrebbe essere lei la nostra eroina, una principessa sotto mentite spoglie? E non potrebbe lui, il nostro eroe, salvarla da... ma da che cosa? Poi ci sono la signorina Brocklebank, della quale non desidero scrivere, e la moglie di suo padre, che al momento mi  quasi totalmente sconosciuta e inoltre  assolutamente troppo giovane e piacente per essere veramente la sposa del buon vecchio trippone.
Cercasi! Un eroe per il mio nuovo diario, una nuova eroina, un nuovo cattivo e una certa dose di specifico comico per alleviare la mia profonda, profonda noia.
Tutto considerato dovr proprio essere Charles Summers. Se non altro parliamo, e con una certa regolarit. Dal momento che, nella sua qualit di primo ufficiale,  generalmente responsabile della nave, non monta di guardia. Sembra muoversi per il bastimento qualcosa come diciotto ore al giorno su ventiquattro, e a questo punto conosce per nome a uno a uno tutti gli effettivi di bordo, per non parlare degli emigranti e dei passeggeri. Credo che conosca anche la struttura della nave pollice per pollice. Il suo unico intervallo, per quanto mi  dato vedere,  costituito da un'ora in mattinata, direi tra le undici e le dodici, allorch percorre il ponte come una persona impegnata nella camminatina igienica. Alcuni dei passeggeri fanno altrettanto e sono felice e veramente piuttosto orgoglioso di poter dire che di norma Charles sceglie me come suo compagno di passeggiata! Un'abitudine che si  ormai strutturata in una certa norma. Lui e io percorriamo avanti e indietro in tutta la sua estensione il lato sinistro della nave, mentre il signor Prettiman e la sua fidanzata, signorina Granham, fanno lo stesso a dritta. Per comune consenso non procediamo in gruppo di quattro, ma per coppie. Di conseguenza, quando loro due stanno svoltando per tornare indietro dalla paratia frontale del castello di prua altrettanto noi stiamo facendo da quella del castello di poppa! E quando muoviamo alla volta del punto intermedio, la massa dell'albero di maestra nasconde alla vicendevole vista le nostre due coppie, di modo che non ci tocca levare il cappello o chinare il capo sorridendo a ogni passaggio! Non , tutto ci, futilmente assurdo? Soltanto il frapporsi di una bozzuta colonna di legno ci esime dal doverci produrre in tutti gli atti propri della condotta terraiola!
Quanto sopra dissi l'altro mattino a Charles, che si mise a ridere.
Non avevo considerato la questione, ma penso sia proprio cos, un'osservazione davvero acuta.
"Studio accurato dell'uomo", quanto mai necessario per chi intende abbracciare la vita politica.
Avete una carriera prefissata?
Certamente. E con maggior precisione della maggior parte dei miei coetanei.
Eccitate la mia curiosit.
Be'... passer alcuni anni - pochissimi - nell'amministrazione della colonia.
Potessi essere l a vedere!
Credetemi, signor Summers, in questo secolo sono convinto che le nazioni civili si faranno sempre pi carico dell'amministrazione delle zone arretrate del mondo.
E poi?
Il parlamento. Il mio padrino dispone di quello che si definisce un "collegio elettorale infame". Manda alla Camera dei comuni due deputati, pur avendo come unici elettori un pastore ubriaco e un contadino che passa le settimane seguenti alle elezioni in uno stato di indescrivibile depravazione.
E voi trarreste profitto da un simile eccesso?
Be', c' qualche problema. Le nostre disgraziate propriet sono pesantemente ipotecate, per cui, visto che un posto alla Camera pu essere occupato soltanto da un uomo di mezzi, mi tocca rimpolparmi un po'.
Charles scoppi a ridere, smettendo poi bruscamente.
Non dovrei, Edmund, eppure la trovo una cosa divertente. Rimpolparsi! E poi?
Be', il governo! Il ministero!
Quale ambizione!
Questo lato del mio carattere vi dispiace?
Charles rimase in silenzio un attimo, poi in tono grave riprese:
Non ne ho alcun diritto. Sono io stesso una creatura simile.
Voi? Oh, no!
In ogni caso, vi trovo profondamente interessante. Spero sinceramente che tale carriera possa prosperare, per la vostra soddisfazione personale e quella dei vostri amici. Ma il paese non comincia a fare la bocca storta per questa storia dei "collegi infami"? Non fa infatti a pugni con ragione ed equit che un manipolo di inglesi elegga l'assemblea che governer tutti?
Via, Charles, penso che potr fornirvi qualche lume.  proprio tale apparente difetto a costituire l'autentica genialit del nostro sistema...
Oh, no! Non pu essere!
Ma, mio caro amico, la democrazia non  mai e non pu essere rappresentativit di ciascuno. E che, signor mio, dovremmo dunque dare il voto ai bambini, a chi non dispone di propriet alcuna? Ai criminali associati alle comuni galere? Alle donne?
 meglio che non vi facciate sentire dalla signorina Granham!
Per nulla al mondo invero denigrerei quella rispettabile dama. Concedo l'eccezione. Denigrazione? Non oserei mai!
Nemmeno io!
Ci mettemmo a ridere insieme. Quindi ripresi la mia spiegazione.
Nei giorni migliori della Grecia il voto era limitato a una frazione della popolazione. I barbari possono certamente eleggere i loro capi per acclamazione e facendo rimbombare le spade sugli scudi. Ma pi un paese  civile, pi limitato  il numero di persone adatte a capire le complessit della sua societ! Una comunit civile trover sempre il modo di limitare salutarmente l'elettorato a un corpo di bennati, beneducati e sofisticati elettori professionali ed ereditari, provenienti da una classe sociale che  nata per governare, lo pretende e sempre lo far!
Intanto Charles stava producendosi con le mani in una serie di gesti intesi a farmi abbassare la voce. Credo invero di averla alzata un po'. Quindi mi interruppe.
Piano, Edmund! Non sono il parlamento, io. State tenendo una perorazione. Quella volta, prima di scomparire dietro l'albero di maestra, il signor Prettiman stava arrossendo in volto.
Abbassai la voce.
Moderer la voce, ma non il linguaggio. Quell'uomo  un teorico... se non peggio! Ed  errore comune di tali persone ritenere che sia possibile imporre una forma perfetta di governo al povero volto imperfetto dell'umanit! Niente affatto, signor Summers. Vi sono circostanze in cui funzionano soltanto le imperfezioni di un sistema contraddittorio e maldestro come il nostro. Quindi viva i collegi infami! Ma nelle mani giuste, naturalmente.
Sto forse sentendo qualche elemento del discorso di un futuro neo eletto al cospetto della Camera?
Avvertii un improvviso calore coprirmi le guance.
Come l'avete capito?
Charles si volt un attimo per dare sulla voce a un marinaio che perdeva tempo con un po' di cima e di grasso oltre che con una caviglia per impiombare. Quindi:
Ma la vostra vita privata, Edmund... tutta la parte non dedicata in maniera tanto retta al servizio del paese?
Be'... suppongo che vivr come chiunque altro! Un giorno - possa essere lontano - mi toccher occuparmi delle propriet, a meno che non possa essere indotto a farlo uno dei miei fratelli
minori. Devo ammettere che i miei pi arditi voli pindarici nel futuro mi hanno visto liberare le propriet dal loro pesante gravame - e qui mi sono invero messo a ridere al pensiero - come dono ricevuto da un paese grato! Ma mi considererete un sognatore.
Anche lui si mise a ridere.
Non vi  alcun male, purch si tratti di sogni sul futuro e non gi sul passato!
Il mio proposito pratico, in ogni caso,  tutt'altro che un sogno. Al punto giusto della carriera, mi sposer...
Ah! Me lo stavo appunto chiedendo. Posso domandarvi se la giovane dama  gi stata scelta?
E come sarebbe possibile? Credete che intenda essere un Romeo per la Giulietta di un altro? Datemi dieci anni, e poi una dama di una decina o una dozzina d'anni pi giovane di me, una giovane di buona famiglia, facoltosa, bella...
Al momento ancora all'asilo.
Esattamente.
Tanti auguri.
Mi misi a ridere a mia volta.
Ballerete ai miei sponsali!
Segu una pausa. Charles non sorrideva pi.
Non ballo.
Quindi con un breve cenno del capo se ne and, scomparendo nel castello. Dal canto mio mi sono voltato per salutare il signor Prettiman e la sua fidanzata, ma li vidi scomparire a loro volta dentro la paratia frontale del casseretto. Tornai dunque a mia volta nella mia gabbia, dove sedetti di fronte alla ribalta di scrittura, pensando che si trattava di una conversazione che avrei potuto benissimo annotare nel mio diario. Considerai anche che amico gradevole e intimo fosse diventato Charles Summers.
Tutto ci ieri. E questa mattina? Non  successo nulla. Ho mangiato del cibo insipido, mi sono rifiutato di bere, dal momento che lo faccio anche troppo, ho parlato o perlomeno ho scambiato qualche monosillabo con Oldmeadow, che non riesce a trovare un'occupazione per i propri uomini, ho evitato Zenobia Brocklebank, la quale ha preso l'abitudine di intrattenersi a colloquio con i marinai comuni... e mi sono trovato ancora una volta seduto di fronte a questa vasta superficie bianca, con la testa vuota. A proposito, ho una questione di grande tedio da annotare. Ho appena finito di passeggiare ancora una volta con Charles Summers sul ponte. Ha detto che ora il vento era pi consistente, al che ho replicato di non aver avvertito alcun incremento nella nostra velocit. Lui ha annuito.
Lo so, ha quindi detto in tono grave. Un incremento dovrebbe esserci, ma viene annullato dall'aumento delle alghe che ci portiamo dietro. Siamo rimasti troppo a lungo nelle calme equatoriali per averne tratto vantaggio.
Ho raggiunto la murata e ho guardato oltre il parapetto. Le alghe erano visibili, sorta di capigliatura verde. Quando poi abbiamo rollato, pi sotto  comparsa una specie di oscurit che suggeriva l'idea di un'alga altrettanto lunga ma di diverso colore. Quindi siamo tornati a rollare in senso opposto, e i riccioli verdi si sono nuovamente sparsi sulla superficie del mare, per essere dilavati e poi inclinati tutti nella stessa direzione per effetto del nostro leggero movimento in avanti.
Non ci si pu liberare di quella roba?
Se fossimo all'ancora, potremmo usare la cima scorticatoria. Potremmo tirarla in secco in una cala di marea, carenarla e frettarla.
Tutte le navi si riempiono di alghe in queste acque?
Non quelle moderne, i bastimenti del diciannovesimo secolo, con gli ultimi ritrovati. Quelli hanno il fondo foderato di rame, su cui la vegetazione marina  pi lenta a far presa.
 una bella seccatura.
Tanta ansia di arrivare agli Antipodi?
Il tempo non passa mai.
Charles ha sorriso e se n' andato. Dal canto mio, mi sono sovvenuto del nuovo impegno che avevo, per cui sono tornato nella mia gabbia. C' comunque da dire una cosa a proposito del fatto di tenere un diario che potr essere letto soltanto da me stesso e da nessun altro. Posso decidere da solo! Se voglio, posso essere assolutamente irresponsabile! Non mi tocca andare in cerca di argzie intese a divertire un padrino, n accertarmi di presentare, per cos dire, il mio profilo migliore, come una sposa impegnata a posare per il ritratto di matrimonio. Nel diario destinato al padrino sono forse stato troppo sincero, e mi  capitato pi di una volta di considerare che, invece di indurlo a pensare che tempra di nobil personaggio io sia, al contrario lui avrebbe potuto attenersi al significato letterale delle mie parole, decidendo che mi ero mostrato indegno della sua protezione! Il diavolo sa se vedo una via di scampo, considerato che non posso distruggere il mio scritto senza contemporaneamente distruggere il dono fattomi dal padrino, con tutta la sua inutilmente fastosa rilegatura. Sono stato uno stupido. Cio, no. Ho fatto male i miei calcoli.
Cumbershum e Deverel hanno sollecitato Summers a sottoporre al comandante Anderson l'opportunit di cambiare rotta, dirigendoci verso il Rio de la Plata, dove potremmo carenare la nave e liberarci delle alghe. Mio informatore  stato il giovane Taylor, il pi che esuberante aspirante guardiamarina che ogni tanto mi si appiccica. Tuttavia Summers non lo far. Sa che Anderson desidera fare tutto il viaggio senza attraccare in nessun porto. Mi tocca dunque ritenere che il medesimo Summers, per quanto possa essere un brav'uomo e io stesso non nutra alcun dubbio sulle sue qualit marinare, non abbia gusti in alcun modo diversi da quelli del suo comandante. Secondo Taylor avrebbe respinto la richiesta dei due colleghi adducendo un fatto che questa mattina  indiscutibilmente vero, ossia che il vento  aumentato in maniera considerevole, con conseguente leggero incremento della nostra velocit. Il vento viene ancora di prua a sinistra, l'orizzonte si  un po' appannato rispetto alla sua primitiva nitidezza e ora ci arrivano a bordo spruzzi di spuma. Tutto l'equipaggio e i passeggeri se ne rallegrano. Le signore sono un vero splendore di salute e
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CAPITOLO 2.
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 necessario ora immaginare un intervallo di circa tre giorni tra la parola con cui tanto inesplicabilmente si conclude la prima parte e quelle che scrivo oggi. Sono stato interrotto. Oh di, il mal di testa che provo se soltanto giro il collo! Non vi  alcun dubbio: ho preso un diavolo di una botta, del tutto imprevista. Riesco a scrivere stando a letto, dal momento che Phillips mi ha fornito di una tavola da posarmi sulle ginocchia, provvedendo a ci che lui definisce mettere una zeppa alla mia schiena, ovvero all'aggiunta di un paio di cuscini della consistenza del granito. Per fortuna, o dovrei forse dire purtroppo, per quanto mi riguarda la nave ha poco moto, anche se il vento la sta spingendo a ritroso verso le calme equatoriali, il diavolo se le prenda tutte ventimila volte e pi! Di questo passo arriveremo agli Antipodi quando sar inverno, prospettiva che non mi sorride affatto, come del resto non sorride ai marinai che hanno sentito parlare anche troppo degli orrori dell'Oceano Meridionale in tale stagione! Summers  venuto a farmi visita non appena sono stato abbastanza bene da esibirmi in una sequela di imprecazioni, per dirmi con un sorriso carico di pena come il comandante Anderson avesse respinto il suggerimento del Rio de la Plata, ammettendo tuttavia in un secondo tempo la possibilit di attraccare al Capo di Buona Speranza, nel caso si riuscisse a raggiungerlo.
Corriamo dunque un qualche pericolo?
Charles per qualche tempo non rispose.
Un po'. Come sempre.Vi prego tuttavia di non...
Diffondere sconforto tra gli altri passeggeri.
Come replica arriv una risata.
Be', adesso state meglio.
Se soltanto riuscissi a stabilire un qualsivoglia contatto tra la mia lingua e l'interno del cranio... sapete, Charles, che parlo con l'esterno di me stesso?
 l'effetto della commozione cerebrale. Starete ben presto meglio. Vi prego soltanto di non esibirvi in altri gesti di altruismo eroico.
Che ramanzina.
In ogni caso, la vostra testa non pu subire altre botte, per non parlare della spina dorsale.
 verissimo che ho sempre un mal di testa a disposizione,
o agli ordini, se volete, e che mi basta girare appena il collo perch... ah, al diavolo!
Se ne and, dopo di che mi accinsi al compito di annotare la nostra avventura. Me ne stavo seduto alla ribalta di scrittura a perdere tempo con la penna, quando l'inclinazione del ponte sotto il mio sedile aveva cominciato a cambiare. Visto che erano diversi giorni che procedevamo in una tremenda serie di zigzag, o bordi o virate o quale che sia il tarpaulin del caso, sulle prime non ci avevo prestato attenzione.
NOTA: In gergo marinaro inglese, tarpaulin significa tela incerata e anche, figuratamente, marinaio. FINE NOTA.
Poi il mio posteriore (divenuto da s un esperto marinaio) aveva avvertito che il movimento era pi rapido del solito. N l'operazione era accompagnata dal solito concomitare di eventi, come colpi di fischietto dei nostromi, esortazioni alla guardia di turno, coriaceo strusciare di piedi, sbattere di vele. Vi era stato, invece, un improvviso e autentico tuono proveniente dalla velatura, cessato istantaneamente, al che il mio marinaio finito mi aveva informato che il nostro ponte si stava inclinando con sempre maggiore rapidit, maggiore urgenza. Essendo diventato uno scrittore, la mia prima mossa era stata quella di infilare la penna nel suo astuccio e di tappare il calamaio. Non appena provvedutovi, poi, ero stato scagliato contro la mia cuccetta... e ora s che vi era un bel fracasso... grida, fischi, tonfi e schianti... nonch strilli dalla gabbia adiacente, dove la mia ex innamorata Zenobia vi si stava abbandonando all'unisono con la presunta moglie del signor Brocklebank. Avanzai alla bell'e meglio sul tavolato, riuscii ad aprire la mia porta e procedetti, a mo' di ragno, verso la luce del giorno della mezzeria.
Come sta scritto in praticamente tutti i libri di viaggio che io abbia mai letto: qual vista mi comparve davanti agli occhi, il sangue mi si gel, i capelli... e cos via. Tutta la scena era cambiata tanto da risultare irriconoscibile. Ci che un tempo era un fasciame relativamente orizzontale, ora appariva inclinato come la cima di un tetto, con rapida tendenza a divenire perpendicolare. Avevo capito, con il tipo di freddo ragionamento derivante dal mio stesso essere inerme, che eravamo perduti. Stavamo andando a gambe all'aria, scuffiando. Tutte le vele erano gonfie nella direzione sbagliata, tutte le cime sbagliate erano tese, mentre quelle giuste si trovavano in bando come i legacci della copertura di un pagliaio andata a pezzi durante una bufera. I parapetti sottovento si stavano accostando al mare. Quindi - non tanto da lass quanto da l fuori - era arrivato un lento stritolarsi, lacerarsi e frantumarsi. A proravia, le enormi travi, che sembrano tanto minuscole e vengono definite alberi di gabbia, erano roteate di lato, rimanendo sospese in un autentico lavoro a maglia fatto di cime e tela lacerata. Ai parapetti di sopravvento vi erano ora alcuni uomini disperatamente alla presa con cime. Uno, vicino alla paratia frontale del castello, lo avevo visto menare fendenti con un'ascia. Sopra di me avevo assistito a una scena che mi risulta tuttora difficile da credere: la ruota del timone della nave aveva preso a vorticare a una velocit tale che i due uomini che la governavano erano stati scagliati lontano come gocce di pioggia, il pi distante da me, in aria e al di l della medesima ruota, per andare ad atterrare pi oltre chiss dove, quello pi vicino scagliato sul ponte quasi colpito dal fulmine. E assieme al vorticare della ruota, dal timone era arrivato un tremendo sbatacchiare. Avevo visto il comandante Anderson in persona sciogliere una cima da una caviglia e gettarsi con sprezzo del pericolo ad alarne un'altra... Lo avevo pertanto raggiunto, mettendomi a mia volta ad alare. Avevo sentito la suddetta cima muoversi per effetto delle nostre forze combinate, ma - come mi  poi stato detto - quella che il comandante aveva sciolto stava flagellando l'aria in quei paraggi, dato che avvertii un colpo terribile alla testa e al dorso. Non aderir al luogo comune che afferma da quel momento non capii pi nulla, tuttavia ci che capivo era confuso e annebbiato quanto basta. Credo di essermi in qualche modo andato a ingarbugliare sul ponte con il giovane signor Willis. Cos che, a parte il diabolico dolore che avvertivo alla schiena e lo scampanio che sentivo in testa, ero quasi comodo. Si trattava naturalmente del signor Willis, sul quale mi trovavo disteso. In qualsiasi altra occasione non lo avrei scelto e nemmeno tollerato in qualit di materasso, ma allo stato dei fatti avevo provato un autentico accesso di rabbia per i poco efficaci sforzi che il ragazzo compiva nel tentativo di togliersi da sotto di me. Quindi qualcuno si era messo a tirarlo, per cui in un batter d'occhio mi ero trovato a non avere altro cuscino che un ponte, che ora avvertivo essere ritornato orizzontale. Nubi bianche e cielo azzurro. E poi l'albero di mezzana con vele non pi arrotolate, ma ammassate contro i pennoni. Ancora pi a proravia, inoltre, parte dell'albero di maestra era
ancora in piedi, e con le vele pi basse anch'esse ammucchiate, ma con l'albero di gabbia penzolante nella sorta di groviglio che gli uomini di mare sanno definire con molte espressioni altamente significative. Anche l'albero di parrocchetto era precipitato, ma in caduta libera, per cui giaceva in parte fuori bordo e in parte sul castello, a cavallo dell'argano. Me n'ero rimasto l disteso, ad aspettare che i miei diversi dolori cessassero. Sentivo, ma in distanza, il comandante Anderson che impartiva un flusso continuo di ordini. Mai l'avevo capito cos poco, n mi era mai piaciuto tanto. Dalla sua voce emanavano calma e fiducia. Poi, ci si creda o no, nel bel mezzo di una vera e propria raffica o bordata di ordini, era venuto un momento in cui aveva fatto una pausa, dicendo in un tono di voce pi circoscritto e colloquiale: Occupatevi del signor Talbot, Phillips. Che riconoscimento! Phillips mi si era chinato sopra, ma mai mi sarei lasciato superare in nobilt.
Non curatevi di me, giovanotto. Devono esserci altri in stato ben peggiore del mio.
Sono lieto di poter affermare che la cosa non aveva esercitato alcun effetto su Phillips, il quale stava sforzandosi di inserire una sostanza relativamente morbida tra la mia testa e il ponte. Che aveva avuto la conseguenza di farmi stare un po' meglio. La pulsazione scarlatta che sentivo dietro la fronte era calata di tonalit al rosa.
Che cosa diavolo  successo?
Era seguita una pausa. E poi...
Non saprei dire, signore. Non appena siamo stati con la chiglia orizzontale, sono venuto immediatamente a cercarvi.
Avevo flesso una gamba e poi l'altra. Non sembravano aver subito danni, come pure le braccia. La cima non aveva fatto altro che sbucciarmi un tantino i palmi. Sembravo essere emerso da quella catastrofe, qualunque ne fosse la natura, con non pi che un'emicrania e uno shock.
Dovreste essere di l a occuparvi delle signore, Phillips.
Non aveva replicato nulla, limitandosi a inserire un altro strato della primitiva sostanza tra la mia testa e il ponte. Ero tornato ad aprire gli occhi. Gi l'albero di gabbia penzolante veniva calato pollice dopo pollice. Vi erano marinai ammassati tra ci che rimaneva del sartiame. Avevo sollevato il capo con dolore, arrivando giusto in tempo per vedere l'albero di parrocchetto, spezzato, che veniva issato a bordo e liberato dall'argano. Era scheggiato e si protendeva di un paio di iarde sopra la mezzeria.
Sopra di me il picco della brigantina era stato calato sul boma. Mi erano tornate alla mente le vele che torreggiavano rigonfie sulla mia testa, mentre la nave spingeva in gi il parapetto fino a farlo superare dal mare schiumante.
Che cos' successo?
Una nave piena di schifosi scansafatiche, se volete scusare l'espressione, signore.
Provavo un'assoluta non-voglia di spostare il corpo, per cui non avevo fatto altro che sollevare ulteriormente il capo al fine di dare un'occhiata attorno. Il risultato era stato una fitta del dolore pi atroce che avessi mai sperimentato, una sorta di lucente stiletto - fatto del medesimo - che mi venisse infilzato nella testa. Avevo pertanto rinunciato a ogni ulteriore tentativo, rimanendo immobile. Summers e il comandante stavano esprimendosi con molta scrupolosit in un fluente tarpaulin. Se le femminelle non erano troppo sfilate... se la nave non era troppo gravemente fuori assetto. Avevo mosso gli occhi in via sperimentale, in modo da poter vedere i due ufficiali, scoprendo che l'atto non si accompagnava a molto dolore. Quindi avevo sentito quello che dicevano. Il signor Talbot aveva molto generosamente cercato di aiutare il comandante al caricamento della vela maestra dell'albero di mezzana, finch era stato privato della conoscenza da una scotta volante. Secondo il signor Summers, da me non c'era da aspettarsi di meno. Quindi lo stesso Summers aveva pregato che gli fosse consentito di tornare ai propri doveri, richiesta che era stata esaudita. Stavo per cercare di tirarmi a sedere, quando il comandante aveva nuovamente parlato.
Signor Willis.
Il signor Willis si trovava in piedi accanto all'abbandonata ruota del timone, che stava girando dolcemente prima in un senso e poi nell'altro. Stavo per segnalare tale spaventosa trascuratezza al comandante, quando due marinai erano arrivati a balzi su per la scaletta, dando di piglio alla ruota sui due lati.
Signor Willis!
Di norma il suddetto signor Willis, uno dei nostri aspiranti guardiamarina,  di carnagione pallida. Ma, o il colpo ricevuto in testa mi aveva confuso la vista, oppure il ragazzo era in realt diventato di un verde acceso.
Quante volte devo rivolgermi a voi prima di ricevere una risposta?
Il povero giovane Willis aveva serrato le labbra, quindi le aveva aperte. Le sue ginocchia, credo, si sostenevano vicendevolmente.
Sissignore.
Di guardia eravate voi.
Sissignore, il signor, lui, il signor...
Quanto a "lui" so tutto, signor Willis, ma di guardia eravate voi.
Dalla bocca del signor Willis non era uscito altro se non un lieve gorgoglio. Il braccio destro del comandante Anderson era ruotato e il palmo della sua mano aveva colpito il volto del ragazzo con un sonoro schiocco! Il medesimo ragazzo era parso sollevarsi in aria, procedere di sbieco e poi crollare.
In piedi, signore, quando vi sto parlando! Li vedete quegli alberi di gabbia, dannato giovane imbecille? In piedi! Avete una qualsiasi idea di quanta tela sia andata in brandelli, di quanta canapa ci sia, ora, buona a nient'altro che per imbottire i parabordi? Per Dio, signore, quando disporremo di nuovo di un colombiere di mezzana, vi passerete il resto della nomina!
Sissignore, il signor, il signor...
Fatelo venire qui, Willis, mi sentite? Lo voglio qui davanti a me, e subito! Qui!
Non avrei mai pensato che tanta ira e minaccia si potessero esprimere in una sola sillaba. Era il famoso ruggito del comandante Anderson, un suono tremendo, per cui avevo ritenuto che il miglior partito fosse di rimanere disteso e immobile, con la mia nuova aureola di ardimentosit. Avevo tenuto gli occhi chiusi, ed  per questa ragione che avevo sentito la conversazione che segue, pur senza vedere alcuno dei due soggetti tra cui essa intercorreva. Si erano sentiti dei passi strascicati e poi la voce di Deverel, a un tempo impastata e senza fiato.
Dannazione, che cos'ha combinato ancora quel ragazzo, maledetto lui!
Anderson gli aveva risposto in tono carico d'ira, ma a voce bassa, come se non volesse che la conversazione venisse sentita da altri.
Eravate voi di guardia, signor Deverel.
Deverel aveva risposto a voce altrettanto bassa:
C'era il giovane Willis...
Il giovane Willis, per Dio, razza di un imbecille!
Io non...
Voi starete ad ascoltare. Vige un'ordinanza contro l'atto
di lasciare di guardia un aspirante guardiamarina in navigazione.
La voce di Deverel si era levata in un improvviso urlo.
Lo fanno tutti! Altrimenti questi mocciosi come fanno a imparare?
Quindi l'ufficiale di guardia pu svignarsela in quadrato e trincare fino a istupidirsi! Sono arrivato sul ponte con la nave che stava andando in pezzi e, per Dio, voi non c'eravate! Siete arrivato barcollando, razza... razza di ubriacone...
Non consento n a voi n a nessun altro di parlarmi cos. Vi avverto...
Anderson aveva alzato a sua volta la voce.
Tenente di vascello Deverel! La vostra assenza dal ponte mentre eravate di servizio  stato un atto di negligenza criminale. Potete considerarvi agli arresti semplici.
Ma andate a prendervelo in culo, Anderson, lurido bastardo.
Era poi seguita una pausa, nel cui corso non mi ero azzardato nemmeno a respirare. Quindi Anderson aveva ripreso in tono gelido:
E naturalmente vi  fatto divieto di bere, signor Deverel.
Phillips e Hawkins, il domestico del comandante, mi avevano riportato nella mia cuccetta. A fini diplomatici io avevo finto la pi intensa mancanza di sensi possibile. Adesso, avevo pensato, dovr esserci una corte marziale, e non avevo nessuna intenzione di avervi a che fare, n come testimone n in alcun'altra veste. Quindi avevo consentito che mi si facesse rinvenire per mezzo del brandy, afferrando poi Phillips per la manica, al fine di trattenerlo.
Mi sanguina la schiena, Phillips?
Non che io abbia visto, signore...
Sono stato colpito sul capo e sulle spalle da una cima volante, che mi ha privato completamente di conoscenza. Mi sento tagliato fino all'osso.
Oh, aveva risposto lui, con grande gaiezza, siete stato colpito dall'estremit di una cima, quello che noi chiamiamo "starter", signore. Cio quello che il marinaio comune si becca sulla schiena o sulle chiappe, se volete scusarmi, signore. Provoca a malapena una sbucciatura.
Che cosa ci  successo?
Quando, signore?
L'incidente, giovanotto, gli alberi spezzati... il mio mal di testa!
E Phillips mi aveva raccontato ogni cosa.
Presa a collo. Io ero stato preso a collo, tu, lui, esso era stato preso a collo. Ricordo mia madre che diceva alla domestica: ma quando ho sentito quanto voleva costui per una iarda di quella stoffa, per quanto splendida essa potesse essere, vi assicuro, Forbes, che sono stata presa totalmente a collo! Tanto da parte della mia cara madre, che mi ha dato s il permesso di viaggiare sul Continente durante l'ultima pace, ammonendomi tuttavia di non avvicinarmi troppo al recinto del bastimento! Che lingua  mai la nostra, quanto diversa, quanto diretta nella sua ambiguit, quanto completamente e, per cos dire, inconsciamente metaforica! Mi erano tornati in mente gli anni passati a tradurre versi inglesi in latino o greco, e la necessit di trovare una semplice espressione che fosse capace di rendere il senso di ci che il poeta inglese aveva avvolto nella luminosa oscurit delle figure retoriche! Di tutte le attivit umane, quante e quante volte abbiamo scelto di volgerci alla nostra esperienza del mare! Andare controcorrente - come si direbbe in altra lingua -, con i fiocchi e i controfiocchi, con il vento in poppa, essere in alto mare, in mezzo al guado, alla deriva, arenato, incagliato, andato a fondo... buon Dio, si potrebbe riempire un intero libro con gli effetti esercitati sull'inglese dalle vicende marinare! Ed ecco l una metafora tornata alla propria origine. Noi, la nostra nave, eravamo stati presi tutti a collo. Disteso nella mia cuccetta, avevo ricostruito ogni cosa. Deverel se l'era svignata sotto coperta per farsi un goccio, lasciando al mezzo scemo Willis la responsabilit della nave. Buon Dio, al ripensarci la testa aveva ripreso a pulsarmi. Il mio paese, avevo detto a me stesso, cercando di attingere uno stato di buon umore, il mio paese avrebbe potuto soffrire una rimarchevole privazione. Avrei potuto affogare! Cos, con Willis di guardia, era sopravvenuto un cambiamento, una confusione delle onde a prua sottovento, un po' di schiuma, un turbine di vento, l'acqua aveva schiaffeggiato con due mani che si avvicinavano sempre pi rapide... i due uomini alla ruota avevano gettato uno sguardo dalla vibrante colonna dell'albero di maestra alla bussola... forse uno circolare in cerca di Deverel, trovando tuttavia soltanto Willis a bocca spalancata... avevano
cercato autorit, senza trovarne alcuna... se avessero virato, cambiando le mura per incontrare quel turbine di vento, avrebbero anche potuto rischiare la fustigazione... cos che in conclusione non avevano fatto niente, perch Willis non aveva fatto niente, e la sventata si era abbattuta sul lato sbagliato delle nostre vele, le quali, tesate a segno, avevano fermato completamente la nave, schiacciandola poi all'indietro e gi, le vele pregne nella direzione sbagliata, i parapetti spinti all'ingi finch il mare li aveva lambiti e superati, con il timone che lavorava a rovescio.
Cos, mentre l'equipaggio faticava a disfare l'opera che Deverel e Willis erano riusciti tra loro a mettere insieme con pochi attimi di disattenzione, ero rimasto steso ad aspettare che il pulsare della mia testa cessasse, cosa che alla lunga era in parte effettivamente accaduta, ma soltanto quando mi ero messo a dormire. L'ultima cosa che ricordo di avere pensato prima di addormentarmi  stata quale tesoro di imprevista esperienza mi fosse venuto tramite quella semplice espressione: presa a collo!
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CAPITOLO 3.
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Ma stranamente, una volta nella mia cuccetta, mi ero sentito costretto a rimanere l, e non soltanto per un paio d'ore, ma per giorni e notti. Summers di tanto in tanto mi portava notizie del nostro stato. Venivamo nuovamente respinti con tremenda inevitabilit verso le calme equatoriali, dal momento che il nostro bastimento, se quando era completamente armato riusciva a procedere un poco contro vento, ora, storpiato come si trovava a essere, era inerme. N potevamo sperare di issare tutta la velatura come in precedenza. Ci mancavano, a detta di Summers, le aste. E la riduzione della superficie velica era pi che equivalente al miglioramento prodotto dal raschiamento che ora lui stesso era in condizione di effettuare sulla frangia di alghe che ci circondava completamente all'altezza della linea di galleggiamento. Un'altra delle famose metafore di cui sopra, forse, come dire il passo del gambero. Erano passati altri tre giorni prima che fossi in grado di alzarmi per pi tempo di quanto servisse alle meno rinunciabili tra le urgenze. Fu dunque un Edmund traballante quello che alla fine riusc a raggiungere il centro nave. Eravamo di nuovo, scoprii immediatamente, in una desolazione di caldo, immobilit e foschia. Lo stesso bompresso risultava fuori vista, e se riuscivo a vedere le cime degli alberi, ci avveniva solamente in quanto esse ora erano pi basse di prima. L'armamento di nuovi e temporanei alberi di gabbia, secondo quanto mi assicur Summers, era operazione che stava mettendo a dura prova le risorse della nave in termini di legname ed energia muscolare. Per intanto eravamo inermi.
Il quarto giorno, comunque, mi vide pi prossimo alla guarigione, inoltre ci trovammo a doverci confrontare con alcune questioni che mi eliminarono dalla testa qualsiasi pensiero di dolorosit. Fui svegliato da Phillips, che venne da me cacciato con un grugnito, seppure lo avessi gi sentito versare l'acqua nel mio lavabo in tela. L'aria era densa e sembrava umida e tiepida come l'acqua. Quando poi mi fui sollevato pi in prossimit della superficie della coscienza, rammentai tristemente i giorni pi umidi e grigi dell'inverno - pioggia, grandine, neve, nevischio - tutto piuttosto che quella monotonia oziosa e gremita! Mi stavo, per non sottilizzare troppo, spremendo le meningi in cerca di una qualsiasi buona ragione che mi imponesse di alzarmi dalla cuccetta, quando sentii un grido lontano. Per di pi il suddetto grido venne seguito da un richiamo berciatomi praticamente sopra la testa, cui a sua volta fece seguito una risposta da lontano. Dal casseretto sentii arrivare un ruggito tonante che non poteva essere altro se non lo stesso Anderson nel suo abituale umore di bellicosa esortazione. Era chiaramente sopravvenuto un mutamento delle nostre condizioni, e non poteva che essere per il meglio. Vento, forse! Mi levai dalla cuccetta con una certa fatica e mi trovavo gi in camicia e brache allorch sentii uno strepito dei pi eccezionali provenire dai passeggeri, tutti ammassati nel vestibolo. Mi ero infilato nella giubba quando, preannunciato solamente dal pi frettoloso dei colpetti, Deverel spalanc la porta della mia gabbia. Ma non si trattava pi dell'uomo rigido e remoto, consumato nell'intimo dalle fiamme del proprio stesso disonore e rancore! Gli brillavano gli occhi, il suo viso, tutto il suo portamento esprimevano piacere e animazione. Con mio sbalordimento vidi che teneva nella sinistra la sciabola infilata nel fodero.
Talbot, vecchio mio! Per Dio, Talbot! Ho una via di scampo per i miei problemi. Venite con me!
Ero appunto in procinto di salire sul ponte. Ma che cosa accade?
Via, amico mio, non avete sentito? Una vela!
Diavolo! Speriamo che sia una delle nostre!
Dov' finito il coraggio, amico mio? Ne hanno avvistati i controvelacci. Bianchi come il fazzoletto di una dama! E una nave nemica, garantito!
Summers ci aveva assicurato che i francesi si trovavano parecchio malmessi...
Oh, quello! Insomma, chi si sarebbe mai aspettato una battaglia navale? Tuttavia, una nave sola... Boney, Napoleone Bonaparte, potrebbe avere mandato una velocissima nave flyer a intercettarci... ma frog, la rana francese, o un maledetto yankee o olandese,  tutta la stessa roba... una battaglia con spargimento di sangue paga tutti i debiti... fortunato con le donne e in guerra, cos  fatto il vostro illustre John!
Il fatto pu provocare un avanzamento nella vostra carriera, Deverel, e ne sono felice per voi... ma per quanto mi riguarda... il diavolo si prenda tutti.i francesi!
Deverel non aveva aspettato le mie ultime parole, e d'altronde devo riconoscere che esse non appartenevano esattamente alla vena eroica. Ma, uscito di fresco dalla cuccetta e a stento guarito da un'emicrania... be', un uomo che sapesse comportarsi immediatamente da eroe in un simile momento sarebbe stato un autentico Nelson. In ogni caso, mi ricomposi e raggiunsi la mezzeria. I passeggeri erano raggruppati, o potrei dire ammassati, contro la paratia frontale del castello di poppa, mentre similmente ammassati contro quella del castello di prua erano gli emigranti. Nel nostro universo, che la foschia riduceva a nulla pi che una parte della nave, il silenzio era totale. Summers si trovava in piedi sulla poppa con Cumbershum. Il comandante Anderson era chino sulla battagliola del casseretto, intento ad ascoltare lo stesso Cumbershum, il quale si stava esprimendo in quello che per lui era un tono moderato.
Quell'uomo  un idiota, signore, e non  capace di segnalare come si deve un rilevamento. Ho fatto montare a riva il signor Taylor, con istruzioni di non dire nulla ma di indicarla se riesce ad avvistarla.
Ha dato nessuna mostra di averci visto?
No, signore. Ma con due alberi di gabbia abbattuti, abbiamo qualche possibilit di sfuggirle.
"Sfuggirle", signor Cumbershum?  un'espressione che non mi piace. Se dovessimo accostare e si trattasse di una nave nemica, combatter.
Certo, signore.
Signor Summers... disponiamo di sei grossi cannoni su entrambe le murate. Siamo in grado di equipaggiarli tutti con uomini esperti?
No, signore. Nemmeno una sola murata, a dire il vero, una volta che si abbiano le scialuppe in acqua a prua e poppa, e squadre sul ponte per respingere l'arrembaggio. Adesso faccio alzare le reti, signore. Ma per il resto... il signor Taylor sta facendo segnali.
Il medesimo signor Taylor appariva visibile sopra di noi nella foschia. Era aggrappato a un guazzabuglio assolutamente indescrivibile in cima all'albero di maestra. Il comandante Anderson scrut nella chiesuola.
Sudest-sud sudest.
Con rispetto, signore, ma da qui il signor Taylor sembrerebbe indicare esattamente sudest-est sudest.
Scialuppe a mare, signor Summers. Poi la faccia virare. Penso che potremmo prolungare il nostro tempo di preparazione con un po' di traino verso nordovest-ovest nordovest.
Opinabile, signore.
La minima bavicella di vento potrebbe buttare gi tutto, no, signor Summers. La faccia virare.
S, s, signore. Signor Deverel...
Gli ordini si succedettero fitti e rapidi, tanto che non riuscii a seguirne nemmeno un decimo. Sentii dare istruzioni alle signore circa il modo per scendere nel falso ponte, e dir loro che dovevano ritirarvisi immediatamente se cos comandate. Apparivano assai straordinariamente composte. La signorina Granham sembrava in grado di respingere l'arrembaggio con la sola espressione del viso. Il signor Prettiman, da repubblicano dichiarato, se non giacobino, esibiva un'aria di indignata truculenza, che poteva anche derivare da pura e semplice incertezza circa l'atteggiamento da tenere. Se non fossi stato depresso e anche irritato per questa probabilmente rapida interruzione e persino conclusione della carriera di Edmund Talbot, mi sarebbe piaciuto sottoporgli il problema. Ma tra noi non c'era scambio di conversazioni. Ce ne rimanemmo l muti, finch per consenso comune tornammo a trascinarci nel salone passeggeri, dove, osservai con discreto interesse, vi fu un certo vago consumo di vino prima del pasto come durante il medesimo. Dal canto mio riuscii a mettere da parte la debolezza e il dolore ricorrente, al fine di sollevare gli spiriti della compagnia dichiarando che, dal momento che in un simile oceano due navi avrebbero incontrato qualche difficolt persino a trovarsi intenzionalmente, non c'era proprio alcuna prospettiva che accostassimo accidentalmente. Ma se ci fosse accaduto, aggiunsi, be' in tal caso avremmo dovuto combattere, e quindi sollevai il bicchiere in un brindisi alla vittoria! Ma mai vi era stata accolta pi triste e meno marziale! Tutto ci che segu fu che il minuscolo Pike gett sul tavolo coltello e forchetta, scoppiando in lacrime.
Le mie bambine, oh, le mie bambine! La piccola Arabella! La povera Phoebe!
La moglie gli pos una mano su una spalla per confortarlo. Io gli parlai in tono rude, da uomo a uomo.
Via, Pike, niente paura, amico mio! Ci siamo dentro tutti,
e daremo buona prova di noi stessi! Quanto alle vostre bambine, state tranquillo, che sono di gran lunga troppo giovani per i francesi!
Devo riconoscere che quest'ultima considerazione fu poco felice per ci che implicava. La signora Pike scoppi in rumorosi singhiozzi. Zenobia e la signora Brocklebank strillarono all'unisono. La signorina Granham, posati coltello e forchetta, mi fiss con occhi di pietra.
Signor Talbot, disse. Vi siete superato.
Intendo solamente dire...
Ma gi stava parlando Prettiman.
Non credete agli aneddoti tanto diffusi circa il comportamento dei francesi. Sono esseri civili quanto noi. Possiamo dunque aspettarci di essere trattati con la stessa e in realt maggiore generosit e liberalit con cui li tratteremmo noi!
Dobbiamo star l a farci imbrancare come tante pecore? Immagino che lei abbia una qualche conoscenza della legge, signor Bowles.
 il giovane di studio di un procuratore legale, signore.
Noi civili potremmo rifiutarci di combattere?
Avevo considerato l'argomento. Credo che a noi passeggeri sia consentito "mettere un cannone in batteria", come si dice in gergo, il che comporta penzolare da una fune. Potremmo invocare lo stato di costrizione. Ma una volta che fossimo stati visti sul ponte con spada e pistola in mano, avremmo legalmente diritto a venire scannati.
Siete molto fattuale, considerai. Per non dire che avete un bel sangue freddo.
C' un modo per uscirne, signore. Ho considerato anche quello. I passeggeri potrebbero offrirsi volontari, prestare giuramento, venire iscritti nei registri della nave, come si dice. Non so tuttavia, in tal caso, quale sarebbe il loro stato ai fini del soldo.
Un brindisi, signor Bowles! Voi mostrate a noi tutti dove risiede il nostro dovere.
La signorina Granham si compiacque di rivolgermi il suo sorriso lunare da Minerva.
Nobile risoluzione, signor Talbot. Sono sicura di esprimere i sentimenti delle signore affermando che mentalmente, ora, in conseguenza di essa, ci sentiamo molto pi tranquille.
Vi furono suoni di assenso e qualche segno di allegria. Ma poi
il suo fidanzato, il comico Prettiman, lev la propria voce sopra tutto ci con la passione spesso derivante dalla sua adesione a filosofia di governo. No, no, no! Con rispetto, signorina Granham... Signor Talbot, come ci si pu offrire volontari prima ancora di sapere qual  il nemico da affrontare? E se quella nave non fosse affatto il fedele emissario di un tiranno, ma una di quelle che si sono liberate dal giogo e ora servono nientemeno che la terra della libert? Se fosse degli Stati Uniti d'America? Che cosa importa? Con l'America siamo in guerra! Si lev un chiacchiericcio di considerazioni contrastanti. Vi offrirete volontario, voi, signor Bowles? A certe condizioni, signor Talbot. Devo riconoscere che la prospettiva di combattere con una nave yankee la trovo meno stimolante di una battaglia con i francesi. In definitiva gli yankee sono gente nostra, che diavolo! quel dannato mascalzone di Paul Jones, sulla sua nave aveva pi marinai britannici che americani! E gli olandesi?
Vengano pure tutti. Formeremo una ben singolare schiera di difensori. Voi, signor Bowles, spargerete sangue unicamente nel caso che l'accordo sia preciso. Il signor Prettiman ci aiuter contro i francesi, gli olandesi, i pirati o persino i negrieri, ma al contrario risparmier qualunque americano sia tanto sconsiderato da capitargli tra i piedi.
Battuta che, come speravo, provoc rinnovata allegria. Nondimeno, venni interrotto dalla fonte meno prevedibile. Il minuscolo Pike balz in piedi e mi url letteralmente, quasi fosse precipitato in una crisi isterica:
Come potete scherzare a quel modo? Che cosa importa quale nave ci sia l nascosta nella foschia? Ci che conta  che disponga o meno di cannoni con i quali tirarci addosso. Mi batter bene come ogni altro uomo qui presente, quale che sia il suo grado. Ma non lo far per il mio paese! Lo sto lasciando! Non mi batter per la mia nave, il mio re o il mio comandante! Lo far invece contro qualsiasi nave e paese del mondo in difesa della mia, mia famiglia...
Quindi scoppi in rumorosi singhiozzi persin troppo udibili nel silenzio che era caduto mentre parlava. La signorina Granham tese una mano verso di lui, quindi torn a ritrarla. Sua moglie se ne premette una delle sue alla guancia. Infine Pike si sedette, mentre i suoi singhiozzi si affievolivano, sia pur lentamente. Credo che gli altri tenessero per lo pi lo sguardo fisso sul piatto, davanti a un simile sfoggio di emozioni, tanto distante dallo spirito inglese. Pensai fosse pi che tempo di tornare a terra dai nostri voli pindarici di fantasie marziali e isterismi. Pur esausto com'ero, ritenevo mio dovere perseverare.
Su, dissi dunque. Esaminiamo la situazione. Pu darsi che ci sia una nave, le cui vele sono state avvistate per qualche secondo nella foschia. Con ogni probabilit non si cura affatto di noi. Con ogni probabilit non ci ha visti. In fin dei conti non abbiamo pi gli alberi di gabbia. E se ci avvista, be', siamo con ogni evidenza una nave da guerra della Royal Navy, la pi temuta, la pi temibile tra tutte le macchine di distruzione di questo secolo moderno! Credetemi, le possibilit di un combattimento sono remote. Se io stesso sono parso spensieratamente stimolato dalla prospettiva di una battaglia, chiedo scusa a chi tra noi  responsabile di altre vite oltre alla propria. Ma credetemi. Mille a uno che non incontreremo n vedremo di nuovo quella nave.
Temo che cos non sia.
Sollevai lo sguardo, stupito, con la testa nuovamente trafitta da una stilettata di dolore. Summers era in piedi appena al di qua della porta, cappello in mano.
Signore e signori, nonostante tutte le lodevoli fatiche del signor Talbot per calmare le vostre naturali apprensioni, temo che cos non sia. Quella nave, qualunque cosa essa sia, si trova in bonaccia come noi. Nel corso di una calma prolungata, intendo dire di giorni o persino settimane, le navi vengono fatte accostare per effetto della mutua attrazione degli oggetti pesanti quando nulla li tiene separati se non un fluido liscio e facilmente partibile. Se non si leva il vento, verremo attratti vicendevolmente fino a trovarci a fianco a fianco.
Ora il silenzio si era fatto mortale.
Non lo trovo credibile, Charles.
Nondimeno  vero. Il comandante Anderson ritiene che sarete in grado di comportarvi in maniera pi appropriata una volta che vi siano stati esposti i nudi fatti. Come sapete, abbiamo avvistato, o meglio avuto una fugace visione di una nave che potrebbe averci a sua volta avvistato o meno. Potrebbe essere francese, mandata a intercettarci...
Brocklebank lo interruppe.
E come diavolo farebbero a saperlo?
Summers mi guard.
Potete stare certo, dissi allora io, che il loro ministro della Marina sa di noi quanto ne sappiamo noi stessi.
I francesi, dunque, intervenne Bowles. Boney deve avere dei disegni di conquista degli Antipodi.
No, ha troppo da fare in Russia, replicai io. Che dire degli yankee, Charles?
Tutto ci di cui siamo sicuri  che quelle vele bianche non possono essere britanniche.
Che cosa dobbiamo fare, allora? I signori qui presenti si sono impegnati ad aiutarvi per quanto possibile.
Summers sorrise.
Non mi aspettavo di meno e vi fornir tutto l'equipaggiamento del caso. Il cannoniere, signor Askew, sta allestendo alcuni fuochi d'artificio molto graziosi, con miccia rapida e piccoli involti di polvere da sparo. Uniti ai nostri pochi cannoni di grosso calibro possono dare l'idea di un'intera bordata dal lato ingaggiato della nostra nave, purch il nemico ci veda poco distintamente nella foschia. Ci tocca sperare che una sola botta lo convinca ad allontanarsi a rimorchio, perch dobbiamo avere un aspetto piuttosto brutto.
Ma se ci vede soltanto poco distintamente nella foschia? E sta venendo buio!
Come far a sapere che siamo un nemico, intendete? Accender le luci di riconoscimento e aspetter la nostra risposta. E se tali luci non rientrano nella lista segreta di cui disponiamo, risponderemo con la bordata.
E poi?
Una sola bordata e il comandante Anderson non potr mai essere accusato di avere rinunciato a quella nave senza combattere.
Diavolo! Certo che non pu!
Calma, Edmund! Siamo una nave della Marina di Sua Maest e faremo tutto il possibile.
Quindi, rivolto un sorriso circolare a ciascuno di noi, si rimise il cappello e si ritir. Il minuscolo Pike, placati i singhiozzi, mi ringhi letteralmente attraverso il tavolo: E buonanotte al vostro tentativo di rincuorarci, signor Talbot!
Summers ha scelto una via diversa. Io una spada non ce l'ho. E voi, Bowles?
Io? Buon Dio, no, signore. Ma non dubito che la nave ne abbia una riserva. Magari sciabole d'arrembaggio.
Signor Brocklebank, voi, perdonatemi, siete di costituzione piena. Scenderete dunque di sotto con le signore?
Ho idea di rimanere sul ponte, signore. In definitiva, sebbene mi sia capitato in numerose occasioni di dipingere la guerra in mare, non ho mai avuto l'opportunit di prendere appunti nel cuore di una battaglia. Mi vedrete, signore, mentre la palla vola, seduto sul mio sedile da campo, intento a osservare con occhio esperto tutto ci che sia degno di nota. Per fare un esempio, ho spesso chiesto a militari - e nel termine militari includo anche i marinai - ho spesso chiesto, dicevo, precisamente quanto risulti visibile all'occhio nudo una palla di cannone. Com' ovvio, quanto pi precisamente essa voler verso l'osservatore, tanto pi lentamente sembrer procedere. Non potremmo pertanto essere meglio situati per l'osservazione. Spero solamente che l'oscurit non sia troppo avanzata prima che si ingaggi battaglia. Secondo quanto avete affermato, signore, l'idea pi precisa di una palla di cannone se la dovrebbe dunque fare colui la cui testa ne venga spazzata via.
Se capita, be', capita. "La maturit  tutto"... o piuttosto, nel mio caso, il dopo maturit  tutto. Che cos' la vita, signore? Un viaggio nel cui corso nessuno, per quanto possa sostenere il contrario... non sappiamo che cosa, se mi seguite...
Era chiaro che il signor Brocklebank stava raggiungendo il suo consueto stato di ebbrezza. Quindi mi alzai, inchinandomi alla compagnia. Mi era balenato il pi singolare dei pensieri. Avrei in tutta realt potuto venire ucciso! Soltanto in quel momento mi ero reso conto del fatto, cosa che pu apparire strana a chi non si sia mai trovato in una circostanza analoga. O, meglio, diciamo che prima me n'ero reso pi o meno conto. Mentre ora la consapevolezza risultava... opprimente.
Devo chiedere ai presenti di scusarmi. Ho certe lettere da scrivere.
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CAPITOLO 4.
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Era stata la confusione del mio stato mentale a indurmi a dichiarare una cosa tanto semplice, quando in effetti il mio improvviso allontanamento avrebbe necessitato di una spiegazione complessa, se volevo avere la speranza di essere capito. La verit si  che tutta l'agitazione provocata dall'avvistamento da parte nostra di una strana nave mi aveva fatto dolere la testa ancor pi di quanto provocato da quella scotta volante. Ora mi ero prefigurato un danno alla mia reputazione e mi sentivo dunque confusamente determinato a prevenirlo. Se all'acuto senso di disagio che avvertivo al cranio fosse stato consentito di aumentare o anche di rimanere tale e quale, non sarei in alcun modo stato in condizione di affrontare un nemico! Mi si immagini l, tra tutti quei signori offertisi volontari, a gemere che mi sarebbe ben piaciuto prendere parte alla difesa, ma che purtroppo ero reso del tutto inabile da un'emicrania, per cui mi toccava raggiungere le signore nel falso ponte! Ordinai dunque a Phillips di farmi avere qualcosa per il mal di testa, che portai alla mia cuccetta, dove, sbalordito, mi tocc accorgermi non trattarsi ancora una volta di nient'altro se non di un po' del solito elisir del commissario di bordo, cos che, anche se per fortuna, scoperto che cos'era, cessai di tracannarlo: il primo sorso bast a spostare il dolore che provavo alla testa di un sei pollici fuori della medesima e in alto a sinistra, almeno a quanto mi era dato di giudicare. Esso inoltre provoc in me un certo desiderio e una discreta capacit di intrattenermi con la Fantasia, tanto che nel giro di qualche minuto mi trovai intento a comporre (mentalmente, in ogni caso, e nella cuccetta) lettere a mia madre e mio padre, nonch ai miei fratelli minori, che ritengo tuttora essere state brani di prosa circondati da una nobile aureola. Ma il pi naturale e al tempo stesso pericoloso effetto del medicamento fu (con un nemico incombente sempre pi vicino nella foschia) di farmi addormentare come un sasso! Mi svegliai di soprassalto da uno sgradevole sogno in cui il povero Colley, in un modo soprannaturale anche troppo logico dato il suo stato, aveva convocato il nemico e stava facendolo accostare sempre pi di ora in ora. Caddi dalla cuccetta, piuttosto che uscirne, placato il mal di testa, ma in stato completamente confusionale. Quindi corsi al centro nave, dove sulle prime pensai che la foschia stesse avviluppandoci ancor pi fittamente, finch mi accorsi che si trattava del rapido approssimarsi della notte tropicale. Le signore erano raggruppate davanti alla paratia frontale del casseretto, da dove suppongo sarebbero state in condizione di scendere con la massima rapidit nel falso ponte. Tenevano lo sguardo fisso sulla sinistra. Sopra di loro, sul casseretto, erano schierati alcuni dei soldati di Oldmeadow agli ordini dello stesso ufficiale. A prora-via, come riuscii a distinguere nella scarsa luce, vi erano altre squadre schierate sul castello, davanti alla cui paratia frontale erano raccolte le emigranti. Ovunque era silenzio profondo.
Deverel si port a grandi passi verso poppa, alla testa di un gruppo di emigranti. L'unico rumore della nave era prodotto dalle sue scarpe. Appariva in uno stato di intensa, pur se trattenuta, euforia. Reggeva la spada con il fodero nella sinistra. Era scosso da leggeri brividi.
Ehil, Edmund! Pensavo che foste schierato ai cannoni!
Al diavolo, mi sono addormentato.
Scoppi in una risata.
Fantastico! Ben fatto, vecchio mio... tuttavia gli altri sono tutti gi. Buona fortuna a voi!
Anche a voi...
Oh, io... be', in questo momento darei il braccio destro per una battaglia con spargimento di sangue!
Quindi pass oltre, salendo rapidamente la scaletta che portava sulla poppa, mentre io mi avviavo nella direzione opposta, gi per quella diretta al bailamme del ponte di batteria.
Dove immediatamente apparve chiaro un fatto dei pi sfortunati. Ero troppo alto per rimanere l, essendo tale ponte stato progettato per una schiera di gnomi, o di minatori, forse, tanto che non potevo reggermici in piedi. Attesi pertanto di ricevere istruzioni. Il ponte di batteria non era molto pi buio di quello di coperta, essendo tutti i portelli aperti. I nostri sei grossi cannoni erano in posizione, ma con i paranchi non ancora issati. Erano circondati da una folla, che si trovava tuttavia rivolta verso l'interno della nave, dove il nostro cannoniere in carica, signor Askew, procedeva su e gi a grandi passi, arringando i presenti. Portava una cintura in cui erano infilate due pistole.
Adesso fate attenzione, disse, special modo chi non ha mai visto fare niente di tutto questo. Adesso avete visto caricare e innescare i cannoni. Caso mai capita che tocca ricaricare, si lascia fare a chi  che sa il mestiere. Voi signori e voi emigranti
mettete mano alle cime che vi ordinano i capipezzo, e quando uno vi dice "Issa!" - e qui la voce del signor Askew si lev a quello che pu unicamente venir definito un ruggito represso -voi issate fino a sputare i polmoni. Voglio vederli sparsi l cos, l cos, l cos, l cos, l cos e poi anche l cos. E la prima volta che mettete i cannoni in batteria  il caso che state zitti, perch il signor Summers ci ha ordinato di fare silenzio come tanti topolini, in maniera da non far capire al frog che stiamo arrivando. Dunque - e qui la sua voce cal a un bisbiglio - una volta messi i cannoni in batteria, zitti zitti li raccogliete, i vostri polmoni, li risistemate al suo posto e state l ad aspettare. Se apriamo il fuoco, quelle ruote di cannone le vedrete rinculare cos in fretta che non ve ne accorgete neanche! Personalmente le ho viste ferme di qua o di l, ma mai in mezzo, cari signori, dal tanto che vanno in fretta. Quindi  meglio che non vi trovate l dietro, altrimenti, quando il frog arriva, pensa che siete quella che lui chiama confiture. Marmellata, cari signori. Marmellata.
Il minuscolo Pike alz una mano, quasi fossimo ancora a scuola.
Ma a quel punto il nemico non star sparando? Come faccio a saperlo, signore, e cosa ci interessa? Quando si apre il fuoco le cose sono diverse, oh, non avete idea, signore: proprio ma proprio diverse. E ben balordo come sono diverse le cose quando un cannone  stato sparato, come si dice, a palla incazzata. Quindi avete tutto il permesso di Sua Maest il Re, Dio lo benedica, di sbraitare, urlare, bestemmiare, cagarvi addosso  fare tutto quello che volete finch c' rumore, e intanto di tirare fuori e rimettere dentro i polmoni quando ve lo ordinano. Buon Dio!
Il signor Askew prosegu in tono colloquiale: Tutta flanella, naturalmente. Il frog non si spaventa cos facile come possono pensare le vossignorie. In qualche maniera dobbiamo tirare in lungo il gioco pi che possiamo. Quindi, se per caso ci tocca combattere e un qualche volontario gli viene in mente che magari l'altro fianco della nave  come dire pi tranquillo e un po' pi alla larga dal nemico, questi due cannoni qui che porto alla cintura sono carichi. Quindi, cari i miei eroi, forza e metterli in batteria quelli l, di cannoni!
I pochi attimi che seguirono mi risultarono complessi e tali da farmi infuriare. L'uomo che ritenevo essere il capopezzo del cannone pi vicino, indic l'estremit di una cima che sporgeva
oltre Bowles, il quale era l'ultimo dei quattro volontari che la reggevano. Non avevo ancora finito di ingobbirmi per farmi pi accosto, che il suddetto capopezzo torn a ruggire, facendo compiere ai volontari un balzo che mand Bowles a sbattermi addosso come una cannonata, tanto che arretrai barcollando di due passi e poi caddi, andando ancora una volta a sbattere con la testa contro il ponte in maniera tanto cerebralcommovente che tutto il mondo mi venne per un attimo oscurato da un luminoso festone di luci. Mentre mi sforzavo di rimettermi in piedi, sentii il signor Askew, lontanissimo, dire:
Dunque, dunque, signor Talbot, dove stavate andando? Se eravamo in azione, potevo anche essere costretto a ficcarvi un confetto in testa, se andate cos vicino alla met nave.
Il dolore e la sensazione di essermi coperto di ridicolo risultarono intollerabili. Balzai dunque in piedi... e andai a sbattere una seconda volta, in maniera ancor pi squassante, nella superficie inferiore del ponte superiore. Questa volta non vidi luci e non capii nulla finch, attraverso un malessere stordente, sentii un uragano di risate, accompagnato da grida del signor Askew.
Oh, briganti, basta cos e pronti. E una brutta botta che si  preso quel signore l, che senza dubbio ha la testa e il cuore pi duri di tutta la nave. Dio sa quanto sono scassati, l sotto, i bagli. Silenzio, ho detto! Come la va, signore?
Mi spiace dover dire che la mia unica risposta fu rappresentata da una rassegna di tutte le imprecazioni che fui in grado di disporre in fila. Il sangue mi colava sul viso. Mi tirai a sedere e il cannoniere mi resse per un braccio.
Piano, signor Talbot. Il ponte di batteria non  posto per voi. Be', comprensibile: con Billy Rogers e il signor Oldmeadow dovete essere i tre uomini pi alti della nave. Farete meglio sul ponte, signore, dove il frog pu avvistarvi tutto sanguinante e furioso. Gi basso, mentre ve ne andate! Piano! Un bell'applauso, ragazzi, per un campione della guardia di poppa!
Non sapevo che la furia potesse superare con tanta rapidit stordimento e malore. Mi inerpicai barcollando per la scaletta. La prima persona ad accorgersi di me - riconosciuta dalla voce - fu Deverel.
Che diavolo? Edmund, vecchio mio! Siete la nostra prima vittima!
Sono troppo alto per il ponte di batteria, Dio lo stramaledica. Dove sono le signore?
Gi nel falso ponte.
Dio sia ringraziato almeno per questo. Datemi un'arma, Deverel... qualsiasi cosa!
Non ne avete avuto abbastanza? Dove non  coperto di sangue, il vostro viso  cadaverico.
Mi sto riprendendo. Un'arma, per amor di Dio! Una mannaia... una mazza da fabbro... qualsiasi cosa. Mi impegner a scalcare e mangiare il primo francese che mi capita tra i piedi!
Deverel scoppi a ridere, quindi si ricompose. Tremava per l'eccitazione.
Parole da vero britanno! Verrete all'abbordaggio in mia compagnia?
Qualsiasi cosa.
Per favore, signor Summers, un'arma per la mia pi recente recluta!
Qualcuno gli ficc una sciabola da arrembaggio nella mano libera. Lui la brand, quindi la prese per la lama e me ne porse l'impugnatura.
Ecco, signore. La guida del marinaio semplice alla promozione. Sapete usarla?
Come tutta risposta mi produssi nella sciabolata tripla e quindi gli feci il saluto. Lui rispose.
Niente male, Edmund. Ma attento che la punta  affilata. Unitevi alla banda dei fratelli!
Lo seguii sulla poppa, dove il signor Brocklebank stava seduto al buio sul suo sedile da campo, una cartella chiusa sulle ginocchia. Teneva la testa posata sul petto, o forse dovrei dire sulla parte superiore dello stomaco. Il cappello era calato sugli occhi. Sopra di lui, sul casseretto, il comandante si stava rivolgendo a Summers con voce bassa e furibonda.
Sarebbe questo il silenzio che ho ordinato, signor Summers? Gli ordini glieli ho forse impartiti al massimo della voce? Comando silenzio e mi viene risposto con una bufera, un vero e proprio uragano di risate, ordini urlati, chiacchiere... siamo su una nave o in un manicomio?
Mi spiace, signore.
Il vecchio Tuonavisceri si plac un attimo.
Benissimo, signore. Potete procedere con i vostri doveri.
Summers si mise il cappello e fece dietrofront. Il comandante Anderson si accost al parapetto, scrutando verso la chiesuola illuminata.
Signor Summers, ha scarrocciato di mezzo grado verso nord.
Summers corse al parapetto di poppa, da dove si rivolse alla scialuppa che galleggiava oziosamente sotto.
Williams, portate la poppa di mezzo grado a dritta, e in fretta!
Quindi si volt. Avevo gli occhi pieni di lacrime. Ero ancora stordito e la testa mi doleva maledettamente. Una furia stabile mi aveva fatto passare dal mio usuale atteggiamento, che oserei definire cauto, a uno diverso, che mi imponeva di non desiderare null'altro se non l'opportunit di sfogarmi fisicamente su qualcuno! Gettatami un'occhiata attorno, vidi che il casseretto era pieno di gente. Alcuni dei soldati di Oldmeadow erano inginocchiati al parapetto di sinistra, con il moschetto in posizione di tiro. Riuscii a pena a vedere che sulla mezzeria era disposta una fila di uomini, che reggevano tante picche intese a infilzare qualsiasi imbecille fosse tanto testone da montare sul nostro sartiame. In effetti la nave, per quanto era lungo il fianco sinistro, era tutta in assetto di difesa. Mi venne il comico pensiero che magari la nave senza nome che stava scarrocciando inesorabilmente verso di noi avrebbe anche potuto accostarcisi dalla murata di dritta, che era completamente indifesa, cos che il comandante Anderson, se proprio ci teneva che gli venisse riconosciuto un tentativo di difesa, avrebbe dovuto far fuoco con i suoi grossi cannoni sul nulla.
Intanto Deverel mi stava parlando, o meglio, data la vicinanza del medesimo comandante, mormorando all'orecchio:
Adesso, vecchio mio, seguitemi da presso. Dovrete arrampicarvi, capite? Per aspettate che gli uomini di Oldmeadow abbiano fatto fuoco, altrimenti vi fate impiombare. E non dimenticate gli stivali.
Gli stivali, Jack?
Dateglieli nelle palle, va bene come qualsiasi altra cosa. State attento. Basso con la punta! Ma in un modo o nell'altro sar tutto finito in pochi secondi. Nessuno tira in lungo il combattimento...  una cosa che si legge soltanto nei libri e sul giornale.
Diavolo.
Se sarete vivo dopo un minuto, diverrete un eroe.
Diavolo.
Parlando si distolse da me e, rivolto alla massa degli uomini, chiese in un mormorio:
Tutti pronti?
La risposta fu una sorta di ringhio smorzato, il quale port con s una densa zaffata di un aroma che manc poco dallo spedirmi al tavolato. Era rum, per cui mi presi mentalmente nota di non ficcarmi mai nemmeno nel pi semplice dei pericoli senza la fiaschetta da caccia piena fino al tappo. Ero troppo, troppo sobrio per questa scappatella, e lo stordimento provocato dall'elisir stava svanendo.
Come pensate che andr, Jack?
In risposta mi sentii alitare all'orecchio: Vittoria o morte.
Quindi sentii Summers che, rivolto al comandante, diceva: All'erta, signore.
Molto bene, signor Summers.
Potrei suggerire che tra i diversi gruppi di uomini nelle loro postazioni venga diffuso un messaggio rincuorante?
Via, signor Summers, hanno gi avuto il rum!
Trafalgar, signore!
Oh, be', signor Summers, se ritenete che sia opportuno, rammentate loro l'indimenticabile segnale.
Molto bene, signore.
Ah, signor Summers.
S, signore?
Rammentate loro che, visto il modo come sta andando la guerra, questa potrebbe essere la nostra ultima opportunit per farci una parte di preda.
Il signor Summers si port la mano al cappello. Quindi, una volta che gli uomini sul casseretto ebbero chiaramente capito l'informazione che portava loro, scese per la scaletta, sparendo nell'oscurit. Dopo di che sentii una serie di suoni, lo stesso ringhio smorzato che si diffondeva dal centro nave verso proravia e il castello di poppa. Retorica e rum! Il pensiero di una simile combinazione mi fece poco meno che ammattire, rendendomi al contempo pi consapevole della stupida situazione in cui mi ero andato a ficcare. Deverel, lo sapevo benissimo, era il tipo sprezzante del pericolo e focoso che risultava perfettamente adatto per una simile impresa. Inoltre era spinto dall'incontestabile fatto che un suo comportamento valoroso lo avrebbe tolto dai guai in cui si trovava. Persino il comandante Anderson non sarebbe stato tanto meschino da procedere con il processo e la punizione di un giovane ufficiale che aveva guidato una disperata squadra di arrembaggio...
Ma io, che cosa avevo da guadagnarci? Avevo, al contrario, solamente da perderci.
Ma poi ogni riflessione mi venne bandita dalla testa. Da l fuori, nell'oscurit della notte e della foschia, era arrivato il rumore di una sorta di brusio, unito a una molteplicit di scricchiolii. Seguiti a loro volta da una serie di tonfi sordi.
Deverel mi mormor all'orecchio: Ha messo i cannoni in batteria!
Di nuovo silenzio... poi, senza ombra di dubbio, un vago sciabordio, sgocciolio e sciaguattio, come se si stesse fisicamente spostando di traverso nell'acqua un oggetto pesante, due corpi, due navi, noi e loro... Nella voce di Deverel, prima, era risuonata la fiera aspettativa di un animale da preda che sente vicina la vittima. Ma io... all'improvviso fui chiaramente consapevole del fatto che l, nel buio, le bocche rotonde dei cannoni erano puntate su di me! Non riuscivo a respirare. Poi, di punto in bianco, venni abbagliato da un lampo lucentissimo, che non era lo stiletto che portavo in testa, ma proveniva invece da l, nel buio: e tale lampo fu seguito, no, circondato, dalla tremenda esplosione del cannone... una sorta di vasto rombo avente in s una merlettatura di istantaneit. Un rombo in nulla simile a una salva da tempi di pace. Rimbomb terribilmente all'improvviso, in un bronzeo replicarsi che provoc in me una serie di strabalzoni e brividi di eccitazione. La sciabola da arrembaggio mi cadde di mano, e deve aver sferragliato sul ponte, anche se attraverso il frastuono del sangue che mi batteva in testa non sentii nulla. Andai a tentoni in cerca dell'elsa, ma la mia destra era paralizzata e non voleva saperne di aprirsi per sollevarla o richiudersi sull'impugnatura. Mi tocc pertanto usare entrambe le mani, dopo di che tornai a sollevarmi barcollando.
Il comandante Anderson stava parlando, apparentemente rivolto al cielo.
Oh d'arriva!
Il giovane signor Willis rispose dal sartiame:
All'erta sto, signore. Ci ha mancato, signore.
Era una salva di segnalazione, razza di un imbecille!
Salva di segnalazione, borbott Deverel, proprio quello che i frog dovevano fare per indurci a metterci in mostra. C' ancora speranza di una battaglia, ragazzi! Eccola che arriva!
Davanti ai miei occhi stava svanendo l'immagine persistente color verde dell'esplosione. Fissai lo sguardo verso il punto che
Deverel indicava con la spada. Simili a montagne comparse attraverso la foschia, oppure... no, non riesco a trovare la similitudine. Come un quel che si voglia il cui aspetto sia incerto e graduale e poi improvvisamente e indiscutibilmente l, ci apparve alla vista la massa oscura di un bastimento. Ci presentava il fianco. Buon Dio, pensai, mentre le ginocchia mi tremavano a pi non posso...  della stessa classe de L'Orient: centoventi cannoni!
Quindi, alte tra il suo sartiame, comparvero alcune faville. Faville che immediatamente dopo presero fuoco, diventando tre luci abbaglianti, due bianche inframmezzate da una rossa. Le suddette luci danzavano, splendevano, fumavano e riversavano gocce e faville, che andavano a congiungersi al proprio riflesso nell'acqua. Sentii Willis gridare qualcosa, e poi, sopra la mia testa ma fuori bordo, comparve uno splendente bagliore di risposta: due luci bianche e una azzurra! Una cascata di gocce mi cadde davanti simile a sfavillante pioggia. Vidi Deverel spostare attonito lo sguardo da una fila di luci all'altra. Aveva la bocca aperta, gli occhi spalancati, il viso smunto nell'accecante bagliore. Quindi, con una sequela di imprecazioni gridate o forse strillate, affond la spada per alcuni pollici nel capodibanda che avevamo davanti! Nel frattempo il comandante Anderson si era servito di un megafono, ma non avevo capito che cosa avesse detto. Una voce rispose dall'altra nave, una voce falsa, a sua volta proveniente da un megafono, tanto da far sembrare che colui che parlava fosse sospeso tra la fulgida pioggia che colava da tutte le luci.
Fregata di Sua Maest Britannica Alcyone, agli ordini del comandante Sir Henry Somerset, a ventisette giorni di navigazione da Plymouth.
La spada di Deverel rimase conficcata nel parapetto. E lui stesso, poveraccio, le rimase accanto in piedi, il volto tra le mani. La voce isolata, attraverso il megafono, continu:
Notizie, comandante Anderson, per voi e per tutto l'equipaggio della vostra nave. La guerra con la Francia  finita. Boney  stato battuto e ha abdicato. Ora sar re dell'Elba. Dio salvi il nostro grazioso Sovrano e Sua Cristianissima Maest il Re Luigi di Francia, diciottesimo di tale nome!
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CAPITOLO 5.
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Il boato che segu a tali parole fu straordinario quasi quanto lo era stato il rumore della cannonata! Vidi il comandante Anderson roteare su se stesso e puntare il megafono all'ingi verso il centro nave, ma avrebbe anche potuto essere privo di voce.
La nostra nave era tutta movimento, e, s, figure caprioleggianti. Qua e l stavano comparendo come per magia delle luci, anche se i fuochi di segnalazione erano caduti a uno a uno nel mare. Alcuni marinai stavano portando lanterne su tra il sartiame. Qualcuno stava ritirando i teli di protezione dalle nostre grandi lanterne di poppa. Per la prima volta nella mia esperienza la stessa poppa e il casseretto vennero irradiati dalla potente luce delle loro lampade a petrolio. L'Alcyone si stava accostando e, stranamente, a mano a mano che si avvicinava, sembrava rimpicciolire. Vidi che era esattamente della nostra lunghezza, sebbene un po' pi bassa sull'acqua. Summers era in piedi sul castello, con la bocca che si apriva e chiudeva, senza che tuttavia se ne sentisse arrivare alcun suono. Vi era un secondo capo o nostromo o qualcosa di simile che si stava struggendo la testa in ruggiti di comando a proposito di cime e parabordi, mentre una voce anonima - che fosse Billy Rogers? - sbraitava una sfilza di tre volte evviva, cos che risuonarono interminabili salve di urr con tanto di risposta dal ponte dell'Alcyone! Ora ci era tanto accosto che vi distinguevo barbe e pelate, volti neri, bruni e bianchi, occhi e bocche spalancati, nonch sorrisi a centinaia. Era davvero un manicomio, in cui io, per effetto di tutta quella luce, quel rumore e quella notizia, ero pi o meno pazzo come gli altri!
Poi capii che non si trattava affatto di una metafora, ma che ero veramente pazzo. Prima ancora che una passerella fosse saldamente sistemata tra le due navi, un marinaio si inerpic abilmente dal parapetto dell'altra al nostro. Era, doveva essere, un'allucinazione! Si trattava, infatti, di Wheeler, lo scaltro domestico perduto fuori bordo e affogato ormai da molti giorni... Wheeler, che cento ne sapeva e cento altre ne realizzava. Lui in carne e ossa, il viso un tempo pallido ora chiazzato dalle ferite del troppo sale e sole, i due ciuffi di capelli ancora irti su entrambi i lati della calvizie. Stava parlando con Summers ed ecco che si voltava, avanzando verso il casseretto, dove mi trovavo tuttora.
Wheeler! Dannato voi, non eravate affogato?
Fu preso da una forte convulsione. Comunque non disse nulla, fissando la sciabola da arrembaggio che tenevo in mano.
Annegato! Che diavolo!
Scusate, signore.
E mi tolse la sciabola di mano, chinando leggermente il capo.
Ma Wheeler! E una cosa...
Ancora una volta la convulsione.
La vita dentro di me era troppo forte, signore. Ma voi siete ferito. Vi porter dell'acqua in cabina.
Mi resi improvvisamente conto che i miei piedi erano appiccicati in quel posto e in quella posizione da un'eternit. Sembrava che fossero radicati nel ponte. Nella mia destra si era incisa l'impronta di un'elsa. La testa, scoprii, era in uno spaventoso stato di dolore e confusione. Mi resi improvvisamente conto dell'immagine che dovevo offrire a tanti nuovi venuti, per cui scappai a ripulirmi il pi possibile. Scrutando nel mio specchietto, vidi che avevo invero il viso macchiato di sangue e i capelli arruffati. Wheeler mi port un po' di acqua.
Voi siete un fantasma, Wheeler! Eravate affogato, ho detto!
Wheeler si volt dal lavabo di tela in cui aveva versato un secchio di acqua fredda. Il suo sguardo fisso mi arriv fino al collo, senza tuttavia procedere pi su.
S, signore. Ma solamente per tre giorni, signore. Credo che siano stati tre. Per avete certamente ragione voi, signore. Quindi io sono affogato.
I capelli mi si rizzarono sul capo. I suoi occhi si sollevarono a incontrare i miei. Non sbattevano mai.
Sono affogato, signore.  vero... e dentro di me la vita  tanto forte!
Era un fatto veramente sconcertante e fastidioso sentircisi rivolgere la parola in simili termini. Inoltre costui aveva bisogno di mettersi tranquillo.
Be', Wheeler, siete una pellaccia fortunata. Vi hanno ripescato e basta cos. Informate Bates che non mi avvarr pi dei suoi servigi.
Lui fece una pausa. Dopo di che apr la bocca, tanto che per un attimo pensai avesse qualcos'altro da dire, invece poi torn a chiuderla, inchinandosi leggermente e ritirandosi. Quindi mi misi in maniche di camicia e mi lavai la maggior quantit possibile di sangue dal viso e dalle mani. Quando ebbi fatto, crollai nella mia sedia di tela, esausto. Stava diventando evidente che quel periodo lo dovevo passare in una condizione di ferito, in cui tutto era simile a un sogno. Cercai dunque di chiarire a me stesso che cosa significasse quella notizia, ma non ne fui capace. La guerra - se si escludeva la breve e fallace pace del 1808 - era l'unico stato che mi fosse noto. Lo sapevo. Ma ora la guerra era finita e lo stato cambiato, per cui non ero in grado di riempire il vuoto con alcunch che avesse senso. Cercai di pensare a un Luigi XVIII sul trono di Francia, ma non ci riuscii. Cercai di pensare a tutte le glorie dell'Ancien Rgime - che era ormai senza ombra di dubbio da definire regime moderno! -, per scoprire che non potevo credere che esse sarebbero mai ricomparse: non lo consentivano il senso comune, la coscienza politica! Lo stato del mondo si era troppo modificato per effetto di catastrofi... lo stato della Francia, la rovina delle sue grandi famiglie, una generazione esposta prima alla seduzione di una libert e uguaglianza impossibili e poi ai patimenti imposti dalla tirannia, dalla povert e dal salasso del suo sangue attraverso la coscrizione... sarebbe stato un mondo ben triste quello che i nostri compagni di viaggio stavano salutando con tanto chiasso: tale fu il mio pensiero involontario. Ma nella testa continuavano a risuonarmi rumori suoi propri, e, anche se nessuno avrebbe mai potuto pensare al sonno in un momento simile, non sapevo tuttavia se disponessi di energie sufficienti per il cimento del nostro esultare! Cercai dunque ancora una volta di chiarirmi l'evento - una svolta nella storia, una delle pi grandi occasioni mondiali, ci trovavamo a cavallo di uno spartiacque e cos via - ma non serv a nulla. La mia testa divenne l'arena di immagini e pensieri confusi. Un'intera rastrelliera di palle di cannone come quella accanto a cui mi ero ingobbito nel ponte di batteria sembrava l'emblema di tutti i milioni di tonnellate di rottami di ferro sparsi agli angoli del mondo civile... da non usare mai pi, cannone pieno di ruggine trasformato in pali contro cui far grattare gli animali, moschetti con relative palle venduti come curiosit, spade, la mia famosa sciabola da arrembaggio... nella mia testa non sembrava esservi fine al ferro e al piombo. E poi le navi costruite di nuovo, ma da non varare mai!
Devo ammettere che nella circostanza provai una sensazione molto eccentrica. Di paura. Per un attimo la realt della situazione si fece finalmente strada nella mia confusa coscienza. Una
paura che non era un'ordinaria, comune fifa, come quella che mi aveva abbarbicato i piedi al ponte all'intendere quella che ritenevo la prima cannonata a palla incazzata, ma una sensazione di pi vasta portata, quasi una paura universale di fronte alla prospettiva della pace! I popoli dell'Europa e il nostro stesso paese erano ora affrancati dal semplice e comprensibile dovere di combattere per il re e per la patria. Si trattava di un'estensione di quella libert che gi aveva trasformato societ ordinate in immagini di caos. Mi dissi che un esponente del ramo politico avrebbe dovuto rallegrarsene, dal momento che le questioni non erano pi demandate all'arbitrio mortale delle spade. Ora toccava ai politici, a noi, a me! Ma l'istante della chiarezza era gi passato e la mia testa era di nuovo null'altro che confusione. Credo in verit di avere pianto un attimo.
Ma intanto sentivo le nostre signore ridere e chiacchierare passando davanti alla mia porta per uscire nella mezzeria. Sentii persino la signorina Granham esclamare ad alta voce: E la gonna, che  fuori discussione poter pulire o riparare! Era ora che uscissi. Raggiunsi la mezzeria, che adesso era piena di luce e di gente, pi affaccendata che istericamente esultante. Le due navi erano saldamente unite da cavi, e sebbene l'Alcyone fosse pi bassa di noi, non lo era di pi dell'altezza di un ponte. La superficie del nostro piccolo mondo si era espansa. Quanta gente nuova! Buon Dio, l'imperatore della Cina non disponeva certamente di un paese pi affollato e confuso! Tuttavia la nostra rientrata e la loro mantenevano gli equipaggi separati di pochi piedi. Equipaggio nei cui confronti i nostri ufficiali dovevano essere in stato di grave irritazione, visto che per la prima volta nella mia esperienza stavano usando di gran lena gli starter. Ci dipendeva, naturalmente, dalla prospettiva di dover fronteggiare un rilassamento della disciplina, accoppiata al ricordo degli attimi di completa indisciplina che avevano provocato il danno! Ricordai a me stesso - con un certo spirito egoistico, temo - che ora avremmo anche potuto appendere le armi al chiodo, per affidarci al buon senso. Quindi montai sulla poppa e poi sul casseretto. Il comandante Anderson era accanto al parapetto di sinistra, cappello in mano. Sir Henry Somerset, un gentiluomo di costituzione fisica piena e carnagione piuttosto florida, stava appollaiato tra le sartie di mezzana dell'Alcyone, cos che lui e il nostro comandante si trovavano alla medesima altezza. Sir Henry si reggeva con i piedi su due pioli e stava seduto sul terzo,
stringendo il quarto con la destra e il cappello con la sinistra. Stava dicendo:
...diretto in India con la massima urgenza, e potrei arrivarvi con la notizia giusto in tempo per evitare un bel po' di combattimento! Diavolo, signore, se ci riesco, divento l'uomo pi impopolare a est di Suez!
E la Marina, signore?
O Dio, signore, non passa giorno senza che arrivi l'ordine di mettere in disarmo un'altra dozzina di navi, pi o meno. Le strade sono zeppe di marinai che aspettano di essere pagati e intanto chiedono l'elemosina. Non avrei mai immaginato che nelle nostre navi ci fossero tante canaglie! Noi due ne siamo fuori, signore, ma cos  la pace, dannazione. Chi  questo gentiluomo?
Il comandante Anderson, la mano sul capodibanda proprio nel punto dove Deverel l'aveva quasi tranciato in due, mi present, citando il mio padrino, suo fratello e il mio prossimo incarico. Sir Henry si comport affabilmente, augurandosi di migliorare la nostra conoscenza e di potermi presentare alla moglie, Lady Somerset. Il comandante Anderson interruppe tale scambio di cortesie con la sua consueta mancanza di savoir-faire. Sperava, finch non avessimo avuto vento, di avere il piacere della compagnia di Sir Somerset e signora. Ma ora bisognava che gli uomini, o almeno i suoi, procedessero in fretta ad assicurare le due navi con una gassa e un paio di mezzi colli. Intanto...
Sir Henry si dichiar d'accordo, lasciandosi calare dalle sartie con la destrezza di un vecchio lupo di mare e andando a rivolgersi a un ufficiale sul suo ponte.
Il comandante Anderson diede sfogo al suo ruggito: Summers!
Il poveraccio arriv a poppa di corsa come un aspirante guardiamarina. Nel riverbero delle luci di entrambe le navi vidi che il suo viso, usualmente composto, appariva arrossato e madido di sudore. Procedendo, spostava di lato ora questo ora quel marinaio, nel tentativo di obbedire al richiamo del comandante. Comportamento che considerai poco dignitoso e indegno di lui.
Signor Summers, gli uomini stanno abusando della franchigia!
Lo so, signore, e sto facendo del mio meglio.
Avreste dovuto fare meglio di tale meglio. Guardate quello... e quello! Diavolo, giovanotto, verremo saccheggiati come un pollaio!
L'esultanza, signore...
Esultanza? Questo  saccheggio! Potete annunciare che l'ultimo uomo a smontare dall'Alcyone assagger una dozzina di tratti di corda, e lo stesso prometto da parte di Sir Henry!
Summers fece il saluto e scapp via di nuovo. Anderson mi rivolse una smorfia di sorriso, che esibiva nel mezzo un mozzicone di dente, quindi si dispose a percorrere pesantemente in su e in gi il lato di sinistra del casseretto, le mani dietro la schiena, il viso stizzoso che dardeggiava lo sguardo ora di qua ora di l. Una sola volta si ferm alla battagliola di proravia, tornando a far sentire il suo ruggito. Summers gli rispose dal castello di prora, servendosi tuttavia, a differenza di lui, di un megafono.
Il signor Askew ha ritirato gli involti di polvere, signore, e ha fatto stivare la miccia rapida. Adesso sta ritirando le palle.
Il comandante Anderson annu e riprese il suo inusualmente rapido pesticciare avanti e indietro. Visto che mi ignorava, ritenni opportuno ritirarmi. Quando fui arrivato alla mezzeria, capii almeno in parte la preoccupazione del nostro lunatico comandante. Tra gli uomini c'era troppa ridarella. Appariva evidente che alcuni di loro, valendosi di mezzi a me ignoti, o piuttosto ignoti ai loro ufficiali, si erano procurati del liquore. L'agire delle leggi di Newton, se erano quelle - che altro, senn? -, nel far accostare due navi che di per s non ne avevano la minima intenzione, stava ponendo alla Rigida Marina - mia personale espressione per indicare la Regia Marina - alcuni problemi non previsti dai manuali. Avevo infatti visto una bottiglia volare da una nave all'altra e sparire in mezzo a un gruppo di uomini impegnati ad assicurare il ponte, o, per meglio dire, la passerella tra le due navi, n da l, per quanto avessi continuato a osservare con tutta l'attenzione consentita dalla mia scampanante testa, mai pi l'avevo veduta emergere. Era scomparsa in maniera completa e misteriosa come le carte nelle mani di un prestigiatore. Non potei fare altro che pensare come la passerella facilitasse pi che mai quell'illegale scambio tra i nostri equipaggi. Ma la confusione continu, e attraverso la fenditura venne aperto un passaggio per un'attivit di rapporto sociale e furto. La mia irrequietezza sembrava senza fine. Nonostante tutto il ronzio che avevo in testa e la stanchezza delle membra, non potevo tollerare l'idea della cuccetta. Che, dormire mentre quello spazio cavo nelle foschie perdute dei tropici era vividamente illuminato come una fiera, e altrettanto rumoroso? Ricordo che nel mio stato
di obnubilamento sentivo la necessit di fare qualcosa, pur non riuscendo a escogitare che cosa. Pensai dunque di bere un goccio e mi ingobbii per introdurmi nel passaggio che portava alla mia cabina, ma venni quasi mandato a gambe all'aria da un giovane che ne usciva di corsa. Lo inseguivano Phillips, Wheeler e un terzo uomo, i quali tuttavia, al vedermi, lasciarono perdere. Mi parve che un vago aroma, non di rum ma di brandy, esalasse dalla persona del primo, che mi si rivolse senza fiato:
Quel farabutto era dell'Alcyone, signore.  meglio che metta tutto sotto chiave.
Gli risposi con un cenno affermativo del capo e mi diressi immediatamente verso il salone passeggeri. E chi c'era, se non il minuscolo Pike, le lacrime tutte asciugate e il petto in fuori come quello di un piccione gozzuto! Diede immediatamente per scontato che mi fossi ripreso dalla ferita, anche se secondo lui avevo un aspetto mesto. In ogni caso non mi lasci il tempo di rispondere. In lui avevo di norma notato una marcata modestia in presenza di altri uomini, ma ora non conosceva pi ritegno alcuno.
Pensate, signor Talbot, ho servito ai cannoni! Poi sono rimasto l accanto al paranco mentre veniva ritirata la carica.
Le mie congratulazioni.
Oh, non  stato niente, ovviamente. Tuttavia... prima di congedarci il signor Askew ha dichiarato che con pochi giorni di addestramento ai cannoni avrebbe fatto di noi dei cannonieri di prima classe!
Davvero?
Be', ha detto che saremmo stati in grado di combattere contro tutti i frog di questo mondo, per non parlare degli yankee!
Molto gratificante davvero. S, il brandy, Bates. Ah, Bates... vorreste essere cos cortese da consultarvi con Wheeler circa l'opportunit di lasciarne nella mia cabina una bottiglia, con un bicchiere?
Benissimo, signore.
E un bicchiere per il signor Pike, qui.
Oh, no, signore, non posso! Non sono abituato al brandy, signor Talbot. Mi brucia la bocca. Un po' di birra chiara, se non vi dispiace.
Avete sentito, Bates? Nient'altro.
S, s, signore.
Mi  molto spiaciuto vedervi andare gi a quel modo, signor
Talbot. Quando avete picchiato la testa contro il soffitto - voglio dire il sotto del ponte, come si deve correttamente definirlo - non ho potuto fare a meno di mettermi a ridere, tanto comica era la cosa, anche se ovviamente dev'essere stata molto dolorosa.
Lo  ancora.
Ma eravamo talmente - in qual modo spiegarlo - tesi come corde di violino, sicch la minima cosa ci ha fatto scoppiare, come succedeva in ufficio, sapeste la fatica tremenda che facevamo per non ridere del signor Wilkins... e quando il signor Askew ha detto che eravate arrivato tanto vicino alla met nave che... be'...
Me lo ricordo, signor Pike.
Chiamatemi Dick, signore, vi prego. Anche se in ufficio mi chiamavano Dicky, se non addirittura Uccellino.
NOTA: Dickybird nel linguaggio infantile inglese significa appunto uccellino. FINE NOTA.
Signor Pike!
S, signore?
Desidero dimenticare tutto quel penoso episodio. Vi sarei pertanto grato...
Oh, certo, signore, se cos desiderate. Be', a quanto sembrava, per il signor Askew eravamo ridicoli tutti quanti. Una volta che me ne stavo accanto al cannone a bocca aperta, credo, anche se non me ne accorgevo, ha detto: "Ehil, signor Pike, avete per caso ingoiato lo zaffo?" Il ridere che hanno fatto, gli altri! Sapete, signor Talbot, lo zaffo  il tappo in fondo...
S, lo so. La birra  per il signor Pike, Bates.
Be', signor Talbot, allora: maledizione a... ma  una cosa che adesso non si pu pi dire, vero? Alla salute di re Luigi, allora. Povero me, sar all'incirca mezzo ubriaco.
Siete ancora eccitato, signore.
Be', lo ero e lo sono. E stato eccitante e lo  ancora. Non mi consentireste di offrirvi un po' di brandy?
Non adesso. Tra poco, magari.
Pensare che ho servito a un cannone! A un cannone sul, sul baglio di sinistra, mi pare, no?
Lo sa Dio, signor Pike. I cannoni, per quanto mi ricordo, erano circa a met lungo il fianco sinistro della nave, guardando a proravia... verso la prua, il davanti.
Signor Pike.
Era la signorina Granham. Ci alzammo.
Vostra moglie mi ha chiesto di farle la cortesia di dirvi che le servirebbe il vostro aiuto con le gemelle. Sono molto eccitate.
Certamente, signora!
E schizz via, portando la propria eccitazione l dove essa avrebbe anche potuto non venire apprezzata. Per quanto potei vedere, la sua birra era intatta.
Vi prego, signora, accomodatevi. Permettete. Questo cuscino...
Pensavo di trovare il mio, il signor Prettiman. Phillips doveva tagliargli i capelli.
Era una cosa vagamente comica sentire come si schermiva di fronte all'espressione fidanzato. Vagamente umana, oserei dire, e inattesa.
Vado a cercarvelo, signora.
No, vi prego, davvero. Rimanete seduto, signor Talbot... lo esigo... L! Cielo, ma la vostra testa  veramente ferita! Non avete affatto un buon aspetto!
Mi misi a ridere e mi tirai indietro.
Il mio cranio ora contiene un grosso frammento del ponte della nave.
 una ferita lacero-contusa.
Vi prego,'signora...
Ma ci sar un medico a bordo della nave di Sir Henry, immagino.
Ho preso botte ben pi dure facendo a cazzotti, signora. Vi prego di non farci caso.
L'episodio  stato riferito in maniera da renderlo un po' comico, ma adesso che ne vedo i risultati mi rimprovero di essermi divertita.
Pare mi sia coperto di sangue, ma non di gloria.
Non per quanto riguarda le signore, signor Talbot. Il nostro iniziale divertimento si  presto sciolto in lacrimevole ammirazione. Pare che, appena arrivato dai cannoni con il viso coperto di sangue, vi siate immediatamente offerto volontario per la pi perigliosa tra le imprese che la mente umana possa immaginare.
La sciabola da arrembaggio, ovviamente... e anche i miei due piedi rimasti cos saldamente appiccicati al punto dove si erano ritrovati quando era stata esplosa la salva di segnalazione nella
nebbia! Per un attimo rimasi incerto circa il modo in cui accogliere tale inatteso tributo al mio coraggio. E fu forse l'aspetto ugualmente inatteso e vagamente umano che avevo colto nel severo volto della signorina Granham a indurmi, nella circostanza, dire la verit.
In realt, signora, le cose sono andate soltanto in parte a quella maniera, dissi, di nuovo ridendo. Se mi guardo indietro, infatti, vedo che, quando quel comico individuo  risalito barcollando dai cannoni, era talmente fuori di sentimenti che devono essere stati questi ultimi ad offrirlo volontario prima ancora che lui sapesse quello che stava facendo!
La signorina Granham sollev su di me uno sguardo gentile! Quella donna, che ritenevo composta di aceto, polvere da sparo, sale e pepe, sollev su di me uno sguardo gentile.
Vi capisco, signor Talbot, ma la mia ammirazione non ne  affatto sminuita. In quanto donna, devo ringraziarvi per la vostra protezione.
Oh, Signore, non dica pi niente, signora... qualsiasi gentiluomo... e per di pi inglese... buon Dio! Piuttosto, dev'essere stato ben angoscioso per voi, gi nel falso ponte!
La porta si spalanc di schianto e la piccola signora Brocklebank si intromise con discrezione.
Letitia... signor Talbot... la nostra rappresentazione! Il ricevimento! Me n'ero scordata.
Una rappresentazione, signora? Un ricevimento? Siamo assolutamente impreparate, replic la signorina Granham, tornando un po' alla propria usata tetraggine. Il tempo non lo consentir.
Oh, sciocchezze! Possiamo farlo immediatamente, come fanno gli italiani. Questa sera, per esempio...  gi "questa sera". Domani, allora. Mia cara signora Brocklebank...
Gi in quell'orribile posto vi siete compiaciuta di chiamarmi "Celia", come vi avevo chiesto, e persino di tenermi la mano, dal momento che - sapete, signor Talbot - io sono la pi grande tra i codardi immaginabili, per quanto riguarda gli odori, il buio, i rumori forti e il, il... sono stata a un pelo dallo svenire.
Continuer a chiamarvi "Celia", se lo desiderate, ribatt la
signorina Granham in tono distaccato, anche se quale differenza...
Be', allora  deciso. Ma la cosa pi eccitante... i nostri comandanti hanno concordato, se il tempo, non ripeter la cosa nei termini di Sir Henry, ma insomma, se dovessimo restare ancora qui bloccati, senza vento, altre ventiquattr'ore... secondo voi che cosa, signore?
Non saprei, signora, tranne che abbiano forse concordato di farci fischiare tutti assieme per produrre un po' di vento.
Oh, accidenti, signor Talbot, vi prego, sempre a scherzare. Siete proprio come mio marito.
Sul mio volto dev'essere comparso il lampo di un'espressione che mostr alle due signore quanto mi risultasse gradito il paragone. Espressione che fece sorridere la signorina Granham e che mise persino in difficolt per un attimo la signora Brocklebank.
Nel campo degli scherzi, intendo, signore. Be', non passa quasi giorno senza che mio marito ne faccia uno che mi fa letteralmente ridere fino a strillare. Al punto che talvolta temo addirittura di fare un chiasso tale da irritare gli altri passeggeri.
La testa mi scampanava, si apriva e si chiudeva. Le due signore mi apparivano lontanissime.
Avete detto che avevate una notizia da darci, signora.
Ah, s! Be', se domani saremo ancora bloccati, hanno concordato che si potr dare un ballo! Pensate! Gli ufficiali in tenuta di gala e la piccola banda dell'Alcyone che suona per noi... insomma, sar un'occasione della massima eleganza!
La confusione che avevo in testa si mescol a incredulit.
Il comandante Anderson ha consentito a un ballo? Non  possibile!
No, non sulle prime, signore, si dice anzi che fosse assolutamente contrario. Ma poi Lady Somerset ha convinto Sir Henry, il quale  andato a trovarlo... non  notevole... oh, divino! Anche di pi!
Di pi, signora? Che cosa pu esserci di pi divino dell'opportunit...
 stata una cosa inaspettata... si dice che Sir Henry, una volta ottenuto il consenso del comandante Anderson, abbia proseguito con la supposizione che avessimo fatto portare su tutti i nostri bagagli all'ingresso ai tropici, rimanendo letteralmente esterrefatto nello scoprire che cos non era! A quanto pare tutte le navi che trasportano passeggeri destinano un giorno a dare aria, cambiare, sistemare e... be', voi capirete tutto, Letitia, anche se non lo capir il signor Talbot! Si dice che il comandante Anderson abbia tralasciato la cerimonia per puro e semplice malumore per il fatto di essere... in che termini credete l'abbia messa? Ho saputo dalla signorina Chumley, che a sua volta l'aveva saputo da Lady Somerset, a cui era stato detto nella pi stretta confidenza da Sir Henry, come il comandante Anderson avesse definito la propria irritazione per il fatto di doversi occupare di trasportare gli emigranti, credo, precisamente nei termini di avere un carico di porci! Ma il risultato di tutto ci  che adesso possiamo fare portare su all'alba i bauli e le valige, mentre il ballo si aprir alle cinque, al crepuscolo.
Se il tempo tiene. Ma supponiamo che arrivi il vento. Non possiamo navigare insieme e ballare allo stesso tempo!
Lady Somerset sostiene che non ci sar nessun vento... almeno cos ritiene.  una sensitiva. Sir Henry, invece, sostiene che fida nella sua "piccola strega" per far s che il tempo si comporti bene. Sono una coppia affascinante e squisita. Corre voce che intratterranno alcuni di noi a cena o a pranzo.
Segu un silenzio marcato, che n la signorina Granham n io sembravamo disposti a rompere, finch fu finalmente la stessa signora Brocklebank a farlo.
Lady Somerset ha un forte-piano, ma sostiene di essere purtroppo fuori esercizio. Quindi sollecita a suonare la signorina Chumley, che lo fa in maniera tanto squisita. Come fate a sapere tutte queste cose, signora? E chi sarebbe, aggiunse la signorina Granham, questa signorina Chumley?
 un'orfana, un prodigio di Lady Somerset. Buon Dio, signora, diss'io. Possibile che sia una musicista tanto esperta?
La portano con loro in India, dove vivr presso una lontana parente, dal momento che  priva di qualsiasi fortuna, se si esclude il suo talento.
Questa conversazione l'avr riferita al punto giusto? Non riesco a ricordare. Quello che  certo si  che a un dato punto mi trovai a pensare... tutto ci  assurdo, non pu stare accadendo veramente...  la mia testa che ha perso il lume. Come feci a squagliarmela? Ricordo di essere stato sollecitato dalla signorina Granham a cercare il ristoro del sonno, ma che invece proseguii oltre la mia gabbia fino alla mezzeria, e poi su per la scala fino
al casseretto. Non saprei dire quanto a lungo io vi sia rimasto, fissando l'invisibile orizzonte e cercando di pensare! Mai ho conosciuto una situazione tanto bizzarra! Capisco adesso che era effetto di eccitazione e paura, oltre che dei ripetuti colpi che continuavano a farmi risuonare la testa come una campana. A un certo punto comparve Wheeler, il quale mi consigli un po' di sonno, ma io lo mandai via stizzosamente. Quindi udii un ruggito smorzato proveniente da sotto coperta, e poco dopo comparve Bates, il quale mi preg di non camminare sul casseretto, dal momento che la branda del comandante era proprio sotto di me e lui vi si era ritirato. Perci, via che me ne andai alla deriva in una sorta di sogno. Arriv Wheeler.
Le altre signore e i signori si sono tutti ritirati da tempo, signore, e ora dormono sodo.
Sapete, Wheeler, che cosa penso della signora Brocklebank?
Avete preso una botta, signore, a quanto si dice. Ma non preoccupatevi. Vi star vicino.
 uno stiletto, quello che vedo dentro di me, con l'impugnatura...
Venite a stendervi signore, e io rimarr...
Gi le mani, giovanotto! Chi  di guardia?
Il signor Cumbershum, signore.
Allora siamo abbastanza al sicuro.
Quanta incoerenza! Tuttavia Wheeler deve avermi persuaso o costretto a scendere nel corridoio, che fui sorpreso nel vedere quanto fosse cambiato. Per cominciare era illuminato da non meno di due potenti lampade a petrolio! Bauli, valige e borse erano ammucchiati fuori delle cabine, e tra di essi anche i miei, compresa, notai, la scatola che conteneva quanto rimaneva della mia biblioteca da viaggio. Wheeler mi fece accomodare nella mia sedia e mi tolse gli stivali.
A proposito. Voi siete un tipo disattento, Wheeler. Com' che siete cascato fuori bordo?
Segu una lunga pausa.
Wheeler!
Sono scivolato, signore. Mi  sfuggito di mano lo straccio per lucidare gli ottoni, ed  andato a impigliarsi nelle catene. Quindi ho dovuto sporgermi fuori bordo per andare a recuperarlo. E sono scivolato, come vi ho detto, signore.
Mi sovvenne, pur in tutta la confusione della mia testa, che
sapevo benissimo come fossero veramente andate le cose. La sua morte era stata organizzata. Aveva fatto la spia circa Billy Rogers e quindi ne aveva pagato il fio nella spaventosa moneta dei criminali. Eppure il mio stato era talmente strano che mi limitai ad annuire, consentendogli di continuare a occuparsi di me.
Voi siete uno spettro, Wheeler.
No, signore.
Andate a dormire un po'.
Rimarr con voi, signore. Non  il caso di lasciarvi solo. Mi sdraier qui sul ponte.
Allora mi misi a gridare, credo, per cui finalmente se ne and. Quanto a me, crollai nella mia cuccetta.
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CAPITOLO 6.
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IL GRAN GIORNO.
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Non posso invero chiamarlo altrimenti. Quel giorno, dal mio levarmi allo strano modo in cui calai, potrei desiderare che mi accompagnasse in ogni particolare fino alla tomba. Ma non dispongo di qualit sufficienti per fissarlo nel tempo. Parole, parole, parole! Via tutte le darei, e vivrei muto per avere un solo momento di... no, non  vero. Sono assurdo.
Soltanto che proprio in questo momento stavo ricordando la lunga lettera incompiuta di Colley. Non posso pensare si considerasse versato nell'arte della descrizione e della narrazione, eppure proprio questa innocenza, la sua sofferenza e il bisogno di un amico, foss'anche solamente un pezzo di carta, conferivano al suo scrivere una forza che so ammirare ma non imitare.
E ora, mentre stendo questa nota, le gambe bloccate nella struttura della sedia, con il tavolato sotto di me che si insella e insacca... porto il cappotto pesante persino in cabina.
Ma torniamo a bomba. Mi svegliai madido di sudore in quel caldo umido. Se mi vestii, fu soltanto perch il rumore proveniente dal corridoio era talmente intenso che mi avrebbe impedito di dormire persino se ne fossi stato in grado. Inoltre le esigenze della natura non badano a quisquilie come una testa rotta! Cos che, una volta vestito, mi inoltrai con attenzione lungo il corridoio verso le ritirate, a poppavia a dritta. Voglio dire, sul lato destro nella parte posteriore della nave... il ritorno, poi, fu come l'esplorazione di un bazar! Non vi erano soltanto balle e scatole, bauli e valige, ma anche tutto lo schieramento femminile dei passeggeri, tra tali impedimenta affaccendato a maneggiare uno spiegamento misto di stoffe, degno di un mercato orientale. Vi era Zenobia, in compagnia della minuscola signora Pike. La signorina Granham si lev tra un arcobaleno di abiti per scoccarmi un sorriso! Avevo intenzione di accampare lo stato della mia testa come scusa per evitare il ballo, ma quel sorriso, unito a uno sguardo ultracortese della signora Brocklebank - lo confesso in tutta franchezza - mi fece cambiare idea. Ordinai dunque a Wheeler di tirarmi fuori la giacca con le code e le brache al ginocchio, insieme alla biancheria leggera, il cui tessuto mi era stato consigliato da un tale che aveva fatto un viaggio in India. Quando l'ebbi finalmente indossata, persino il salone passeggeri era stato trasformato in una modisteria. C'era la signorina Granham, proprio dove stava seduta il giorno prima, con un aspetto, non dir grazioso, ma indefinibilmente eccitato, di buon umore e bella! Indossava un abito di seta blu, con un grande e complicato scialle di un azzurro pi leggero che le si incrociava sul seno. Il suo atteggiamento apparve pi amichevole di quanto si convenisse a una governante. Ma poi, buon Dio, mi ricordai finalmente che non era pi una governante, ma la fidanzata di un uomo che, per quanto di idee politiche scellerate, era nondimeno di considerevole sostanza e indiscutibilmente un gentiluomo. In poche parole, quella era la signorina Granham uscita dalla crisalide!
Buongiorno, signorina Granham. Cos siete invero radiosa!
Una bella allocuzione del nostro valoroso difensore. Ma sarebbe pi bello se ci fosse il sole.
Le nebbie sono d'oro.
Un'espressione quasi poetica. Come sta la testa, signore?
Adesso so che cosa significa l'espressione "cuore di quercia". Ne sembro sovrastato.
La vostra tenuta  mirabilmente adeguata a questo clima.
Sono vestito in maniera comoda. Mentre voi signore vi state addirittura superando per il nostro diletto.
Non avete una grande considerazione della natura delle donne, signore. La triste verit  che siamo preparate per un'intera giornata di festa. Pranziamo nel quadrato ufficiali dell'Alcyone. Quindi seguir un ballo, che si terr sul nostro ponte, e uno spettacolo di arte varia offerto dai nostri marinai.
Cielo!
Credo che potr esserci di qualche sollievo in questa, questa...
Nave non propriamente felice?
Lo avete detto voi, signore, non io.
Tuttavia, un ballo!
Il nostro vicino dispone di una banda musicale.
Tuttavia, uno spettacolo di arte varia offerto dai marinai!
Spero che possa essere edificante, anche se temo il contrario.
In ogni caso, il ballo... posso, signorina Granham, aspirare alla vostra mano per una danza?
Ne sono lusingata, ma non sarebbe il caso di aspettare? A dire il vero, non sono del tutto al corrente delle idee del signor Prettiman circa tali attivit, e dunque fino a quel momento...
Certamente, signora. Non dico pi nulla, ma continuo a sperare.
La porta si apr per lasciar passare una svolazzante e graziosa signora Brocklebank, con le braccia cariche di una sostanza vaporosa. Nel giro di un attimo le nostre dame furono immerse in una discussione di una misteriosit tecnica tale che mi ritirai senza interromperle. Se ho definito tarpaulin il linguaggio del marinaio inglese, allora ci che le nostre stavano praticando (parlando entrambe all'unisono) devo definirlo un perfetto milliner, ovvero modisteria. Il che mi confermava in ci che avevo pensato allorch Pike aveva parlato del baglio di sinistra. Vidi pertanto le mie fatiche per esprimermi come i marinai sotto la luce di una grossolana affettazione. Avrei allora potuto allo stesso titolo parlare di orli, giunture e gheroni. Quindi addio a Falconer, con il suo Marine Dictionary, senza un solo barlume di rimpianto e anzi con un certo sollievo.
Preso il cappello dalla mia gabbia, raggiunsi la mezzeria. Il sole appariva debolmente visibile nella foschia e levato non pi del proprio diametro sull'orizzonte, tuttavia gi i preparativi per la nostra straordinaria giornata di festa erano ben under weigh ovvero in navigazione, in cammino... insomma, sul punto di essere completati, intendo dire. O forse under weigh  accettabile in quanto espressione che ha ormai perso il suo referente tecnico e preciso, divenendo generale? Tuttavia la scena, per quanto sia persuaso che non me la scorder mai, deve nondimeno venire descritta. All'altezza del pennone di maestra la nostra nave era ricoperta con tendoni, fossero essi vele usate a tale scopo o veri e propri teloni. Sebbene il sole, che per altro si stava levando rapidamente, continuasse a splendere al di sotto di essi, in ore pi tarde avrebbero fornito un'ombra gradevole. L'Alcyone aveva altri tendoni allo stesso livello, anche se ovviamente appesi pi in alto sugli alberi. L'effetto era quello di due strade parallele... eravamo una cittadina, o per lo meno un villaggio, un villaggio disperso l in quella desolazione abbandonata. Era assurdo. Il comportamento folle, quasi da ammutinamento, dei nostri marinai al sentire la notizia della pace, ora si era placato, ed essi lavoravano ovunque in silenzio e di apparente buona lena. Era la prospettiva di uno spettacolo. Come tanti bimbetti erano entrati nel mondo del fingiamo che, dove, a quanto era
dato vedere, stavano in piena soddisfazione. Ai teloni venivano appese banderuole a mano e altre pi grandi, da gala. C'erano persino dei fiori, non gi provenienti dalla cabina del comandante, come avevo pensato sulle prime, ma molto abilmente costruiti con frammenti di stoffa. Dall'Alcyone arrivava il suono di una piccola banda impegnata nelle prove! Ma nonostante tutto ci, le operazioni senza cessa delle navi continuavano... due uomini erano piazzati accanto alla nostra immobile ruota del timone, come pure a quella dell'Alcyone. Il nostro bizzarro ufficiale di rotta percorreva a grandi passi il casseretto, un cannocchiale sotto il braccio, mentre un aspirante guardiamarina faceva lo stesso a bordo della nostra vicina! Non avevo dubbi che sopra i teloni stesse continuando il lavoro ai moncherini dei nostri alberi decapitati, e che da qualche parte, a prora, alla maestra o alla mezzana, il marinaio di vedetta stesse scrutando l'orizzonte, dove gi il sole stava facendo sollevare la foschia. Era tutto cos inaspettato e curioso che, dimentico dello scampanio che sentivo in testa, arrivai vicino a tornare me stesso. Vidi allora che le nostre due strade erano mantenute separate da quegli enormi involti di legno che vengono calati sui bordi dei moli per impedire che le navi si danneggino strisciando contro la pietra. La ripida passerella formava una viuzza che univa le nostre due strade oceaniche, abbastanza ampia da essere affrontata anche dalle signore. Due fanti di mare di color rosso erano piazzati all'estremit pertinente all'Alcyone della viuzza, mentre il capo di nostra pertinenza era presidiato da due scopertamente contrariati membri della truppa di Oldmeadow, in verde. Andai al parapetto a guardare fuori bordo, arrivando in tempo per vedere un portello dei pezzi chiudersi, o almeno per vedere gli ultimi furtivi pollici della sua chiusura! Ecco dunque una delle vie attraverso cui gli equipaggi di entrambe le navi potevano comunicare, che lo volessero o meno gli ufficiali... oltre che, naturalmente, da albero ad albero, da pennone a pennone, dove quelle scimmie certamente si spenzolavano come in una foresta! Scarse le opportunit di una disciplina perfetta quando le navi stanno accostate!
Un guardiamarina Alcyone risal la passerella, salut e, dopo essersi informato del mio nome, mi porse un biglietto bianco e leggermente profumato. Lo aprii. Il comandante Sir Henry e Lady Somerset chiedono il piacere della compagnia del signor Edmund Fitz H. Talbot a pranzo a bordo dell'Alcyone, alle dodici, vento e tempo permettendo. Abito senza formalit, sufficiente una risposta verbale.
Accetto con piacere, naturalmente.
Quindi tornai alla mia gabbia. E ricordo chiaramente di essermi detto che non si trattava di un sogno, n di una fantasia provocati dalla ferita che avevo alla testa. Eppure, con quello straordinario paesetto o villaggio, elevato a mille miglia dal nulla e ora avvolto in una foschia umida che sembrava invadermi l'intelletto quanto pi aleggiava sui nostri ponti, ci che era accaduto o stava per accadere sembrava privo di importanza, futile persino, cos che l'Inghilterra alle nostre spalle e gli Antipodi davanti a noi non rappresentavano altro se non linee tracciate su una carta geografica. Ed ecco di nuovo l Wheeler, intercettato dalla rotta di una fregata in maniera improbabile come un filo che, gettato casualmente alla cruna di un ago, ci fosse passato attraverso! Ci che contava era l. Le due strade affiancate... ma suon la campana dell'Alcyone, immediatamente echeggiata dalla nostra, cos che furono quattro le campane della guardia mattutina, con il grido In alto i cuori, proveniente da l e duplicato a poche iarde da me sul nostro ponte... le folle di persone che si ammassavano su quei ponti e su quelli sottostanti, l'attivit coscienziosa eppure compresa solamente a met che veniva svolta ventiquattr'ore su ventiquattro in entrambe le navi per mantenere la vita a un livello sopportabile... il fasciame con le sue giunzioni nere e talvolta ribollenti... lo stesso parallelismo delle loro linee, che a volta imponeva una deprimente e nauseante stabilit, in cui il loro movimento appariva maligno... la realt era costituita da tutto ci.
Che massa di luoghi comuni! Ho cercato di dire ci che intendo, ma non ci riesco. Quel nulla tropicale rappresentava tutto il mondo... tutto il mondo immaginabile. Era una svolta nella storia, la fine della pi grande tra le guerre, la met del viaggio pi lungo, un... un niente! Un tutto, uno stupore, una fredda fattualit. Piego la lingua inglese nello sforzo di dire ci che intendo, ma non ci riesco.
Edmund.
Mi girai su me stesso nella sedia. C'era Deverel sulla porta, che guardava dentro. Devo confessare che la sua visita non la trovai gradita.
Che cosa c', Deverel? Sto per...
Buon Dio! Il nostro amico ha una sua provvista privata di brandy! Un bicchiere, prego, per il discolo della scuola.
Servitevi. Ma non vi ...
Proibito bere, come al figlio del parroco? Quell'uomo sia dannato: siamo in pace e non mi lascio pi mettere le pastoie. Se non mi toglie dagli arresti, gli spezzo la spada in due davanti al naso, scendo a terra e taglio la corda!
Non capisco di che cosa stiate parlando.
Via, mio buon Edmund, che cosa pu fare? Ottenere a mio carico dal Primo Lord dell'Ammiragliato una nota di biasimo, un Displeasure on Vellum? Mi degradi pure, mi spezzi, come si dice: possono solamente spezzarmi la spada, niente pi di un articolo di dannato coltellame, che non mi serve pi a niente, vista tutta la pace che c' attorno!
La spada di un gentiluomo...
A est di Suez un bianco pu cavarsela piuttosto bene.
Non siamo a est di Suez.
Deverel ingoll una straordinaria porzione di brandy, che lo fece rimanere senza fiato. Quindi...
Non posso mettermi a implorarlo. La cosa spezzerebbe me, oltre che la mia spada. Devo avere la mia dignit.
Come tutti noi.
Ecco il mio piano. Dovrete essere voi a portargli la mia proposta.
Io?
E chi, senn? Gli altri sono dei conigli. Inoltre, che cos'avete da perdere?
Diavolo: moltissimo!
Ditegli che mi impegno a non fare storie finch non avremo raggiunto un porto...
Bene.
Un momento. L rassegner le dimissioni dal grado.
O ne verrete privato, Deverel.
Che differenza fa? Voi non bevete, Edmund, eppure oggi siete maledettamente ottuso. Ditegli per favore che, non appena avr cessato di essere un ufficiale, gli presenter il guanto di sfida...
Io?
Non capite? Ve lo immaginate il vecchio Tuonavisceri di fronte a una sfida? S.
Bah, quando pensavamo che l'Alcyone potesse essere una nave frog, si  messo a tremare come una vela di gabbia.
Parlate seriamente?
Non vedete?
Quell'uomo, voi lo sottovalutate.
Sono fatti miei. Allora, glielo direte?
Sentite... Deverel... Jack.  una follia.
Glielo direte!
Rimasi in silenzio per il pi breve degli attimi, che tuttavia mi bast per prendere la mia decisione.
No.
No? Cos?
Mi dispiace.
Non  vero, per Dio! Avevo un'opinione pi alta di voi, Talbot!
Ascoltate. Cercate di usare il buon senso. Non capite che in nessun caso posso portare al comandante quella che costituisce n pi n meno che una scoperta minaccia? Se non foste in uno stato di sovreccitazione...
Pensate che io sia ubriaco? O che abbia una paura blu?
No di certo. Calmatevi.
Deverel si vers ancora una dose di liquore, non imponente come la prima, ma comunque di discrete dimensioni. Bottiglia e bicchiere si toccarono tintinnando rumorosamente. Era di essenziale importanza impedirgli di ubriacarsi sul serio. Quindi consentii alla mia mano di allungarsi per sottrargli il bicchiere.
Grazie, vecchio mio.
Per un attimo pensai che stesse per colpirmi. Poi, con uno strano tipo di risata...
"Lord Talbot". Devo dire che siete un bel tipo.
Ah, era per voi? Mi dispiace...
No, no. Tenetelo pure.
 il primo giorno di pace. Quindi, in alto i cuori!
A commento, mi esibii in una rumorosa serie di colpi di tosse. Deverel osserv in silenzio, quindi si sedette lentamente sull'estremit opposta della mia cuccetta.
Edmund...
Lo guardai sopra il bicchiere.
Edmund... che cosa devo fare?
Non aveva pi il suo aspetto furioso. Era strano, ma dopo le gesta sfrenatamente impudenti delle passate ventiquattr'ore, sembrava quasi che al posto di quello che conoscevo fosse comparso un giovane molto meno sicuro di s. Mi accorsi soltanto
in quel momento di come, sebbene di alta statura, fosse di costituzione esile e muscolatura leggera. Quanto al viso... scoprii con grande stupore come il profilo proiettato in avanti dei suoi baffi costituisse un tentativo, con ogni probabilit del tutto inconsapevole, di compensare un mento debole e un po' sfuggente. Jack il Gentiluomo, l'illustre Jack il Focoso! Era stato un parossismo di rabbia e, s, di paura, a conferire al suo braccio destro la forza di imprimere la lama cos a fondo nel capodibanda. La comprensione divenne tanto completa che mi sentii perso e impaurito quanto lui stesso non era mai stato.  una cosa terribile sapere troppo. Capii che, se non fosse stato per il supporto del suo cognome e di un atteggiamento che derivava pi da imitazione che da autentico lignaggio, avrebbe benissimo potuto essere uno stalliere, un lacch, un valletto! Risultava disorientante guardare quell'uomo, da me un tempo ritenuto il pi signorile degli ufficiali... il che invero... la faccenda  una tale confusione... il che invero lui era! La sua negligenza e intemperanza non avevano nulla a che fare con ci che vedevo e capivo ora. Il suo ultimo progetto folle, dipendente com'era da una codardia fisica del comandante Anderson, della quale vi era ancor meno che la minima prova, era una fantasia. Anderson avrebbe trattato la sua sfida, che egli fosse un civile o meno, con disprezzo, n alcuno lo avrebbe biasimato. Non era possibile consentirgli di portarlo oltre!
Signor Deverel... Jack... sentite... Lasciatemi pensare.
Si lasci andare all'indietro, afflosciandosi un po', come se una certa tensione lo avesse abbandonato. Sembrava pieno di rispetto, come al cospetto di un Pensatore! La verit invece si era che...
Sentite, Deverel...
Ero Jack, fino a un momento fa, per non parlare di quando ci siamo trovati sul punto di andare all'arrembaggio.
S!  stato un momento di cui ci ricorderemo... eh? Vada per Jack, allora. Ma sentite. Mi sono preso un accidente di botta, anzi, di tre botte, in testa... non sono veramente e assolutamente in condizione di pensare. Continua a farmi male.
Un bicchiere...
Feci un involontario gesto di impazienza con la destra.
Sapete... mi piacerebbe... far... ci che si potr. La prima cosa che devo fare  parlare con Summers.
Buon Dio! Ma  un metodista!
Davvero? Lo so pieno di profonda sollecitudine per le questioni morali, ma non avevo pensato...
 il meglio che potete fare?
E il primo passo. Devo sapere qual  la situazione, voglio dire in termini, in termini di legge nautica. Voi siete troppo personalmente coinvolto e non vedete ancora le cose con chiarezza.
Voi eravate presente!
Fisicamente, certo, ma senza conoscenza. Ne ero stato privato dal capo di una cima.
E sarebbe questa la vostra offerta di aiuto?
Il vostro guaio, Deverel,  che pretendete che tutto venga fatto subito.
Grazie, signor Talbot!
Sto cercando di rendermi utile. Non dovete aspettarvi da me l'azione immediata di un ufficiale di marina.
Ma non me l'aspetto affatto, per Dio!
Ancora una volta: calma! Non potete affrontare la questione come se steste abbordando una nave nemica. La fretta roviner tutto.
Che cosa? Con due capitani di vascello e una mezza dozzina di tenenti di vascello pi anziani di me su queste due navi? Possono sistemarmi con una corte marziale, facile come baciarmi il culo! Il diavolo si prenda lui e anche voi!
Jack!
La parola risult molcente. Di nuovo strano! Sebbene avesse un aspetto imbronciato e gli si gonfiasse il petto, nondimeno si espresse in un tono pi moderato. Sono in numero sufficiente per formare una corte marziale qui e ora.
Quando il vento potrebbe mandarci per la nostra strada in qualsiasi momento? Sapete bene che non sono versato nelle faccende nautiche, ma giurerei che non possono processarvi in mare. Non siamo pi in tempo di guerra, n ci troviamo nelle condizioni di un ammutinamento. Voi non avete praticato violenza su quell'uomo! Inoltre - il diavolo veramente se li prenda -, finch il tempo tiene dovremo sorbirci un ballo e uno spettacolo, e, come se non bastasse, io devo pranzare con Sir Henry! Dannazione, amico, non capite che con la pace, l'abdicazione e la presente soluzione di una grande crisi nelle questioni del mondo civile...
Deverel si raddrizz di scatto, reggendosi alle mani posate sul bordo della cuccetta ai due lati del corpo.
Pranzo? Be', amico mio, ecco l'opportunit che vi occorre! Potete giurarci che ci sar anche Anderson! Una parola con lui, a portata di orecchi di Sir Henry, dopo che saranno stati serviti i liquori...
Non beve affatto. Inoltre...
Di punto in bianco mi accorsi di quanto mi stesse ronzando la testa. Cio, no: cantando!
Se sapeste come mi duole questa dannata testa!
Quindi non farete nulla.
Scoprir come tastare il terreno... se l'espressione significa qualcosa in questo limbo di acqua fluente! Possiamo fare molto se procederemo con cautela.
Intendete dire che devo aspettare. Tollerare una simile umiliazione da un uomo che mio padre non avrebbe accolto alla propria tavola!
Far del mio meglio per risultarvi di aiuto, per quanto il sunnominato aiuto possa essere poca cosa.
Non c' bisogno di fare tutto 'sto casino.
L'espressione popolare mi divert. Avevo invero parlato con un certo grado di calore. Ma in qualche modo essa mi rese Deverel pi simpatico. Tuttavia lui, visto il mio sorriso, lo interpret male, e stava nuovamente per prendere fuoco, cos che mi affrettai a riprendere la parola, parlando quasi a caso.
Porter la conversazione sull'argomento dei duelli, nel caso che Anderson sia presente, cercando di scoprire quale possa essere la sua reazione di fronte a una sfida.
Via... pu avere un autentico orrore di fronte alla prospettiva che gli si spari addosso!
Lo guardai totalmente sbalordito. Anderson, un capitano di vascello che i registri navali riferivano aver partecipato a scontri sanguinosi! Anderson, che aveva partecipato a un abbordaggio ancora da aspirante guardiamarina e poi portato una nave incendiaria nelle Rade Basche, sotto Cochrane! Era pi di quanto avessi previsto. Deverel ora appariva eccitato in un modo che non poteva dipendere da un unico bicchiere del mio brandy. Era febbrile, si fregava le mani e aveva un largo sorriso dipinto in volto! Cercai di riportarlo su questa terra.
Ma ci che  maggiormente da sottolineare, mio caro signore,  il fatto che pu avere la forza - quella che alcuni definirebbero la forza mentale - di respingere qualsiasi sfida sommaria. Nel nostro paese  largamente diffusa la convinzione che sia follia mettere a repentaglio la vita per motivi futili. Non, naturalmente, che la vostra questione lo sia, ma cos potrebbero pensare altri.
Cos , cos , infatti.
Lo sonder.
Nient'altro?
Per il momento non posso fare altro.
Per il momento. Espressione comoda, caro signore.
Non replicai nulla. Deverel mi occhieggi con aria critica. Poi la sua espressione si trasform in un vero e proprio sogghigno. Dissi brevemente:
Ripeto: per il momento non posso fare altro.
Per un po' non disse nulla, limitandosi a tenere lo sguardo fisso sullo specchio che stava sopra il mio lavabo di tela. Poi...
Come gli altri.
Non feci alcun commento. Prosegu:
Oh, so bene di espressioni come Jack il Gentiluomo e Jack il Focoso, ma non cogliete la beffa? Ricordate che, quando Colley venne buttato fuori bordo, Summers tard deliberatamente a dirmi che la brigantina doveva essere cazzata, finch il timone non and quasi perduto? Tuttavia credevo che voi, che siete un gentiluomo e non uno di questi dannati tangheri rifatti, almeno voi sareste stato dalla mia parte e non deciso a rovinarmi...
Dovete essere pazzo!
Non replic nulla, ma passato qualche altro istante si alz lentamente. Quindi mi guard in tralice e si mise a sorridere in maniera sgradevole, una sorta di sorriso interno o ritratto, come di persona che usi infinita indulgenza e cautela in mezzo ai nemici. Infine apr la porta della cabina, gett un'occhiata rapida in entrambe le direzioni, scomparendo completamente e lasciandomi in uno stato di grande perplessit e confusione. Peggio di tutto risultava il fatto che avevo ceduto a un certo grado di intimit con costui, mentre ora mi sentivo poco incline a immischiarmi nella sua punizione per quello che non potevo considerare altro che il giusto risultato della sua negligenza in servizio. Soprattutto, poi, non desideravo in alcun modo guastare il grado di comprensione e mutua tolleranza che si era ormai instaurato tra me e il comandante Anderson. Era tutto molto irritante. Nell'occasione non c'era nulla che mi spingesse a impegnarmi in un patrocinio, e inoltre credevo sempre pi, per usare un'espressione brutale, che Deverel non ne valesse affatto la pena.
Venni richiamato all'immediato dal suono delle campane della nave. Era esattamente l'ora della convocazione alla festa! Gettai un'occhiata nello specchio, mi sistemai i capelli attorno alla ferita (ebbi un attimo di esitazione... perch andare? perch non mettersi a letto?) Comunque mi sistemai l'abito e attraversai la nuova modisteria. E mentre lo facevo, sopra la mia testa, tra tutto quello strisciare di piedi nudi, intesi un rumore di passi saldi e familiari. Seguii il comandante fino all'ampia passerella, per la quale discese a grandi passi, fermandosi rigidamente eretto alla sua base, il cappello tenuto di traverso sul torace. Io, che lo seguivo da vicino, feci parecchia fatica a non andargli a sbattere addosso. Ebbi in ogni caso la presenza di spirito di aggrapparmi con la sinistra a una cima laterale, cavandomi il cappello con la destra e poi piantandomi l quasi rigidamente eretto come lui. Il ponte attorno al piede della passerella era affollato, e il cerimoniale quasi elaborato come quello del funerale di Colley. Ecco mozzi alla banda in guanti bianchi, nostromi con fischietto, fanti di mare con moschetto, altri con tamburi e trombe, qualche aspirante guardiamarina e un paio di tenenti di vascello... e, sfolgorante, a capo della stretta corsia del cerimoniale, Sir Henry Somerset, rigorosamente in uniforme di gala, il nastro dell'onorificenza steso in piegature sul candido splendore della sua floridezza. Le trombe strepitarono, i tamburi rullarono, i fischietti trillarono, le squadre al lavoro si misero sugli attenti con lo sguardo fisso nella foschia. Tutto ci per il passaggio di un uomo da una plancia a un'altra! La cerimonia si concluse. Il comandante Anderson ora si trovava debitamente a bordo dell'Alcyone, per cui i due equipaggi potevano tornare ai loro compiti, che
io stesso ritenni sbalorditivamente vari e complessi, dato lo stato del tempo, dal momento che dalla passerella non si arrivava a vedere ai due capi delle navi. Quindi mi feci avanti anch'io, per essere accolto con la massima affabilit da Sir Henry, che non aveva il privilegio di conoscere il mio padrino, anche se, come tutto il mondo... eccetera. Fu lui stesso a guidarci verso il proprio alloggio, parlando ininterrottamente con il nostro comandante. La guerra navale  una lotteria! Sir Henry  vasto pi che imponente. La sua ricchezza appariva ovunque. Ogni traccia di modanatura attorno alla poppa era dorata. Ci dirigemmo verso
il ladder - no, mi rifiuto di farmi sedurre - verso i gradini, lungo una passatoia di fibra di cocco, stesa perch i nostri piedi non venissero insudiciati dalle giunzioni che si stavano squagliando.
Vi erano camini di tela che salivano dal casseretto ed erano assicurati al sartiame di mezzana - al diavolo, scopro che la mia determinazione a non esprimermi in tarpaulin  quasi impossibile da sostenere! - nel tentativo di sostituire il fetore dell'interno di una nave con aria pi pura. Raggiungemmo il casseretto e la fine della stuoia di fibra, per cui abbassai lo sguardo, prendendo a evitare con molta attenzione ma nessun successo le giunzioni, quando Sir Henry si accorse del mio tentativo.
Non datevi disturbo, signor Talbot, vi prego. Qui non c' nulla che possa insudiciarvi i piedi.
Anche il comandante Anderson si era fermato, e aveva abbassato lo sguardo.
A listelli, per Dio!
Pareva che il mio tarpaulin dovesse arricchirsi proprio quando stavo abbandonandolo.
A listelli, Sir Henry?
Sir Henry sventol una mano in maniera noncurante.
Tra le mie prede c' stato un carico di legnami preziosi. Un caso molto fortunato.  ebano, sapete.
Ma a listelli, sir Henry?
Significa sostituire con strisce di legno duro il catrame e la stoppa che vengono comunemente usati e sono un autentico strazio per i piedi. Le tavole strette sono in mogano. L'idea l'ho presa da quanto ho visto sullo yacht reale allorch ho avuto l'onore di essere presentato a Sua Altezza. L tutto  alla moda di Bristol, sapete? Dopo di voi! Comandante Anderson. Signor Talbot.
Dopo di voi, signore.
Prego, signore...
Scendemmo all'alloggio del comandante. La signora che ci venne incontro non camminava, e nemmeno fluttuava, ma piuttosto galleggiava. Lady Somerset esercitava un richiamo immediato sull'attenzione di qualsiasi gentiluomo. Era una donna fine e molto bella, nonch vestita alla gran moda... anche se invero, pensai, il suo abbigliamento era molto pi da sera che da mezzogiorno! Sarebbe stato quello il famoso abito senza formalit? Sul seno le sfolgorava un'intera dote di zaffiri in tono con quelli che portava agli orecchi e ai polsi. Sir Henry doveva aver intercettato il gioielliere della Porta. La gonna era stretta appena sotto il seno in quello che... no, non ho ancora imparato a esprimermi in milliner. N ebbi pi di un istante per rilevare la sua comparsa, perch gi era china alla mia volta, intenta a gemere. Con nessun'altra parola posso esprimere il modo in cui, preso atto delle rudi attenzioni del comandante Anderson, ovvero un brusco cenno basso-alto della testa, si insinu alla mia volta, fissandomi francamente negli occhi, quasi che avessimo assistito insieme a un fatto del pi commovente momento, tornando poi a insinuarsi verso il nostro comandante, mormorando con profonda voce di contralto: Che piacere! Visto che appariva in procinto di svenire di fronte a tanto piacere, era probabilmente giusto che porgesse una mano a ciascuno di noi due quasi in cerca di sostegno. Era, in ogni caso, un po' troppo fragrante per i miei gusti. Stavo ora sollevando la mia mano verso le sue, quando con un moto simile a quello dell'alga nell'acqua, le ruot entrambe nella direzione opposta, tornando a gemere: Carissima, preziosa Janet!
Poco fu il dubbio circa la natura della preziosa Janet. Reggeva in una mano un telaio da ricamo con il tessuto - ago e filo ancora infilati nel disegno -, insieme a un ventaglio rovesciato; e nell'altra un libro con un dito infilato a tenere il segno. Sotto il braccio reggeva un cuscino e, quasi tale carico non bastasse, serrato tra i denti aveva un pezzo di nastro. Mi parve una donna straordinariamente comune. Faticosamente impegnato a classificare queste nuove persone in base alle scarse informazioni di cui disponevo, la sistemai immediatamente nella casella con la dicitura dama di compagnia. Mentre cos facevo, la signora procedette a un profondo inchino, scomparendo fulmineamente dal locale.
La signorina Oates, mormor Lady Somerset, una parente acquisita.
Una lontana parente acquisita, precis Sir Henry. Mia moglie non consente mai di venirne separata.  il suo cuore generoso. La vuole tenere con s, e dunque come potrei dire di no? Caro Sir Henry! Non mi rifiuta nulla, ma proprio nulla! Stavo per procedere alla prevista replica galante, quando Sir Henry si illumin in viso, dicendo con voce pi energica:
Venite, Marion, venite! Ero pronto a scommettere che foste alzata e nei dintorni!
Il fulmine che colp la cima dell'albero di mezzana corse gi, riducendo il conduttore in gocce roventi. L'albero si spezz e schegge esplosero in tutte le direzioni nella foschia. Il ponte sopra di me si spalanc e il fluido elettrico mi distrusse, avvincendo in una striscia bianca di luce la fanciulla che mi stava davanti.
...
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CAPITOLO 7.
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...
Comandante Anderson, posso presentarvi? Signor Talbot? La signorina Chumley. Avete un aspetto delizioso, Marion, la vera reginetta, esclusa, naturalmente... Vi presento il signor Edmund Fitz Henry Talbot, mia cara. La lady sua madre  una Fitz-Henry e lui discende...
Suppongo che abbia continuato a parlare. Io tornai in me come da un'altra commozione cerebrale, per scoprire che tutti i signori reggevano un bicchiere, e che stranamente ne avevo in mano uno anch'io. Essendo chiaro che avevo compiuto l'atto di prendere un bicchiere e continuato a reggerlo in quei primi istanti di vita, posso soltanto supporre di avere anche parlato, ma quali siano state le mie prime parole, non saprei nel modo pi assoluto dire. Oh, tu, Marion, levata dalla pi umile e profonda delle riverenze, somma di ogni musica, di ogni poesia, vaghi brandelli della quale, con il loro significato di nuova irradiazione, mi mulinarono per la mente! Furono tuttavia le parole di Sir Henry quelle che sentii appena emerso dal mio stato di prostrazione.
La povera Marion  stata veramente affranta. Il pi piccolo moto, buon Dio, non dico una maretta, ma il minimo scossone all'ancora, e su che le viene tutto! Una volta arrivata in India, come le dico continuamente, dovr rimanere l per sempre, dal momento che il viaggio di ritorno provocherebbe certamente la sua fine!
L'Alcyone ha dunque un buon galleggiamento, Sir Henry?
Cos cos, comandante Anderson. E lunga rispetto al suo sartiame, e "massima urgenza" significa "massima urgenza", come ben sapete. La vostra nave com'?
Salda come una roccia, Sir Henry, e con uno smorzamento automatico delle oscillazioni degno della stessa bussola. Be', persino quando quello stupido di un tenente l'ha lasciata prendere a collo, secondo me non ha messo il capodibanda sotto per pi di dieci secondi, e con vento teso, per di pi.
Sir Henry, comandante Anderson, questa povera ragazza la state facendo impallidire pi che mai! Su, Marion, i signori adesso non ne parlano pi. Il pavimento  stabile come quello di una sala da ballo, cosa che, a quanto ho visto, vi ha fatto piuttosto piacere.
Be', disse il comandante Anderson, credo che il ballo dovremmo tenerlo sulla mia nave, che  ancora pi stabile di questa.
L'Alcyone!, gemette Lady Somerset. Qualsiasi cosa  pi stabile di questa bella creatura selvatica!
Finalmente ritrovai la mia voce cosciente.
Sono sicuro al di l di qualsiasi possibilit di dubbio che il comandante Anderson sarebbe felice di offrirvi il suo bastimento come rifugio per il resto del vostro viaggio, signorina, signorina... Chumley.
La signorina sorrise... Marion sorrise! Gli angoli della bocca le si piegarono all'ins... il cuore mi balza in petto al solo ricordo...  dolce piacere cercare di annotare l'evento. Eppure anche quando non sorrideva, la natura l'aveva dotata di una bocca che la faceva apparire non soltanto allegra, ma quasi intenta a godersi uno scherzo di tale qualit da essere fonte di un piacere costante. Ma avevo appena cominciato a scoprire che l'unica panacea nei confronti del fissare in maniera poco cortese tale bocca era di fissare in maniera ancor meno cortese - e pi smarrita - i sovrastanti occhi, il che tralascia il nasino, non dice nulla di quelle ciglia che manifestavano stupore, cosa che, in ragione del sorriso della bocca, significava che tutta la sua espressione era vivace e interessata... oh, Signore! Il guaio si  che fin dai giorni di Omero i pi grandi tra i poeti hanno esercitato il meglio della loro arte nella descrizione di giovani donne. Non vi  eloquenza, non figura retorica, dalla litote all'iperbole, che non le abbiano pagato il debito tributo! Uscire dalla norma ordinaria della retorica... andare in cerca di un'assurdit ispirata, l'insolentissima magia di uno Shakespeare o di un Virgilio...
Mi sono ficcato in un pasticcio e non procedo in alcuna direzione. Com'era vestita? Allora non sembrava importare, ma adesso...
Aveva un abito bianco. Un nastro azzurro - credo - le correva lungo la linea del collo da spalla a spalla e attorno le maniche che avevano gale appena sopra i gomiti. Gli orecchini erano fiori d'argento e una collana in tono le circondava il collo sopra la promessa del seno. Era lieve, sempre lo sarebbe stata, sempre avrebbe suggerito, lasciato intendere piuttosto che affermato... come i pi grandi tra i poeti!
Ma il comandante Anderson stava parlando... aveva parlato,
ricordo adesso le parole che allora non avevo la coscienza per intendere.
No, no, signor Talbot! Noi non siamo diretti in India, ma alla Baia di Sydney! Inoltre la nostra nave  stracarica di emigranti, passeggeri, carico...
Vedete, mia cara? disse Sir Henry, ridendo. Non c' niente da fare! In India dovete andare, e sull'Alcyone per di pi.
Non riesco a capire, intervenne Lady Somerset, perch dai comandanti si possa pretendere in maniera irremovibile la fretta, ora che abbiamo sconfitto i francesi. Certamente il comandante Anderson...
Entrambi i comandanti scoppiarono a ridere! S, Anderson rise!
Io tornai a trovare la voce.
Se troverete un passaggio sulla nostra nave, signorina Chumley, io vi ceder la mia cabina. Dormir nel falso ponte o in sentina. Prometto che passer le notti passeggiando sul ponte dalla parte opposta rispetto a quella del comandante Anderson, e comunque - su, signore - una cabina vuota ce l'abbiamo. Mi ci trasferir all'istante, e la signorina Chumley disporr della mia.
Credo che tutto ci sia stato enunciato con voce da sonnambulo. Gli uomini dovrebbero essere poeti... lo capisco ora, Edmund, Edmund, razza di spregevole politico!
Anderson stava procedendo a un rapido resoconto di ci che era occorso a Colley... di quanto incontinente fosse stato e di come alla fine, dopo uno sconvolgente colpo di testa, avesse ceduto a una febbriciattola. Ma la mia determinazione a difendere la memoria del poveraccio era cosa lontana. Il mio diario vi provvedeva in maniera sufficiente, per cui misi da parte il pensiero. Tutto ci che contava, adesso, era il colpo di fulmine, il coup de foudre.
 corsa voce, signorina Chumley, che foste un prodigio, espressione cui prima ho dato poco credito, ma che ora scopro non esser altro che verit.
Prodigio, signor Talbot?
Prodigio, signorina Chumley.
La sua replica fu uno scoppio di risa, argentino come i fiori che portava attorno al collo.
L'espressione le  stata riferita in maniera errata, signore.
Lady Somerset  talvolta tanto cortese da indicarmi nei termini della sua "protge".
Per me, signorina Chumley, sarete in eterno un prodigio.
Continu a sorridere, ma con un'espressione vagamente perplessa... per quanto possibile, dal momento che, qualsiasi cosa avesse fatto il fulmine a me, per lei non si era trattato di pi dell'esperienza di qualcosa - qualcuno - inattesamente ed estremamente familiare, e intendo familiare nel senso di riconosciuto come tale da dover essere noto, e fors'anche invadente! Invero, intuito che cos era, ne ebbi immediatamente una prova.
Non ci siamo gi conosciuti, signore?
Se cos fosse, signorina Chumley, me ne ricorderei di sicuro!
Certo. Quindi, essendoci reciprocamente sconosciuti...
E fece una pausa, distogliendo lo sguardo, quindi rise in tono incerto, tornando poi a guardarmi in silenzio. Come in silenzio ero anch'io, cos che ci esaminammo vicendevolmente il viso con espressione seriamente intenta. Fui io il primo a parlare.
S... e no.
Lei abbass lo sguardo, e io mi accorsi che la mia mano sinistra stringeva la sua destra. Non ero consapevole di averla presa, per cui la lasciai andare con un cenno di scusa, che la signorina Chumley dichiar non necessario con uno scuotimento del capo.
Mi accorsi che Sir Henry stava ora parlando in un tono di voce del tutto diverso da quello con cui aveva salutato la signorina Chumley.
Oh, entrate senza indugi, santo cielo, Janet! Non dovete temere n dire nulla, dal momento che siete stata chiamata soltanto per pareggiare il numero.
Carissima Janet! L, per favore, tra il comandante Anderson e Sir Henry.
Arretrai una sedia per Lady Somerset, che si insinu al proprio posto, mentre Sir Henry faceva lo stesso a beneficio della signorina Chumley e, suppongo, Anderson per la non preziosa n fortunata Janet. Non potei far altro che occuparmi per un attimo della padrona di casa, ma in maniera assai infelice, dal momento che tutta la mia attenzione era fissa su Sir Henry, il quale stava dicendo alla signorina Chumley che
peccato fosse che lei stessa non potesse cantare nello spettacolo, mostrando alla gente che cosa fosse il vero canto. Per fortuna Lady Somerset era dotata della sensibilit sociale che appare naturale nelle donne di ogni razza e clima. Si rivolse infatti al comandante Anderson, impegnandosi con lui in una futile conversazione, che deve nondimeno per lui essere stata un sollievo. Infatti in precedenza teneva tetramente e silenziosamente lo sguardo fisso su Janet, che non distoglieva il proprio dal piatto. Soddisfatto, immagino, che ci si curasse del medesimo Anderson, Sir Henry prese a mangiare con una diligenza che spiegava appieno la rotondit della sua figura. La signorina Chumley rigirava nel piatto una minuscola quantit di cibo, di cui tuttavia non vidi mai la bench minima parte toccare la sua bocca.
Non avete fame?
No.
Allora neanch'io.
In ogni caso, signore, bisogna gingillarsi con la forchetta, cos. Non  elegante?
 affascinante. Ma se insistete a rifiutare il cibo, signorina Chumley, diventerete ancor pi eterea.
Non avreste potuto dire nulla di pi lusinghiero a una giovane fanciulla, signore, n offrirle una pi lieta prospettiva!
Per voi, forse, mentre per me tale pi lieta prospettiva sarebbe rappresentata da... no, perdonatemi. Io mi illudo di... oserei dire... Oh, s, devo! Una simpatia immediata, un riconoscimento...
"S... e no?"
Oh, signorina Chumley. Sono stordito... no: strabiliato! Soccorretemi, santo cielo!
Facile, signore. Se dobbiamo intrattenerci a vicenda, lasciate che vi spieghi rapidamente la mia condizione. Sono orfana, signore, ho imparato a leggere, scrivere e far di conto, un discreto francese, un po' di italiano e di geografia in un istituto per figlie di ministri del culto, a Salisbury Close. Sono anche in grado di recitarvi l'elenco dei re d'Inghilterra, concludendo con "George, terzo di tale nome, Dio lo conservi". Sono, naturalmente, pia, modesta e brava con il mio detestabile ago, inoltre so cantare con voce molto, molto intonata.
Vi prego di mangiare almeno un poco, dal momento che tanti conseguimenti hanno bisogno di sostentamento!
La creatura di sogno si chin un poco - davvero - verso di me. Le nostre teste si accostarono in un modo inebriante.
State tranquillo, signor Talbot. Io sono anche un po' subdola, e al momento non ho assolutamente appetito.
Non dite cos, signorina Chumley! Oh, no! Biscotti in cabina?
La risata franca e argentina riecheggi per tutto l'alloggio del comandante.
Signor Talbot, pensavo che il segreto non vi avrebbe sconvolto!
Voi mi avete gi stregato. E dovete averlo fatto anche in precedenza, quando ci siamo incontrati per la prima volta, nel... ehm, Catai, in Tartaria, a Timbuct, dov' mai stato?
Sir Henry interruppe per un istante l'attivit masticatoria.
Avete viaggiato, signor Talbot?
No, Sir Henry.
Be', per quanto concerne Marion, so con certezza che non lo ha mai fatto.
La giovane scoppi nuovamente a ridere.
Il signor Talbot e io stiamo elaborando una storia fantastica, zio. Nessuno di voi deve stare ad ascoltare, perch  tutta una gran sciocchezza.
Sciocchezza, signorina Chumley? Voi mi ferite nel profondo del cuore.
Le nostre teste tornarono ad accostarsi.
Non lo farei mai, signor Talbot. E per certe persone le storie fantastiche non sono una sciocchezza.
Non saprei tuttora dire perch mai mi fossero venute le lacrime agli occhi! Un uomo adulto, sano, piuttosto cauto, una creatura politica a cui sgorgano lacrime dagli occhi, tanto da doversi seriamente porre il problema di impedire alle medesime di colargli sul viso!
Signorina Chumley, voi mi rendete... ineffabilmente felice. Esulto di trovarmi totalmente privo di difese.
Segu una pausa, mentre ingollavo non gi cibo, ma lacrime. Oh, s: era la testa ferita, la mancanza di sonno, doveva essere... non poteva essere ci che invece sapevo essere!
Ma lei stava mormorando:
Procediamo troppo in fretta. Perdonatemi, signore, ho detto pi del dovuto e anche voi, credo. Quindi, guardandosi attorno: Abbiamo ridotto al silenzio la tavola! Helen!
Ma Lady Somerset, cara donna, venne in mio soccorso.
Che cosa avremmo mai di pi interessante da dire noi adulti? Divertitevi, miei cari, finch potete!
Anderson stava conversando con Sir Henry. Argomenti professionali, naturalmente... chi aveva ricevuto la nomina e cos via. Lady Helen sorrise, annu e - sia benedetta - ci ignor.
Quindi eccomi l, a desiderare con improvvisa urgenza che le mie ferite fossero vere... non contusioni, ma ferite! A desiderare di aver guidato una sortita disperata, tornando tanto gravemente ferito da dover essere curato, e da chi se non da quell'angelo appena scoperto? E con altrettanta urgenza a desiderare di disporre di un'uniforme con cui abbagliarla, o un'onorificenza, maledicendo nel mio intimo il mondo che appiccica ornamenti a vecchi che non possono farne pi nulla! Tuttavia capii anche in quei primi istanti di avere di fronte una persona acuta e intelligente, tale da non farsi incantare da una confezione di pettinato blu e treccia d'oro... oh, Dio, che cosa ho mai detto? Da non farsi...
Di che cosa parlammo? Ora non riesco a ricordarmelo, dal momento che le nostre parole significavano ben poco in rapporto alle maree di sentimenti che incrociavano in quello strano salotto! A volte giurerei che tra noi ci sia stato un vivente silenzio di infinita dolcezza. Come Lady Somerset eravamo diventati, credo, o per lo meno lo ero diventato io, un sensitivo per effetto della forza e dell'influsso dei miei stessi sentimenti! Sentivo veramente l'essenza di Marion accanto a me, una novit nella vita, una nuova consapevolezza, certamente, una coscienza; e lei, torno a giurare, era in ugual modo cosciente di me. Nell'alloggio del comandante si sentiva un borbottio di voci, ma noi eravamo in una bolla d'argento tutta nostra.
Una bolla! Quelle benedette ore le passai come un erede scialacquatore, il quale creda che il denaro cresca sugli alberi e che quindi non gli tocchi far altro che ordinare all'amministratore di agitare la mano per far s che anzich foglie cadano ghinee. Come le sperperai quelle due ore, che invece avrebbero dovuto essere divise in centoventi minuti, settemiladuecento secondi, ogni secondo, ogni istante da tesaurizzare, assaporare... no,  un'espressione troppo grossolana... ogni istante da apprezzare in tutto il suo valore... prezioso  una buona espressione, come anche incantesimo. Simile al cavaliere di un'antica favola, Edmund Fitz Henry Talbot, con tutta la carriera ancora da compiere, pass quelle ore addormentato sul proprio scudo nella cappella diroccata dell'amore! Si perdonino a un giovanotto, a un giovane allocco, i suoi ardori e le sue estasi! Ora capisco che il mondo prester loro ascolto soltanto quando provengano dalla bocca di un genio.
Quindi che cosa ricordo? Nulla con chiarezza, di quel momento magico, ma solamente la sua conclusione, quando ne venimmo cavati a forza sentendo Anderson che borbottava qualcosa a proposito del dannato ballo.
Il ballo... signorina Chumley, ce ne stavamo dimenticando! Ci sar un ballo! Un ballo, capite? Trascorreremo la notte danzando. Dovete promettermi la mano per... oh, per che cosa? Per tutti i balli, naturalmente, o almeno per alcuni di essi... la maggior parte... quello pi lungo... qual  il pi lungo? Ci sar un cotillon? S! E un'alemanna... Ci sar consentito di ballare il valzer?
Non credo, signor Talbot. Lady Somerset, in quanto devota di Lord Byron,  assai poco probabile che possa approvarlo, vero, Helen?
Vi imploro, Lady Somerset! Byron  un personaggio insensato e, se  contrario al valzer, ci dipende soltanto dal fatto che  storpio e acido!
La discussione coinvolse tutti, con Marion che concordava con me e dichiarava (posto Shakespeare hors cottcours) che nella lingua inglese non vi  poeta pari a Pope, mentre Sir Henry sosteneva che la maggior parte di quanto scritto era spazzatura, Anderson grugniva e Lady Somerset citava: Rolla, Oceano profondo, Oceano blu, rolla!
Helen! No! Volete rimandarmi dritta e filata in cuccetta?
La bolla era scoppiata.
Lady Somerset si interruppe nel bel mezzo di diecimila flotte.
Sir Henry, gridai io. Non sarebbe almeno il caso di procedere in convoglio fino al Capo? Il comandante Anderson pu dirvi con quanta difficolt saremmo stati in grado di provvedere ad appena una parvenza di difesa.
Farei del mio meglio per venirvi incontro, signor Talbot, ma non  nei miei poteri. Inoltre non dovete temere nulla, dal momento che ora siamo buoni amici dei francesi.
Non intendevo...
Anderson mi si rivolse.
L'Alcyone  una vera flyer, se  arrivata fin qui da Plymouth in cos poco tempo. La perderemmo di vista oltre l'orizzonte nel giro di poche ore. Quindi, rivolto a Sir Henry: Dovete avere calcolato esattamente quanto porta.
Bah, fino a Gibilterra, comandante Anderson, non ha fatto
altro che russare. Non trovo altra espressione. Vi dico che di quando in quando mi toccava gettare un'occhiata arriva! Il mio secondo faceva ammainare il trevo di maestra alla minima bavicella di vento. Mi  toccato dirglielo: "Bellamy", gli ho detto, "questa  una fregata, maledizione, non un dannato mercantile". Com' il vostro?
Abbastanza bravo. Non posso lamentarmi, Sir Henry,  una nave felice, sapete. Ha ficcato un po' di buon senso in corpo all'equipaggio mentre eravamo trattenuti in porto dal vento contrario, a Spithead.
Vento contrario? Davvero? Avreste dovuto essere con noi prima della Baia di Plymouth, di fronte alla Cala della Merda. Ci hanno tirato fuori con un rimorchiatore a vapore. Buon Dio, non sono mai stato tanto sbalordito in vita mia.
Il fumo, gemette Lady Somerset. Il fumo che veniva da quella ciminiera di metallo. Il mio spolverino ne  rimasto impregnato. E Marion sostiene che il suo cuscino  diventato nero.
Helen!
Proprio, mia cara. Non ti ricordi i problemi che abbiamo avuto con il tuo scalpo?
Suvvia, Lady Somerset, gridai io, la signorina Chumley non  una pellerossa! Ma che cosa sarebbe un rimorchiatore a vapore?
Un'invenzione straordinaria, signor Talbot, rispose Sir Henry, e giuro che nulla se non il genio inventivo del nostro paese avrebbe potuto produrla!  uno scafo munito di una vaporiera in grado di fornire un'energia capace di far girare due grandi ruote a pale su entrambi i lati. Se tali ruote non fossero ricoperte, getterebbe fontane d'acqua.
C' troppo fuoco sotto coperta, replic Anderson. Sono cose che non riescono a piacermi. Se dovessero esplodere, potrebbero far saltare per aria tutta una flotta come uno stoppaccio.
E nel caso che si staccassero le ruote, rincar Sir Henry, non dispongono n di vela n di remi. Lo sapete, Anderson che, per tutto il tempo che sono rimasto a rimorchio, finch abbiamo mollato su mura a dritta per passare a est dell'Eddystone, avevo le ancore fuori dell'occhio di cubia che dondolavano, picchiavano e sbatacchiavano in maniera tale che ci  caduto un uomo direttamente dal colombiere su una marra, e con lui  partito anche il sedile?
A Portsmouth ne stanno costruendo uno ancora pi grosso, disse Anderson. Saranno la rovina della vera marineria.
Tuttavia sembrano avere un'applicazione limitata, intervenne la signorina Chumley. Hanno un aspetto assolutamente orrendo.
E fanno un pasticcio incredibile, riprese Sir Henry, anche se non si pu negare che ci hanno trainato controvento in due ore, mentre noi ci avremmo messo tutto il giorno a tonneggio.
Chiamai a raccolta tutto il mio acume.
Ma un bastimento di maggiori dimensioni non potrebbe operare in alto mare?
Suppongo di s, signor Talbot, ma non ce n' la necessit. Una volta che abbia acqua da correre, una nave pu cavarsela benissimo da s.
Non potremmo, allora, avere delle navi da guerra a vapore, che escano dal porto con le loro ruote per andare in caccia del nemico?
Entrambi i comandanti scoppiarono in un uragano di risate... non avevo invero mai visto il signor Anderson tanto animato. Per alcuni istanti da loro non ci arriv altro che un frammentario scambio di tarpaulin. Poi, finalmente, Sir Henry si asciug gli occhi.
Un brindisi, signor Talbot, e, quando arriverete al governo, spero che accettiate qualsiasi incarico tranne quello all'Ammiragliato!
La signorina Chumley (e fu commovente sentire come scatt in mia difesa) intervenne in atteggiamento da piccola eroina.
Tuttavia non avete risposto alla domanda del signor Talbot, zio! Io invece sono sicura che risulterebbe un magnifico ammiraglio, o qualsiasi cosa sia.
Non  assolutamente il caso di ridere del signor Talbot, la soccorse Lady Somerset, e ho veramente voglia di sentire che cosa avete da replicargli, Sir Henry.
Be', Lady Somerset, rispose Sir Henry,  la prima volta che mi capita di sentirvi manifestare un qualche interesse per l'argomento. Credevo che in materia di nautica non vi interessasse nulla al di l dei capelli biondi, della retorica e della poesia! Buon Dio, se dovessimo arrivare ad avere di quei rimorchiatori in dimensioni tali da ingaggiare combattimento con il nemico, avremmo bisogno di equipaggi raddoppiati per tenerli puliti, per non parlare delle quantit di carbone necessarie per farli andare!
La difesa della signorina Chumley mi aveva dato baldanza.
Non ho dubbi che il genio meccanico dei britannici saprebbe superare qualsiasi difficolt.
Dite voi, comandante, esort Sir Henry, che secondo me siete uno dei cervelli pi fini che abbiamo in servizio.
Il comandante Anderson mi parve assumere un atteggiamento vagamente indignato di fronte all'accusa di essere intelligente. In definitiva, era quasi come dire bravo.
La vera obiezione, disse, se occorre una risposta a una domanda senza senso,  questa. Noi possiamo rimanere in mare per mesi. Un bastimento spinto dal vapore, invece, consumerebbe il carbone muovendosi. E mentre la possibile lunghezza di una nave  limitata da quella del legname disponibile per la sua costruzione, la suddetta nave non potrebbe mai andare oltre la distanza fissata dalla quantit di carbone che essa potesse trasportare nel proprio scafo. In secondo luogo, se fosse una nave da guerra, una ruota a pale su entrambe le murate ridurrebbe la sua bordata, ovvero il peso in metallo che sarebbe in grado di scagliare. E, terzo, durante un ingaggio, se una sola palla dovesse colpire gli elementi fragili della ruota a pale, verrebbe resa ingovernabile.
Abbiamo avuto la risposta che aspettavamo, signor Talbot, comment la signorina Chumley. E con essa la nostra sconfitta sul campo.
Oh, la dolcezza di quel nostra!
Quanto a me, non sono riuscita a seguirvi, comandante Anderson, disse Lady Somerset. Riconosco infatti di essere stata la pi grossa oca della mia scuola.
Nulla, dichiar la signorina Chumley, gli angoli della bocca sollevati, ed esibendo una deliziosa fossetta in quella che (contagiato com'ero dal tarpaulin) stavo per definire la sua guancia di dritta, assolutamente nulla, in una giovane donna,  pi gradevole di un adeguato grado di ignoranza.
Tuttavia, dopo la sua ultima frase Lady Somerset aveva rivolto alle altre due signore un'occhiata carica di significato, per cui noi uomini ci alzammo immediatamente. Uscite le signore, Sir Henry ci mostr dove andare. Quindi eccomi l, esule dal paradiso, in piedi di fianco al comandante Anderson, a fare i miei bisogni nell'oceano blu di Lord Byron. La privazione di quella boccuccia rivolta all'ins la trovai insopportabile e... oh, Dio, come vado in fretta! Era quello che avevo sempre considerato
un mito, una convenzione scenica, l'amore a prima vista, il coup de
foudre, una favola... ma, come aveva detto lei, c'era gente che ci credeva!
Pu essere. S: pu essere.
Tornai in tutta fretta all'alloggio del comandante e al brandy. Le signore non erano ancora ricomparse, per cui ebbi la tremenda paura che le avessimo viste per l'ultima volta. Mi produssi pertanto in chiacchiere senza senso, rimanendo tuttavia l, dal momento che lo facevano anche gli altri signori, i quali erano sprofondati nel tarpaulin. Sentii parlare della possibilit che avessimo le femminelle sfilate, della dolcezza della corsa convinto in poppa dell'Alcyone, degli alberi di gabbia e di un tenente di vascello ubriaco, la cui negligenza consent tuttavia a Sir Henry di fare un bel complimento, asserendo che andava considerata una fortunata circostanza, avendogli fornito l'occasione di raggiungerci. Entrambi i signori, poi, concordarono nell'affermare che, se nel corso della giornata avessimo appena trovato un filo di vento, nessuno dei due si sarebbe minimamente curato del malumore con cui gli equipaggi, privati del loro divertimento, si sarebbero dedicati ai propri doveri. Scoprii che il comandante Anderson, seppure affrontato da una delegazione, aveva rifiutato di far distribuire una razione straordinaria di liquore, anche se le notizie erano tanto straordinarie. Lo avrebbe fatto solamente all'ancora, dal momento che due dosi di rum in un solo giorno costituiscono la via pi rapida verso l'indisciplina. E in consimili termini prosegu la conversazione. Ero quasi in preda a disperazione, quando finalmente le signore tornarono. L'alloggio del comandante, su una fregata, deve naturalmente servire da sala da pranzo e da salotto. E fu certamente un espediente di Lady Somerset a farmi trovare - contro ogni protocollo - nuovamente seduto accanto alla signorina Chumley in quello che avrei definito un sedile a finestra, visto che si trovava sotto la grande vetrata di poppa della nave, ma che probabilmente si chiama in un modo completamente diverso... banco di poppa, magari, ma che cosa importa? Dio benedica Lady Somerset!
Temo che il mio modo di esprimermi fosse da folle. E non era effetto del brandy. E nemmeno dell'interminabile periodo di tempo in cui sembravo non poter avere sonno. Era, piuttosto, la pi tragica delle ebbrezze, la pi ridicola, la pi dolce.
Signorina Chumley, vi imploro l'alemanna... e la quadriglia... e il ballo in tondo... e il cotillon...
Quale devo scegliere?
Tutti, per favore! Non posso tollerare...
Sarebbe poco confacente, signore. Dovete certamente saperlo!
Allora mi faccio avvocato di tutto ci che  poco confacente. Danzeremo l'alemanna attorno all'albero di maestra, il cotillon da un capo all'altro della mezzeria e...
Signor Talbot! Una povera fanciulla giovane e indifesa come me...
Andiamo! Voi siete indifesa quasi quanto l'Alcyone! Sono sicuro che il vostro cammino  assai pi costellato di conquiste che quello di Sir Henry. E ora alla lista avete aggiunto me.
Non sono tanto dura di cuore. Vi render la vostra libert. N...
N che cosa, dunque?
 stata dichiarata la pace, signore. Partecipiamone.
Non sarete tanto crudele da lasciarmi andare via!
Lo far il vento. Oh, come temo il riprendere di quel tremendo moto! Credetemi, signore, il malle mer  una cosa tanto disgustosa e infinitamente avvilente che una giovane fanciulla cessa persino di preoccuparsi di quanto poco attraente risulti il suo stato!
Eppure possiamo ancora prevalere su di loro.
Gli ordini sono cose terribili, signore. Anche quando mi trovavo al massimo della prostrazione, Sir Henry non ha consentito che si imbrogliasse e serrasse una sola delle nostre vele al fine di far diminuire il moto, per quanto Lady Somerset lo implorasse. Vedete dunque quanto siano ristretti i limiti del potere che mi accreditate.
Se lo aveste implorato di persona...
In quel momento non ero altro se non una cosa miserevole, che sperava soltanto nella morte. Anche se, al proposito, quando abbiamo appreso di essere inesorabilmente attratti verso il vostro bastimento, senza sapere se foste nemici o amici, l'imminente prospettiva della morte cui anelavo l'ho trovata assolutamente, assolutamente tremenda!
Posso osare di dirle una cosa sottovoce, signorina Chumley? Io ostento una maschera di baldanza... ma lo stesso  capitato a me!
Ci mettemmo a ridere all'unisono.
Vi rendo onore per l'ammissione, signore, e non vi tradir!
Lady Somerset non era a sua volta turbata?
La signorina Chumley inclin alla mia volta i suoi riccioli bruni e, facendosi velo con il ventaglio, rispose:
Non pi di tanto, signor Talbot. Penso nutrisse in cuor suo la speranza di incontrare un corsaro!
Scoppiai a ridere.
E invece trovarsi davanti quello che in gergo marinaro si chiama "il nostro miserabile mucchio di legname marcio", con tutti i portelli spalancati e quasi senza denti!
Signor Talbot!
Be', comunque sia! Ma  deciso, vero? Posso prendere la vostra mano per il numero di balli che risulti confacente, e forse anche di pi?
Se vengo afferrata per il polso, signor Talbot, che cosa posso fare se non sottomettermi? La colpa sar vostra.
Avr una faccia di bronzo.
Segu una pausa. Fu allora che procedetti al mio unico tentativo disperato di approfondire tale frivola conversazione verso qualcosa di maggior consistenza. Ma gi mentre inalavo un respiro per procedere alla mia oltraggiosa confessione - signora, sono stato colpito da un fulmine - vidi quanto fisso fosse diventato il sorriso di Lady Somerset. Il comandante Anderson si lev in piedi. Con un autentico tuffo al cuore capii che la nostra visita era - doveva essere - conclusa. Non saprei dire in questa sede come io abbia fatto a emergere da quel palazzo fatato, a ritirarmi nella mia gabbia, mettendomi immediatamente a pensare, e con un groppo in gola - che comico! - a chi potesse essere intento a parlarle in quel preciso istante e... ma che cosa sto facendo? Io non sono affatto un poeta, se loro compito, come ora discopro, consiste nel sollevare gli uomini al di sopra di simili momenti! Il mondo ben perduto ovvero Tutto per amore! Tale invero era la mia improvvisa e travolgente passione. Provai un'acuta sensazione di panico al pensiero del mio aspetto, mi tastai la testa nel punto in cui vi si trovava un invero poco gradevole grumo di sangue rappreso tra i peli del mio scalpo, tanto che il mio unico pensiero fu quanto totalmente disgustata dovesse essere quella giovane fanciulla. Che era tutta cortesia e... nondimeno mi ero rasato alla perfezione, lo ero tuttora, e il mio abito era... oh, povero sciocco, povero Edmund, che caduta, anzi, no, che arrampicata... no, nemmeno, ma che traslazione ebbe luogo! Sentivo di dover soffrire, soffrivo gi, eppure non avrei
cambiato posto con nessun altro uomo in questo mondo, a meno che, forse, potesse essercene uno, un altro uomo... l'Alcyone ne era piena! Oh, Dio!
E non avevo scoperto nulla su come la pensasse Anderson a proposito dei duelli!
...
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CAPITOLO 8.
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Cos stavano le cose. Un fuoco mi bruci dall'intimo la spossatezza, fornendo con le sue invisibili fiamme una temporanea riserva di energie, che mi mantenne, sebbene crollato nella mia cuccetta con... purtroppo le mie provviste di lingua non erano state messe assieme per ci che avvertivo essermi successo, io, uomo di tanto superiore intelletto, di buon senso! Oh, mi ero, mi sono cos profondamente e generosamente innamorato! Era eccitazione, ma era anche paura... paura di inoltrarmi in un mondo nuovo, per il quale il mio carattere non era in alcun modo adatto o adeguato, un mondo azzardoso, da giocatore... lei diretta in India, io agli Antipodi... la mia carriera... la vantaggiosa lega con...
Edmund Talbot giacque completamente vestito nella sua cuccetta, non desiderando nulla se non, capace di pensare a nulla se non a, bruciando per nulla se non per la spiantata figlia di un parroco!
Alla lunga mi ricordai di chiamare Wheeler, sempre pi forte, finch arriv.
Al diavolo, giovanotto, voi puzzate di rum!
Hanno appena distribuito la razione straordinaria, signore. Ed ero in credito di qualche sorso.
Il comandante Anderson...
Lo ha convinto Sir Henry, signore. Un vero gentiluomo, Sir Henry.
Benissimo. Esigo che tutta la mia roba venga portata e sistemata nella cabina che usava il signor Colley.
Non posso farlo, signore!
Che cosa significa "non posso farlo"?
Non ho un ordine, signore!
Ve lo sto dando io.
Il comandante Anderson...
Sono appena stato con lui. Non ha sollevato obiezioni, quindi non  il caso che lo facciate voi.
Wheeler prese a borbottare qualcosa, ma tagliai corto.
A proposito, potete tirare fuori il mio abito da sera qui, prima di fare qualsiasi altra cosa.
Brache al ginocchio, scarpe di vernice, calze, code... Wheeler aveva bisogno di poche istruzioni, per cui fu presto fatto. Mi
cambiai d'abito, quindi andai nella cabina di Colley. Ci che apparve pi strano di quanto avessi immaginato fu trovarmi in una cabina sul fianco di dritta del bastimento... il lato di destra guardando in avanti verso l'estremit aguzza! Era un'immagine speculare di quella che avevo appena lasciato libera, e trovarcisi dopo tutte quelle settimane fu come scoprirsi improvvisamente mancino! Vi arrivava molto rumore da proravia e invero dell'altro, del pi vario genere, proveniente dalla quasi totalit delle diverse parti del bastimento. Ne arrivava anche dall'estremit posteriore della nave, mentre da alcune tra le cabine si levavano voci e risate. Vi era stata, era tuttora in corso quella che mi venne successivamente spiegato esser definita visita alla nave. Attivit che comportava invece severe pene per l'equipaggio, dal momento che, se praticata dai suoi membri, diventava abuso della franchigia. Ma c'era stato un tale scambio di passeggeri e di due squadre di ufficiali inferiori da quadrato a quadrato, nonch da quadratino a quadratino, che l'atmosfera di quell'estremit della nave era di gran lunga pi vivace di quanto fosse in precedenza quella dell'alloggio di Sir Henry.
In quel momento si sent battere un colpo alla porta. Entrez!
Era Summers, che esibiva la sua solita uniforme sgualcita ed espressione preoccupata.
Che cosa significa tutto ci, signor Talbot?
Perch non siete vestito per il ballo, amico mio?
Domanda a cui non prest la minima attenzione.
Il cambiamento di cabina!
Ah. E molto probabile che si trasferisca qui a bordo la signorina Chumley.
Edmund! Ma  impossibile!
Sono un po' fuori di testa, Charles. Non potremmo lasciar perdere per un attimo?
Avete preso alcuni brutti colpi, ma la cabina di Colley...
Non mi  assolutamente parso il caso di chiedere alla signorina Chumley di servirsi di una cuccetta in cui quel povero diavolo si  lasciato morire!
Summers scosse il capo, senza sorridere.
Ma non capite...
Oh, frottole, amico mio. Perch non siete vestito per ballare?
Sotto l'abbronzatura Summers arross leggermente.
Non ci vengo.
Metodista!
Come ho avuto una volta occasione di dirvi, non ho mai imparato a ballare, signor Talbot, rispose in tono sostenuto. Non ho mai avuto dimestichezza con quadriglie, alemanne e valzer. Scordate che sono stato promosso dal ponte inferiore?
Ma il ballo dei marinai!
Non  come lo fate voi.
Ancora arrabbiato, Charles?
Di quando in quando. Ma mi sono offerto volontario per montare di guardia durante le ore del ballo... cio, caso mai ci si metta in navigazione.
Il fato non potr essere tanto brutale da impedirlo.
Passer la sera a passeggiare sul casseretto, meditando sull'improvviso cambiamento di futuro che ci troviamo davanti.
La pace? Cambiamento? No, signor Summers. Ho studiato la storia quanto pi ho potuto. Non vi sar alcun cambiamento. L'unica cosa che dalla storia si pu apprendere  che non se ne impara nulla!
Chi l'ha detto?
Io. Senza dubbio sar stato detto anche da altri, verr detto di nuovo... e con risultato altrettanto scarso.
Siete un cinico.
Chi, io? Se solo sapeste, caro Charles... sono pieno di eccitazione, e... l'espressione innamorato mi palpit sulle labbra, ma una restante traccia del riserbo proprio del mio carattere mi trattenne dal pronunciarla... in uno stato di leggera ebbrezza dovuto imparzialmente a una piccola quantit di brandy e al fatto che non dormo da diversi anni, credo!
Le botte in testa...
Ferite autoinflitte.
Sull'Alcyone viaggia un chirurgo.
Non una parola, Charles! Mi vieterebbe il ballo, prospettiva che non voglio affrontare neanche per un attimo!
Summers annu e si ritir. Dai rumori che sentivo tutto attorno, capii che era arrivata l'ora dello spettacolo. Mi infilai i polsini di pizzo e sistemai un colletto increspato, che si era tristemente stazzonato durante il lungo stivaggio. Quindi aprii la porta della mia nuova gabbia e mi unii alla folla che stava procedendo dal nostro vestibolo su per le scale, verso il luogo da dove avremmo dovuto assistere allo spettacolo offertoci dall'equipaggio. Fu un evento del tutto straordinario vedermi svolazzare davanti la signorina Granham in azzurro, la signora Brocklebank in verde e la signorina Zenobia in tutti i colori dell'arcobaleno! Ma il mio divertimento nel vedere una simile accolta non fu nulla a petto del completo sbalordimento che mi colse allorch uscimmo nella mezzeria! Tanto per cominciare, il crepuscolo si era convertito in una notte ancora pi buia del solito a causa della foschia umida che continuava ad avvolgerci. Racchiuso a mo' di isola in tale notte vi era uno spazio. Il nostro spazio, tutto il nostro mondo appariva ora cos vividamente illuminato che invece di rappresentare una briciola nel cuore di distese infinite, si era ampliato fino a diventare la pi vasta delle arene. I marinai avevano appeso lanterne ovunque, alcune dai vetri colorati, cos che le nostre vie e piazze apparivano non soltanto pi luminose che di giorno, ma anche sfaccettate. Vi erano molte decorazioni. Ghirlande, festoni, corone e scettri di fiori di gran lunga troppo grossi per essere naturali. E mescolati, per cos dire, tra tutto ci, lo splendore delle signore, il luccichio delle uniformi e l'um-papp della banda di Sir Henry, che stava ora dispensando gaiezza da una cavit celata nell'estremit anteriore del bastimento! Le signore e gli ufficiali dell'Alcyone erano anch'essi usciti nella loro piazza e stavano arrivando in processione per la strada - gi passerella - che saliva alla nostra piazza pi ampia, al cui sbocco il giovane signor Taylor, tutto impavesato, faceva il carino, prestando un'attenzione assai eccessiva alle signore, per la sua tenera et! Dovetti letteralmente farmi avanti e staccare da lui la signorina Chumley, visto che sembrava incline a trattenerla. Vi procedetti con molta fermezza, aprendoci poi un varco tra una coppia di tenenti di vascello e sistemandola senza ulteriore trambusto alla sinistra del comandante Anderson, piazzandomi a mia volta alla di lei destra. Se l'equipaggio della nave mi chiamava Lord Talbot per burla, potevo ben trarre vantaggio dalla mia reputazione! E tutto ci lo feci con il successo e la determinazione che spero avrebbero arriso anche alla nostra squadra di arrembaggio, qualora posta alla prova. Lady Somerset era alla destra del comandante Anderson.
Sir Henry si alz, e tutta l'accolta dei presenti, a prora come a poppa, si alz con lui. La banda attacc, e il God Save the King venne eseguito con molta solennit. Una volta concluso, stavamo per sederci, quando si fece avanti un individuo, che si produsse in un Rule Britannia a cui tutti fecero eco calorosamente
e con grande gioia. Invero, alla fine degli urr indirizzati a Sua Maest il Re, al Re di Francia, al Principe Reggente, all'Imperatore di Russia, e poi, avvicinandoci a casa, a Sir Henry e signora, al comandante Anderson... be', Dio benedica la mia anima, ma credo che se Sir Henry non avesse avuto l'accortezza di pronunciare qualche ben calibrata parola di ringraziamento, avremmo continuato con simili urr tutta la notte! A ogni modo, alla fine ci mettemmo a sedere e lo spettacolo serale ebbe inizio. Si fece avanti un individuo, che si produsse in un devoto indirizzo in quelli che secondo lui erano versi: la pi zoppicante serie di distici mai composta, giurerei.
Sir Henry Somerset e Comandante Anderson ora che molte battaglie concluse si son con naufragi orrendi e perdite di amici diletti, chiediamo licenza di sfilare per porger rispetti.
La mia sensazione immediata fu di piet e di imbarazzo per costui. Comunque, con il senno di poi, devo riconoscere che il risolino silente ma assolutamente sbarazzino della signorina Chumley non esprimeva alcuna simpatia. Quell'uomo sapeva leggere e scrutava dei pezzi di carta. Un fatto straordinario. Era minuto e avvizzito. Di quando in quando la sua calvizie riverberava alla nostra volta la luce delle lanterne. Aveva diversi fogli e cominciai a capire come il suo indirizzo fosse il risultato di una fatica collettiva. Non aveva pensato, o forse non disponeva di abbastanza carta, o di una precedente esperienza, che gli avesse insegnato l'importanza di una bella copia. Si trovava pertanto costretto a saltare con lo sguardo da un foglio all'altro, per poi passare a un terzo che reggeva sottosopra, tanto da essere costretto a leggerlo sollevando in alto il braccio per rovesciarlo, rivolgendocisi in tale posizione. Uno dei suoi collaboratori disponeva di un vocabolario poetico piuttosto rancido, cos che a un certo momento fummo di fronte allo stile alto, con i francesi che si erano trovati a:
...invano arare
gli schiumanti marosi dell'aperto mare.
Mentre poi nel giro di un paio di versi si torn a un:
... adesso che a tutto ci abbiamo proceduto, a separarci da casa c' soltanto lo yankee fottuto...
Chinatomi verso la signorina Chumley, stavo per esprimere l'imbarazzo che tutto ci provocava in me, quando, facendosi schermo con il ventaglio, la stessa mi mormor come non avesse mai assistito a nulla di tanto divertente dai tempi della predica del vescovo alla sua cresima! Fui travolto dalla delizia di fronte a una simile dimostrazione di acume da parte di quell'incantevole creatura, e stavo per confidarle come mi avesse legato a s ancor pi saldamente di prima, quando venni interrotto da un uragano di risate proveniente dal castello...
Che cos'ha detto quell'individuo, signorina Chumley? Qualcosa a proposito di un certo "Billy Rogers". Chi ? Ne fui profondamente sconvolto, ma naturalmente non permisi che se ne accorgesse. Uno dei nostri marinai.
Ma ero appena tornato a rivolgere la mia attenzione allo spettacolo, che sentii:
Il signor Prettiman e madama hanno fatto le pubblicazioni
per fondare un partito di piccoli repubblicani...
Ma questo significava rasentare il limite estremo dell'illegalit! E invece mi spiace dover dire che alla risata dell'equipaggio si mescol una gran quantit di imprevisti applausi. Evento che in ogni caso sconcert il filosofo sociale, il quale abbass lo sguardo e arross, come del resto fece, una volta tanto in vita sua, la sua temibile promessa. Cominciai a capire che stavamo affrontando un periodo di presa in giro autorizzata, e ascoltai con vago divertimento certi riferimenti al signor Brocklebank, riuscendo persino a conservare un atteggiamento indifferente (quale uragano arriv dal castello!) quando, a proposito del vento, l'individuo dichiar che:
Rombava tanto che i morti avrebbe potuto svegliare, come Lord Talbot quando col capo and a picchiare.
Ma il tutto si ribalt completamente, e un nostro sole personale prese a splendere sopra di me e sulla signorina Chumley, allorch quest'ultima dichiar in tono severo:
Che terribile scortesia!
Siete piena di premure, mia...
Ahim, con quella fanciulla sorridente, che conoscevo fin dai tempi in cui Dio aveva tolto la famosa prima costola ad Adamo, non riuscivo nemmeno a servirmi della semplice, dolce familiarit del mia cara!
Signorina Chumley!
E l'indirizzo continu, deviando in una perorazione che non riguardava n la lealt n il dovere, ma il cibo! Poteva esistere qualcosa di simile all'arte di andare a fondo? Il suggerimento fondamentale era che dirigessimo su un porto del Sud America, dove avremmo potuto imbarcare carne fresca e verdure. Personalmente non avevo notato alcuna deficienza di rilievo nella nostra dieta, e stavo per farlo notare alla mia bionda compagna, quando sentii:
le vettovaglie che teniamo a bordo, un vento tale sembran provocare,
che come possa la nave star tanto ferma e salda strano appare
e alla baia di Sidney gi non sia stata fatta volare.
Sir Henry si perse in un subisso di risate, esibendosi in alcuni suoni faceti alla volta del comandante Anderson. Il piccolo signor Tommy Taylor rideva talmente che cadde dalla sedia. E con mio stupore ci rappresent la conclusione dell'indirizzo. Il marinaio ci fece una sorta di riverenza e torn a scomparire tra la folla degli emigranti e dei marinai che si ammassavano sul castello e sui gradini che vi portavano, dai quali ricevette molti applausi, seguiti da alcune invocazioni di Cibo fresco! Cibo fresco! che tuttavia andarono spegnendosi. Ora il podio dell'oratore, sul ponte, era occupato nientemeno che dalla signora East! La quale si era evidentemente ripresa, anche se non del tutto, dall'aborto, almeno di quel tanto che le consentiva di camminare; tuttavia era penosamente magra e le sue guance apparivano ancora incavate a formare ombre, come per effetto di una malattia devastatrice.
Quella  la signora East.
La conoscete, signore?
So di lei. E stata mortalmente malata. Un...  stata prossima a morire, povera creatura.
La signora East cominci a cantare!
L'effetto fu straordinario. Sulla citt cal un'immobilit totale, non un movimento, non un rumore. Lei se ne stava l, avvolta nel pi semplice degli abiti, le mani giunte sul grembo, in un atteggiamento che le conferiva un aspetto infantile, ulteriormente messo in rilievo dal suo pallore fisico. Il canto si lev dalla sua bocca senza alcun accompagnamento musicale. E la sua voce non assistita mise a tacere, o tenne in silenzio, un'intera folla di marinai riscaldati dal liquore. Una canzone strana... strana e semplice! Intitolata Bonnie al mattino, era semplice come una rosellina, eppure mi ossessiona tuttora... oh, non certamente per lei, per la signora East, voglio dire, ma per s e in s, credo... come mi avevano ossessionato i suoni del fischietto del nostromo dopo il funerale del povero Colley. Certo, avevo la testa confusa, avevo dimenticato che cosa volesse dire il sonno... pure, come il fischietto del nostromo, quel canto cambi ogni cosa. Ci accolse... mi accolse in sale, caverne, spazi aperti, nuovi palazzi di sensazione... che cosa sciocca e impossibile! Le lacrime, che ero riuscito a trattenere al momento della mia introduzione a una vita nuova, ora caddero. Non potei farne a meno. Non erano lacrime di dolore n di gioia. Ma piuttosto - e non so come ci sia possibile - lacrime di comprensione! Quando la canzone termin, c'era ancora silenzio, come se la gente avesse sentito un'eco e fosse restia a credere che fosse svanita. Quindi segu una sorta di grugnito, che si trasform in un prolungato e, ne sono sicuro, sincero applauso. La signorina Chumley chiuse il ventaglio, lasci che pendesse dal mignolo, appeso all'anello attaccato a un'estremit, e accost i palmi tre volte.
Canta molto bene, vero, signor Talbot?
Oh, s.
Certo, il nostro maestro di canto avrebbe preteso un po' pi di tremolo e, naturalmente, un'esposizione pi sperimentata.
S, lo penso anch'io.
Perch, signore... voi...
Perdonatemi, signorina Chumley. Ricordatevi che sono stato colpito alla testa e che quindi non mi trovo del tutto...
Sono io che devo chiedervi perdono! Plaudo alla vostra sensibilit. La canzone era invero commovente, ben cantata e intonata. Una cosa molto naturale! Ecco! Si accosta, ci, a soddisfarvi in qualche misura?
Qualsiasi cosa diciate, mi soddisfa.
Dovete guarire lentamente da una simile ferita, signore!
Non  assolutamente il caso di esporsi tutto di un colpo alle emozioni umane pi profonde. Guardate! Stanno per ballare una piva, credo. Quindi posso parlare senza timore di interrompere la musica. Sapete, signore, che una volta mi  toccato comporre un saggio sul tema Arte e Natura. Ora, ci credereste? Anche se temo che le giovani fanciulle siano tristemente docili - o dovrei forse dire disciplinate? -, tuttavia, mentre le altre furono di assoluta eloquenza nella loro difesa o perorazione a favore della Natura... perch, sapete, oggi  di moda credere nella Natura... io, be' con mio immenso stupore scoprii di preferire l'Arte! Fu il momento in cui divenni adulta. Perch, vedete, penso di essere stata l'unica giovane fanciulla di tutta la scuola a capire come gli orfani siano vittime della Natura, mentre l'Arte costituisce la loro risorsa e speranza. Fui trattata con molta severit, posso ben dire.
Non avranno avuto il coraggio!
Oh, altroch!
Sono guarito, signorina Chumley, e posso soltanto scusarmi un'altra volta.
Sono veramente felice di sentirvelo dire! In verit, signore, mi sono sacrificata a vostro beneficio raccontandovi il mio poco fortunato saggio. Lady Somerset non deve mai venire a sapere che io abbia pronunciato una sola parola contro la Natura. Ne rimarrebbe profondamente sconvolta.  convinta che l'India sia un paradiso naturale. Credo che possa esserne delusa.
E voi?
Oh, io? Ci che mi aspetto io non ha alcuna importanza. Le giovani fanciulle sono come pecore, signor Talbot. Non decidono n il proprio fato n la propria destinazione.
Mi addolora sentirvelo dire.
Oh, qualcosa si pu fare! Su, signor mio, non intendo in alcun modo rattristarvi!
Che cosa possiamo fare?
Be', goderci lo spettacolo, il ballo e la... la compagnia! Non potrei parlare pi chiaro.
La piva era eseguita in maniera molto meno esperta di quelle a cui si assiste comunemente nei teatri. Venne sostituita dai Morris Dancers, ovvero otto marinai nei consueti grembiuli e cappelli di paglia. Portavano delle spade di legno, che sollevarono e ressero in cerchio per il nostro tiepido applauso. Avevano anche il cavalluccio di legno! Che commise tutte le marachelle
possibili, facendo la corte alle giovani. Quindi procedette in cerchio verso la zona in cui stavano sedute le signore, ricevendo tuttavia con discreta bruschezza l'ordine di andarsene e tornare l da dov'era venuto. Cosa che egli fece, sollevando tuttavia per mezzo di un semplice meccanismo la coda in un modo tale che avrebbe fatto ottenere il rilascio immediato a John Coachman! A quel punto Sir Henry si alz al fine di ringraziare i marinai per lo spettacolo e di rallegrarsi con loro per la pace. Quindi la sua banda occup una nuova posizione, ed ebbe inizio la quadriglia. I marinai, fatto orecchio da mercante al sottinteso di Sir Henry, affollarono ogni punto sopraelevato, in discreto buon umore. Potrei in questa sede mettere su carta la conversazione che segu tra la signorina Chumley e me, ma credo sia stata sufficientemente banale. A dispetto di quanto sta scritto nei romanzi,  difficile ballare e contemporaneamente conversare quando si abbia scarsa consuetudine con una simile attivit sociale. Ricevendo poco aiuto da me, la signorina Chumley stava zitta, e quindi ci muovevamo all'unisono con la sensazione di una comunanza tale da risultare forse pi appagante della conversazione.
Nondimeno mi sentii ben presto un po' agitato. Deverel, anche se agli arresti semplici e inibito di bere, si era molto sconsideratamente unito alla compagnia. Dal momento che gli ufficiali non portavano la spada, non vi era nulla che lo distinguesse dagli altri signori, per cui avrebbe potuto benissimo godersi il ballo senza venire notato. Ma mi apparve chiaro che aveva bevuto, e anche in quel momento, che venivano fatti girare bicchieri di vino e liquori, ne prese uno e, nonostante l'espresso divieto del comandante, ne ingoll il contenuto. Quindi chiese alla signorina Chumley l'onore del ballo successivo, che io avevo gi implorato - senza alcuna voglia ma con quello che spero fosse un ben simulato buon grado - a Lady Somerset. Sicch, tra la fatica di ricordare la struttura del ballo e la coltivata conversazione della signora, riuscii soltanto di quando in quando a gettare un'occhiata a verificare come si stesse conducendo Deverel. Il quale appariva, come vidi, se non invadente, almeno molto impegnato a ingraziarsi la fanciulla. Lady Somerset sostenne l'opinione che l'alemanna, con i suoi passi e il movimento circolare, fosse un ballo pi naturale - espressione con cui immagino intendesse dire pi secondo Natura - della formale quadriglia. Deverel, oh Dio, giocherellava con la mano di Marion. Lady Somerset lod le fatiche dei nostri uomini, che avevano lustrato il ponte al punto da renderlo assolutamente - assolutamente - simile a una sala da ballo. Deverel fece un'evidentissima proposta alla sua compagna di ballo! Io sbagliai due passi.
No, no! Il piede destro, signore!
In qualche modo recuperammo il tempo. Pregai Lady Somerset di consentire alla sua protge di trasferirsi sulla nostra nave... il posto c'era... fare altrimenti significava infliggere tremende sofferenze a una persona delicata... Ma lei cess di ondeggiare, esibendo un inaspettato - e, come ora comprendo, lucido - buon senso.
Su, signor Talbot. Sappiamo bene chi  che soffre e continuer a soffrire!
Mi rifiuto di consentire alle circostanze di ostacolarmi.
Sentimento assai appropriato in un giovanotto, signore.  la materia stessa della poesia, ed eccomi qua, io, devota delle muse, costretta a essere quella che tutti i poeti irridono.
No, signora!
Oh, s, invece. Se foste in voi, signor Talbot, e non sofferente per gli effetti delle vostre ferite, la vedreste come me. Marion mi  affidata. Quindi deve rimanere sull'Alcyone.  logico. La luce del giorno vi porter, vi porter...
Non disse pi nulla e per un po' danzammo in silenzio. Mi parve che la signorina Chumley stesse trovando Deverel del tutto impertinente. Non c'era nulla che potessi fare. In ogni caso...
Se la montagna non viene a Maometto...
Il ballo si concluse, cosa della quale fui lietissimo, nonch per il fatto che la signorina Chumley non consent assolutamente al signor Deverel di riaccompagnarla al suo posto, allontanandosi seccamente da lui. Tuttavia, dopo che, una volta restituita Lady Somerset al marito, l'ebbi raggiunta, non lo trovai l stravaccato accanto a lei nella mia poltrona?
Ehm, signor Deverel... credo che quello sia il mio posto!
Edmund Lord Talbot. Congratulazioni per la promozione, ragazzo mio. Che vi eleva al massimo livello nell'Atlantico e vi fa tenere in buon conto da Tuonavisceri e Trombone!
La signorina Chumley, che non si era ancora completamente accomodata, si affrett a pregarmi di accompagnarla a prendere un po' d'aria, dal momento che - asser sventagliandosi affannosamente -, per una persona arrivata cos di fresco dall'Inghilterra, l'atmosfera risultava insopportabile. Le offrii pertanto il braccio e salimmo al parapetto del casseretto, dove finalmente
trovammo un po' di sollievo dalla folla. Mi piacerebbe poter inserire a questo punto ci che faceva da sfondo alla nostra conversazione, in termini di scenario di notte tropicale... stelle e un mare color inchiostro, striato e chiazzato di puntini fosforescenti, ma, ahim! Tanta bellezza il caso aveva voluto sprecarla usandola come sorta di sfondo per la perdita di tempo con la signorina Brocklebank, di cui ora mi vergognavo e che mi sembrava -tanto ridicolo doveva apparire - mi avesse insozzato! Avvertivo un tale bisogno di una vasca che, se appena lo avesse saputo, quella giovane e delicata creatura non avrebbe tollerato il minimo tocco della mia mano! Chi era, adesso, il metodista? La scena in realt era pi consona alla mia consapevolezza della nuova condizione in cui mi trovavo. Era una foschia fitta, resa fetida dalla permanenza nello stesso luogo di due navi affollate! Eravamo una di fronte all'altro accanto al parapetto. Io tenevo lo sguardo abbassato su di lei, lei lo levava su di me. Il ventaglio si agitava sempre pi lentamente. Le sue labbra si muovevano e lei formava la figura delle parole, senza pronunciarle. Era pi di quanto carne e sangue potessero sopportare.
Signorina Chumley, trover un modo... non dobbiamo separarci! Non sentite, non capite? Io vi offro... oh, che cosa vi offro mai? S, la rovina della mia carriera, la devozione di un'intera vita, la...
Ma lei aveva fatto un mezzo dietro front. Guard gi nella mezzeria, poi si volt immediatamente, rivolgendosi dalla parte opposta, con il respiro accelerato. Abbassai lo sguardo a mia volta. Deverel invece abbass il bicchiere che aveva sollevato alla sua volta, quindi barcoll tre passi di lato, per andare a finire a sostenersi con la mano sinistra all'albero. Quindi incroci la gamba sinistra sulla destra, arraff una bibita dal vassoio retto da Phillips nei paraggi, lo sollev con quella che posso soltanto definire un'aria da spaccone e bevve direttamente alla salute del comandante Anderson! In questa sede va rammentato che il gesto ebbe luogo in piena vista di tutta la gente delle due navi, tutta la popolazione della nostra citt! Vidi la testa del comandante Anderson sprofondare, mentre lui stesso si chinava in avanti nella poltrona, e capii, per quanto fosse rivolto dalla parte opposta rispetto a noi, che aveva abbassato la parte superiore del viso e proiettato all'infuori la minacciosa ganascia che vi sottostava! Il ballo successivo non era ancora cominciato, per cui non vi era musica. Quindi sentii,
come del resto la sent ciascun altro, ognuna delle parole che pronunci in tono aspro.
Signor Deverel, eravate stato messo agli arresti semplici e inibito di bere. Tornate immediatamente nel vostro alloggio e rimanetevi!
Mai mi  capitato di vedere in un volto uno sguardo furibondo come quello con cui Deverel ricevette tale ordine. Alz il bicchiere, tuttavia non per bere, ma quasi per scagliarlo contro Anderson, nondimeno un barlume di buon senso glielo dovette impedire, perch invece si volt da un'altra parte, gettandolo negli ombrinali.
Cristo, Anderson!
Cumbershum lo raggiunse e lo prese per una spalla.
State zitto, idiota! Non dite nulla!
Quindi prese a scuoterlo con impazienza, un po' portandolo e un po' trascinandolo via. Sparirono nel passaggio sotto la poppa. Dopo di che segu un grande esplodere di conversazioni e risate. Poi attacc la musica.
Signorina Chumley, restiamo dove siamo!
Non devo deludere il vostro signor Taylor!
Il piccolo Tommy Taylor? Buon Dio, l'impertinente monello! Pretender le sue orecchie per questo... ma guardate! Eccolo che se ne va, trascinato dal nostro signor Askew per una delle medesime, a causa di una qualche marachella! Avete perduto un cavaliere, signora, per cui possiamo rimanere dove siamo, al riparo della poppa, finch inizier il ballo successivo, cui nuovamente aspiro. Opponete resistenza?
Sono vostra prigioniera.
Cos fosse! Ma voi siete misericordiosa e prestate orecchio alla mia sentita preghiera.
Sotto di noi c'era Sir Henry in piedi, e il comandante Anderson:
Chiedo il privilegio di poche parole, Sir Henry. Il casseretto?
I due comandanti vi salirono per la scala. La signorina Chumley mi mormor:
Non sar il caso di tornare?
Mi posai un dito sulle labbra. I due signori ci passarono accanto e salirono la seconda scala. Quindi presero a procedere a grandi passi avanti e indietro, cos che, quando si avvicinavano al parapetto le loro voci risultavano chiare, per poi affievolirsi quando di nuovo se ne allontanavano.
...  uno dei Deverel, vero? Infelice!
Quindi, dopo un'altra svolta:
No, no, Anderson. Non c' tempo per una corte marziale. Sapete che sono vincolato a disposizioni precise.
E ancora:
... spero che possiate trovare il modo, in tale occasione, di derubricare l'accusa a un caso per il quale abbiate voi stesso i poteri di assegnare la punizione... il giovane imbecille! E un Deverel, per giunta! No, no, Anderson. Sono la vostra nave e un vostro subordinato. Io non ho sentito niente, capite: ero profondamente immerso in conversazione con la fidanzata del signor Prettiman, donna di qualit assolutamente superiori.
La signorina Chumley torn a mormorare:
Credo proprio che sarebbe il caso di tornare, signor Talbot!
Verremo scopertamente visti da almeno met del nostro piccolo mondo, signorina Chumley e... buon Dio, che cosa stanno facendo?
Era l'equipaggio della nave, sul castello. Stavano esibendosi nella loro quadriglia! Una parodia, per dirla senza peli sulla lingua, della nostra! E fatta con orrida bravura. Non credo io stesso che quegli individui fossero consapevoli di quanto abili risultassero nella loro satira! Non sapevano, naturalmente, eseguire le vere figure, ma, muovendosi in un modo ultrasolenne, producendosi in riverenze e inchini, ottenevano un effetto di grande efficacia. Il giovane in gonna di tela per vele che sveniva, letteralmente sveniva dietro a qualsiasi uomo incontrasse, non poteva che essere Lady Helen! Vi era anche un uomo anziano e corpulento, che reggeva sulle spalle uno dei mozzi. Insieme raggiungevano una considerevole statura, e tutti gli altri si conducevano nei loro confronti con ridicola deferenza. Il tutto era accompagnato da molto rumore, risate e batter di mani, cos che la musica della danza di cui il giovane signor Taylor era stato privato non si sentiva quasi. La signorina Chumley osserv la danza dal casseretto con occhi scintillanti.
Oh, come sono felici, allegri! Se solamente io...
Quindi per un po' non disse pi nulla, rimanendo in attesa, finch infine parl, scuotendo il capo:
Non capireste, signore.
Insegnatemi.
Un'altra volta scosse il capo.
In quel momento Sir Henry e il comandante Anderson scesero dal casseretto, riprendendo il loro posto d'onore ai bordi del ballo.
Dobbiamo tornare anche noi, signore.
Un momento! Io...
Vi imploro di non dire pi nulla. Credetemi, signore, capisco la nostra situazione ancor pi chiaramente di voi stesso! Non dite pi nulla!
Non potrei mai lasciarvi avendo ottenuto da voi soltanto un piccolo segno di favore, lo stesso che potrebbe essere concesso a qualsiasi altro signore presente su una delle due navi!
 il cotillon!
Scendemmo dunque a prendere posto per questo ultimo ballo. Ma, mentre cos facevamo, presero a suonare furiosamente le campane della nave e con esse i fischietti del nostromo, a cui seguirono le voci dei comandanti, che ora parlavano all'unisono:
Sentite, laggi? Sentite, laggi? Silenzio! Silenzio!
Fu notevole con quanta docilit (nonostante tutte le parodie e la doppia distribuzione di rum) i marinai scomparvero ai loro posti. Solamente la banda di Sir Henry e pochi degli emigranti, tra cui la signora East, rimasero a osservare il nostro intrattenimento finale. Ci dicemmo poco o nulla, pur essendo, come ciascuno sa, a tal fine concepita la danza. A me risult a stento tollerabile.
Alla fine si concluse, o, potrei dire - trattandosi non tanto di un piacere quanto di una pena - alla fine fu eseguita. Alcuni dei passeggeri porsero il loro saluto al comandante Anderson e se ne andarono, come pure gli ufficiali dell'Alcyone. Sir Henry raccolse la moglie e si guard attorno. Ma Lady Somerset lo condusse con fermezza alla passerella. Su entrambe le navi si stavano accendendo ovunque delle lanterne. Il comandante Anderson, figura immersa nell'ombra, era ora in piedi accanto all'albero di maestra, intento a contemplare quella che fino a qualche istante prima era stata una sala da ballo, quasi volesse vedere in che modo essa fosse stata offesa. La signorina Chumley si diresse verso la passerella. Io osai prenderla per il polso.
Lo ripeto, questa sera non posso lasciarvi senza aver ottenuto nulla pi dello stesso segno di favore che potrebbe essere stato concesso a uno qualsiasi dei signori presenti su una delle due navi! Rimanete soltanto un attimo...
Sono Cenerentola, lo sapete, e devo tornare di corsa...
Dite piuttosto con la vostra carrozza fatata.
Oh, si trasformerebbe in una zucca!
Dal ponte dell'Alcyone arriv la voce soave di Lady Somerset.
Marion, cara!
Allora dite almeno che non avete per me la stessa scarsa considerazione che avete per gli altri signori...
Mi si rivolse e vidi quanto i suoi occhi brillassero nell'oscurit. E il sussurro arriv a me sincero quanto pu esserlo un sussurro.
Oh... no certamente!
Se n'era andata.
...
.
...
CAPITOLO 9.
...
.
...
Mi tornarono le lacrime. Buon Dio, ero un vaso fesso, solito a tenere per me le mie acque, ma ora incrinato da cima a fondo! Ero l, con i piedi radicati al ponte, ma questa volta per felicit e non gi paura. Vi sar mai, per me, un altro momento simile? Non credo. A meno che... Il comandante Anderson fece dietro front, mi grugn un Buona notte, Talbot e stava per salire i gradini, quando Deverel ne emerse, o piuttosto usc barcollando, da sotto. Teneva in mano un foglio e procedette verso di lui, piazzandoglisi davanti. Quindi glielo ficc sotto gli occhi.
Dimissioni dal grado... privato cittadino... presento sfida ufficiale...
Ritiratevi, Deverel! Voi siete ubriaco!
E a quel punto, nella semioscurit rotta soltanto dalle lontane luci provenienti dalla grande lanterna di poppa, segu la pi straordinaria delle scene. Infatti, mentre Deverel cercava di costringere il comandante a prendere il documento, questi arretrava. Divenne una caccia, una comica ma mortale parodia dell'acchiappino o della moscacieca, con il capitano che scartava girando attorno all'albero di maestra, e Deverel che lo inseguiva. Non convinto che il comandante si comportasse in quella maniera al fine di non venire colpito - reato probabilmente passibile della pena capitale - Deverel gridava: Codardo! Codardo!, continuando l'inseguimento. A quel punto arriv di corsa Summers, seguito dal signor Askew e dal signor Gibbs, uno dei quali and a sbattere come una cannonata contro il comandante, cos che Deverel riusc finalmente a raggiungerlo. Non riuscii a capire se la collisione fosse intenzionale, ma certamente Deverel lo pens, visto che lanci un grido di trionfo, per scomparire quasi immediatamente sotto un mucchio formato dagli altri ufficiali. Ansimava pesantemente.
Signor Summers.
Dal mucchio che si dibatteva, arriv, smorzata, la voce di Summers.
S, signore.
Mettetelo ai ferri.
A quel punto da Deverel arriv un autentico ruggito da belva, e il mucchio ebbe una convulsione. E il ruggito continu finch lo stesso Deverel non ebbe affondato i denti nel signor Gibbs,
il quale a quel punto si mise a ruggire e bestemmiare al suo posto. Il gruppo di uomini impegnati a divincolarsi si allontan verso il riparo del castello di poppa, quindi scomparve. Sconvolto, vidi l'ombra di Sir Henry inerpicarsi sul casseretto dell'Alcyone. Parve scrutare verso la nostra nave. Ma non disse nulla.
Il giovane signor Willis arriv di corsa in maniche di camicia, quindi scomparve verso prua. Il comandante Anderson era in piedi accanto al foglio piegato che giaceva sul ponte. Aveva il respiro pesante e rapido. Mi si rivolse.
Non mi  stato consegnato, signor Talbot. Vi prego di esserne testimone.
In che senso "consegnato", comandante Anderson?
Non ho consentito di accettarlo. Non ho fatto alcuna mossa per prenderlo.
Non replicai nulla. Torn il giovane signor Willis, seguito da uno dei marinai anziani, che teneva in mano qualcosa che produceva un rumore di ferraglia.
Che diavolo?
 il fabbro, spieg il comandante Anderson con la sua consueta bruschezza. E necessario per mettere in ceppi il prigioniero.
Buon Dio! Buon Dio!
Arriv di corsa Summers.
Non si muove pi, signore. E crollato. Credete...
Sentii letteralmente il comandante posare su di lui lo sguardo.
Eseguite i miei ordini, signor Summers. Visto che siete tanto tenero, ne avrete successiva conferma scritta.
S, s, signore. Grazie, signore.
E or a quel documento sul ponte. E una prova materiale. Prendete nota che non lo tocco. Vi prego di volerlo raccogliere e conservare. Verrete richiesto di produrlo in un secondo tempo.
S, s, signore.
Avete visto tutto, signor Talbot?
Non risposi nulla.
Signor Talbot!
Che cos'era meglio per il povero Deverel? Nella mia testa, non pi presa da altro se non dall'annichilente assenza di Marion Chumley, mia amata, mia santa, non vi era pi posto per le durezze della legge, n per il calcolo!
Non desidero immischiarmi in questioni riguardanti il vostro servizio.
Il comandante Anderson si lasci sfuggire il duplice cachinno che il romanziere  uso denotare insufficientemente con le lettere Ah! Ah! Le quali tuttavia, in questo caso, sono pi che insufficienti, e piuttosto fuorvianti. Esse, infatti, semmai, espressero in un modo men che lusinghiero l'opinione che costui aveva di me e dei miei atti. Era tutt'altro che allegria. Avrebbe piuttosto potuto essere quello che il Vecchio Testamento attribuisce al cavallo da combattimento, il quale un simile rumore lo produce nel cuore della battaglia. Quell'uomo stava manifestando l'opinione che aveva di me in un modo che non poteva essere fissato su carta e presentato come prova. Appariva chiaro come tale opinione fosse tutt'altro che lusinghiera. Ma a soggiogare in me ogni cosa era l'incantesimo da cui ero preso, il mio abbandono, dolce com'era stato, e il bisogno di andare via, a giacere in quella dolcezza, fino, dopo chiss quanti giorni e anni, a riuscire a dormire.
Mi irrit.
Al diavolo, che cosa vi aspettate da me? Sono consapevole quanto voi delle circostanze e di ci che esse implicano...
Non credo, signore.
 probabile che ogni cosa detta in questi momenti possa essere addotta come prova. Non intendo procedere in maniera avventata!
Il comandante Anderson mi rivolse lo sguardo nella penombra. Quindi, con un improvviso cenno affermativo del capo, fece dietro front, salendo sul casseretto. Io mi strinsi la testa tra le mani. Sotto di noi risuonavano gli orrendi colpi di un martello sul ferro. Raggiunsi la passerella, dove anche in quel momento erano appostati a un'estremit un fante di marina e all'altra un soldato. Quindi tornai sui miei passi e montai in punta di piedi sul casseretto, chinandomi poi sul parapetto per vedere se ero in grado di valutare il punto esatto, oltre la parete lignea, dove Marion potesse essere impegnata a cercare di addormentarsi. Sir Henry attravers il ponte.
Sir Henry!
Un demonio di baruffa! Tutto bene, adesso?
Devo parlarvi, Sir Henry!
Oh, Signore! Be', non sia mai detto che un Somerset sia stato meno che cortese nei confronti di un Fitz Henry. Venite a bordo, ragazzo mio... no, non qui, diavolo! Volete cadere nella broda? L, per la passerella!
Feci tutto il giro e lui mi venne incontro alla paratia frontale della poppa dell'Alcyone.
Allora, si tratta della piccola Marion, vero? Fanciulla affascinante, ma, se volete corrispondere con lei, caro ragazzo, dovete ottenere il permesso di mia moglie...
No, no, Sir Henry, si tratta di ben di pi...
Buon Dio! La piccola impudente!
 tutta dolcezza, signore. Vi imploro di concedermi un passaggio sull'Alcyone.
Buon Dio! Avete...
Sono Maometto.
Buon Dio, avete bevuto, maledizione, altroch.
No, signore! Desidero un passaggio...
La vostra carriera, ragazzo mio, il vostro padrino, vostra madre, accidenti, che cosa succede?
Io...
Ma che cosa ero io? Dov'ero?
Farei pi o meno tutto per compiacervi, ragazzo mio, ma questo  troppo!
Vi imploro, signore!
Ah, gi, dimenticavo. Avete preso una bella botta in testa, ragazzo mio! Adesso, su, forza!
Lasciatemi andare!
Ehi, dateci una mano!
Non so ancora adesso come abbiano fatto a comparire Charles Summers e Cumbershum. Doveva averli aiutati il soldato di guardia alla passerella. Tutto ci che ricordo chiaramente  che, mentre mi costringevano ad arretrare, stavo pensando che se Marion avesse sentito ci che stava accadendo, non mi avrebbe mai perdonato... quindi venni ficcato nella mia cuccetta, con Wheeler che mi toglieva le scarpe di vernice e gli innominabili. Si sentiva l'odore pungente dell'elisir.
Sembra probabile che, senza la naturale bravura di Colley nell'arte della descrizione, non vi sia modo che io possa rendere la confusione di ci che accadde. N so in qual punto io sia stato colto da delirio, oppure - il che  pi strano e odioso da considerare -, se da tale delirio fossi stato in precedenza colto! Mi si dice che il medico, richiamato dalla sua cuccetta, sarebbe invero arrivato nella nostra nave per visitarmi, anche se non conservo alcun ricordo dell'evento. Forse si era trattato di un giovane in preda a un'autentica febbre fisica, provocata da una triplice botta, che aveva sognato di pranzare a bordo dell'Alcyone, con tutto quello che era seguito. Macch. Mi  stato assicurato che tutto ci  veramente accaduto e che mi ero comportato con niente di pi dell'lan naturale in un giovane fino al momento in cui, cio, ero montato nel buio a bordo della nave vicina, parlando con Sir Henry. Dopo di che, quasi avesse improvvisamente ceduto una pastoia o un freno, avevo temporaneamente accusato un certo disordine mentale. Certamente ricordo, non di aver lottato, ma di essermi ribellato al gruppo che stava cercando di contenermi. Ricordo, anche, quanto disperatamente cercassi di spiegare l'inderogabile necessit del mio trasferimento a bordo dell'Alcyone, dichiarazione che non costituiva null'altro se non la verit, ma venne presa dai miei infermieri o carcerieri come un'ulteriore prova del danno provocato alla mia testa ferita! Quindi, mentre mi toglievano gli abiti, scoprii che non riuscivo a dire ci che intendevo, ma ero costretto a pronunciare una serie di assurdit. Mi trovavo nella cuccetta di Colley, dal momento che, quando ero stato portato in quella che in precedenza era la mia, l'avevano naturalmente trovata vuota, per cui ero stato trasportato come un fagotto per il corridoio e sollevato, non senza ulteriore pericolo per la mia testa, in una cuccetta che avrebbe conservato in eterno la memoria di quell'infelice. Il medico - mi si dice - non pot fare altro che consigliare riposo, assicurando una guarigione completa alla fine del medesimo, visto che il mio cranio non era rotto. Quindi, impegnatissimo a farfugliare cose che non capivamo n io n loro, venni tenuto disteso, mentre in qualche maniera mi ficcavano in corpo una dose di elisir tale da mandarmi in un baleno a cantare di gioia tra gli angeli. In tal guisa cantando e piangendo di gioia precipitai finalmente in quello che dobbiamo definire un sonno guaritore.
Se venire restituito alla completa comprensione della propria situazione significa guarire, allora sia, da parte di tutti e di gran lunga, preferita la malattia. Di quando in quando affioravo verso la coscienza, ovvero, dal momento che l'effetto della sostanza oppiacea era di innalzarmi verso un settimo cielo, diciamo che di quando in quando affondavo o mi immergevo verso la coscienza, senza mai arrivarvi. Ricordo volti... Charles Summers, come logico, la signorina Granham, la signora Brocklebank. Mi si dice che la seconda l'avrei implorata di cantare. Oh, l'umiliazione del delirio! Le sordide, massimamente degradanti esigenze della stanza di un malato! N la mia umiliazione cabinata era ancora completa, visto che vi avrei imposto da me un autentico cappello d'asino... anche se, ancora una volta, se proprio dev'essermi buttata addosso la croce, ci  solo per essere stato tanto fisicamente goffo da non fare altro che andare a sbattere con la testa, mentre tutti gli altri passeggeri erano disciplinatamente impegnati a dare il loro contributo alla nostra difesa! In preda a delirio o sano,  con me stesso e con il mio fato che devo rimanere infuriato.
Torn un parziale discernimento. Come di colpo se n'era andato, allo stesso modo torn. Divenni consapevole del moto, la testa premuta nel cuscino, quindi lasciata ricadere. Rimasi l disteso mentre ci avveniva innumerevoli volte, e poi, simile a una folata di vento gelido, il discernimento fu l... eravamo in navigazione, si erano levati vento e mare. Non pi zone di piatta, ma acque irsute e rollanti. Ricordo di avere urlato. Caddi dalla cuccetta, aprii la porta a tentoni su un corridoio grondante. Quindi fui nel vestibolo, su per le scale e impegnato a inerpicarmi verso le sartie, ascendendo e al tempo stesso strepitando parole prive di senso o altro.
S. Questo lo ricordo; e, s, ho rimesso insieme ogni tassello dell'episodio, in tutta la sua assurdit. La nave sta facendo ci che pu su un mare al traverso e con molto vento. Nonostante tutto il suddetto vento, avanza di poco, perch i moncherini degli alberi non consentono di issare tutte le vele. Sul ponte, grazie a Dio, c' poca gente. Ma poi un giovanotto smunto, di capigliatura ispida e non poca barba, emerge barcollando da sotto il castello di poppa, il corpo esile che si staglia chiaramente sotto la camicia da notte che gli sbatacchia contro nel vento! Si inerpica fino alle sartie, quindi rimane l aggrappato, fissando davanti a s l'orizzonte deserto e lanciando urla a quella volta.
Torna qui! Torna qui!
Mi fecero scendere. Si dice che non abbia opposto resistenza, consentendo finalmente a lasciarmi trasportare come un cadavere e stendere nella cuccetta di Colley. Ricordo come Summers abbia tolto la chiave dalla toppa, rimettendovela all'esterno. Dopo di che, per qualche tempo, chiunque venisse in visita fece girare tale chiave per aprire, serrandosela di nuovo alle spalle nell'andarsene. Ero decaduto alla condizione di folle e prigioniero. Ricordo, anche, come - dopo che Summers se ne fu andato per la prima volta, lasciandomi solo - io mi sia steso sul dorso, mettendomi a piangere.
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CAPITOLO 10.
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Non v' uomo che possa piangere per sempre. Arriv il momento in cui le mie preoccupazioni e le mie pene prima si mescolarono e poi vennero quasi inghiottite nella consapevolezza che il moto della nostra nave non era pi lo stesso di prima, ma pi bisbetico e inquieto, con momenti che sembravano non tanto di petulanza quanto di ira furente. Mi sentivo troppo debole per capirlo o oppormi, per cui sprofondai in una crisi di panico infantile al pensiero di essere esausto e abbandonato su una nave in procinto di affondare. Ricordo infine, Dio mi aiuti, di avere gridato per chiamare Charles Summers, e quindi strillato a Wheeler, comparso in sua vece:
Devo vedere il signor Summers! Fatelo venire qui!
Dopo di che vi fu un lungo intervallo, nel cui corso la nave fece del suo meglio per buttarmi fuori dalla cuccetta. Ma finalmente Charles comparve, in piedi sulla soglia, reggendo aperta la porta e osservandomi con sguardo accigliato.
Ancora? Che cosa c', questa volta, Edmund?
Le parole questa volta mi bloccarono di colpo.
Mi spiace. Credo di avere delirato.
Basta cos, Wheeler! Sto parlando con il signor Talbot. Sentite, Edmund, sono il raccomandatario...
Il che cosa?
Sono responsabile di pi cose di quante voi possiate immaginare. Con la miglior buona volont di questo mondo, non mi rimane che poco tempo da dedicarvi! Allora, che cosa c'?
Il moto. Mi sta uccidendo.
Santo cielo, Edmund, siete molto a mal partito. Sentite. Siete stato ferito. Il medico dell'Alcyone ha detto che soffrite di commozione cerebrale ritardata. Sonno e riposo sono ci che ha raccomandato.
Cose entrambe impossibili con un simile moto della nave.
Moto di cui non si pu fare a meno. Vi sentirete meglio una volta che ve l'abbia spiegato?
Potrei sentirmi meglio se sapessi che non stiamo affondando.
Summers fece una breve pausa, quindi si mise a ridere.
Be', dunque... capite il meccanismo di un orologio?
Per che cosa mi prendete? Per un orologiaio? So come si fa a caricare il mio orologio a ripetizione. E basta.
Oh, cos s che mi sembra di tornare a sentire il vecchio Edmund.
Aveva ancora la bocca aperta per aggiungere qualcosa, ma venne interrotto da un rumore di strilli proveniente da una delle cabine lontane da noi. Forse le bambine Pike, in un litigio prossimo all'isteria. Li ignor e riprese:
Una nave  un pendolo. Pi breve  il pendolo, pi frequente l'oscillazione. Noi abbiamo perso gli alberi di gabbia, ovvero, in altre parole, abbiamo ridotto il pendolo, e quindi accelerato il moto. Una nave completamente disalberata pu avere un periodo di rollata cos breve da risultare invivibile: la gente  sbatacchiata qua e l, sta male ed  esausta. Suppongo che pi di una nave sia andata perduta in tale maniera.
Ma non noi!
No di certo. Il massimo che questo moto addizionale pu provocare,  di rendere scomodo il viaggio ai nostri passeggeri, che hanno bisogno della massima comodit possibile. Alcuni dei signori sono riuniti nel salone. Parlavano di voi, augurandosi che vi uniste a loro.
Mi tirai laboriosamente a sedere nella cuccetta.
Accettate le mie scuse, signor Summers. Mi ricomporr e far quanto  nelle mie possibilit per rallegrare le signore e gli altri signori.
Charles si mise a ridere, ma questa volta in tono abbastanza amabile.
Dagli abissi della disperazione a una nobile risoluzione in meno di dieci secondi! Siete pi volubile di quanto pensassi.
Niente affatto.
Be'. I signori saranno felici di accogliervi tra loro, anche se sarebbe pi consigliabile che rimaneste dove siete, come le signore.
Sono rimasto troppo a lungo in questa cuccetta.
Charles tolse la chiave dall'esterno della porta e la infil nella serratura all'interno.
Qualsiasi cosa facciate, Edmund, prestate molta attenzione. Ricordate: una mano per voi e l'altra per la nave! Anche se nel vostro caso consiglierei entrambe le mani per voi... avete gi preso un numero pi che sufficiente di colpi in testa.
Cos dicendo, si ritir.
Io mi calai fuori della cuccetta con la massima cautela possibile e mi esaminai il viso nello specchio. Visione che mi lasci di stucco. Non soltanto avevo la barba lunghissima, ma il suddetto viso
appariva tanto scarno da essere francamente ossuto. Mi passai un dito sui rilievi sporgenti delle guance, toccai il mio importante -ma ora sottile - naso, mi allontanai i capelli dalla fronte.  sicuramente impossibile che un cranio si riduca di dimensioni!
Quindi chiamai a gran voce Wheeler, il quale arriv con una subitaneit che dimostr come fosse in attesa appena oltre la porta. Mi feci aiutare a vestirmi, rifiutai la sua offerta di radermi e lo feci da me in una tazza d'acqua, che era non pi che tiepida quando cominciai e gelida quando ebbi finito. In ogni caso riuscii a compiere il tutto senza produrmi pi di un unico taglietto sulla guancia sinistra, risultato che, considerato il moto della nave, era da considerarsi notevole. Wheeler mi rimase sempre accanto. Quindi chiese scusa per il suggerimento, ma secondo lui, anche se avevo intenzione di unirmi ai signori nel salone, era comunque il caso che mi mettessi gli stivali di caucci, data la quantit di acqua in cui si sguazzava a bordo. Mi si osservi, dunque, che procedo finalmente barcollando a gambe larghe, una mano sul mancorrente fissato all'esterno delle cuccette dei passeggeri. La nave mi sbatacchiava qua e l stizzosamente e strati d'acqua scorrevano sul legno iscurito del corridoio. Capii immediatamente che non era soltanto la mia debolezza a rendermi difficile il movimento. Ci che prima risultava semplicemente fastidioso, ora metteva a dura prova le energie.
Quale che fosse l'argomento della loro conversazione, la mia comparsa fu seguita da un attimo di silenzio. Stavano tutti seduti attorno a un'estremit del lungo tavolo, immediatamente sotto la finestra di poppa. Il signor Bowles, impiegato di studio legale, era a capotavola. Oldmeadow, il giovane ufficiale, stava seduto alla sua sinistra, avendo a propria volta a sinistra il signor Prettiman. Di fronte a loro c'era il signor Pike. Raggiunsi il tavolo di corsa e mi lasciai cadere pesantemente sulla panca accanto a quest'ultimo. Oldmeadow mi guard dall'alto in basso. Con tale postura del capo costui non intende in alcun modo manifestare altezzosit. E soltanto un fatto naturale, dal momento che lo straordinario elmo portato dagli ufficiali del suo reggimento ha in qualche modo aumentato l'angolazione, abituandovelo. Personalmente  il pi mite e meno bellicoso degli uomini.
Mi auguro che stiate meglio, Talbot. Avete fatto bene a raggiungerci.
Sono perfettamente guarito, grazie.
Era una bugia, ma a buon fine. Nondimeno evidentemente fall nel proprio intento, visto che il signor Bowles scosse il capo.
Non sembrate affatto guarito, signor Talbot. Ma in definitiva stiamo male tutti quanti.
Oh, no di certo! Questo moto se non altro mette allegria.
Non a me. E nemmeno alle donne e ai bambini.
E quasi a sottolineare la sua allocuzione, fuori della grande finestra di poppa l'orizzonte si inclin dalla parte opposta con particolare rapidit, scomparendo poi verso il basso. Il ponte umido sotto di noi ci sollev in aria, lasciandoci poi l sospesi mentre tornava a precipitare. Mi sentii la fronte coprirsi di sudore.
Ritengo, signori, che...
Ma Bowles, il cui stomaco sembrava indifferente a simili scherzi, stava continuando:
Visto che siete qui, signore, sar meglio che vi si coopti subito. La mozione...
 dovuta, signori, alla riduzione nella nostra alberatura. Un pendolo... cio...
Bowles alz la mano.
Non quella, signor Talbot. Intendo la mozione sottoposta al comitato.
Bisogna tenere conto delle mie bambine, signor Talbot. E di mia moglie naturalmente, intervenne il signor Pike. Ma le bambine, la mia Phoebe e la mia Arabella...
Mi feci forza ed emisi quella che spero fosse una risata convincente.
Via, signori, voi mi sorprendete! La Britannia domina i flutti, come tutti sappiamo, ma...
Noi riteniamo che possa esserci un rimedio.
Come? Non riesco a immaginare quale rimedio possiate aver escogitato per uno stato di difficolt che  insito nella nostra situazione! Oppure avete un'idea del tipo di quella che doveva avere in testa il povero Dryden? Ricordo di avere letto nel suo Annus Mirabilis il passo in cui racconta che, nel corso della nostra battaglia navale contro gli olandesi, i marinai, quando gli alberi vennero abbattuti a cannonate, "li eressero pi alti di prima".
Signor Talbot...
E, sapete, persino a un giovane terraiolo quale io ero allora, il concetto  parso il massimo dell'assurdit! Non credo che...
Il signor Prettiman sbrait:
Il signor Bowles  stato nominato presidente di questa assemblea, signore! Volete che venga aggiornata o volete andarvene?
Permettete, signor Prettiman! Il signor Talbot pu essere scusato per avere supposto che questa non fosse altro che una riunione di piacere. Dunque, signore. Noi ci siamo costituiti in comitato ad hoc, pervenendo a certe conclusioni. Desideriamo rendere nota al comandante, non tanto la nostra opinione, dubitando di avere diritto a disporne di una, quanto la nostra profonda preoccupazione. Ho annotato qui i punti. Primo. Un prolungato proseguimento del moto della nave, mentre la stessa si sforza di procedere controvento nel suo attuale stato di instabilit, costituisce un autentico pericolo per la pelle, in particolare per ci che concerne donne e bambini. Secondo. Riteniamo che si potrebbe ricavare sollievo da una modifica della rotta, che ci porti lontano dal vento e verso un porto sudamericano, dove la nave potrebbe venire riparata e la nostra salute trovare ristoro.
Scossi il capo.
Se una simile modifica fosse stata necessaria, i nostri ufficiali vi avrebbero provveduto.
Oldmeadow emise alcuni gracchiamenti soffocati, nella maniera tipica di simili personaggi quando sono costretti a ridere.
No, per Giove, Talbot. Possono anche preoccuparsi della nave e dei loro caporioni, ma noi non siamo tenuti in nessuna considerazione... e l'Esercito soprattutto!
Ci allungherebbe in maniera tediosa la durata del nostro viaggio.
Le piccole Phoebe e Arabella...
Bowles torn ad alzare la mano.
Un momento, signor Pike! Speravamo che foste -d'accordo con noi, signor Talbot. Ma d'altra parte, ha importanza?
Prego, signore!
Non mi fraintendete. Voglio dire che, caso mai, la decisione non sarebbe n mia n vostra, ma del comandante. Al momento non intendiamo fare altro che rendere noti i nostri desideri. In effetti, signor Talbot, devo rivelarvi che in absentia siete stato eletto per - come metterla? - per sputare il rospo!
Diavolo!
Non c'era nessun altro che ne fosse in grado pi di voi, signor Talbot, lo sapevamo... inoltre potreste portare con voi la piccola Phoebe e tirarle su la sottanella per mostrare a quell'uomo l'orticaria di cui non credo sia giusto si debba soffrire, signore, e fare presente che cosa succederebbe nel caso che...
Signor Pike, per l'amor di Dio!
Oppure, se la considerate una cosa non da voi, ce la porto io...
Maledetta la vostra insolenza, Pike! La porter io, la vostra bambina, dal comandante, o le porter o porter chiunque! Per amor di Dio, tutti quanti, lasciatemi riflettere! Sono stato...
Posai la testa tra i palmi umidi. Ammalato di stomaco... innamorato di una fanciulla scomparsa oltre il vacillante orizzonte, la testa rotta e dolente dentro come fuori... con gi in bocca un gusto di vomito.
Bowles disse a bassa voce:
 un complimento che vi facciamo, signore. Siamo nelle vostre mani. Nessun altro pu avere la possibilit di influenzare il comandante. Il vostro padrino...
Scossi il capo e lui tacque. Quindi rimasi per un attimo immerso nei miei pensieri.
State affrontando la cosa in una maniera sbagliata. Rivolgervi al comandante dev'essere la vostra ultima risorsa. Personalmente non sono d'accordo che si debba cambiare rotta. I bambini sono soggetti all'orticaria. Insomma... i miei fratellini... dobbiamo sopportare... proseguire tra queste furie finch raggiungeremo la nostra meta. Ma mi avete toccato il... il... cercher di convincere il primo ufficiale a far presenti i vostri desideri al comandante. Se non lo far, oppure se il comandante si sottrarr a questo primo approccio, allora s, sar io, di persona, ad andare da lui. E finalmente estrassi la testa dalle mani, rivolgendo loro un'occhiata circolare di sottecchi.
Dobbiamo procedere con grande attenzione. La posizione di un passeggero in una nave da guerra... i poteri del comandante possono anche essere assoluti. Chi avrebbe mai pensato, quando ho affermato che era il nostro mogol, che oltre l'angolo ci fosse ad aspettarci una situazione come questa? Render noto il vostro punto di vista al primo ufficiale, il quale potrebbe anche essere sul ponte... e adesso...
Alzatomi, mi inchinai. Quindi procedetti barcollando fino alla porta, feci una goffa corsetta per il corridoio grondante d'acqua, aprii la porta della gabbia e crollai sulla cuccetta. Quando Wheeler entr, dopo essere stato, sospetto, in attesa fuori della
porta del salone e poi della mia - sembrando felice soltanto quando mi aveva a portata di mano, quasi fosse all'esclusivo servizio del mio benessere - Wheeler, dicevo, mi aiut a infilarmi l'incerata. Avendogli con voce piena di nausea borbottato un congedo, rispose che sarebbe rimasto l a pulire la cabina e a fare quello che poteva con la cuccetta. Mi diedi poco pensiero di questa sua assiduit, lasciandomi cadere per un momento nel sedile di tela per ricompormi. Alla fine mi tirai in piedi e aprii la porta, mentre lo strato d'acqua nel corridoio sciaguattava sopra il rialzo che avrebbe dovuto servire a impedirle di entrare nelle nostre gabbie. Quindi proseguii ed emersi nella luce del giorno della mezzeria, aggrappandomi ovunque possibile. Vi era vento di sinistra, su di noi incombeva un cielo grigio, come grigio era il mare, con schiuma color bianco sporco e una nave fradicia e scolorita come la gonna di una mendicante. L'acqua del corridoio non era niente in confronto alle autentiche maree che rendevano intermittentemente un vero rischio la coperta. Ovunque erano tese cime di salvataggio. Le quali tuttavia, pi che attrarre a s, respingevano per ci che esse implicavano, sembrando al pi null'altro se non funi tese per tenere assieme lo scatolone zuppo e bastonato che era la nostra nave. Vidi un marinaio procedere lungo una di esse verso il castello. Si resse con una sola mano mentre gli piombava addosso un'onda alta fino alla vita e un torrente di schiuma gli precipitava sulla testa e sulle spalle dallo stesso castello. Aspettai un momento di tregua nel moto, quindi feci una corsa traballante fino alla murata della nave, aggrappandomi a una caviglia sotto il capodibanda. Quindi spalancai la bocca e ingollai grosse zaffate di quell'aria umida, che se non altro servirono a soffocare il fastidio che sentivo allo stomaco. Di fronte a quest'ultima pretesa imposta al mio tatto e al mio ingenio provavo un'irritazione forte come quella provata ogni volta che mi era stato chiesto da Charles Summers di fare ci che potevo per il disgraziato Colley! Inoltre il successo, ovvero una deviazione dalla nostra rotta attuale per tornare a dirigere la nave verso la costa del Sud America non avrebbe fatto altro che ritardare il mio arrivo agli Antipodi! Ponendo oltre a tutto al di l di qualsiasi possibilit le vaghe speranze... un ritardo al Capo di Buona Speranza... persino che la loro nave subisse un ritardo in navigazione e venisse salvata da noi mentre scarrocciava sulla nostra rotta priva di alberi... di vedere ancora una volta la signorina Chumley prima del pi remoto tra i remoti futuri!
Esplosi una sonora bestemmia. Quasi a tormentarmi ulteriormente, la nostra nave, colpita da un'onda anomala, si impenn come un cavallo impaurito, sembrando rimanere priva di propulsione, nonostante tutte le vele fossero tese. Mi scrutai attorno, cercando di capire il pi possibile della nostra situazione e con ci venendo molto impensierito da quanto vidi.
L'ultima volta che avevo osservato il comportamento della nostra nave con un tempo simile era stato nella Manica, dove, quasi fosse consapevole di trovarsi sotto lo sguardo della Vecchia Inghilterra, nonostante tutta la tumultuosit di mare e cielo, essa era parsa partecipare con diletto all'amichevole sfida. Ora non pi. Come un cavallo che si sappia stanco e sempre pi lontano dalla stalla, ricalcitrava e avanzava lentamente. Era scontrosa e aveva bisogno di un po' di frusta... meglio ancora: del sentore della greppia! Anche se le masche erano puntate verso il cielo, non aveva quasi pi impulso. Le onde passavano sotto di essa - o a volte, si sarebbe detto, sopra - ma lei quasi non si sollevava nemmeno, tornando sempre a scivolare nello stesso cavo d'onda, nello stesso punto. Osai raddrizzarmi per scrutare oltre il parapetto che avevo accanto. Ne fui premiato con la visione di ci che sembrava una capigliatura verde che turbinasse tra la schiuma, come se quelle favoleggiate e ostili sorelle ci nuotassero attorno, frenandoci e spingendoci sotto! Prima che mi fossi ripreso dal brivido della visione, tutto il mare, con i suoi capelli e la schiuma, mi si avvent contro, mi fu sopra, mi affog, mi tir con sbalorditiva forza, tanto che le mie mani, serrate attorno alla sbarra in ferro della caviglia, bastarono a malapena a impedirmi di essere spazzato fuori bordo e perso per sempre.
Qualcuno mi stava gridando all'orecchio:
Non  posto per i passeggeri, questo! Tornate indietro finch potete! Forza, adesso... di corsa!
Una voce carica di straordinaria autorit. Corsi, sguazzando in alcuni pollici di acqua scrosciante, mentre il ponte tornava momentaneamente in posizione orizzontale, proseguendo poi per inclinarsi nell'altra direzione. I miei piedi non facevano presa e mi sarei prodotto in una scivolata che mi avrebbe fatto fracassare le ossa contro gli opposti ombrinali, se l'uomo che correva al mio fianco non mi avesse afferrato per il braccio, sollevandomi sui gradini che portavano al castello di poppa. L mi spinse
contro il parapetto, si accert che mi fossi aggrappato, quindi si tir indietro.
Eravate bell'e andato, signore. Il signor Talbot, credo.
Quindi si tolse di testa il piovano, scuotendone fuori molti pi riccioli dorati di quanti a un uomo dovrebbe essere lecito avere. Era pi basso di me. Ma del resto... cos accade alla maggior parte della gente. Mi sorrise con grande allegria, mentre una raffica di schiuma ci passava esplosivamente accanto. Ebbi il lampo di un'impressione di occhi azzurri, guance rosee e labbra rubiconde, che, vista la loro delicatezza, sembravano essere sfuggiti alla furia del tempo e persino al tocco del sole tropicale.
Grazie per l'assistenza. Non mi sono proprio ancora tornate le forze. Ma lei si trova in vantaggio su di me, signor?
Bent, signore. Tenente di vascello Bent, con una sola "enne" e l'accento acuto sulla seconda "e".
Stavo per sollevare la mano libera, al fine di stringere cortesemente la sua, ma in quel mentre lui alz la testa e la sua espressione si colm d'ira. I suoi occhi parvero gettare scintille, mentre fissava lo sguardo a proravia e in alto tra il sartiame.
Francis, sconsiderata canaglia! Se vi vedo allontanarvi dallo stroppo per risparmiare fatica, vi faccio mettere alla grata! Quindi torn a rivolgermisi: Sono peggio di bambini, signor Talbot, capaci di accopparsi per sventatezza, mentre voi avreste potuto benissimo farlo per ignoranza. Dovete consentirmi di accompagnarvi alla vostra cabina... no, no, signor Talbot, nessun problema...
Ma voi siete impegnato con la nave!
Come tutta risposta torn ad alzare lo sguardo al sartiame.
Signor Willis! Anche se siete condannato alla crocetta, dovete considerarvi responsabile delle attivit e degli uomini che vi sono impegnati. Vedete di non farci perdere l'albero maestro. Ora, signor Talbot... via di corsa.
Con mia sorpresa mi trovai a obbedire a questo giovane con un'alacrit che nemmeno il comandante Anderson sarebbe riuscito a risvegliare in me. Ma, ancora di pi, saltai nel corridoio con il senso che tutto ci fosse una grande burla!
Basta cos, Wheeler. Accomodatevi, signor Bent, vi prego.
Voi siete malato, signore. Io invece nel corpo non lo sono, anche se la mente  un'altra faccenda. Di pena sono gonfie le mie vele.
Biondissima donna
di forma e fattezze invero non comuni.
Questo e altro ho composto durante l'ultima guardia. Ah, adesso ricordo. Faceva:
biondissima creatura pi amabile di donna
di forma e fattezze invero non comuni.
I versi mi sono stati strappati dalla mente. Erano venuti tutti insieme.
N poserei
una piuma di rimpianto sull'anima tua.
L'immagine della piuma  particolarmente felice, non trovate?
Un penoso sospetto mi serr il cuore.
Voi siete dell'Alcyone!
Di dove, altrimenti, in queste distese d'acqua?
Un lungo, lungo esilio deve ormai essere il mio destino.
Vi piace l'iterazione? Ci incontreremo ancora, naturalmente. Ma ora sono convocato a una riunione con il primo ufficiale, nella stiva.
Quindi si ritir bruscamente. Io chiamai a gran voce Wheeler, che come al solito era nei pressi della mia gabbia. Mi aiut a togliermi l'incerata.
Nient'altro, Wheeler.
Un giovane dai riccioli d'oro, dal bel viso e con settimane di libero accesso alla signorina Chumley! Sperimentai in quel momento tutta la pena che avevo sempre considerato esagerata dai poeti!
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CAPITOLO 11.
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Mi svegliai sentendo dei rumori insoliti provenire dalle gabbie sul mio lato del corridoio. Rumori che si fecero pi vicini e finalmente, con un colpetto alla porta, si rivelarono prodotti dal signor Gibbs, il maestro d'ascia, che portava delle curiose imbottiture di cuoio legate alle ginocchia.
Scusate se vi disturbo, signore, ma devo seguire la corsa del fasciame.
Perch mai?
Il signor Gibbs si diede una grattatina tra i capelli rossicci. A distanza di circa una iarda colsi una zaffata di liquore.
Il fatto , signore - pardon! -, che dicono che ha un po' di moto, cosa che mi sembra naturale, visto che si porta dietro gli anni del cucco...
"Scarroccia come una vecchia ciabatta".
Il signor Gibbs parve gratificato dalla mia comprensione.
Proprio, signore. Niente di pi e niente di meno. Ma per i passeggeri niente da preoccuparsi.  una bella sorpresa quando capita un signore come voi, stato in mare cos poco, che sa il mestiere. Il signor Brocklebank, quando ho fatto la sua cabina, non ha capito un bel niente di quello che stavo facendo, anche se mi ha dato un bicchierino per il disturbo...
Quindi fece una pausa, occhieggiando la mia bottiglia di brandy, al che io feci finta di niente. Allora si inginocchi e si mise a estrarre i due cassetti da sotto la cuccetta, atto certamente non agevole da compiere in quello spazio ristretto.
Che cosa diavolo state facendo, Gibbs? Attento! Sono le mie camicie!
Non ve li sporco, gli effetti personali, signore, ma bisogna che metto la mano... ahi!
Non mi sentite, l sotto?
Bisogna che metto la mano dove ci sono le giunture...
Il suo dire si trasform per un attimo in una sorta di squittio. Quindi arretr, si mise le dita in bocca e le succhi, dondolandosi da lato a lato e gemendo.
Che cos'avete fatto, Gibbs?
Continu a dondolare e gemere, reggendosi una mano con l'altra alla bocca.
Brandy!
Servitevi, se proprio  necessario. Buon Dio, giovanotto, siete diventato giallastro!
Il signor Gibbs non si cur minimamente della raffinatezza del mio bicchiere da brandy, ma prese la bottiglia dal suo incavo nello scaffale sopra il mio lavabo di tela, tir via il tappo con i denti e se ne ficc il collo in bocca. Credo che, prima di tirare il fiato, ne avesse gi ingollato un quarto di bottiglia.
Vi ubriacherete come uno scimmione!
Torn a rimettere la bottiglia nel suo incavo, quindi flett le dita e vi soffi sopra.
Dopo tutti questi anni, farmi beccare cos come un "prendista!" Eh, s, si potrebbe dire che scarroccia come una vecchia ciabatta. Qualcuno potrebbe dire cos e qualcuno magari in un'altra maniera, ma non importa mica, o no?
C' pericolo?
Scarrocciare. Sapete, signore, il fatto di essere stata presa a collo non le ha mica fatto bene neanche un po'. Eggi che scarroccia. Non saprei proprio dire quello che le sta capitando... anche se, quando uno ha infilato un punteruolo in ogni pezzo di legno di una nave, e ficcato il naso nel fasciame, come un cane dietro una femmina, be', se le caccia bene in testa...
Le?
Tutte le forme, pi che se fosse sua moglie, e pi chiaro di quello che si chiacchiera su in piccionaia. Tutto il moto, e i bulloni uno per uno...
La nostra nave?
Il signor Gibbs si sedette sui talloni.
La nostra nave, naturale. E dopo tutto 'sto casino, uno non pu farsi un paio di bicchieri?
Siamo in pericolo, dunque?
Il signor Gibbs mise a fuoco lo sguardo sulla mia persona, corrugando la fronte come se ci costituisse un grosso sforzo. Quindi torn di nuovo a grattarsi tra i corti capelli rossicci, sembrando tornare in s. Il viso gli si rasseren e lo apr in un sorriso. Un sorriso in ogni caso poco convincente.
Pericolo, signor Talbot? Adesso non cominciate a preoccuparvi! Ho visto navi che si poteva pensare che andavano a pezzi, e sono tornate a casa belle e tranquille in mezzo alla tempesta, come se fossero tutte quante legname stagionato e oro colato. No, ma quello...
Continuate, giovanotto! Parlate!
Il signor Gibbs rivolse un sorriso alla mia volta, ma vagamente. -
 stagionata eccome, signore. Altroch. Dove conta, non c' un solo pezzetto di legno che non sia pi vecchio di qualsiasi marinaio che c' sulla nave, tranne forse Martin Davies, povero fesso. Il vero pericolo, vedete, signore,  quando si ha un misto... cio dire: un po' stagionato e un po' no. Quando ero grande appena cos, non mi capita di vedere un germoglio che spunta da un bracciuolo? Doveva essere morto, naturale, ma io come facevo a saperlo? Allora lo dico al capo carpentiere, ma lui se ne sbatte. Mi molla una tirata d'orecchi e via andare.
Il signor Gibbs gett un'occhiata meditabonda verso la mia bottiglia di brandy svuotata.
Sconsiglierei altro brandy, signor Gibbs.
Ah, be'. A quei tempi non ero pi di un ragazzino, ma quel germoglio mi faceva venire gli incubi. Una volta mi sveglio urlando, perch sono caduto dall'amaca, e al buio mi metto a cercare a tentoni il capo carpentiere - Gilbert, faceva di nome, ma da me voleva che lo chiamavo signor Gilbert - dunque sono l che vado a tentoni al buio e naturalmente non riesco a raggiungere altro che il sotto dell'amaca, e a dargli una botta. "Cosa cazzo c'?" sbraita lui. "Signor Gilbert", grido io, "quel germoglio l cos,  un rametto!" Lui si china fuori dell'amaca e molla un calcio dove pensava che ero, tranne invece che non ero l, e fa: "Te lo do io il rametto", fa, "razza di un mozzo di merda". "Non mi piace", insisto io: "sta mettendo fuori una foglia." Lui molla un altro calcio e questa volta mi prende dritto nei coglioni. "Adesso abbiamo anche la foglia", fa. "Be', chiamami quando mette su un bel cazzo di un fiore."
Un ricordo che il signor Gibbs sembrava trovare molto gradevole, visto che scuoteva la testa sorridendo.
C'era una volta una nave, signor Gibbs, la quale mise fuori tanti di quei rami, che in mezzo a tutte quelle foglie non si riusciva pi a vederla.
Vi piace scherzare un po', eh, signore?
Sull'albero crebbe una vite, che fece ubriacare tutti.
Sulla storia dell'ubriacarsi non c' da meravigliarsi, signore. Da che porto dicevano che veniva?
Era una nave greca, credo. Mitologica.
Che quella gente l adoperasse legname non stagionato, non mi meraviglia, per da quelle parti non c' un bel niente da bere! Scusatemi, so...
E si fece un'altra bevuta direttamente dalla bottiglia.
Be', insomma, signor Gibbs!
Un bel goccio, signore. E non credo che sar in ogni caso al lavoro, quando morde. Ah! Ecco che arriva!
Quindi, sempre seduto sui talloni, chiuse gli occhi e ondeggi in controtempo rispetto al moto della nave. Per un certo periodo non disse nulla, per cui io venni di nuovo travolto dalla mia recente passione.
Il signor Bent sembra un gentiluomo molto gradevole. Immagino che possa rendersi molto simpatico a una signora.
Simpatico a tutti, signore, anche se i suoi genitori rotolano nel grasso. Ha scritto qualche verso per lo spettacolo, ma erano cos altolocati che non ci ho capito un bel niente. Quel brandy morde davvero, signore. Mi fate un piacere se non dite niente al primo ufficiale. S, molto simpatico, il signor Bent, e, Dio buono, in questo momento poteva essere dall'altra parte del Capo, a correre a quindici nodi e fischia, se non faceva gli occhi dolci alla signora del comandante!
Ma senza dubbio... eh? Come avete detto?
Ci sono cascato un'altra volta. Non sono mai capace di fermarmi al momento giusto. Lo sanno tutti, per zitti e mosca, perch  un ufficiale. Li ha beccati il comandante in persona, lui in ginocchio e lei che non  che faceva 'sto gran sforzo per tirarsi indietro.
Lady Somerset! E io, io che avevo paura... ma com' andata?
Il signor Gibbs si rimise in piedi con qualche difficolt. Quindi and a sbattere contro questa ribalta sulla quale sto scrivendo. Il suo volto, prima giallastro, ora era rosso e sudato. Il che, unito al colore rossiccio dei suoi capelli, rendeva facile immaginare una conflagrazione di natura alcolica nel suo intimo! Quindi si tocc la fronte in un modo sono sicuro non decoroso per uno del suo rango, anche se soltanto sottufficiale. Quindi riprese a procedere barcollando, apr la porta e vol in discesa, se cos posso esprimermi, per mezzo corridoio. Infine torn indietro, diede una botta nella cabina accanto alla mia e a poco a poco lo si sent sempre meno, a mano a mano che procedeva sotto coperta. Wheeler, che doveva essere appliqui alla paratia di compensato che formava la parete delle nostre gabbie, chiuse la porta e poi torn ad aprirla, annunciando in tono sottomesso che avrebbe rimesso a posto i cassetti. Pareva non esserci posto per me nella mia stessa cabina.
Wheeler. Le signore devono aver trovato insopportabile il moto dell'Alcyone.
S, signore. Oserei proprio dire.
La signorina... la signorina Chumley deve aver passato tutto il viaggio in cuccetta, fino dall'Inghilterra.
Wheeler non replic nulla. La consapevolezza della sconvenienza di avere fatto una simile osservazione con un servitore mi riemp di disagio. Tentai di nuovo.
Il signor Bent...
Le parole mi si strozzarono in gola. Non riuscivo in alcun modo ad accostare l'argomento che mi era fonte di tanto diletto e di altrettanta pena! Eppure c'era sicuramente qualcuno a cui avrei potuto confessare - s, confessare sembrava la parola giusta - che ero innamorato e non desideravo nulla quanto parlare dell'Oggetto Amato, anche se non potevo parlare con lei!
Wheeler...
Teneva con aria sottomessa lo sguardo fisso su un punto al di sotto del mio mento. Ma in quella lo sollev, sembrando esaminare con curiosit a una a una ogni parte del mio volto, quasi che il viso di un uomo potesse risultargli un fatto nuovo e strano.
Benissimo, Wheeler. Basta cos.
Per un paio di istanti continu a fissarmi lo sguardo in volto, quindi parve tornare in s con un leggero soprassalto.
S, signore. Grazie, signore.
Ah, un'altra cosa, Wheeler. Avete avuto una fortuna sfacciata, sapete? Dev'essere stato un caso su un milione! Credo che sarebbe opportuno rendere grazie, non so se mi spiego.
Uno straordinario brivido lo scosse da capo a piedi. Quindi, chinato il capo, usc dalla porta senza tornare a guardarmi. Non vi era certamente alcuna possibilit di farne un confidente... e in qualche modo non mi pareva che Charles Summers, cos comprensivo sotto molti punti di vista, potesse esserlo anche per le questioni di cuore! Dunque, il signor Bent o nessun altro... il signor Bent che conosceva la signorina Chumley... che era innamorato... che avrebbe partecipato con calore...
Come fare per seguirlo nella stiva?
Deverel! Deverel, il mio ex amico, che malattia e amore, per non parlare di circospezione e antipatia, mi avevano tolto dalla mente! Deverel in ceppi! Sceso per andare a trovarlo, mi sarei imbattuto come per caso nel signor Bent e in Charles Summers.
E in quell'intimo avrei reso note non soltanto la richiesta del comitato, ma anche l'opinione che personalmente ne avevo. Mi rimproverai per la mia mancanza di considerazione, per la dimenticanza di un amico in stato di bisogno. Soltanto le mie ferite e la commozione cerebrale ritardata potevano scusarla. Successivamente avrei allontanato Bent da Charles, portando con lievit la conversazione sull'Alcyone e le sue signore!
Procedetti dunque traballando e a zigzag gi per le scalette, ripassando nel frattempo tra me e me i miei diversi discorsi. L'ultima volta che ero passato di l, ero spinto, per non sottilizzare troppo, dalla pulsione erotica. Ora che stavo nuovamente calando per quei piani pieni di ombre, traballanti, scricchiolanti, sgocciolanti e stillanti, capivo fin troppo bene la differenza che c'era tra quella discesa e questa. Sentivo la profondit del mio impegno! Lo svantaggio di una testa quadrata, di una forma mentis politica e cauta,  costituito dal fatto che il giorno della prima e ultima passione arriva in ritardo ed  tanto pi forte in quanto inatteso!
Mi si immagini, ora, impegnato a scendere al piano pi basso del quadratino, che nondimeno era il pi illuminato di tutti. Coloro che su una nave si fanno il rifugio pi comodo sono i sottufficiali, i quali infatti in tal luogo consumavano pi luce di tutti i passeggeri messi assieme, ridotti alle candele. Non meno di tre lanterne oscillavano appese al soffitto. Le suddette lanterne -non gi le bottiglie tagliate che i marinai riempiono di sego, ma pesanti oggetti di ottone - si esibivano tutte e tre in un movimento che non si pu trovare altrove se non in una nave, o, forse, nientemeno che nel balletto. Oscillavano esattamente a tempo e con la stessa angolazione. O piuttosto -  una cosa difficile da descrivere, mi occorrerebbe la penna di Colley - sembravano oscillare. Era infatti la nave a muoversi, mentre loro, per effetto delle loro basi appesantite, pendevano immobili. Era una cosa innaturale, tale da dare la nausea. Distolsi pertanto lo sguardo, scoprendo, per contrasto con tale vivace illuminazione, quanto gli angoli del quadratino fossero fittamente bui. Mentre le lanterne compivano la loro strana danza, chiazze d'ombra si muovevano e cambiavano forma. Al momento in cui ero entrato per la porta, mi stavano presentando il fondo di ottone, quindi erano scattate all'indietro, rivelando un barbaglio di luce, erano rimaste sospese per un paio di istanti e quindi erano tornate a oscillare alla mia volta. Tali luci danzanti in fila sarebbero state
da sole sufficienti per far andar fuori di sentimenti un uomo. Ebbi pertanto qualche difficolt a mantenere la testa chiara e quell'infame gusto lontano dalla mia bocca.
Il signor Gibbs risultava del tutto assente. Di fronte a me, invece, sul lato opposto di un tavolo fisso, stava seduto il signor Askew, il nostro cannoniere, con accanto l'anziano aspirante guardiamarina signor Davies, il quale teneva posata sul suddetto tavolo la propria mano avvizzita e coperta di vene. Aveva la bocca leggermente aperta e teneva lo sguardo fisso sul nulla. Era come se le costanti-incostanti lanterne, con il loro luce-buio (mentre enormi ombre compivano un uguale movimento sopra ulteriori parti del grande locale) lo avessero ridotto al silenzio, oltre che ipnotizzato, come uno dei soggetti del signor Mesmer... tenendolo con la testa vuota, in attesa di un ordine che avrebbe potuto non arrivare mai.
Il signor Askew mi rivolse uno sguardo tetro. Aveva davanti a s un bicchiere. Non sembrava contento di vedermi.
Che cosa potrebbe mai occorrervi, da queste parti, signore?  andato a dormire.
E fece un brusco cenno con la testa verso un angolo particolarmente buio, dove dal soffitto pendeva appeso alle due estremit un oggetto lumacoso.
Il signor Deverel...
Quello l, signor Talbot,  George Gibbs.  tornato qui tutto balordo, dicendo che l'avete fatto bere, cosa che di costituzione non  abituato. Ha appena buttato gi il suo rum, che era cos andato che mi  toccato legargli l'amaca e mettercelo di peso. Se lo vediamo in un qualsiasi momento tra adesso e la mezza, potete pure darmi della Bella Gnocca.
Desidero andare a trovare il tenente di vascello Deverel!
Il signor Askew mi occhieggi attentamente. Dopo di che pos il bicchiere e tir fuori una corta pipa d'argilla. Quindi prese a frugare sotto il tavolo.
Martin, che cosa ne hai fatto del mio rotolo di tabacco?
E diede di gomito al signor Davies, che ondeggi un poco, senza tuttavia fare altro. Allora gli ficc una mano nella tasca sinistra.
Martin, bastardo di un ladro!
Estrattone un oggetto oblungo avvolto in tela, procedette a tagliarne dall'estremit una fettina, che poi premette nel fornello della pipa, prendendo un pezzetto di miccia lenta da una
mezza bottiglia e appoggiandone l'estremit accesa sul tabacco. Ne trasse una tale quantit di fumo che boccheggiai. In quella mi resi conto che stavo ondeggiando tra i due stipiti, ciascuna mano aggrappata a uno dei due, postura che doveva apparire particolarmente idiota.
Siate tanto gentile da dirmi dove si trova il signor Deverel, signor Askew, e mi ritirer da questo locale, visto che non sembro esservi ben accetto.
Il signor Askew continu a sbuffare fumo senza dire nulla. E all'improvviso le luci e le ombre, la folle danza ballettistica delle lanterne, immagine riflessa del moto sconnesso della nave nel mare, mi presero alla testa, alla gola, allo stomaco e alle ginocchia.
Se non vi dispiace...
Barcollai in avanti, mi afferrai al tavolo e piombai sulla panca. Il maligno fumo mi si arricciol attorno, e mi sentii la fronte coprirsi di sudore.
Non state quel che si dice bene, eh, signor Talbot? Mica tanto "Lord" di questi tempi, eh?
Era troppo. Inghiottii ci che avevo in bocca, qualsiasi cosa fosse.
Posso non essere un Pari, signor Askew, ma ho comunque l'incarico ufficiale di servire Sua Maest in modi che probabilmente non avete mai sentito indicare e non capireste. Vi sar pertanto grato se vorrete rendere alla mia funzione il rispetto dovutole da parte di un sottufficiale della Marina, per quanto anziano.
Il signor Askew continu a sbuffare fumo, che ora stava sospeso sotto il soffitto, gonfiandosi, quasi ci fosse un camino che avesse bisogno di essere spazzato. Il suo viso era diventato di un rosso scuro, ma non, mi pare, nello stesso modo indotto nel signor Gibbs dalle sue libagioni. Uno sboffo di fumo mi stava turbinando in maniera insolente vicino al viso. Quando parl, lo fece con voce fessa e tremula.
Non  mica tanto... mica tanto piacevole, sapete?
Piacevole? Piacevole?
Questa faccenda. Tutto questo sculettare. La boria. Visto che siamo arrivati a questo punto e non c' nessuno che ascolta.
Gettai in maniera significativa un'occhiata al signor Davies, tuttora silenzioso, sempre preso nel suo incantesimo. Il signor
Askew si tolse di bocca la pipa, ripulendone il cannello con un pollice giallo e calloso.
Mi ha fatto piacere il modo in cui avete preso quelle botte in testa, venendone fuori come un eroe. Fare quello che avete potuto, voglio dire. Un giorno sar un uomo, mi sono detto, se non lo accoppa qualcuno. Solo che voi non sapete niente, eh? Durante lo spettacolo, quando Joss ha letto quel pezzetto su "Lord Talbot", se vi foste alzato e aveste fatto un inchino, con la mano sul cuore e un sorriso in faccia, saremmo venuti a mangiarvi il grano nella mano, dolci come il somaro di un mugnaio. Invece avete corrugato la fronte e basta. Oh, lo so che  difficile, da giovane...
Sono pi che...
Siete giovane, altroch. Ci sono ufficiali, sottufficiali, graduati, marinai specializzati in questo e in quello... capi coffa e capi palmetta, e poi i poveri marinai semplici, che non sanno distinguere lo zucchero dalla merda, come dice la zia Bice...
Non consentir che questa storia continui, in presenza di un testimone! Fatene una conversazione privata, signore, e sapr come rispondervi!
Testimone? Chi? Martin? Dio vi benedica, non dar nessun fastidio... Ecco, ascoltate!
E diede di gomito al vecchio, poi si pieg di lato per parlargli all'orecchio.
Canta, Martin! Bravo, Martin!
Quindi fece una pausa. Le lanterne danzavano, si sentivano rumori d'acqua, lo scricchiolare e tendersi del legno.
Canta, Martin.
E con una voce esile, tremula, il vecchio cant: Gi al fiume, di sera...
Era il principio e la fine della canzone. Una fine senza fine, un interminabile da capo.
 davvero al fondo del barile, no? Penso che avrebbe potuto salire fino al grado di tenente di vascello, se avesse avuto fortuna, o una spinta al culo da un ammiraglio. Ma adesso non gli importa pi, no? N quello che era n quello che avrebbe potuto diventare. Ha visto di tutto e adesso  andato, signore. Andato, per cos dire, a casa. Non ci sente, non c'.
Non... non so che cosa dire.
 una cosa che fa rivoltare lo stomaco, eh? Meglio beccarsi una scarica in pancia, se vi interessa quello che penso, anche se
adesso di guerra non ce n', tranne questa operetta yankee, e ci saranno un bel po' di uomini di troppo che camperanno un bel po' di troppo, se vi interessa quello che penso... comunque non me l'avete chiesto. Ma lui non d nessun fastidio. Non se l' mai fatta addosso, per quanto ne so. Benissimo, Martin. Adesso piantala.
Dev'essermi caduta la mascella. Inghiottii la mia stessa saliva.
Ma capita a tutti...
No, signore, Dio vi benedica. Cos si vive e si muore sulle navi.  andato a casa, come ho detto. Quelli come me, be', siamo duri come le bitte della nave, non avendo mai saputo che cosa significa avere un pap e una mamma e roba del genere. Martin, invece, vedete, i genitori se li ricordava, per cui, in un certo senso, una casa dove tornare ce l'ha, non intendo proprio esattamente "andare a casa", ma visto che  ridotto cos, fa comunque lo stesso.
Con mio immenso stupore precipitai in uno spontaneo accesso di sudore. Quando ebbi finito, mi trovai con la testa tra le mani e i gomiti sul tavolo.
Be', io mai, signor Talbot. E voi, che vivevate in mezzo ai lord, anche se non eravate uno di loro. Ho sentito dire "ubriaco come un lord", ma quanto ad andare veramente forte... be', ecco.
E il caso vi spieghi, signor Askew, che il signor Gibbs ha avuto del liquore dal signor Brocklebank, e poi da me, ma senza alcuna offerta da parte mia.
Ah. Mi domandavo proprio se aveva ricominciato.
Come sapete, signor Askew, non sono stato... tanto bene. Adesso che mi trovo di nuovo in piedi, per, sono venuto quaggi per porgere al signor Deverel tutto il conforto e l'assistenza che mi sia possibile offrirgli senza andare contro "gli usi del servizio a bordo". Dov'?
Segu una lunga pausa, nel cui corso il signor Askew continu a infittire la nebbia che si era formata sotto il soffitto.
Bella domanda, signore. Lo so che siete stato costretto in cuccetta, ma mi sorprende che non abbiate saputo niente, visto che era cos vostro amico.
"Era?" Non pu essere morto.
Devo dirvi, signore, che il signor Deverel  a bordo dell'Alcyone, e come niente in questo momento si trova gi dall'altra parte del Capo.
Ma io credevo...
Credevate che avesse ficcato la testa in un cappio? Cos capita a non conoscere le regole del posto dove si , signore. Non intendo i regolamenti di guerra. Quello che capita giorno per giorno. Da quando quel tenente di vascello  stato impiccato da quel comandante... mi sono dimenticato i nomi...  stato nelle Indie Occidentali... i comandanti, per non parlare delle loro signorie dell'ammiragliato, hanno cominciato ad andare in punta di piedi. Cos ci sono i regolamenti del servizio e poi c' quello che succede sulle navi.  stato uno scambio, capite?
Il tenente di vascello Bent!
Oh, adesso s che cominciate a capire, signore, eh?
Non pu essere di competenza di semplici comandanti decidere su simili questioni!
Semplici comandanti? Secondo il proverbio, non appena la nave  fuori vista dalla terra, il comandante pu combinarti quello che vuole, tranne che farti pregno. Sir Henry non voleva sbattere fuori della nave il signor Bent e amen, visto che  un ufficiale che monta di guardia. Nossignore, ha combinato uno scambio, in modo che nessuno poteva lamentarsi. Ci tengono tantissimo che gli ufficiali siano contenti, le loro signorie! Cos, visto che il comandante Anderson aveva un ufficiale poco contento da sbattere via e Sir Henry doveva togliersene dai piedi uno che invece era troppo maledettamente contento, noi abbiamo perso il Focoso Jack, che aveva una voglia matta di andarsene, e in cambio abbiamo avuto il tenente Bent, che sa tutto di tutto, molto pi di quanto dovrebbe, a voler essere giusti, un signore. Si dice che il comandante Anderson ha perso la testa per lui.  stata sua, del signor Bent, l'idea di portare sul ponte i cronometri, qualsiasi cosa ne pensi il signor Summers, e in culo il grado. Molto popolare, il tenente Bent, tra ufficiali, vecchie signore, bambini e aspiranti guardiamarina, per non parlare dei vecchi cani bruciacchiati dalla polvere a cui  affidata l'artiglieria della nave.
Deverel! Jack Deverel il Focoso! Jack il Bello!
Proprio, signore. Se volete sapere quello che penso, Sir Henry  andato a cascare dalla padella nella brace.
Le signore! Costui deve avere... oh, no. Lady Somerset  una bella donna ed  vero che lui ha una debolezza per quel tipo...
Il signor Askew scoppi a ridere.
Se  a Jack Deverel che state pensando, per lui tutti i buchi sono buoni, dalla dama di classe alla bambina che gioca ancora con il cerchio.
Bambina! Una bambina! Jack Deverel!
Meglio perderlo che trovarlo, Jack!
Mi ritrovai in piedi. Una lanterna mi pendeva pericolosamente vicino alla testa.
Quindi capite, signore, che non  proprio il caso di venire a cercare il signor Deverel qui o in qualsiasi altro posto, a meno che non sappiate nuotare pi in fretta di quanto navighi quella nave l. Al proposito, poi, qui a bordo ci sono un paio di persone che sarebbero contentissime di avere notizie di Jack il Focoso, in maniera da avere la speranza un giorno o l'altro di potergli chiedere indietro i loro soldi.
Il signor Bent!
Lo trovate con il signor Summers, verso proravia, dietro l'albero maestro e la pompa di poppa. Dio sa che cosa potrebbero fare al povero George se volessero sapere quanto  il moto e gli venisse in mente di mandare a chiamare il carpentiere. L'avete conciato bene, signor Talbot.
Si  conciato da s, signor Askew, come vi ho gi detto.
...
.
...
CAPITOLO 12.
...
.
...
Era veramente buio. Durante la mia precedente visita a quegli inferi, mi erano stati concessi i servigi del giovane signor Taylor come guida. Inoltre a quei tempi scivolavamo dolcemente sulle acque dei tropici. Ora invece mi trovavo in una nave impazzita, a farmi strada a tentoni. Due iarde oltre le luci del quadratino, e in vita mia avrebbero potuto non essere mai esistite cose come la luce e la direzione. Quando poi mi fui allontanato di cinque iarde, mi trovai pi completamente perduto di quanto mi fosse mai accaduto in un luogo chiuso! Non intendevo altro che rumore, un gran scricchiolare e un rasposo tendersi, ma c'erano anche suoni d'acqua, come se fossi accosciato su una spiaggia di ghiaia! Aspettai un po' nella speranza che i miei occhi si adattassero per assuefazione al buio, trovandomi cos fin troppo in grado di ascoltare l'impiccio in cui ci trovavamo! Tuttavia la mia valutazione non poteva essere professionale, cos che l'ignoranza trasform in qualcosa di simile al terrore quella che era soltanto una naturale apprensione. Vi era ci che potremmo definire gli sciaguattii, sgocciolii e stillicidi accessori di acqua nella nostra stiva, ma non costituivano il peggio. Oltre e sotto tali suggestioni locali c'era ben altro. Misi la mano in qualcosa di umido e l'acqua mi scorse sulle dita, provenendo da un punto che non riuscii a individuare, per andare a finire in un luogo a me ignoto. Una delle mie mani si aggrapp a un bordo di legno, l'altra a un tessuto di qualche sorta. La mia passerella non era pi larga di una tavola, per cui rimasi accosciato ad aspettare, finch il tremendo, gelido fatto che sottendeva il nostro goffo procedere mi penetr a forza nella coscienza. Laggi vi era un ritmo che non risultava avvertibile sul ponte o nella mia cabina, tra i pi violenti rumori di vento e mare. Un rumore come di cascatella, che cominciava a una certa distanza da me... chiss dove, verso la prua, per quanto ci potesse valere e sempre ammettendo che fossi rivolto nella direzione giusta. Quindi mi fermai sul posto e mi accosciai, usando gli orecchi invece degli occhi. E venni accostato con crescente velocit da tutti i complessi rumori di un'onda frangente. Mi pass accanto, senza tuttavia provocare un ulteriore incremento nell'umidit locale. Quindi prosegu, percorrendo a ritroso la strada da me fatta e diminuendo di volume, cos che ancora una volta potei sentire vicino a me quello sgocciolio e stillicidio di provenienza incerta. Poi,
mentre la destra si serrava istintivamente sul legno per reggere il mio peso, altra acqua scorse sotto di me da un fianco all'altro della nave... ed ecco, di ritorno, la prima onda, che sicuramente stava percorrendo la nave in tutta la sua lunghezza! Presi ad artigliare qua e l, caddi sopra una cima e mi inginocchiai per un attimo su quella che poteva essere tela di sacco. Quindi finalmente vi fu una benedetta luce sopra di me, come se il ponte si fosse aperto e il cielo avesse dato una sbirciata all'interno.
Una voce chiese: Chi ?
Io!
Ma a quel punto mi accorsi che stavo guardando nell'artificioso ufficio del commissario di bordo, che si teneva in piedi sopra l'apertura e aveva scostato la tenda per guardare gi.
Avete gridato. Ancora una volta, chi ?
Sono io, signor Jones, Edmund Talbot.
Signor Talbot! Che cosa ci fate laggi? Salite, vi prego.
Mi tirai dai massicci nodi che assicuravano la scala a un ancor pi massiccia trave.
Non siete stato molto bene, signor Talbot, dall'ultima volta che ci siamo visti. Accomodatevi, vi prego. Quella cassa penso che andr benissimo. Dunque, che cosa posso fare per voi, signore? Non ditemi che avete gi riempito l'in-folio che sono riuscito a vendervi!
No davvero. Ero...
Perduto?
Confuso.
Il signor Jones scosse il capo e sorrise benignamente.
Potrei spiegarvi con esattezza, in termini di struttura della nave, il punto in cui vi trovate, ma non credo che servirebbe a qualcosa. Avete appena superato a tentoni, ovvero brancolando, il fusto dell'argano di tonneggio di poppa.
No, non serve a niente. Adesso riprendo fiato, se non vi dispiace, e poi me ne vado per la mia strada. Sto cercando il signor...?
Il signor...?
Summers... o Bent.
Il signor Jones mi scrut da sopra le mezze lune degli occhiali cerchiati di acciaio. Quindi se li tolse, posandoli sulla scrivania.
Li troverete entrambi laggi, da questa parte della pompa, che  a sua volta da questa parte dell'albero maestro. Stanno tenendo una specie di riunione.
Stanno discutendo della sicurezza della nave?
Non si sono fidati a dirmelo, n io ho indagato.
Ma siete certamente preoccupato anche voi come tutti noi!
Io sono assicurato, rispose, scuotendo il capo e sorridendo, in stato evidentemente compiaciuto... Sono un po' particolare, sapete.
Ma comunque ci possa assicurare la tranquillit delle persone che avete a carico...
Non ho a carico alcuno, signore. Mi avete frainteso. La mia sicurezza personale l'ho messa nelle mani di coloro che considero le persone pi sicure in una situazione di crisi... poderosi marinai, esperti del mestiere.
Cosa che vale per tutti noi!
No, signore. Perch mai dovrei preoccuparmi di tutti noi?
Non potete essere n tanto egoista n tanto sicuro.
Parole, signor Talbot.
Se la vostra sicurezza  appena pi che immaginaria, allora dobbiamo parteciparne tutti!
 impossibile. Quante persone su questa nave sarebbero in condizione di mettere le mani su mille sterline? Forse voi, signore. Nessun altro.
Diavolo!
Vedete? Io dispongo di un contratto, debitamente sottoscritto. O, perlomeno, vi hanno apposto la croce. Nel caso in cui questa nave dovesse fare una brutta fine, io valgo mille sterline per alcuni tra i marinai pi forti e abili del mondo. La Banca d'Inghilterra non  pi sicura.
A quel punto scoppiai veramente a ridere.
Come pu un uomo d'affari, di importanti traffici, essere tanto semplice? Via, signore, in caso di catastrofe, loro - posso dire noi? - salveremmo la vita di donne e bambini prima ancora di prendere in considerazione quelli come voi!
Il signor Jones scosse il capo con un tono che parve quasi di piet.
Non starete pensando che con la nave che affonda io mi metta a contare dell'oro, consegnando a ognuno la sua parte? Voi non capite il concetto di credito, signor Talbot. Io non ho alcuna persona a carico, ma i miei marinai s. Il denaro  a loro disposizione l , a terra, quando mi ci abbiano portato, e non prima. Santo cielo, signor Talbot, le scialuppe di cui disponiamo non basterebbero nemmeno per un decimo delle persone che ci sono
a bordo. Senza un simile accordo, che sono sempre solito fare, la nostra vita in mare non sarebbe pi di una lotteria!
Sto sognando, credo. Non pu esistere una simile... e persino uomini sprezzanti del pericolo come i marinai dovrebbero essere... non attribuirebbero pi valore alla vostra vita che alla loro!
La mia scialuppa  l, sul picco di carico, signor Talbot.
Ma il comandante Anderson...
Il signor Jones parve trattenere uno sbadiglio, quindi ancora una volta scosse il capo, sorridendo, come se gli fosse venuto alla mente un piacere... la sua stessa particolarit, probabilmente.
Terr la tenda scostata per un po' dopo che sarete sceso di sotto, signore. Dovreste avere abbastanza luce per arrivare a vedere le loro.
Un simile cong mi lasci sorprendentemente senza parole. Cercai di conferire un certo tono di disprezzo all'appena accennato inchino che feci passandogli accanto, ma non riesco a credere che lo abbia notato. In una sola cosa aveva ragione. Prima di trovarmi ancora una volta nel buio totale - ed era strano come la luce sembrasse attenuare i rumori della nostra onda interna (della nostra piccola onda interna!), che colavano da ogni dove - colsi il barlume di un'altra luce, al di l di quella che sarebbe potuta essere la struttura di una carrozza avvolta in sacchi.
Ehi! Ehi! Salve! C' qualcuno, s?
Segu una pausa priva di rumori, eccettuati i glutinosi brontolii di appetito della nostra acqua interna. Poi, attraverso lo sciaguattio intestinale della nostra onda, sentii una voce familiare. Chi  l?
Charles? Sono io, Edmund.
Segu un'altra breve pausa, quindi il barlume si fece pi luminoso, convertendosi in una lanterna retta alta dal giovane signor Taylor. La sua luce cadeva su ruote di carrozza, finimenti, stanghe, tutti avvolti in sacchi, contro cui la nave mi mand a sbattere mentre l'acqua scorreva da una fiancata della nave all'altra. Mi trovai in quella che sembrava una capanna.
Signor Talbot! Questo supera tutto! Dovete andarvene immediatamente!
Con rispetto, signor Summers, credete sia cosa saggia? Il signor Talbot  un emissario...
Per favore, signor Bent. Sono ancora il primo ufficiale di questa nave, e tale rimarr finch le loro signorie dell'ammiragliato non riterranno opportuno dichiarare altrimenti!
Con rispetto ancora una volta, signore, ma dal momento che  latore di un messaggio del comitato...
Segu una pausa, nel cui corso i due volti pallidi si scrutarono a vicenda. Fu Charles Summers a muoversi per primo, alzando la mano in quello che parve un gesto di resa.
Roberts, Jessop, tornate ai vostri posti di servizio. Signor Taylor, lasciate qui la lanterna e tornate a rapporto dal signor Cumbershum. Non dimenticate di ringraziarlo. E ora, signore, oh, santo cielo, Edmund, sedetevi! Su quella balla. Siete stato male e non siete in condizioni di stare in piedi con questo moto della nave.
Mi appogger a questa cabina...
Alla santabarbara, volete dire. Eh, no, per favore, no! Non usate quella cassa come poggiapiedi.  il basamento su cui vengono tenuti i nostri tre cronometri.
Tenuti per il momento, signore, con rispetto.
Come facevate a sapere del comitato e del mio messaggio... del mio presunto messaggio?
Pensate che faccende del genere possano rimanere segrete? Nella fattispecie, siete arrivato nel posto migliore della nave per tenere una conversazione privata! Il vostro prezioso comitato avrebbe dovuto riunirsi quaggi.
Con rispetto, signore, far quattro passi per verificare che Roberts e Jessop non siano rimasti qui attorno.
D'accordo, signor Bent. Be', Edmund, devo ritenere gi esposto il vostro messaggio?
Loro - o meglio "noi", suppongo di dover dire - desideriamo rendere noto il parere che per il bene di donne e bambini la rotta della nave dovrebbe essere nuovamente diretta verso il Sud America.
Avete mai sentito parlare di un punto zero?
No, per quanto ricordi.
Ricomparve il volto del signor Bent, pallido alla luce della lanterna.
Via libera, signore.
Charles Summers annu.
Il mare, Edmund, a cui popoli antichi, popolazioni selvagge e poeti come il signor Bent hanno accreditato suoi pensieri e sue sensazioni, a volte manifesta effettivamente caratteristiche che renderebbero ancora comprensibile un simile errore. Coloro che vanno per mare su navi possono a volte trovarsi in un insieme di circostanze che produce una parvenza di malanimo! Non mi riferisco a fortunali o piatte, per quanto pericolosi essi possano essere, ma a piccoli eventi e caratteri secondari, strane eccezioni e comportamenti statisticamente non prevedibili... state ascoltando, signor Bent?
Con la massima attenzione, signore!
... i quali, privi di anima e materiali come sono, possono nondimeno produrre una posizione in cui gli uomini sono consapevoli, forti, provetti... eppure inanemente costretti a osservare una silente distruzione incombere inesorabile su di loro.
Per un po' rimanemmo tutti e tre in silenzio, con la stiva che ci sgocciolava e stillava attorno. Sotto di me, mi parve, pass ancora una volta l'onda.
Non ero preparato a una cosa simile. Quali sarebbero tali circostanze?  questo che devo riferire al comitato?
Prima capite le circostanze.
Cercher. Ma mi avete fatto girare la testa.
Il punto zero.  un'espressione che viene usata a volte per indicare una linea dove si incontrano due maree, formando cos un'acqua immota laddove ci si sarebbe potuti aspettare una corrente. Non so trovare parole migliori per descrivere la nostra situazione. Point non plus, forse? Vedete dunque che non  questione che noi si punti o meno verso il Sud America. Immagino intendiate il Rio de la Plata. Non possiamo procedere in tale direzione. E, ancora di pi, siamo convinti che non potremmo attraccare in alcun punto del Capo di Buona Speranza. Ci siamo portati troppo a sud...
 stato lui, gli venga un accidente, a portarci troppo a sud!
Charles si rivolse al signor Bent.
Prendete nota, signor Bent, che esprimo totale disaccordo con l'espressione del signor Talbot circa il nostro comandante.
Preso nota, signore.
Ma ci sono navi che vanno ancora pi a sud di questa! Buon Dio, come fanno... via, ci sono baleniere che passano anni nell'Oceano Meridionale!
Non capite. Avete voglia di - non dir "mentire" - ma minimizzare la gravit della nostra situazione di fronte ai passeggeri, oltre che alle altre persone che ci sono a bordo?
Fareste meglio a spiegarvi.
Charles Summers si sedette su una balla, il signor Bent su quella che sembrava l'estremit di una panca e io mi appoggiai
alla mia balla, con la lanterna posata sul basamento dei cronometri che ci illuminava tutti e tre fiocamente.
Risale... oh, per quanto concerne la nave, risale alla sua epoca di costruzione!
Di queste navi, signor Talbot, si afferma che venivano costruite a un tanto al metro e spolpate come si deve!
La costruzione difettosa  persino troppo comune nelle navi da guerra, signor Talbot. I bulloni passanti in rame a volte non sono costituiti altro che da una capocchia finta all'esterno e uno spillo all'interno. Capite: si risparmia tutto il rame che ci sta di mezzo e si riempiono le tasche di qualcuno. Di norma, naturalmente, sono cose che non si scoprono finch la nave non va a pezzi.
Il signor Bent esib un sorriso radioso.
O in mare, naturalmente, signore, quando i fori cominciano a sprizzare acqua, ma sono casi che non pervengono molto di frequente a essere riferiti nei rapporti!
Gli uomini sono capaci di fare simili cose? E sarebbe... il nostro...
Non sappiamo se questa nave abbia difetti del genere. Non si sono rivelati in dettaglio. Ma ci sembra che abbia troppo moto, che abbia sputato troppo le stoppe per essere sana nella struttura principale, e inoltre  vecchia. Ora, Edmund, aggiungete a tutto ci il fatto che il vento ha deciso di cambiare di non meno di una dozzina di punti proprio nel momento in cui un ufficiale indegno, il vostro amico Deverel, se l'era svignata sotto coperta per farsi qualcosa di forte, lasciando la plancia affidata a una povera creatura... un aspirante guardiamarina...
Willis.
... che non diventer mai un buon marinaio, campasse cent'anni.
Volete continuare voi, signor Bent, o posso farlo io...? Non siamo neanche a met, Edmund.  stata presa a collo, mentre qualsiasi ufficiale competente avrebbe saputo impedirlo. E stata messa fuori assetto e avrebbe anche potuto scuffiare, se non avessimo perduto gli alberi di gabbia. Ma anche cos l'albero di trinchetto si  mosso nella scassa e l'ha spezzata. Osservatelo, Edmund, e vedrete la noce - l'estremit superiore di quanto ne rimane - che descrive un piccolo cerchio. Quindi l'albero di trinchetto non possiamo usarlo, e in virt di un equilibrio di forze che vi risulter subito evidente, non possiamo di conseguenza
usare nemmeno quello di mezzana. Ora, badate. Lo stesso vento che ci ha storpiato, ci ha anche spinti indietro, inermi come eravamo, in acque pi calde. L siamo rimasti fermi, e le alghe sono cresciute. Il che ci rende ancora pi inermi. Risultato di tutto ci, come capirete,  che non abbiamo scelta. Possiamo soltanto andare pi o meno dove veniamo spinti.
Ma che cosa accadr.  dunque tutto perduto?
Niente affatto. Sottomettendoci, obbedendo alle forze della natura, possiamo avere la meglio su di esse.
E anche l'equipaggio, signore, per non parlare dei passeggeri. Quindi a maggior ragione, come sapete, propongo che si prendano provvedimenti per le alghe...
Posso concludere ci che ho da dire, signor Bent?
Vi prego di scusarmi, signore.
Benissimo. Dunque, Edmund. Avete mai visto un atlante con tracciate le linee che mostrano le rotte consigliate di una nave tra un punto e un altro?
No.
Lo troverete curioso, credo. Per esempio una nave diretta in India non prender la rotta diretta dal Capo attraverso l'Oceano Indiano, ma far una grande curva che la porter vicino all'Australia...
Quindi potremmo imbatterci di nuovo nell'Alcyone!
Charles sorrise, ma scosse il capo.
Mi dispiace, Edmund, credetemi! Ma ci non accadr. Utilizzeranno il vento e scarrocceranno, come dobbiamo fare noi. La rotta che dobbiamo prendere dal nostro punto zero ci porta di nuovo nel grande Oceano Meridionale. L i venti dominanti cambieranno, soffiando da ovest. Ci ci spinger verso l'Australia. Come vedete, cedendo a ci che deve essere, possiamo raggiungere la nostra destinazione.
Sar come andare in discesa, signor Talbot, quando non si pu salire e in ogni caso si desidera scendere. Scenderemo gi gi fino agli Antipodi!
Capisco. No, signori, credo veramente di capire.
Sar un viaggio lungo, Edmund.
E potremmo affondare?
I due ufficiali si scambiarono uno sguardo. Quindi Charles si rivolse a me.
Posso fidarmi di voi? Ebbene: s. Potremmo affondare.
Non replicai nulla, ma cercai di cogliere a fondo il senso di
questa informazione spoglia, per trasformarla in una sensazione, riuscendoci pi in fretta di quanto immaginassi. Mi paralizzai, come quando Jack Deverel mi aveva armato di sciabola da arrembaggio. Ma Summers ridacchi.
Su, Edmund! Non sar oggi n domani, e potrebbe non essere mai... con l'aiuto di Dio!
E dei cronometri, signore. Non scordatevene.
Charles Summers ignor il giovane in un modo che gente non usa al servizio a bordo avrebbe trovato offensivo.
Non riteniamo opportuno che questa informazione venga resa largamente nota tra passeggeri ed emigranti.
Eppure ci siamo comportati abbastanza bene quando abbiamo allestito una difesa contro quella che poi si  rivelata l'Alcyone!
Era una situazione improvvisa, disperata, e si  conclusa in poco tempo. Questo invece  un pericolo di diverso grado. Abbatterebbe tutti, tranne gli spiriti pi forti... come se l'effetto di questo moto non fosse gi una prova sufficiente!
Sono d'accordo, Charles. Ma ci mi mette nei guai. Devo riferire a quello stupido comitato, non posso ignorarlo... ma adesso so troppo!
Forse, signore, il signor Talbot potrebbe fare sua la mia metafora, dicendo loro che intendiamo procedere fino a destinazione in discesa.
Charles gli rivolse un sorriso smorto alla luce della lanterna.
Un certo grado di ignoranza tra i signori al momento  certamente opportuno, e il signor Talbot  pari al compito, credo.
Ma, per il diavolo, che cosa devo dire?
Be', che cambieremo rotta verso sud, cos si sentiranno pi tranquilli...
Suggerisco, signore, che il signor Talbot faccia cenno alla cima scorticatoria.
Se dico loro che non possiamo raggiungere n l'Africa n il Sud America, temeranno giustamente il peggio. Se dico che il comandante Anderson non vuole, e basta, potrebbero anche credermi, e incolparlo di sottometterli arbitrariamente a questa prova e a un effettivo pericolo!
 effettivamente una situazione difficile. Forse il compito va al di l delle vostre possibilit... oh, non sollevate il mento in quella guisa di antico romano, Edmund! Confido che farete
del vostro meglio, ma, credetemi, tale meglio non sarebbe altro che un'esibizione della vostra ignoranza...
Ci che il primo ufficiale intende dire, signor Talbot,  che dovreste confondere un po' le acque, limitandovi ad assicurare loro che andr tutto bene e che stiamo facendo del nostro meglio, date le circostanze. Devo riconoscere che la prospettiva dell'Oceano Meridionale mi spaventa! Balleremo al massimo grado. I rapporti dalla zona costituiscono una lettura spaventevole. Vi si scrive di mari che simili non si conoscono altrove nel mondo. Anche in una nave ben equipaggiata...
Stiamo scarrocciando come una vecchia ciabatta.
Charles in effetti si mise a ridere, ma non fu un suono allegro.
Le loro signorie dell'Ammiragliato hanno fatto bastare ci che hanno potuto trovare. A causa della disattenzione del vostro amico signor Deverel ora non disponiamo pi degli alberi di gabbia, per in compenso abbiamo dei sostituti che non sono meglio di manici di scopa, un albero di trinchetto incrinato e una nave che  stata messa malamente fuori assetto.
E tese entrambe le mani a mostrare un movimento di torsione.
Il comandante Anderson avrebbe dovuto rifiutarsi di assumerne il comando!
Il signor Bent scosse il capo.
A un comandante che rifiuta una nave non ne viene assegnata un'altra.
Charles gli si rivolse.
Prendete nota, signor Bent, che non ho critiche da rivolgere al comandante Anderson.  un bravo marinaio. Siete fortunato, signor Talbot, a trovarvi nelle mani di un simile ufficiale. Se desiderate cercare colpe, mirate piuttosto ai funzionari dell'Ammiragliato, che con la massima indifferenza vi buttano in una simile, simile...
Ho sentito il signor Talbot usare l'espressione "carcassa", signore.
Proprio, signor Bent. E un'espressione usata dal signor Talbot.
Che cosa devo fare?
Spiegate che ci disimpegneremo un po' dal vento, dirigendoci al massimo della velocit possibile verso sud, dove potremmo trovare vento stabile su uno o sull'altro dei quarti.
E il moto sar meno forte?
Gli ufficiali tornarono a scambiarsi uno sguardo.
Il primo ufficiale concorderebbe sull'espressione "sar diverso", signor Talbot. E dunque sarebbe il caso di servirsene. "Diverso".
Be', sono pi che pieno di buona volont di fare qualsiasi cosa, in questa situazione di emergenza. Desiderate che mantenga il tono del salone passeggeri a un livello di amabilit e piacevolezza? Allegro?
Per amor del cielo, signor Talbot, vi vedo gi aggirarvi per tutta la nave con una tale aria di allegria demente da provocare un tremendo sconcerto in tutti!
Che cosa devo fare, allora? Non posso non fare nulla!
Non fate apparire alcun cambiamento nella vostra condotta. Siate come eravate prima delle... ferite. L'unico risultato sar rappresentato dalle congratulazioni per la guarigione.
Essere com'ero? E com'ero?
Segu una pausa, poi all'improvviso Charles e il signor Bent furono presi in un accesso di risa, il primo, addirittura, quasi con un tocco di isterismo. Mai prima di allora lo avevo visto in un simile stato. Erano lacrime quelle che gli lucevano sulle guance, al lume della lanterna. La testa sulle ginocchia, tese una mano e la pos sulla mia. Io, all'inusuale contatto, trasalii, cos che torn a ritirarla, tergendosi le lacrime dal volto con il dorso.
Vi prego di scusarmi, signore. Il vostro attuale spirito di cooperazione, o forse dovrei dire complicit, mi aveva fatto dimenticare quanto potete essere suscettibile. Signor Bent, come suggerireste che il signor Talbot debba comportarsi, perch gli altri nostri passeggeri non avvertano alcun cambiamento nel suo atteggiamento?
Il sorriso del signor Bent divenne pi largo. Si spinse all'indietro i capelli biondi con entrambe le mani.
La mia conoscenza con questo gentiluomo risale a breve tempo, signore, tuttavia ho sentito parlare di "Lord Talbot". Un atteggiamento altero, per non dire altezzoso...
Be', signori, vedo che avete deciso di farmi la paternale. Non  invero facile per una persona della mia statura esibire il giusto portamento in questo mondo di mozzi di coperta e di marinai grassocci e tozzi. Se se ne va attorno cercando di nasconderla, appare curvo come un vecchio storpio, mentre se sta diritto come Dio comanda e tiene lo sguardo orizzontale, continua a fracassarsi il cranio e a inciampare... dannati tracagnotti, vi venga un accidente!
Questo viaggio costituir la vostra formazione, signor Talbot. A volte intravedo persino in voi un lungo filo di umanit, come se foste una persona comune, come tutti noialtri!
E allora, visto che siamo tutti persone comuni, vedete di mettermi a parte di qualche informazione in pi. Si , per esempio, fatto cenno ai cronometri.
S, certamente. Lo sapete che essi ci rendono possibile misurare il nostro moto a est e ovest? La nostra longitudine? Con la nave in queste condizioni, stiamo pertanto discutendo l'opportunit di portarli sul ponte. Tuttavia... L'onda! Quale onda?
Be', quella che abbiamo... che la nave... ha dentro di s. Quella che ho sentito mentre cercavo a tentoni di raggiungervi. Non c' nessuna onda all'interno della nave, Edmund. Prima di consentirle di raggiungere un tale stato, metteremmo tutto l'equipaggio a pompare...
E anche i passeggeri, signore, a turni successivi di quattro ore...
Gi avremmo tamponato il fondo con le vele e saremmo occupati a gettare fuori bordo i cannoni! Quella non era un'onda. Sopra la nave  caduta molta acqua. I nostri ponti hanno sputato le stoppe, per cui un po' di quest'acqua  filtrata attraverso il ponte... perch non tutta l'acqua piovana e la spuma scorrono direttamente nel pozzo di sentina. A un piano o all'altro forma una pozza creando disagio, ma niente di pi.  roba di poco conto in rapporto al vero pericolo che ci troviamo di fronte. C'era la faccenda del grano, signore. Ne abbiamo buttate a mare alcune tonnellate, signor Talbot. Era umido e si stava gonfiando. Questo costituisce gi di per s un bel problema.
Il signor Talbot potrebbe anche fare cenno alla cima scorticatoria, signore. La prospettiva di un aumento di velocit potrebbe in qualche modo servire a rendere un po' pi tollerabile il disagio. Guardai Charles fisso negli occhi.
Mi sono dunque sbagliato nel pensare che la nave faccia tanta acqua che tra un pompaggio e l'altro un'onda spazza avanti e indietro la sentina?
Segu una lunga pausa. Charles Summers si port una mano alla bocca e poi torn a levarla via.
Non c'era nessuna onda. Gli orecchi vi hanno ingannato.
A quel punto tocc a me fare una pausa. Quindi...
E la cima scorticatoria?
Il signor Bent ha convinto il comandante Anderson che potremmo servircene qui in alto mare, per liberare la nave dalle alghe. Io, al riguardo, eseguo ci che mi viene ordinato. Dopo di che passeremo alla mia proposta di legare strettamente lo scafo con tutti i cavi che potremo destinare all'impresa. L'operazione, se adeguatamente eseguita, rafforzer la nave.
Capisco. Un interminabile periodo di pericolo persistente... forse la prospettiva di una catastrofe. E tutto ci per una carriera! E, ahim, per... ma non c' veramente nient'altro che si possa fare?
Potreste pregare.
Come faceva Colley! Non mi far mettere in ginocchio a forza!
Mi tirai in piedi. Al di l dell'albero di maestra comparve una luce come di alba.
Che cos' quella luce?
Il cambio della guardia. All'inizio, i marinai puniti devono scendere a pompare per un quarto d'ora.
La luce aument. Gli uomini si disposero in fila accanto a lunghi manici che sporgevano su entrambi i lati dell'albero. Quindi cominciarono a muoverli in su e in gi con una sorta di moto di piegamento-distensione.
Credevo che le pompe facessero un rumore metallico.
Quando succhiano a vuoto. Queste invece aspirano acqua.
Devo ringraziarvi, signori, per avermi concesso la vostra fiducia. Non ne abuser.
Con il vostro permesso, signore, far luce al signor Talbot fino al quadratino.
Siete gentile, signor Bent.
Non c' di che, signore. Sempre a vostra disposizione, signor Talbot...
E io alla vostra, signor Bent...
Il giovane ufficiale mi fece molto cortesemente cenno di seguirlo.
Dio, signor Talbot, questa nave si inarca come un bastone incrinato.
Si inarca, signor Bent?
E si insella, anche. Di seguito. Piegata in su a mezza nave, e poi piegata in gi sempre a mezza nave.
Come chi cercasse di spezzare un bastone pieno di linfa.
Proprio cos, signore. Inarcata sulla cresta e insellata nel cavo d'onda.
Non l'avevo notato.
Be',  naturale. Non  possibile rendersi conto che il moto  eccessivo, a meno che non si sia fatto uno studio sul medesimo.  come il moto della luna, signore, che probabilmente ritenete sia una semplice curva nel cielo, mentre invece  infinitamente complesso. Ho qualche volta fantasticato che la luna sia una nave con tutto il legname che cigola, che si inarca, si insella, rolla, beccheggia... messa malamente fuori assetto e perci non pi nemmeno un unico pezzo in movimento... proprio come il nostro presente vecchio mucchio di guai.
Ecco dunque perch George Gibbs ha buttato gi un bicchiere del mio brandy, mettendocene sopra un altro di rum! Seguire la corsa del fasciame, figurarsi! Sono convinto che fingesse di lavorare dove sapeva che c'era da bere, deducendo dai segnali dei visceri una paura fottuta circa il modo in cui questo scafo lavorava! Verr a rapporto da voi?
Dal primo ufficiale, e dovrebbe averlo gi fatto. Io sono il pi semplice dei subalterni.
Non appare cos evidente. Sareste tanto cortese da venire nella mia - gabbia, stavo per dire - a prendere un goccio di quel poco di brandy che Gibbs ci ha lasciato?
Sono di servizio, signore, e devo tornare dal signor Summers. Ma un'altra volta, avec beaucoup de plaisir!
Si pass una mano nei riccioli, vi premette sopra il cappello, port la mano al saluto, come se avesse intenzione di toglierselo - le lanterne del quadratino, quasi fossero impregnate degli usi del servizio a bordo, assunsero tutte quante la stessa angolazione della sua mano - quindi fece dietro front per inerpicarsi l da dov'era venuto. Il signor Askew era ancora seduto a ridosso della nostra parete di legno. Mi guard di sottecchi.
Ho sentito che avete spifferato di George Gibbs a quell'ufficiale. George non ne sar affatto contento.
Gli diedi la risposta pi breve che mai avessi dato in vita mia, dal momento che il moto sembrava essere ulteriormente aumentato.
Non sar l'unica cosa di cui si trover a non essere contento!
Quindi rimontai per quelle scale che sembravano impregnate
dello spirito dello stesso mare piuttosto che degli usi del servizio in mare, visto che bisognava non tanto inerpicarcisi quanto colluttarci. Il moto era invero aumentato, ma non tardai a capirne il motivo. Dove avevamo tenuto la nostra riunione, ovvero nei visceri della nave, ci eravamo messi a sedere attorno ai cronometri, che dovevano essere tenuti nel punto di minor moto. Ora invece da quel punto mi stavo allontanando, esponendomi alla furia di vento, acqua e legno, non rappresentando nella mia rispettabile persona in alcun modo un oggetto prezioso come tali orologi di delicata fattura! Quando ebbi finalmente raggiunto la mia gabbia, mi dolevano i polpacci, rappresentando tuttavia soltanto la debolezza pi evidente in un corpo improvvisamente stancato dalle tensioni provocate dal moto, dal malessere e da una mente percossa da troppi eventi. Mentre mi avvicinavo alla porta sentii un improvviso rumore di strusci provenire dall'interno. La spalancai di botto.
Wheeler! Che diavolo! Mi state ossessionando!
Stavo solamente pulendo, signore...
Per la terza volta in un solo giorno? Quando ho bisogno di voi, vi chiamo!
Signore...
Fece una pausa, poi si espresse in quella che posso solamente definire la sua altra voce, una voce che conteneva in s una curiosa traccia di un'altra societ, di altri luoghi e costumi.
Sono all'inferno, signore.
Mi sedetti nella poltroncina di tela.
Che cosa significherebbe?
Wheeler, diversamente dagli altri servitori della nave, aveva di norma un atteggiamento sottomesso, per non dire teso a ingraziarsi l'interlocutore. Mai prima di allora aveva sollevato lo sguardo a fissare direttamente nel mio, come invece fece in quel momento.
Buon Dio, giovanotto, avete visto uno spettro? No! Non rispondete!
All'improvviso il moto pendolare contro cui stavo combattendo, tanto lontano dall'immobile centro, accanto ai cronometri, mi sopraffece. Mi gettai letteralmente al secchio sotto la tazza di tela e vi vomitai. Quindi, per qualche tempo - come sapr chiunque soffra di un simile stato -, non fui tanto consapevole quanto nauseato di ci che mi circondava. E finalmente mi distesi a faccia in gi nella mia cuccetta, augurandomi la morte. Wheeler doveva aver portato via il secchio. So che torn con esso e so che rimase l. Penso che abbia tentato con ogni mezzo di farmi provare gli effetti dell'elisir e devo supporre di avere a un certo punto ceduto, accettando la dose con il suo solito effetto magico. Credo che Wheeler abbia passato tutto il tempo in cui fui privo di conoscenza seduto nella mia sedia, perch ne ho una memoria di sogno. La prima volta che affiorai dalle avviluppanti visioni provocate dall'oppiaceo, fu l che lo vidi. Era abbandonato di sbieco nella poltroncina, con la testa appoggiata sul bordo della mia cuccetta, in una postura di totale sfinimento.
...
.
...
CAPITOLO 13.
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...
Ancora pi tardi mi svegliai con un certo mal di testa e un sapore infame in bocca. Wheeler era tuttora l nella mia cabina, ma in piedi. Lo rimbrottai, ma non se ne and. Quindi mi tirai a sedere, scoprendo che pi o meno riuscivo a sopportare il moto della nave.
Penso, Wheeler, che sarebbe il caso vi spiegaste. Ma non ora. Acqua calda, per favore. Tiratemi fuori una camicia pulita... che cosa aspettate?
Si lecc le labbra. La nave strabalz improvvisamente in una spaventevole interruzione dell'implacabile moto del pendolo. Wheeler barcoll. E sarebbe caduto se non si fosse afferrato al bordo della mia cuccetta.
Che cosa vi succede, giovanotto?
Mi spiace, signore. Una camicia pulita, certo. Questo cassetto... qui, signore. Ma quanto all'acqua calda...
Be'?
La caldaia  spenta, signore. Dubito che l'acqua possa venire pi che tiepida.
E anche del caff. Caldo.
I suoi occhi si erano puntati in una direzione lontana. Qualsiasi cosa pensasse, si sarebbe in ogni modo detto che non gli piacesse.
Wheeler!
S, signore. Potrei chiedere a Hawkins di mettere un tegame sulla cucina del comandante.
Benissimo.
Che mondo  una nave! Un universo! Per la prima volta in tutto il viaggio mi era venuto in mente come l'acqua calda, per non parlare di un pasto caldo, implichi un fuoco, mentre quest'ultimo a sua volta implica, eh be', mattone refrattario, metallo, quello che si voglia, una qualche sorta di camino o canna fumaria! Per tutte quelle settimane l'equipaggio aveva proceduto alle proprie attivit, della cui conoscenza ero privo! Solamente quel giorno, o forse il precedente, diverse parti della nave erano comparse per la prima volta nel mio campo visivo... e a volte quasi rovesciate, come in un telescopio!... i cronometri nei loro basamenti, la santabarbara, le pompe a poppa dell'albero di maestra e a prua del medesimo... io che una volta, molto tempo
fa, avevo deciso di diventare un maestro dell'arte marinaresca! Ero irritato con me stesso per aver consentito a Wheeler di darmi l'elisir, come potrebbe essere irritato chi, avendo giurato di rinunciare all'alcol, si trovasse in preda agli effetti di una gozzoviglia. Sentivo di avere bisogno di ripulirmi! L, in una nave che avrebbe potuto rappresentare la mia morte, mi sentivo insozzato da sudiciume vero e proprio, dall'elisir, dalla mia incapacit di dare forma alle circostanze... e tutto a causa della lontana visione di Marion Chumley! Avremmo potuto affondare, ma la mia mente tornava a lei!
Wheeler torn, ma a mani vuote.
E adesso che cosa c'?
Il fuoco del comandante  spento, signore.
Che diavolo... voglio dire, perch  spento?
Visto che  probabile si rimanga in mare pi del previsto, il comandante ha ordinato di spegnerlo e di risparmiare il combustibile per la cucina della nave, signore.
Il comandante Anderson? Che si priva del fuoco a beneficio dei passeggeri?
Per l'equipaggio, ha detto Hawkins, signore.
Non lo avrei mai creduto!
Il comandante Anderson  un bravo comandante, signore, nessuno lo nega.
Volete dire che abbaia ma non morde?
No, signore. Morde assai pi di quanto abbai, che gi basterebbe. Quindi niente da bere, signore. Sono venuto per dirvelo. Ho chiesto a Bates di procurarcene un po' dalla cucina della nave, ma non sar pi che tiepida.
Quindi si ritir, ma sono sicuro che non and pi in l del corridoio. Mi sedetti dunque nella poltroncina ad aspettare, in una confusione di testa e circostanze. C'era il mio sudiciume, interno ed esterno. C'era il moto della nave, il pendolo che, se pure non mi nauseava pi, costituiva comunque sempre una prova affaticante, minuto dopo minuto. C'era Jack Deverel il Focoso, ora libero dove anelavo tanto disperatamente a essere io, nell'altra nave, quella bella creatura selvatica...
Avvertii una strana sensazione ai piedi nudi. Davvero, buon Dio, il fasciame era vivo! Vi si avvertita un movimento formicolante e quasi muscolare! Fu una scoperta ancor pi sconcertante che il moto brutalmente irregolare prodotto in tutta la nave dal passaggio delle onde sotto di essa.
Arriv Wheeler, che mi porse una tazza di caff. Era appena appena tiepido, ma lo bevvi ugualmente. Quindi Wheeler vers un po' di acqua nel mio lavabo di tela, e io abbandonai il caff nella mia smania di lavarmi. In preda a un'autentica frenesia di pulito mi strofinai tutto in un'acqua che fu in breve sudicia e al tempo stesso gelida, come se cos facendo avessi potuto liberarmi non soltanto del mio duplice insozzamento, ma anche del sudiciume della nave e delle confuse e spaventevoli condizioni della medesima. Mentre mi facevo passare tra le gambe nude il davanti e la coda - puliti - della camicia, mi sentii me stesso come forse non mi ero pi sentito dal momento in cui uno starter mi aveva colpito sul dorso e al capo. Mi vestii, quindi aprii questo libro e diedi una breve occhiata a ci che vi avevo scritto. Presi anche dal cassetto il pacco in cui era contenuta la cronaca della prima parte del nostro viaggio, soppesandomelo tra le mani e chiedendomi se fosse il caso di aprirlo onde procedere a una lettura critica di tutto ci che avevo scritto. Ma la prospettiva di dover rifare il pacco mi spavent.
Oh, il giovane pieno di fiducia in s, che era montato a bordo, serenamente determinato ad apprendere tutto e tutto tenere sotto controllo! In prospettiva trattava questa tremenda spedizione, questa avventura, quasi fosse quella in una vettura di posta, con una conclusione certa, simile a quella di un viaggio da Londra a Bath! Avrebbe raggiunto la baia di Sydney movendo a ritmo regolare su un mare piatto, dentro un capolavoro di costruzione navale. Invece la guerra era terminata, la nave si era rivelata marcia come una mela vecchia, Deverel e Willis messi assieme avevano consentito alla suddetta mela... alla nave... alla vettura di posta... di perdere una ruota, l'Alcyone lo aveva messo a giorno della situazione e colpito con un fulmine, cos che ora conosceva i morsi della passione, della separazione, della gelosia...
Deverel! Jack il Bello!
Dopo qualche tempo, non so quanto, tornai in me come un tuffatore riemerso in superficie. Scrutai nel mio specchietto un viso troppo alterato. Allora, esaminando quell'apparizione cerea e smunta, pensai tra me che il mio padrino sarebbe stato al tempo stesso divertito e critico del mio comportamento. Edmund innamorato della giovane sbagliata... della giovane impossibile... eh, be', s, il vecchio cinico avrebbe preferito che avessi attentato alla virt di Lady Somerset! E poi, per soprammercato,
Edmund con ogni probabilit destinato ad andare a fondo sulla nave sbagliata...
Quasi la nave sbagliata sapesse che l'avevo insultata, il fasciame sotto i miei piedi ebbe un sobbalzo.
Sicuramente...
Mi interruppi. Quindi mi dissi silenziosamente che dietro quel sicuramente pronunciato a met, sfuggitomi dalle labbra senza la mia volont, c'era qualcosa che non capivo. Non era tanto un pensiero, quanto una sensazione, che io avrei dovuto essere in grado di fare qualcosa a proposito di ci che ci affliggeva, e che se io non lo ero, allora avrebbe dovuto esserlo qualcuno. Ci si creda o no, i miei pensieri presero a centrarsi sul nostro tetro comandante. In definitiva un comitato, per quanto ad hoc, voleva che avessi un incontro con lui! Avevo obbedito alle mie proprie istruzioni e mi ero incontrato con Charles Summers, ma ora avrei obbedito alle loro! Chiamai dunque a gran voce Wheeler, il quale apr la porta quasi prima ancora che avessi pronunciato il suo nome, per stiparmi e allacciarmi nell'incerata. Tuttavia, mentre oltrepassavo con gli stivali di caucci la soglia, tutta la nave mi sfugg davanti. Procedetti dunque pesantemente, piegato come un marinaio, verso la mezzeria. Non so se fosse la mia immaginazione o meno, ma mi parve di sentire qualcuno che singhiozzava nell'ultima delle gabbie sul mio lato del corridoio. Rimasi in piedi nella mezzeria, retto alla paratia frontale della poppa. La nave aveva invero accelerato il rollio. Il suo moto era adesso una sorta di irritazione costante, contenente in s di quando in quando un soprassalto quasi di impazienza o piuttosto di ira furibonda. Pioggia e spuma, che volavano orizzontali sopra il capodibanda di sopravvento, mi colpivano in viso come scariche di schioppo da caccia. La nave si sollevava a ogni onda, quasi fosse in grado di avanzare, ma poi tornava diritta praticamente nello stesso punto di prima. Le vele - pioggia e spuma che filtrava dalla bugna - tese com'erano sull'immenso e solitario albero maestro, apparivano una risposta penosa all'impulso del vento. Eppure, a dispetto di un tempo tanto infernale, sul castello si vedevano svolgere molte attivit a base di cime di diversa dimensione. Si stava evidentemente cercando di compiere alcune operazioni con cavi, anche se non ero assolutamente in grado di capire di che cosa si trattasse. Gli uomini sembravano passare moltissimo tempo sott'acqua, tanto che fui lieto di essere un passeggero e non un ufficiale, per non
dire un marinaio. Feci dietro front e presi a montare verso la poppa. Sopra e a poppa della ruota, con i suoi due timonieri lustri d'acqua, parzialmente visibile al di l del parapetto prodiero del suo ponte, stava il comandante Anderson. Indossava una frusta incerata con piovano e, quasi indifferente a una tazza d'acqua, teneva uno sguardo imbronciato fisso nell'occhio del vento. Stavo procedendo con cautela ad aggirare gli uomini alla ruota, quando si accorse di me. E sorrise! Fu una visione tremenda, un istantaneo balenare di qualche dente, come se qualcuno avesse gettato un ciottolo giallo nella sua tetraggine. Aprii la bocca, ma lui si stava gi voltando da un'altra parte. Lo seguii, correndo rischiosamente su per la scala al fine di trattenerlo, ma quando ebbi finalmente raggiunto il ponte, era gi balzato nella sua scala interna personale, scomparendo. Un messaggio chiaro. Alla larga! Pure mi aveva rivolto un sorriso, per quanto breve e artificioso, cosa mai avvenuta prima.
Come in un sogno mi parve di vedere dei capelli biondi, una carnagione fresca, e sentii la voce del signor Bent dire: Suggerirei, signore, che, data la situazione di difficolt, salutaste sempre i passeggeri in tono allegro. Una volta convinti che lo stesso capitano abbia motivi di preoccupazione, invece, diventerebbero un'inesauribile fonte di guai!
Avrebbe osato? Oh, s, credo proprio che un giovane ufficiale che aveva avuto il coraggio di attentare alla virt della bella Lady Somerset, mentre il marito non stava facendo pi che il proprio giro di guardia, doveva essere ardito al limite della temerariet!
Di guardia c'era il nostro minuscolo ufficiale di rotta, signor Smiles. Ora che il comandante era sceso sottocoperta, venne l dal fianco di dritta, mettendosi in piedi in faccia al vento.
Be', signor Smiles, come vedete sono guarito e non vorrei essere in nessun altro posto nemmeno per mille sterline!
Il signor Smiles mi esamin il viso in maniera distaccata, quasi fosse all'orizzonte. Aveva gli occhi cerchiati di rosso a causa della spuma. Quindi si sollev un dito alle labbra, come per ordinare silenzio.
Che cosa significa, signor Smiles? Mille sterline, ho detto. Adesso vi spiego, signore. Dopo aver subito alcune botte sulla testa, pensavo di essere fuori di sentimenti, ma gi sotto coperta c' un autentico pazzo, il quale, in tutto questo trambusto salato, crede di poter comperare la salvezza!
Il signor Smiles si tolse il dito dalle labbra.
Ci sono navi, signor Talbot, in cui sono matti cani e porci; tutti, tranne uno.
Se devo dirvi la verit, sto per arrivare alla conclusione che chiunque scelga questa tremenda desolazione come dimora e professione, deve essere matto, per cui  del tutto possibile che abbiate ragione! Come rolla, questa nave... diavolo, passo il mio tempo a saltare come uno scimmione da un passamano all'altro. Mi fa stupore che riusciate a mantenere l'equilibrio in quel modo e a trattare il moto con tanta indifferenza.
L'ufficiale di rotta non rispose, tornando a osservare il mare. Sembrava intento a ispezionare ci che si poteva vedere di quella vasta estensione arruffata, come se fosse alla ricerca di un passaggio. Mi venne allora in mente che la mia conversazione con lui non costituiva soltanto un'infrazione alle Disposizioni Permanenti del comandante, ma una vera e propria frantumazione delle medesime. Forse era per tale motivo che costui si era messo un dito sulle labbra! I tempi e il clima erano cambiati! Comunque non intendevo in alcun modo rendere la nostra posizione pi complicata di quanto gi era. Quindi feci un cenno di saluto con la testa al signor Smiles e tornai a dirigermi verso il corridoio, avendone abbastanza della freschezza dell'aria aperta.
Vidi Wheeler infilarsi alla chetichella nella mia gabbia. Non ne potevo pi di lui, per cui mi servii dei corrimano disposti sulle pareti delle gabbie per raggiungere il salone. Dove tuttavia il comitato non c'era, se si eccettuava il minuscolo signor Pike. Mi dispiace dover dire che crollai sulla panca sotto la finestra di poppa, rimanendo l con la testa posata sul tavolo.
State male come tutti gli altri, signor Talbot.
La mia risposta fu rappresentata da un grugnito. Ma quello continu:
Non l'avrei mai pensato di voi, signor Talbot, ma d'altra parte siete rimasto ferito. Confido che la vostra testa vada meglio. Io stesso sono andato a sbattere con la mia contro l'architrave, quando la nave ha rollato, ma adesso sto meglio. Lo avete visto il signor Summers?
Dov' il comitato?
C' troppo moto per loro. Il signor Prettiman  stato vittima di una brutta caduta. Ma se volete vado a chiamarli.
Scossi il capo. Aspetter che si siano ripresi quanto basta per presentarsi in pubblico. Ritengo che Bowles sia un uomo di qualit superiori.  dotato di quella che i romani avrebbero definito "gravitas". Ne sono sorpreso.
Non  il caso, signore. Ha studiato legge.
Era assolutamente straordinario quanto in fretta il minuscolo Pike fosse capace di annoiare.
Dovreste essere a riposare come gli altri, signor Pike.
Oh, no. Non subisco molti scossoni, sapete? Essendo basso di statura e leggero, se perdo l'equilibrio, di solito ce la faccio a rimettermi su. Non come il povero signor Brocklebank, che con questo tempo non osa nemmeno uscire dalla cuccetta se non per... Sapete, signore, che preferisco stare qui seduto, a parlare con voi, piuttosto che rimanere con i miei? E terribile, assolutamente terribile, lo so, ma dopo un po' non ce la faccio proprio pi, per quanto sia pieno d'ansia e per quanto li ami.
Pieno d'ansia? E perch mai?
Non riposano veramente, signor Talbot. Ogni tanto si mettono a giocare nel letto... nella cuccetta, nella cuccetta di sopra, signor Talbot, alle due estremit. Giocano, come ho detto, ma poi sono lacrime, e sembra andare sempre peggio. Non giocano per pi di un attimo, e poi rimangono l distese... be', a frignare, credo,  la parola pi giusta, anche se a mia moglie non piace. Non sta bene nemmeno lei, signore. Che cosa dobbiamo fare? Mia moglie sembra credere che io possa fare qualcosa, ed  proprio per quello, a dire la verit, che sono qui, ma naturalmente non posso fare niente. Ed  ci che mi fa pi male.
Mi tornarono in mente le istruzioni datemi da Charles.
Una simile fiducia in voi dovreste trovarla lusinghiera, signor Pike.
Oh, no.
Devo dire che non vorrei essere in nessun altro posto nemmeno per mille sterline!
Non mi chiamerebbe Dicky, signor Talbot? Lo so di non essere dotato di quella cosa che voi dite i romani avrebbero attribuito al signor Bowles...
"Gravitas." Non  il caso di preoccuparsi, signore. C' chi ne  dotato e chi no, e non  che questi ultimi siano i peggiori a causa di tale mancanza. Si  pensato che io stesso ne esibissi una certa dose, ma si tratta di temperamento, non di formazione. Be', signor Pike, vi chiamer Richard, se la cosa vi fa piacere.
Grazie, signor Talbot. E voi, preferite Ed o Edmund?
Potete chiamarmi "Edmund", signor Pike, in questa situazione di emer... nella situazione in cui ci troviamo. Quindi, allegro, amico mio!
Cercher, Edmund. Ma le bambine non sembrano stare meglio, nonostante tutto quello che possiamo fare.
Sull'argomento credo di potervi dare un po' di conforto. Buon Dio, signore, i miei fratellini continuano a rompersi ginocchia o gomiti, o entrambi... cio, tutti e quattro, dovrei dire! Gli vengono coliche, orticarie, raffreddori, come se fossero dei cuccioli.  la crescita, signor Pike, cio Richard, una faccenda dannatamente lunga e penosa, se volete il mio parere!
Dicono che il vento non soffia dalla parte giusta. Il moto della nave...
Il vento pu cambiare, amico mio! Prima ancora di sapere dove siamo, possiamo trovarci a correre con tutto l'agio possibile, come in una vettura di posta! Ors, lo sapete che la Britannia domina i flutti! Non vorrei essere in nessun altro posto...
Io invece credo che la verit sia un'altra.
... nemmeno per mille sterline.
Sta andando a fondo.
Ma via! Gli ufficiali mi hanno assicurato...
Sembra veramente che stiano andando a fondo, un po' pi deboli ogni giorno che passa. Oh, Edmund, non c' proprio niente da fare? Ho pregato il medico di farci trasferire sull'altra nave, anche se non so che cosa ci faremmo in India... ma lui non ha voluto. E questo quando il tempo era bello.
Un vento contrario non pu durare per sempre. Quando arriveremo nell'Oceano Meridionale...
Ma la nave non ce la far, vero?
Ci arriver a poco a poco. I marinai metteranno in funzione la cima scorticatoria per tirare via le alghe e quindi aumentare la velocit. Oh... non avrei dovuto dirlo... Vedete, dunque? Non abbiamo dunque nulla di cui preoccuparci, signore, assolutamente nulla.
Ma c' un'altra cosa, Edmund. Non riesco a togliermi di dosso la sensazione che la nave sia pi bassa sul pelo dell'acqua. Non ho fatto cenno di questo sospetto con mia moglie, ma soltanto questa mattina ho colto il suo sguardo... e ho capito, Edmund! Stava pensando anche lei la stessa cosa!
Scoppiai a ridere, per nulla sollevato dall'aver scoperto come fossi effettivamente in grado di dare un po' di conforto a quel povero individuo irritante.
Siete un bel tipo, Pike! Confesso che quando mi sentivo male e particolarmente gi, anche a me  parso che la nave fosse cos. Ma oggi i marinai non hanno pompato pi di quando stava all'ancora a Spithead!
Lo so, Edmund, e tutto quello che dite  vero. Per Bates dice che nella nave adesso c' pi acqua.
Vi interesserebbe sapere che il primo ufficiale mi ha personalmente detto che non pompano nulla pi di prima? Nella nave c' pi acqua a causa della pioggia e della spuma. Se ne sta dove le pompe non possono raggiungerla... fastidiosa, ma di nessun pericolo! E attenzione: sembra peggio di quello che  a causa del moto. Sotto coperta, una persona non esperta scambierebbe il rumore dell'acqua piovana che si frange, per un autentico rollio di onda che corra da un'estremit all'altra della nave!
 logico che il primo ufficiale vi abbia detto una cosa del genere, no? Intendo dire:  naturale che voglia mantenere tutti calmi per evitare guai. Ma fate bene a dirmi queste cose, Edmund, e in parte vi credo. E lo dir a mia moglie, cercando di trarne il possibile.
Penso che prima di tornare alla vostra gabbia... cabina, voglio dire, buon Dio, caro amico, non siete certamente un coniglio, eh, no! Via... mi sembra proprio il caso di offrirvi qualcosa di forte.
Oh, no, Edmund. Come vi ho detto, mi brucia in gola e mi istupidisce. Ho persino pregato, Edmund, ma non  successo niente. Continuo a pensare al "Soffrite bambini". Non  certamente un bene che siano cos giovani e piccole, vero? Voglio dire, sono le meno in grado di difendersi. Come avete detto voi l'altro giorno, quando pensavamo che quella nave potesse essere francese: per i francesi sono troppo giovani. Ma non posso togliermi dalla testa che non lo siano affatto per Nostro Signore, Edmund, e se ci sfuggono di mano in questo luogo diabolico, in questo deserto, non potrei mai consentire che venissero gettate in mare, non qui: gli salterei dietro...
Pike! Riprendetevi! Richard! Richard, ho detto! Smettetela di farfugliare sciocchezze, amico mio. Chiunque vi scambierebbe per una ragazzina, dannazione!
State distribuendo un po' di conforto, signor Talbot?
Mi misi goffamente in piedi. Era la signorina Granham, che teneva una mano tesa davanti a s e l'altra a reggere le gonne sollevate sopra l'impiantito grondante. Girai pesantemente intorno al tavolo, ma lei raggiunse quello pi vicino alla porta, lasciandosi cadere sulla panca. Un cambiamento di posizione della nave mi scagli letteralmente verso il lato opposto, cos che mi sedetti di fronte a lei.
Signorina Granham, non dovreste proprio! Una dama... dov' il signor Prettiman? Dovrebbe...
La signorina Granham replic con voce stanca:
Sta male, come sto male io. Ma lui  stato vittima di una caduta. Grave.
Che cosa posso fare? Devo andare a trovarlo?
Il signor Pike represse il riso tra le lacrime.
Edmund che visita gli ammalati!
 comico, lo ammetto, signore. Ma d'altra parte ogni cosa comica, nella nostra situazione, non pu che esserci di sollievo.
Pike aggir l'estremit del tavolo pi a poppa e si insacc sulla mia panca. Quasi fosse irritata con lui come lo ero io, la nave ebbe uno scrollone, l'orizzonte seghettato assunse un'angolazione pazzesca nella finestra di poppa e il minuscolo Pike scivol con violenza per tutta la lunghezza della panca, venendomi a sbattere addosso. Quindi, bofonchiata una scusa, torn al suo posto. La signorina Granham l'osserv con aria piena di comprensione.
Migliorano, signor Pike?
Per niente. Non andrebbe a trovarle?
Pi tardi, signor Pike. Credo che dovreste chiedere a vostra moglie di invitarmi. Capisco benissimo il suo stato di pena... ma veramente!
Le spiace moltissimo, signorina Granham, e si  sinceramente pentita del suo poco felice scatto! Sue precise parole. Vi prego!
La signorina si lasci sfuggire un sospiro.
Far quello che posso, ma pi tardi. Ora il signor Prettiman  ferito...
Glielo riferir. E anche quello che avete detto voi, Edmund.
Quindi Pike si tir pi o meno in piedi. Sembrava un uomo in equilibrio sul bordo di un tetto e attese che il suddetto tetto cambiasse la propria infernale idea, inclinandosi dall'altra parte. Quindi usc a ritroso dalla porta, riuscendo a chiudersela alle spalle. La signorina Granham si era allungata all'indietro, tenendosi aggrappata con entrambe le mani al bordo del tavolo. Aveva gli occhi chiusi e sulle guance le scorrevano gocce che avrebbero potuto essere lacrime come sudore.
Speravo di chiedervi un po' di acqua calda, ma il fatto  che ho la voce talmente debole...
Ci vuole poco a provvedere, signora, perch potete prendere la mia. Bates! Bates! Dove siete, giovanotto! Uscite da quella dannata cambusa... Vi prego di scusarmi - non voi, Bates, ma voi, signora - vogliamo dell'acqua calda e immediatamente!
Non ce n'.
Dite "signore" quando parlate con me.
Come vi ha gi detto Wheeler, signore, non ce n'.
La vedremo! Wheeler! Wheeler! Wheeler, ho detto! Ah, eccovi qui. Che cosa vi  venuto in mente di portare dell'acqua calda a un uomo senza dirgli che ne avevano bisogno le signore?
La signorina Granham non  del mio lato del corridoio, signore.
Be', neanche io, adesso che mi sono trasferito!
S, signore, tuttavia...
Dell'acqua calda, Wheeler, e presto! Se necessario, tornate ad accendere quel dannato fuoco e dite a chiunque del caso che  stato per mio, mio...
Siete pi che gentile, signor Talbot, ma vi prego!
State tranquilla, signora. Portatela nella cabina della signorina Granham, Wheeler!
Un po' di acqua calda semplice, sentirsela in bocca, il calore che si diffonde. Ai tempi in cui ero tanto particolare nella preparazione di una teiera, non avrei mai pensato di poter arrivare ad apprezzare l'acqua calda senza t.
Niente t... buon Dio, signora, sono il peggiore, il pi assoluto, il massimo dei massimi, il pi sconsiderato...
Il ponte era momentaneamente orizzontale. Balzai dunque in piedi e percorsi il corridoio di corsa fino alla mia gabbia, dove mi lasciai cadere in ginocchio e mi misi a frugare nel cassetto pi basso, pescandone fuori un pacchetto e tornando di corsa dalla signorina Granham prima che il suddetto ponte avesse l'opportunit di cambiare idea. Fu un gesto, se non elegante, almeno molto lesto, e mi compiacqui di averla fatta una volta tanto in barba al nostro vecchio cassone fradicio di legno, evitando di farmi male.
Eccomi qui, con le mie scuse. T!
Lo avevo messo via il giorno in cui siamo saliti a bordo e, se devo dirvi la verit, non avevo fino a ora avuto molti motivi di ricordarmene. Spero soltanto che l'aria di questo selvaggio oceano non l'abbia rovinato completamente. In climi pi calmi vi ho viste, voi signore, raccolte attorno alla teiera e - come fa? - alla "tazza che allieta ma non inebria..."
Non posso prenderlo!
Santo cielo, signorina Granham!
Teneva la testa rivolta da un'altra parte. Quindi mi porse il pezzetto di carta che aveva estratto dal nastro. Ne riconobbi la familiare calligrafia. Al "Piccolo Duca" dalla "vecchia Dobbie" con affetto, nella speranza che non beva nulla di pi forte.
Oh, Dio, signora, santo cielo! Voglio dire... credetemi... che stupida! Avrebbe almeno potuto piegare il foglio, dannazione... ed eccomi qui che impreco come un soldataccio. Vi prego di scusarmi, signora, veramente, il t non mi piace e lo bevo soltanto per cortesia. Via, la signorina Dobson sarebbe arrabbiatissima se pensasse...  una persona fissata per la disciplina, credetemi! Mi terrebbe nell'angolo un'ora filata se pensasse che... anzi, suppongo che, in questa sede, mi troverei spedito in testa d'albero, se pure ne disponiamo ancora, come del resto credo, visto che il giovane Willis vi passa tanta parte del proprio tempo. Si tratta di una cara amica, come potete certamente immaginare, ma forse un po' troppo legata alla scuola sentimentale...
Signor Talbot.
... soltanto una fanatica poteva insegnare a un bambino a leggere sul Sir Charles Grandison! Riteneva, suppongo, che un esempio tanto perfetto di comportamento cristiano mi avrebbe fatto bene, ma vi assicuro, signora, che quella narrazione, se narrazione  ci che si trova in tutti quei volumi, mi ha segnato per la vita!
NOTA: Charles Grandison: Romanzo di Samuel Richardson, imperniato su un protagonista modello di virt. FINE NOTA.
Pensai per un attimo che la signorina Granham stesse cercando di trattenersi dal ridere. Invece fu anche peggio. Il suo viso appariva contorto nello sforzo, eppure, ci nonostante, le sprizzavano dagli occhi le lacrime. Lacrime del tipo bu-u.  stata la prima e probabilmente ultima volta che mi  capitato di vedere una signora digrignare i denti! Intanto, per, le lacrime continuavano a scorrere. Non so come rendere in questa sede il mio
stupore, per non dire il mio imbarazzo. Quindi prese a battere il pugno sul tavolo.
No! Non mi lascer...
La sua cuffia, tutte le sue spalle ebbero un tremito. Mai avevo assistito a un simile conflitto in una signora!
Oh, Dio! Ma, dico, signora! Non dovete davvero... Non intendevo dire di essere veramente stato costretto a leggere tutto il Sir Charles Grandison! In quel caso s che ci sarebbe da compatirmi! Dubito che l'abbia letto tutto persino il Gran Panjandrum in persona! Non  stato lui stesso a dire che non aveva mai letto un libro fino in fondo? Scommetto il mio cavallo contro uno scellino che pensava proprio a Richardson...
NOTA: Gran Panjandrum: Espressione inventata da Samuel Foote (1720-1777), commediografo e attore inglese, in un suo nonsense. In italiano potrebbe essere tradotta con espressioni come il gran Trombone e simili. Nel caso specifico  assai presumibile che l'autore la riferisca a Samuel Johnson (1709-1784), scrittore, fondatore del celebre Literary Club e compilatore del primo Dictionary of the English Language. FINE NOTA.
La signorina Granham scoppi a ridere. Era un attacco isterico, suppongo, per il quale il rimedio comunemente accettato  un ceffone. Ma il fatto si  che non osai.
Credo, signora, che dovreste permettermi di accompagnarvi alla vostra gabbia... cabina, voglio dire...
Che stupida!
Non proprio... sperava di allevarmi nello stile di Sir Charles, ma non ci  riuscita, come vedete. L'acqua ve la porter Wheeler. Permettete. Una signora  per natura meno in grado di opporsi al moto di un bastimento, e persino i suoi abiti devono rendere tale tentativo ulteriormente difficile, per non dire pericoloso. Permettete, signora.
Si comportava con docilit. Le porsi il braccio, ma chiaramente non bastava. Quindi le presi la mano ma, prima che ci fossimo introdotti completamente nel vestibolo, un movimento della nave mi costrinse a passarle un braccio attorno all'esile vita, e cos la ressi.
Ma a quel punto si present con stupefacente forza un fatto inatteso. Poteva anche portarsi attorno tra i trenta e i quarant'anni, ma era una donna! Inoltre, e per non sottilizzare troppo, la signorina Granham non portava il corsetto! Non c'era alcun dubbio. Buon Dio, la sua vita, il suo seno erano quelli di una
donna giovane! Raggiunsi il vertice dell'imbarazzo ed ero ansiosissimo di farla finita con lei al pi presto possibile. Ma cos non doveva essere. L'altra femmina - gelosa, suppongo direbbe un poeta - di questa recentemente rivelata femminilit, ci aggred improvvisamente come avrebbe potuto fare un cane con una volpe. Il primo moto mi sped a roteare per tutto il vestibolo, cos che fui costretto a usare tutta la forza e l'agilit, di cui non sapevo di essere dotato, per mantenermi - cio, mantenerci - in piedi. Il secondo ci colloc per un istante sull'erta di un monte: in un torrente di montagna per la precisione. Mi afferrai a uno dei corrimano, per impedire a entrambi di precipitare verso quello che almeno per il momento era il basso. Roteammo su noi stessi. Quindi cademmo, dal momento che il corrimano se ne venne con noi, e con noi se ne venne - tremendo a dirsi - anche tutta la paratia, ovvero parete, nell'occasione fatta di compensato sottile. Tuttavia, mentre ci avvicinavamo al tamburo ligneo dell'albero di mezzana, riuscii a girarmi su me stesso, per cui fui io e non la signorina Granham ad andarvi a sbattere con la spalla. Ora per era tutto quel foglio color cuoio, il compensato, a bloccarci. Costretto a lasciar andare il corrimano e per effetto della controspinta a danzare come un pagliaccio che reggesse tra le braccia una bambolina, avanzai a precipizio verso la cabina aperta, la cabina violata. Vi rimanemmo quanto bastava per vedere che vi era distesa una vecchia, con i capelli arruffati dal sudore e gli occhi infossati nelle occhiaie scolorite che ci guardavano pieni di terrore! Non riesco a farmi tornare in mente come abbia fatto io a esibirmi in un inchino e a borbottare qualche espressione di scusa prima che la nave tornasse a spazzarci via. Feci finalmente presa sul corrimano del lato opposto del corridoio, senza sapere quale processo vi ci avesse portati, e lungo il medesimo procedetti, finch fui in grado di scaricare la signorina Granham sana e salva davanti alla sua porta.
Prego, signora.  stata un'onda anomala, credo. Devo scusarmi per... ma ora siete totalmente al sicuro. Permettete.
Riuscii a spingerla nella cabina e poi chiusi la porta, pieno di sollievo. Quindi mi diressi verso la mia gabbia, tenendo lo sguardo lontano dalla cabina violata, la quale, come mi resi conto soltanto in quel momento, terrorizzato quasi quanto lei, dava ricetto alla mia ex innamorata, Zenobia Brocklebank!
Sorvoler sui brontolii dei marinai, quando venne loro comandato di riparare immediatamente la paratia, sugli strilli che
provennero da Zenobia finch non venne di nuovo celata alla vista, nonch sul brutale martellamento che fu necessario perch l'opera venisse compiuta. Me ne tornai nel salone, pieno di furia e di determinazione a non farmi sconfiggere dalla nave e dal tempo. L, chiamato con un bercio il servitore, ordinai di che mangiare e da bere. Che, quando arriv, si rivel essere carne salata con contorno di sottaceti e birra chiara per ingollare il tutto. Non si creda mai alle lamentele dei marinai circa il cibo! Avendo tutti i denti in bocca, l'evento si rivel pari a una festa degna di un re, per quanta fatica mi costasse!  vero, una volta il piatto mi scapp , ma la carne, per non parlare di un profluvio di sottaceti, riuscii a salvarli con la destra! Quel che  di pi, la medesima mano me la ripulii leccandola, con autentico gusto! Non so dire come, ma quell'assurdo tragitto con la signorina Granham mi aveva restituito allo stato di gaiezza che ritengo naturale in me e che era stato temporaneamente sconfitto dal mal de mer! Quando poi, con un soprassalto di nostalgia, pensai alla signorina Chumley, anche questo si convert nella determinazione a conquistare tutto! Pi che una guarigione! Era un accrescimento! Infine, una volta tornato nella mia gabbia, osai avventure di equilibrismo per infilarmi in una camicia da notte con tanto di berretta e ficcarmi nella mia cuccetta, ben deciso a passare una buona notte! Stupefacentemente, senza apprensioni che lo interrompessero, sprofondai quasi immediatamente in un sonno che nessuna delle mie pene fisiche - una spalla terribilmente contusa da quel dannato albero di mezzana - riusc a ostacolare.
...
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CAPITOLO 14.
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Mi svegliai non appena la pi lieve traccia di luce filtr attraverso la feritoia di aerazione, rimanendomene l per un po' a giacere in uno stato di sorpresa per come mi sentivo meglio. Immaginai di avere, come si suol dire a proposito delle malattie, superato la crisi, e che la commozione cerebrale avesse compiuto il suo corso. Mi sentivo pieno di energia e determinazione. Mi sedetti persino, vestito a met, a questa ribalta, per mettere su carta una serie di annotazioni che coprirono l'intera durata di una candela, a proposito del signor Askew, del signor Bent, di Charles, della signorina Granham e del signor Gibbs! A quel punto la luce del giorno aveva raggiunto il massimo possibile in quei sordidi alloggiamenti - in cui si era perennemente impegnati in una sorta di corpo a corpo - e dunque spensi la candela sgocciolante. Mi accompagnavano ancora tutti gli effetti della mia ripresa, tuttavia non posso dire che -quando, vestito e coperto dall'incerata, fui cautamente uscito a tirare una boccata di quell'aria aperta - ci fosse in vista un granch che potesse rallegrare un uomo ormai stanco dell'acqua salata! Troppa se ne estendeva in tutte le direzioni! Alzai lo sguardo per scoprire se il comandante Anderson stesse percorrendo a grandi e pesanti passi, avanti e indietro, il lato sopravvento del casseretto, ma non lo si vedeva. Da tal luogo, tuttavia, invece della sua, una figura avvolta nell'incerata mi salut con la mano dalla battagliola di proravia. Una voce fioca grid nel vento:
Ehil, salve!
Era il tenente di vascello Bent.
Salve, ehi! Mattina orrenda!
Sono subito da voi.
Dai visceri della nave emerse Cumbershum, che mi salut con un grugnito, al quale con un uguale grugnito risposi. Con costui non occorre altro. Sal sul casseretto, dove la campana della nave rintocc otto volte. La cerimonia fu breve. I signori ufficiali fecero l'atto di togliersi il cappello, ma portavano piovani assicurati con quelli che, per loro natura, vengono definiti sottomento. Il loro gesto fu pertanto puramente simbolico, un sollevarsi della mano destra all'altezza della fronte. Gli uomini alla ruota mostrarono la rotta al nuovo timoniere. Bent venne gi per la scala. Quindi, reggendosi alla battagliola di proravia con entrambe le mani, vi si sporse.
Salite, signore.
Siete allegro, questa mattina, signor Bent!
Apparenza, forse.
La separazione, come sto cominciando a scoprire...
Vi capisco. Wilson! Tenete d'occhio quella maledetta banda di sopravvento! Be', signor Talbot, ho passato tutto il turno di guardia occupato con i due versi che vi ho citato, migliorandoli sostanzialmente. "Bellezza essenziale, pi amabile di donna, di forma e fattezze troppo bella per essere umana..." Non ne guadagna?
Non sono un poeta.
Come fate a saperlo, signore? Mi  stato detto che avete pianto quando la signora East ha cantato...
Buon Dio! Si trattava di lacrime, lacrime senza senso, e chiss se era dal paradiso o dall'inferno che provenivano... o chiss che cosa... inoltre avevo preso una botta sulla testa!
Mio caro signor Talbot. Una volta di fronte alla necessit di comunicare con la pi sensibile, la pi delicata delle creature... sar soltanto la poesia a compiere l'unione. E la loro lingua, signore. A loro appartiene quella del futuro. Le donne hanno cominciato a farsi avanti. Una volta che abbiano capito quali mai sillabe, piuttosto che la prosa, debbano cadere dalle loro labbra, esse si leveranno in uno splendore simile a quello del sole!
Mi sbalordite, signor Bent.
La prosa?  la lingua che usano i mercanti per intendersi, signore, la lingua della guerra, del commercio, dell'agricoltura.
Ma la poesia...
La prosa serve a convincere gli uomini, signore. Via, solamente ieri sono riuscito a persuadere il comandante che una piccola variazione di rotta avrebbe avuto risultati benefici. Ora, se avessi impiegato versi per mostrare al comandante che era in errore...
Mi sorprende che siate ancora vivo!
No... no! Non vedete che il moto  pi tranquillo?
Pensavo che la mia capacit di mantenere l'equilibrio e il fatto di essere cos allegro dipendesse dalla mia completa guarigione.
Abbiamo lascato di un grado, e l'aumento di velocit, per quanto lieve, compensa il percorso in pi. Tuttavia l'assenza dell'Oggetto Amato...
Ovvero Lady Somerset.
Il tenente Bent si tolse il piovano e ne scosse fuori il vello d'oro.
Chi altri, senn?
Pensavo, diss'io ridendo, che poteste avere in mente un'Altra...
Non ve n'!
Ai vostri occhi, ma ai miei...
Il tenente Bent scosse il capo, sorridendo cortesemente.
Non pu esserci.
Mi  venuto in mente che forse avete avuto l'opportunit di formarvi un'opinione circa il carattere della signorina Chumley.
Non ne ha.
Prego?
Non pu averlo. E una scolaretta, signor Talbot.
La signorina Chumley...
Non ho opinioni sulle scolarette.  inutile cercare, presso di loro, simpatia, comprensione o altro. Cambiano direzione con qualsiasi vento, signore. Via, le mie sorelline correrebbero dietro a qualsiasi giubba rossa, se la nostra cara mamma non le tenesse d'occhio.
La signorina Chumley non  pi una scolaretta!
 graziosa, ve lo concedo, amabile, con una punta di acume...
Una punta!
Malleabile...
Signor Bent!
Via... che cosa c'?
Il tenente di vascello Deverel si trova a bordo dell'Alcyone... ed  un noto...
Un galletto, signor Talbot. Quell'individuo non mi  piaciuto, per il poco che l'ho visto.
Il signor Askew mi ha detto... ha detto che Jack il Bello...
Se non altro devo ringraziarlo per avermi consentito di scegliere questo malinconico esilio!
Ma, signor Bent.. perdonatemi. Esilio! Sembrate un uomo felice! Il vostro atteggiamento tranquillo, la stessa espressione del vostro volto...  radiosa, signore!
Il tenente di vascello Bent parve sbalordito e nauseato. Quindi si rimise il piovano.
Non potete dire sul serio, signor Talbot! Felice, io?
Perdonatemi!
Se fossi di mentalit sufficientemente ristretta, signor Talbot, in questo esatto momento invidierei la vostra condizione! Voi amate la signorina Chumley, vero?
Senza dubbio.
Il volto del signor Bent era bagnato, ma si trattava di pioggia o spuma di mare e non gi di lacrime. I riccioli dorati gli svolazzavano attorno alla fronte. Il cannocchiale che reggeva sotto il braccio sembrava partecipare in maniera tanto meccanica e professionale del suo carattere, che quando improvvisamente lo allung di scatto, precipitandosi indietro verso il casseretto, fu come se avesse allungato un altro arto, rimasto fino a quel momento ripiegato come la zampa di un insetto. Lo punt sull'orizzonte. Quindi si rivolse al signor Cumbershum e per un po' i due ufficiali li puntarono entrambi, tenendoli paralleli e riuscendo comunque a mantenere una posizione di equilibrio che mi riemp di ammirazione. Infine il signor Bent chiuse il proprio, tornando da me di corsa.
Una baleniera, signor Talbot. Si terrebbe alla larga anche se le facessimo segnali di pericolo.
Ma, signor Bent... avete parlato di una mia "condizione"?
Via, signore, la lettera. Avrei dovuto consegnarla in mano vostra, ma eravate indisposto. Quindi l'ho data al vostro servitore...
Wheeler!
No... no. Quell'altro. Ehi, figlio sbilenco di una baldracca di angiporto! Tenete lo sguardo sull'orizzonte, altrimenti vi faccio spellare la schiena! Quella vela non l'avete mai segnalata!
Il tutto in un ruggito assai simile a quelli del comandante Anderson, anche se uscito dalla gola del tenente di vascello Bent. Il quale aveva tirato all'indietro la testa e si stava rivolgendo alla vetta di ci che rimaneva del nostro albero maestro. Quindi si volt e riprese a me diretto con il suo tono di voce normale.
Quell'uomo  un mezzo idiota. Avremo ancora occasione di conversare, spero.
Quindi sollev la mano al saluto, scendendo come un fulmine la scala prima ancora che avessi il tempo di rispondere. Anch'io corsi letteralmente nel corridoio, chiamando a gran voce Phillips, il quale arriv e, richiesto della lettera, si batt la testa con il palmo aperto, accusando la suddetta parte di essere - cos la defin - un setaccio. Ma io ero stato malato, mentre lui cos e col... lo ascoltai con impazienza, riuscendo finalmente a spedirlo a cercare la missiva, che ci mise un bel po' di tempo a trovare.
Cosa che mi consent di pregustare quali impossibili tesori essa potesse contenere! Ci sarebbe stata una lunga lettera della signorina Chumley, scritta dopo il ballo, nel corso di una notte insonne! Confessando con maggior franchezza di me la propria devozione, mi avrebbe consegnato il suo diario. Il quale sarebbe stato a sua volta pi esplicito del mio... limitato da un virile senso del pudore! Ecco una commoventissima cronaca della morte della sua carissima mamma! Un fiore compresso raccolto nei giardini di Wilton House, uno schizzo teneramente inadeguato del maestro di musica, vecchio, vecchissimo signore! Oh, l'ottimismo e la fantasia di un giovane innamorato! Condizione capace di riscaldare ogni facolt come acqua in un tegame al fuoco! Nonostante tutto il tempo che ci aveva messo, Phillips mi port comunque la missiva troppo in fretta, ed essa era piccola, sottile, costosa, e tanto grevemente profumata che la riconobbi immediatamente, con un tuffo al cuore, per ci che era. Ma certo, come potevo essere stato tanto sciocco da aspettarmi qualcosa di pi di un biglietto da quella che secondo il signor Bent era la pi adorabile tra le donne?
Mi precipitai nella mia gabbia.
Fuori di qui, Wheeler! Fuori!
Svolsi la carta e un'ondata di profumo mi prese alla gola. Dovetti sbattere le ciglia per farmi cadere qualche lacrima dagli occhi.
Lady Somerset presenta i propri omaggi al signor Edmund Fitz H. Talbot. Lady Somerset consente acch vi sia uno scambio di corrispondenza tra lui e la signorina Cholmondeley, sotto la sua stessa supervisione. S'aspetta che il signor Talbot non pretenda di pi, che tale scambio di missive avvenga nei limiti di convenienza imposti a due persone che si conoscono appena e possa venire interrotto a volont di una qualsiasi delle parti.
Pensava forse, costei, che non avrei scritto, permesso o non permesso? Ma era comunque qualcosa... e poi! Di fronte a me, sulla cuccetta, stava posato un altro pezzo di carta, pi piccolo, che sicuramente era ripiegato nella missiva di maggiori dimensioni. Non aveva alcun profumo, se non quello acquisito per contatto con il pi costoso involucro. Con una frenesia e un ardore di cui non mi sarei mai sospettato capace, me lo premetti, ancora non letto, alle labbra. Quindi l'aprii con mani tremanti. Quale uomo o donna, il cui cuore abbia mai accelerato il battito alla vista di un simile messaggio, non comprender la mia gioia?
Una giovane fanciulla ricorder per il resto della vita l'incontro di due navi, pregando che un giorno esse possano posare le ancore nello stesso porto.
Sciocco rapimento, al limite delle lacrime! Non ripeter in questa sede le generose, copiose e spontanee promesse che mi affluirono immediatamente alle labbra, senza freni, al pensiero di quella cara, distante Visione! Chi corre possa leggere.
NOTA: Ribaltamento di Abacuc 2,2 che dice: Scrivi la visione, e ben chiaro su tavolette, che chi legge possa correre. Si tenga dunque conto della precedente Visione e delle tavolette che compaiono nel capitolo seguente. FINE NOTA.
Tale doveva essere il coronamento della vita, e non la volevo altrimenti.
Una giovane fanciulla ricorder per il resto della vita... aveva scritto... forse in lacrime... vi erano anche dei segni sul retro del foglio, che era stato posato su un altro ancora bagnato e non trattato con la sabbia. Nessuna delle parole risultava chiaramente comprensibile, essendo esse sbavate e per di pi a rovescio. Inoltre c'era anche qualche macchia. L'evento mi confer il pi completo e devoto dei sensi di vicinanza con lei. Che cosa non avrei dato per toglierle a furia di baci l'inchiostro dalle dita affusolate? Diedi di piglio allo specchio, lo angolai e scrutai ci che era stato scritto. Alla mente tocc di ricostruire un'intera parola partendo da una lettera e da una sbavatura, divinare il senso con una passione che compare di rado nell'attivit dell'erudito! Finalmente distinsi quello che era certamente il primo verso. Legioni son le sue colpe, e scarse le virt. (A mettere al plurale la virt, fui io. Non credo infatti che la signorina Chumley avrebbe scritto qualcosa di tanto sconveniente, dato il suo sesso e l'et, a proposito della virt di una dama.
Si diceva invero che non ne avesse pi.
Subito il volto, se un uomo avvistava,
come girasole verso il sole girava.
E se...
A quel punto il manoscritto diventava completamente illeggibile. Si trattava tuttavia di un incantevole frammento vergato da quella mano. Giuro che la mia prima opinione fu che lo stesso Pope non avrebbe potuto fare meglio di quei versi dolcemente satirici! Ne sentivo addirittura la voce, ne scorgevo il sorriso!
Anche lei, come il tenente di vascello Bent, era dedita alla poesia. Non era forse stato lui a dire che la Musa  la via pi breve per arrivare al cuore femminile... o un'altra espressione intesa allo stesso significato?
Non so se ho il coraggio di descrivere ci che accadde allora. Io mi sono sempre, e - ahim - a ragione, considerato una persona prosaica! Eppure in quel momento e con non maggior fatica, ma con un senso quasi di vergogna, da far formicolare gli orecchi, entrai io stesso a far parte di quelle schiere! O perlomeno cercai! Era la via pi prossima al suo cuore, e comunque che cos'altro avrei potuto fare su una nave perduta tra quelle desolate distese di miglia e miglia, quell'oceano di tempo, quella separazione da tutto ci che rende la vita... tollerabile direi, se non avessi questo travolgente motivo per vivere? Per vivere. Mi portai dunque la mano al cuore e dichiarai che il moto del fasciame che avvertivo sotto i miei stessi piedi, prova del nostro lento periglio, non provocava in me nulla pi che impazienza per le futilit che si frapponevano tra me e ci che desideravo.
Tuttavia la mia unica esperienza con la Musa, come l'avrebbero definita, era stata in latino e greco, elegiaci, cinquine e sestine, come li chiamavamo noi. Comunque... arrossisco tremendamente al ricordo, ma la verit vuole uscire allo scoperto... anche in quel momento avevo una certa confusa sensazione che fosse per te, mio caro, mio ingegnoso Angelo, che questo diario andava scritto! Quindi mi liberai dall'incerata, mi sedetti alla ribalta, baciai alcune volte la missiva e mi disposi - mi si consenta di confessarlo - a comporre un'Ode all'Amata! Oh, il signor Smiles ha invero ragione! Siamo tutti pazzi!  vero... sono personalmente testimone del fatto che, non la poesia, ma gi il tentativo di praticarla costituisce un sostituto, quantunque misero, della presenza della persona amata. Ero sopra di me stesso e vedevo le cose chiaramente come dalla vetta di un monte. Sia egli il Dio di Milton o la Dama Oscura e l'ancor pi oscuro Gentiluomo di Shakespeare... sia Lesbia o Amarilli o, il diavolo se lo prenda, Coridone, l'Oggetto innalza la mente a una sfera dove ha senso soltanto l'irrazionale che c' nel linguaggio. Quindi io, in quel momento, mezzo vergognoso, con un senso di assoluta follia eppure di bisogno, fissai il bianco foglio vuoto, quasi potessi trovarvi immediato sollievo e successo. Lo esamino ancora adesso, con le sue scarse tracce di autentica passione... quelle macchie e cancellature, quelle correzioni, varianti, faticose segnature di
brevi e lunghe, quelle esortazioni a me stesso o a lei... tutto ci, pur nella sua insufficienza agli occhi di chi capisce, costituiva la mia vera poesia della passione!
Candida per biancore. Invero un'aura di biancore la circondava, le faceva alone, ambiente adatto per una fanciulla innocente la cui bellezza  nota agli altri ma non ancora a lei stessa! Candida, oh, nulla di pi bianco... Candidior luna, dunque, mia luce, mea lux... vector  il passeggero, no, no, troppo polveroso, troppo squallido, puella, nympha, virgo, non esiste anche nymphe?
E cos, di punto in bianco, dal nulla, ecco l il mio esametro!
Candidior luna, mea lux O vagula nymphe!
Ma nymphe non significa sposa? Non importa. Dopo di che: Pelle mihi nimbos et mare mulce precor - il pentametro mi venne di furia, ma non mi piaceva, non vi era alcuna scioltezza, tutto vi era rozzo e sordo. Mormora blanditiis... meglio. E cos:
Mormora blanditiis fac moderare tuis!
No: moderare mihi!
Ecco dunque l davanti a me un esametro e un pentametro, quello che si potrebbe definire un distico elegiaco. La fatica parve per il momento aver esaurito tanto il mio latino quanto le mie capacit creative. Avendo implorato la signorina Chumley di presiedere sui mari a mio beneficio, pareva che le rimanesse poco altro da fare, se non...
No. Non avrei sfiorato quell'immagine innocente nemmeno con il pi remoto accenno di desiderio fisico!
Se avessimo raggiunto la terra, e se in un qualsiasi momento del futuro dovessi rileggere questo libro... se dovessimo rileggerlo insieme, oh, evento da desiderare con passione! Devo credere che ci che ora qui annoto sia la semplice verit? Fu infatti soltanto quando mi lasciai andare all'indietro, sciogliendo la tensione conseguente alla mia impresa poetica, che ricordai come il latino non rientrasse tra i conseguimenti scolastici dei quali ero stato messo a parte dalla signorina Chumley! Quindi, inglese o niente, non essendo certamente tale il mio francese da consentire versi!
Brighter than moonlight, loandering maid, By thy charms be the white seas allayed!.
NOTA: In italiano tradurremo: Pi lucente che luna, vagante fanciulla, con i tuoi incanti le furie dei mari annulla! FINE NOTA.
Rese in inglese, le mie prime prove nell'ambito della lirica sembravano piuttosto scadenti. Avevo letto molta poesia, nel tentativo di capire un lato della vita dal quale ritenevo mi escludessero l'estrema razionalit della mia mente e la freddezza del mio carattere! Avevo ammassato versi altrui, gettandoli sotto coperta, come diciamo noi in tarpaulin, come se allo scopo bastasse la semplice quantit dei versi. Ma ora, avvistato il primo barlume del suo fine e della sua origine, eccomi l, ridotto dal fato a giustapporre gli elementi di una lingua morta, quando soltanto una viva poteva servire a qualcosa. Il risultato traspariva chiaro da quei versi latini. Ora invero capivo le censure ai miei compiti, allora accolte con tanta distrazione e senza nessuna autentica intenzione di fare ammenda...
No, no, signor Talbot. I versi sono certamente scritti secondo le regole, ma Properzio non li avrebbe mai composti!
Tanto per quanto concerne le regole. Con quale commossa comprensione in quel momento capii come la poesia sia una questione di incanto.  follia, ma una follia divina.
Oh, costei alle torce insegna a dar luce!
 impossibile,  un nonsenso, eppure cos avviene, come se la voce chiara e inarticolata di un qualsiasi stupido giovincello colpito dal fulmine avesse cancellato tutte le sue precedenti convinzioni: e in coda alla schiera si aggiunga Edmund Fitz Henry Talbot, MAGISTER artium!
Era evidente che avevo esploso la mia saetta poetica. E fu solamente allora che mi trovai di fronte un'altra scoperta, la quale mi fece sghignazzare come un somaro. Avevo chiesto alla signorina Chumley di rendere piatti i mari davanti a me, quando la povera giovane era ancor meno di me capace di evitare il mal de meri. Era pertanto pi probabile che a sua volta indirizzasse i propri versi a Sir Henry! Tornai dunque al suo foglietto e rapidamente ne conobbi la semplice frase a memoria.
Quindi lo girai e rilessi le poche parole che ne avevo con tanta fatica ricavato.
Alcune altre parole incontrarono il mio sguardo. Ma non di inchiostro sbavato. Erano state - quasi che per sfuggirmi fossero scomparse di nuovo - impresse nella pagina, attraverso una sovrastante pagina, per mezzo di una punta di piombo o d'argento, e perci diventavano visibili soltanto quando il foglio veniva retto a una certa angolazione.
Lui ha lasciato la nave e io
Chi aveva lasciato la nave? Gli unici erano stati Wheeler... e Bent! Che fosse... che potesse essere... che fosse stato...
Bent era di bella presenza. Di gran lunga pi di me. Era un poeta... i capelli... la carnagione chiara... l'agilit...
Una giovane impressionabile - malleabile - e senza altra prospettiva se non quella del matrimonio!
Balzai in piedi. Era un'infatuazione! Nulla di pi! Vi era, comunque - e prima che io avessi abbandonato a se stesso e dimenticato il penoso episodio -, una sola persona che avrebbe potuto gettare luce sull'episodio. Raggiunsi pertanto in tutta fretta la mezzeria. Le nuvole si erano alzate e per effetto della nuova rotta del signor Bent la nave continuava certamente a procedere a fatica, ma con maggiore regolarit. Lo stesso signor Bent era ora tornato dal suo tozzo di pane e stava in piedi accanto all'albero maestro, intento a parlare con un marinaio. La nave sembrava tutta adorna di festoni di cime, cavi e sagole, per lo pi stesi sul castello, ma che ne discendevano anche. Il signor Bent concluse il proprio colloquio, fece dietro front, mi vide e raggiunse la paratia frontale del casseretto con la sua solita corsa agile. Sembrava raggiante di felicit.
Va tutto bene, signor Talbot. Presto saremo in grado di procedere all'esperimento con la cima scorticatoria, e poi alla trincatura suggerita dal signor Summers.
Desidero parlarvi di una questione seria, signor Bent.
Bene, signore, sono al vostro servizio.
Una scolaretta, avete detto...
Io? Scusate, signor Talbot, se mi vedete distratto, ma ho la testa completamente presa dalla cima scorticatoria. Stavamo parlando delle mie sorelle?
No, no.
Ah... adesso ricordo! Mi stavate chiedendo un'opinione circa la giovane Marion, vero?  completamente acerba, signore, come del resto lo sono tutte. Una giovane disinvolta, ve lo concedo. Via, da uomo a uomo, e qui il tenente Bent si guard brevemente attorno, proseguendo: se la piccola Marion non avesse trattenuto lo "zio", come hanno convenuto che chiami Sir Henry, con qualche lamentela circa il comportamento della nave - voleva, credo, che venisse ridotta la velatura - non mi perito di dirvi che sarei andato ben pi vicino a essere colto in flagrante delitto di quanto sia in realt accaduto!
Lei sapeva! Capiva! Un rapporto illegale!
Ci reggeva il moccolo.
A quel punto, dalla scala interna che portava all'alloggiamento del comandante arriv quello che avrebbe potuto essere definito un ruggito moderato. Il tenente Bent rispose prontamente e allegramente come aveva fatto in precedenza con me.
Immediatamente, signore!
Quindi si port la mano alla fronte, esibendosi in quello che sta rapidamente diventando una sorta di saluto a uso di mare, e corse via con la sua consueta agilit, risalendo il ponte inclinato.
Anch'io avevo la mano sollevata. E il brandello di carta contenente il messaggio della signorina Chumley mi sfugg dalle dita, mulinando verso l'alto fino ad andarsi a fermare, fremebondo, tra il sartiame. Con selvaggia passione decisi di lasciarlo andare... va', va'! Ma, senza aver ricevuto alcun ordine, un marinaio mise da parte la redazza e prese ad arrampicarsi rapidamente come avrebbe potuto fare il signor Bent, riportandomelo. Lo ringraziai con un cenno del capo e rimasi l, foglietto in mano. Come avevo potuto creare un fantasma dal nulla? Come aveva potuto, tale fantasma, diventare la cosa pi importante di tutto il mondo? Esso mi stava infatti inducendo, io, uomo sano e posato, ad atti di pura follia... verseggiare... carpire verit poco gradite a una persona come il tenente Bent... via (e con ci una nuova aggiunta di veleno alla mistura), quella giovane poteva anche essergli devota senza che lui ne sapesse nulla, nella sua sciocca ossessione per una donna tanto anziana da potergli essere madre!
Sparite, Wheeler. Per il diavolo, giovanotto, devo sempre avervi tra i piedi?
Subito, signore.
In ogni caso, dovrebbe essere Phillips a servire questo lato
del corridoio!
No, signore, con rispetto. Secondo il primo ufficiale, visto che io e Phillips ci eravamo messi d'accordo, quando avete cambiato di cabina, signore, tale accordo poteva rimanere valido.
Vi  venuto un broncio troppo diabolico per i miei gusti.
Quindi mi gettai fuori dalla cabina, andando quasi a rompermi la testa contro l'albero di mezzana e chiamando a gran voce Phillips. Ma era inutile, visto che costui stava procedendo con cautela, armato di scopa, lungo il corridoio verso il salone.
Potete tornare al mio servizio, Phillips.
Costui diede per un attimo uno sguardo circolare al salone.
Posso parlarvi in privato, signore? Si tratta del posto dove  morto quell'uomo, signore.
Buon Dio, giovanotto... dev'esserne morta ovunque, di gente, su questa vecchia nave.
Phillips annu lentamente, cogitabondo.
Ma il signor Colley, signore, era un latinorum.
Dopo di che si tocc la fronte con le nocche, portando via dal salone la sua scopa. Io invece rimasi l, confuso. Appariva sempre pi evidente come il signor Smiles avesse ragione. Ecco un altro pazzo. Un altro ancora era Wheeler. E in verit mi sembrava di poter benissimo essere il terzo. L'orizzonte mi ringhi contro e poi scomparve. E invero provai una sensazione folle! Anch'io ero un latinorum, ed era forse proprio la larva non pacificata di Colley ad aleggiare per tutta la nave come un odore ripugnante, che era il motus del nostro stupido scivolare nella fantasia!
Chiamai a gran voce Bates, dal quale mi feci dare un'ulteriore provvista di brandy. Pi tardi mangiai dell'altra carne fredda e ancora una volta, come avrebbe potuto fare un lavoratore occupato a mangiare la propria crosta di mezzogiorno sotto una siepe, salvai la carne al costo di imbrattare tutto, persino gli innominabili, con i sottaceti. A dividere il pasto con me venne Oldmeadow, il giovane ufficiale dell'esercito, e ricordo un nostro confuso scambio di opinioni a proposito del senso della vita. Ne usc in uno stato piuttosto confuso, poveraccio, non avendo una testa dura come la mia. Quando alla fine lo accompagnai alla sua gabbia, finimmo entrambi lunghi e distesi sul tavolato. Dopo di che per qualche tempo mi curai un gomito escoriato nella mia
gabbia (basta cos, Wheeler), senza sollevare alcuna obiezione quando questi mi aiut a ficcarmi nella cuccetta. Essendo, in ogni caso, un po' gonfio di liquore, lo impegnai in una conversazione, nel cui corso mi chiar il mistero di questo suo desiderio di frequentare continuamente la mia cabina. Non aveva compiuto alcuna delazione circa Billy Rogers, ma i marinai di prua ne erano convinti. Quindi questi ultimi se lo sarebbero fatto, se non fosse stato vicino ai signori. Si trattava di Un equivoco, naturalmente. No, non erano stati loro a gettarlo fuori bordo. Era veramente scivolato, aveva messo il piede in fallo. Non accusava nessuno. Ma secondo gli ufficiali la nave sarebbe affondata? In un certo senso si trovava precisamente nella posizione di sapere che cosa fare...
Mi sento molto contrariato al pensare come, euforico qual ero, non mi sia comportato con quel grado di circospezione che si deve usare anche con i pi devoti e degni di fiducia tra i servitori. Anzi, mi impegolai persino in una sorta di affare... lui avrebbe avuto il permesso di bazzicarmi, purch mi raccontasse la vera storia di quanto accaduto a Colley! Lui consent, con l'intesa che la notizia non doveva essere rivelata a nessuno fintantoch lui si fosse trovato su quella nave. La notizia era di tale natura che non intendo affatto affidarla a questo diario.
...
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CAPITOLO 15.
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Uscii di buonora nella mezzeria, essendo stato svegliato da grida provenienti dal ponte.
Ammaina adagio! Attento al paranchino, Rogers!
E poi, da prua, il grido di risposta...
Gi tutti insieme, adagio!
Era l, che si stagliava nettamente sulla nostra masca di dritta! L'Alcyone! Completamente disalberata, con gli alberi che le giacevano tutt'attorno, le bianche vele sparse sull'acqua, i marinai che alavano cantando. Il canto arrivava chiaro fino a noi sopra le acque:
Dove sei stato tutto il d, Billy Boy?
In qualche modo l'accostammo. I nostri marinai furono miracolosamente bravi nel ridurre la velatura.
Fissa i controvelacci!
Sir Henry si era inerpicato sul sartiame di quanto rimaneva del loro albero di mezzana.
Vedete che roba, Anderson? Il mio maledetto primo ufficiale ci ha letteralmente fottuti. "Bellamy", gli faccio. "Riducete la vela di maestra, altrimenti ci tirate gi gli alberi."
E Lei era l sul ponte, le braccia tese! Lacrime di gioia le scorrevano sulle guance! Mi venne incontro! Ci unimmo...
Era mattino e accanto alla mia cuccetta c'era Wheeler, con in mano una tazza di caff.
Me lo sono procurato bello caldo, signore.
Sentivo un cerchio alla testa e lo stomaco pieno di nausea. Wheeler teneva lo sguardo pudicamente basso, come si conveniva a un servitore. Aprii la bocca per dirgli di andarsene, ma poi cambiai idea. Quindi mi aiut a vestirmi, anche se la barba me la feci da solo. Il moto era regolare. Lasciato Wheeler a pulire la cabina, mi diressi alla volta del salone passeggeri. C'era il signor Bowles, il quale si scus per la mancata apparizione del comitato, anche se a dire il vero mi ero dimenticato che una simile accolta fosse stata costituita. Disse che il signor Prettiman era in preda a forti dolori e il signor Pike preoccupato per lo stato delle proprie bambine. Io risposi poco, limitandomi a qualche
grugnito qua e l, dove mi sembrava fosse il caso. Credo che il signor Bowles (persona di una certa intelligenza, che si mostrer utile, secondo me, all'arrivo nella baia di Sidney) sembrasse capire la mia scarsa voglia di parlare. Fu da lui che scoprii di essermi perso un'interessante operazione di marineria. E fu l'unica ragione per la quale rimpiango di essermi, per non stare troppo a sottilizzare, ubriacato come uno scimmione. In ogni caso, mi sarebbe piaciuto seguire ci che il tenente di vascello Bent aveva compiuto, o, perlomeno, alla cui realizzazione era stato di incomparabile aiuto! Mentre Oldmeadow e io eravamo intenti alle nostre libagioni, lui aveva fatto allestire qualcosa di mai allestito in precedenza! L'equipaggio aveva fatto scorrere una cima scorticatoria da prua a poppa, rimuovendo in tal modo le alghe dalla parte non visibile della chiglia. Procedimento proposto e inventato dal suddetto signor Bent. Fui informato che si era trattato di una faccenda molto complessa, che aveva comportato un simultaneo parancare e fissare il cavo, oltre a uno sfregare avanti e indietro, che aveva richiesto un'autentica orchestrazione dell'equipaggio sotto la direzione del mio amico tenente di vascello Summers. Informazione che gett luce su un'osservazione da me stesso compiuta quando ero preso con Oldmeadow nel salone. Infatti, gettando di quando in quando un'occhiata fuori della finestra di poppa, almeno in due occasioni avevo visto una chiazza di alghe scure (e non verdi come quelle alla linea di galleggiamento) che continuavano a rivoltolarsi nella nostra scia, quale che essa fosse. Con un sentimento simile all'invidia mi venne in mente che, che se avesse continuato come aveva cominciato, il signor Bent avrebbe concluso il viaggio al nostro comando!
Quando ebbi finalmente ingurgitato tutte le informazioni fornitemi dal signor Bowles, mi sentivo meglio, ma comunque bisognoso di aria fresca. Mi diressi pertanto, protetto dall'incerata, verso la mezzeria e quindi al mio usuale posto di osservazione al parapetto di poppa. La nave sembrava ancor adorna di festoni di cime, ma questa volta non pi che nella parte prodiera. C'erano squadre di marinai e ufficiali subalterni impegnati con un unico cavo, che stavano stendendo sul castello di prua attrezzandolo con quelle che mi sembravano sagole. L'espressione cima fa venire in mente il tipo di strumento che si impiega per tenere ferma la copertura di un fienile o di un tetto di cui si stia sostituendo la paglia. Quella che vedevo, invece, era di un tipo completamente diverso, fatta di una struttura annodata, curiosamente intrecciata e ritorta, tanto da presentare quello che posso soltanto definire un aspetto dentato. Vi erano le sagole a intervalli ristretti, ciascuna, a prima vista, affidata a due marinai. La complessit dell'operazione potei valutarla quando capii che essa comportava il passaggio di tale cavo da un lato all'altro della nave, ma sotto il bompresso e attraverso dei portelli di ombrinale su entrambi i lati della mezzeria. A quanto pareva era facile calare il cavo, ma non certamente farlo scorrere, come si stava facendo o almeno tentando di fare. Il moto della nave non era certamente di aiuto. Procedetti dunque lungo il parapetto di sopravvento per esaminare l'operazione pi da vicino, ma il signor Bent, che arrivava da poppa, mi ferm, dicendomi: Credo non sia il caso che rimaniate qui, signore! Torner indietro quando avr soddisfatto la mia curiosit e consentito al vento di soffiarmi via dal corpo gli effetti della bevuta di iersera. Ho fatto proponimento di non bere mai pi. Qui a bu, boira.
Diavolo, signor Bent, parlate il francese come un frog!  un atteggiamento antinglese. Ma tornando all'argomento ragazzine...
Oh, Signore, no. Per favore, signor Talbot. Secondo me possiamo sperare di guadagnare un altro paio di nodi. Avete notato che differenza ha fatto l'aver liberato dalle alghe il fasciame dei torelli? Secondo me un bel nodo, anche se il signor Summers non  d'accordo. Lo sapremo a mezzod, naturalmente. Quell'uomo  molto cauto, vero? Invece il comandante Anderson  d'accordo con me. "Un bel nodo, signor Bent", ha detto. "Lo registro nel giornale di bordo." Congratulazioni.
Prima di lasciare il servizio per dedicarmi alla penna, spero di mostrare alla Marina che l'intelligenza non va disprezzata, signore, n ogni virt limitata agli ufficiali superiori! A proposito di virt...
Per favore, signore! Sull'argomento sono stato afflitto dall'ossessionante ripetizione dell'opinione di Sir Henry. La lontananza da lui  la mia unica consolazione per quella da Lei! Il signor Bent sospir. Io continuai: La signorina Chumley...
Il mio interlocutore mi interruppe. Avete sorelle, signor Talbot?
No, signore.
Il signor Bent non disse nulla, limitandosi ad annuire gravemente, come a confermare qualcosa a se stesso. Il che, unitamente all'osservazione da lui fatta, mi apparve tanto criptico che non trovai nulla da replicare.
E ora, signor Talbot, credo che dobbiate tornare alla paratia frontale del casseretto. Fra poco questo non sar un posto adatto per un passeggero.
Charles Summers lo richiam dal castello:
Signor Bent! Quando avrete concluso la conversazione, vogliate essere tanto cortese da tornare ai vostri doveri. Stiamo aspettando.
Mi trascinai a ritroso, aggrappandomi al mancorrente accanto all'ingresso del corridoio. La scena che mi si presentava davanti agli occhi non era tanto divertente quanto confusa. Evidentemente un lato del castello era affidato a Cumbershum e l'altro al signor Bent, entrambi sotto la sorveglianza di Summers. In quella parte della nave vi erano marinai allineati lungo il parapetto, tutti chini in avanti e quindi con il volto rivolto dalla parte opposta rispetto a me. Ebbi l'insensata impressione che un buon numero dei nostri eroi tarpaulineschi stesse vomitando nel mare. Erano, supponevo, impegnati a reggere il cavo che sarebbe servito da cima scorticatoria. Mentre prendevo atto di quanto sopra, Summers url un ordine.
Molla!
Gli uomini disposti lungo il parapetto si alzarono. Bent e Cumbershum cominciarono a loro volta a gridare e le loro squadre di marinai a muoversi a ritmo. Non avendolo capito allora, non sono in grado di descrivere con maggior cura ci che facevano. Tuttavia, edotto dai fatti, credo che stessero muovendo la cima scorticatoria con un movimento a sega. Ma non sembrava succedere un granch. Feci dunque dietro front, guardando in alto a poppa. Evidentemente di guardia c'era l'ufficiale di rotta, signor Smiles, assistito dal giovane signor Taylor, il quale esibiva un'aria pi sottomessa del solito, forse dovuta al fatto che non pi di un paio di iarde in l c'era il comandante, in piedi accanto alla battagliola di prora, con le mani giunte dietro la schiena e i piedi piantati ben larghi, intento a osservare in silenzio l'operazione in corso sul casseretto.
Sul castello vi fu un'improvvisa confusione. La squadra di Cumbershum parve cadere in un'ammucchiata e si sent l'ufficiale bestemmiare alla loro volta mentre essi si districavano. Dopo di che vi fu una lunga pausa. Un'estremit di una cima indispensabile era evidentemente sfuggita di mano, per cui tutta l'operazione andava rifatta da capo. Il tenente di vascello Bent stava discutendo con Charles Summers, che non appariva soddisfatto. Mi parve che il suo volto, di norma segnato dal tempo, fosse pi pallido del solito... per l'ira, forse. Il castello si convert in un bailamme di cime e bozzelli, tra i quali i marinai facevano il poco che, ne sono convinto, capivano. L'attesa fu lunga. Feci dunque dietro front e mi inerpicai sul casseretto, dove il comandante rispose al mio saluto, se non amabilmente, almeno senza una scoperta manifestazione di malumore.
Buon giorno, comandante. Ma non mi sembra una buona giornata, credo! Ditemi... che cosa sta facendo l'equipaggio?
Per un paio di istanti pensai che non mi avrebbe risposto. Poi apr la bocca e mormor qualcosa. Cosa che attribuii non a segretezza, ma al muco conseguente al fatto di aver tenuto la lingua senza fare nulla pi a lungo di quanto previsto dalla costituzione fisica dell'uomo. Infatti, raggiunta la murata, sput fuori bordo e mi si mise accanto, senza guardarmi.
Stanno armando una cima scorticatoria.
Questo lo sapevo gi! Ma evidentemente i particolari di tale interessante operazione dovevano venirgli strappati a uno a uno.
Come si pu essere sicuri che la cima sia abbastanza aderente allo scafo? Devono esservi molte zone inacessibili.
Senza volerlo, gli avevo dissigillato la bocca!
Ce ne sono sicuramente, signor Talbot, anche se la parte sommersa di una nave, in sezione  quasi perfettamente circolare. Ma un bravo ufficiale sa escogitare il modo per superare simili difficolt. La cima scorticatoria pu essere fatta passare secondo diverse direzioni, non soltanto da fianco a fianco, ma anche da prua a poppa. Il signor Bent ha proposto un piano che riteniamo funzioner. L'uso di una cima scorticatoria in mare aperto e in navigazione  cosa molto inusuale. Non so invero quante volte sia stata fatta, prima d'ora. Ma data la nostra situazione... il signor Bent  gi riuscito a rimuovere un po' di alghe dalla chiglia, cosa che ritengo unica.
Ci avete guadagnato, nello scambio di ufficiali.
Il comandante Anderson per un attimo mi osserv con sguardo accigliato. Ma poi mi parve che la sollecitazione a continuare a parlare del suo favorito gli risultasse irresistibile.
Ritengo che il signor Bent sia ben deciso a darci una strofinata fino a ripulirci come se fossimo appena passati in armamento, signor Talbot. Avremo paranchi da banda a banda, nonch da prua a poppa, e amantigli dalle varee di pennone. Il signor Bent  un vero marinaio, tutto cime, bozzelli e tela. Sissignore. Non certamente un tipo da vapore, egregio signore! Ma quale catena, ma quale cavo metallico!
Effettivamente in questo momento di cima ne sta usando quanto basta. Non sapevo che la nave ne avesse tanta a bordo.
Ci che un comandante non riesce a fare disponendo di buoni ufficiali, tela, aste e un equipaggio volonteroso, non  possibile farlo!
Via, comandante, non intendo polemizzare con voi. Il signor Bent  un giovane molto energico e devo sicuramente prendere per oro colato la vostra opinione circa le sue qualit di uomo di mare.
Il comandante rispose in tono autenticamente animato:
Andr lontano!
In ogni caso il suo francese  molto simile a quello che si parla a Parigi.
 naturale, signor Talbot. I suoi genitori sono venuti dal continente.
Certamente il suo aspetto generale e il suo atteggiamento sono molto gradevoli. Capelli d'oro e una carnagione che sembra impermeabile al sole... un vero Adone marino!
Il comandante mi rivolse uno sguardo severo, assaporando intanto l'espressione.
Un Adone. Ora vi prego di scusarmi, signor Talbot, ma ho da fare.
Buon Dio, costui credeva di avermi dato cong!
Non intendo in alcun modo esserle d'intralcio, comandante Anderson. Sono profondamente interessato a vedere quello che fate.
Ci che il comandante Anderson fece consistette nell'emettere una sorta di ringhio represso, voltarsi, avanzare di un passo verso la battagliola di prora e afferrarla con entrambe le mani, quasi volesse staccarla e servirsene come di una mazza. Quindi sollev lo sguardo al lato di sopravvento e rugg qualcosa al signor Taylor, che lo ripet in uno squittio ai timonieri, i quali a loro volta spostarono lo sguardo a quella volta e poi alla chiesuola, facendo girare entrambi e insieme il pezzo di tabacco che
avevano in bocca e la ruota del timone di una spanna, cosa che, a mio modo di vedere, non influ in alcun modo sullo stato della nave. Continuai pertanto a osservare l'operazione in corso sul castello. Procedeva molto lentamente, tanto che persino il comandante dopo un po' ci rinunci, mettendosi ad andare avanti e indietro a grandi passi sul fianco di sinistra della nave, ignorando rollio e beccheggio - e, suppongo, anche l'inarcarsi e insellarsi della nave - in un modo che parlava chiaro circa il numero di anni che aveva passato compiendo esattamente quelle gesta. Mi parve che sarebbe stato capace, se la nave - Dio ne scampi! - avesse fatto scuffia, di procedere con la sua aria immusonita oltre il bordo, mentre rollava, seguendo il moto, e poi di mettersi ad andare avanti e indietro a grandi passi lungo la chiglia, quasi in attesa che il tenente Bent escogitasse una matassa di cime, bozzelli, aste e tela per rimettere diritta la nave! Lui e le sue certezze erano molto simili al movimento dei cieli stellati.
Su per la scala stava arrivando il minuscolo Pike, con il viso bagnato di lacrime, che il vento disperdeva, ma che gli occhi rimpiazzavano immediatamente. Avanz barcollando, mi cadde addosso, mi abbranc con entrambe le braccia e mi pianse sul diaframma, mormorando:
Phoebe! Oh, la mia piccola Phoebe...
Buon Dio! Morta?
Il comandante aveva interrotto il proprio andirivieni e ci si accost in tutta fretta, scrutando Pike dall'alto in basso.
Chi  morto?
Dicono che sta morendo. Oh, la mia piccola Phoebe!
 il signor Pike, comandante. E Phoebe  sua figlia. Ricomponetevi, Pike!
Chi dice che vostra figlia sta morendo, signore?
Il signor Pike tir su con il naso ed esplose un singulto.
Mia moglie, comandante, e la signorina Granham.
Su, Pike, diss'io. Non sono medici n l'una n l'altra, lo sapete! Vi ho detto dei miei fratellini, no? Sempre in mezzo a guerre e...
Pike si liber dalla mia presa, barcoll e si aggrapp al parapetto.
Se soltanto poteste ridurre il moto, comandante! Le distrugge, capite...
Il comandante Anderson gli rispose in quello che secondo lui era un tono cortese.
Impossibile, signor Pike. Non posso diffondermi nei motivi, ma dovete credermi se vi dico che nessuna forza al mondo potrebbe fermare tale moto.
Quindi rimanemmo tutti e tre in silenzio. Pike si ripul il volto con una manica e poi lentamente, malinconicamente, cal e scomparve sotto coperta.
Fu allora che mi venne l'idea.
Comandante!
Ma ancora una volta lui aveva lo sguardo fisso verso prua.
Comandante! Comandante! Nelson...
Il comandante fece dietro front e, esplodendo un autentico getto sibilante d'aria, mi sorpass in tutta fretta, scomparendo gi per la sua personale e santa scaletta, e mettendosi fuori della mia portata!
Al diavolo!
L'idea, infatti, era buona. Lo sapevo! Mi precipitai pertanto gi per le scale dietro a Pike, corsi alla porta della loro cabina... ed ebbi un'esitazione! Non era da me esitare, ma cos fu. Quindi alzai la mano per bussare... ma la lasciai ricadere. Tuttavia per la piccola doveva essere una situazione terribile! Aprii dunque con fermezza la porta.
La sorellina era distesa a un'estremit della cuccetta, appoggiata ad alcuni cuscini della stessa consistenza del granito. Stava pizzicando la faccia di una bambola di stracci e mi parve avere un'aria maledettamente imbronciata. La signora Pike e la signorina Granham erano chine sull'estremit opposta della cuccetta. Aprii la bocca per spiegare la mia idea, ma non riuscii a farne uscire una sola parola, dal momento che la signorina Granham doveva avere sentito o avvertito qualcosa. Infatti si volt... avevo quasi scritto si avvent, fissandomi negli occhi. Il suo viso sembrava privato della carne, e aveva gli occhi infossati.
Andate via, signor Talbot. Non dite nulla.
Fu un comando pronunciato con un tono di voce terrificante, che avrebbe fatto paura allo stesso Anderson. Scoprii di avere chiuso la porta, come se il braccio che lo aveva fatto non mi appartenesse pi. Quindi procedetti con cautela verso il salone passeggeri, dove trovai il signor Pike, sotto la finestra di poppa. Di quando in quando tirava su con il naso, ma era tranquillo. Mi venne in mente l'unico uomo della nave in cui riponessi una fiducia completa. Quindi scappai via, attraversando pericolosamente di corsa il ponte inclinato e afferrando Charles Summers per il braccio.
Devo parlarvi, Charles...
Mah, Edmund! Signor Talbot!
La bambina di Pike... Nelson...
Signor Talbot, avete passato la misura! Tornate nella vostra cabina, altrimenti vi ci far condurre con la forza!
Charles!
Liber il braccio con un autentico scrollone e poi si mise esplicitamente a dare ordini.
Tornai pertanto indietro, reggendomi al capodibanda di sopravvento.
Comunque penso tuttora che la mia fosse una buona idea. Nelson, che soffriva di mal de mer, soleva dormire in una branda sospesa a mo' di amaca. Se ne sarebbe dunque dovuta allestire una anche per la ragazzina, un'amaca da bambola, dove la piccola sarebbe stata comoda come e pi del signor Gibbs, ubriaco, gi nel quadratino! Derivando da ci il tanto necessario riposo, riuscendo forse addirittura a dormire e a recuperare un po' di forze. Mi venne improvviso il pensiero che se avessi provato con il signor Bent... ma in quel momento era impegolato tra cime e ordini. In ogni caso non tornai alla mia gabbia come ordinatomi da Charles, ma attesi ancora una volta accanto alla paratia frontale, per vedere come andasse l'operazione. Che tuttavia procedeva con lentezza, per cui finii con il ritirarmi in cabina, dove trovai l'inevitabile Wheeler, impegnato a sfregare il tavolato con uno strofinaccio e a fingere con il medesimo di raccogliere l'acqua di mare, che gi, mentre lui cos faceva, veniva sostituita da una quantit ancora maggiore, proveniente dal corridoio.
Fuori, Wheeler!
Mi ero dimenticato l'accordo pattuito in istato di ubriachezza, e quell'ordine mi era ormai diventato abitudinario. Per cui, invece di obbedire, Wheeler si sollev da ginocchioni, strofinaccio in mano, e mi si avvicin.
Quindi disse a bassa voce: Ha un bel po' di moto, vero, signore?
Siete gi fuori con la testa, Wheeler! Adesso, fuori tutto intero!
Non posso annegare, signore. Non un'altra volta. Non  possibile.
Sembrava calmo, nonostante la totale insensatezza di ci che aveva detto. Non trovando niente da replicare, borbottai non so
che. Quindi rimanemmo l in piedi, lui con lo sguardo fisso nel mio viso, quasi pieno di aspettativa e forse di speranza. Ma di quale utilit poteva essere Lord Talbot?
Suon la campana, seguita da una serie di rumori provenienti da tutta la nave... grida e pesante trepestare di piedi, l dove si stava procedendo al cambio della guardia. Wheeler fece dietro front con un profondo sospiro e se ne and. Essere impotente di fronte a un tanto palese stato di necessit; e d'altra parte avere un'idea veramente preziosa cui nessuno voleva prestare ascolto; scoprire che la nave non stava tanto andando a pezzi quanto decomponendosi; e scoprire uomini come Charles Summers, Wheeler e il signor Gibbs che sembravano modificarsi, come se qualcosa di simile stesse avvenendo anche nel loro intimo... qualsiasi cosa avessi previsto o programmato nel corso di quei lontani giorni in Inghilterra, quando mi era stata resa nota la natura del mio incarico, appariva ora una supposizione infantile, che era totalmente subordinata al fatto di dover tentare di superare lo stato di pericolo in cui ci trovavamo e che rischiava di venire dal medesimo cancellata! Lo stesso incarico, come capivo in quel momento, sarebbe stato subordinato a un mondo al tempo stesso pi duro e pi complesso di quanto avessi previsto.
Con una sorta di sensazione di gelo, che mi si diffuse addosso come un cambiamento di clima, capii il significato dell'espressione trincatura. Charles Summers aveva dunque effettivamente proposto che si provvedesse a lenire insieme la nave! Avrebbe impiegato i nostri grossi cavi come estrema risorsa nel tentativo di impedire al legname di sfasciarsi! Gli ufficiali avevano cercato di blandirmi, con le loro assicurazioni! Mi avevano mentito per quella che ritenevano essere una giusta causa! Ci trovavamo effettivamente in un pericolo mortale! Finalmente rilasciai il respiro, mi detersi la fronte e mi sedetti alla ribalta di scrittura. Dopo avere ponzato un po', tirai fuori il presente diario e lo sfogliai, leggendo qua e l, come se nella saggezza annotata di Edmund Talbot potessi scoprire una soluzione per le nostre difficolt. Sarebbe stato, un giorno, il libro, bellamente rilegato? E avrebbe fatto mostra di s in un qualsivoglia scaffale, in uno di quelli dei miei discendenti? Diario di Talbot! Ma gli mancava la forma accidentale della narrazione, che Colley e il destino avevano imposto all'altro volume! Avevo pensato che potesse, per cos dire, centrarsi sui casi di Jack Deverel. Ma proprio nel momento in cui costui prometteva di occupare il centro della scena, ne era fuggito! Si era tolto di mezzo da questo teatro per spostarsi in un altro dove, ahim, non potevo seguirlo! Quindi, di nuovo, il suddetto diario era diventato una dolce, per quanto dolorosa, cronaca di come il giovane signor Talbot si fosse innamorato... ma il caro Oggetto della mia passione mi era stato soffiato - impietosamente quanto si voglia -, lasciandomi ai sogni e ai versi latini! Ogni prolungamento di tale legame, ogni suo godimento doveva essere di tale lungimiranza che per un momento provai la sensazione di panico - tale da togliere il fiato - che tutto il suddetto legame dovesse logorarsi, rivelandosi il pi comune dei flirt in margine a una cena e a un ballo! Pensiero che scacciai, come non degno della minima attenzione, non appena si present. Nell'istante medesimo di tale ingeneroso pensiero, il viso e la figura, l'essenza stessa di quel massimamente prezioso Oggetto - quel Prodigy! - balenarono sulle tavolette della mia memoria, restituendo il tutto alla sua giusta posizione.
NOTA: Evidentemente le tavolette del versetto di Abacuc, di cui alla nota 10 del capitolo precedente. FINE NOTA.
L'ultimo sguardo che mi aveva rivolto e le ultime parole che mi aveva mormorato... oh, no, quella giovane era tutto ci che avevo sognato! Eppure, rammentando non una fantasia poetica, ma una giovane dama autentica, fatta di respiro, sensazioni e parole, fatta di tanta intelligenza ed esprit, non potevo dubitare che avrebbe dato il via a un parallelo esame di quanto io potessi risultare consigliabile, qualificabile, possibile, probabile... ebbi una fuggevole visione di me stesso attraverso i suoi occhi, ora, quel giovane cos chiaramente pris, e che ora lei rivedeva l, lasciato in un bastimento impantanato e disalberato, diretto a un'altra destinazione! Un pensiero desolante.
Inoltre Lady Somerset aveva scritto che lo scambio di lettere avrebbe potuto venire interrotto secondo il desiderio di una qualsiasi delle due parti! Non vi era impegno per nessuno.
Che cosa avevo previsto? La mia carica alla baia di Sydney, un bello studio nella residenza del governatore. L avrei fatto tesoro dell'abitudine allo studio, dell'approccio metodico, che mi avrebbero posto in grado di padroneggiare qualsiasi questione, per quanto complessa e mai sperimentata... o almeno, di padroneggiarla meglio di chiunque altro! Quindi, nella vita sociale che circondava Sua Eccellenza, avrei incurantemente padroneggiato
una questione, non lasciando mai trapelare come tale mia sicurezza fosse effetto di ore e ore di lavoro indefesso! Sarei stato un Burghley della Regina Elisabetta presso Sua Eccellenza.
NOTA: Cecil William, primo Barone di Burghley (1520-1598), uomo politico inglese, consigliere di Elisabetta PRIMA. FINE NOTA.
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CAPITOLO 16.
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Era un'evidente follia! Balzai in piedi, ma la mia gabbia non era prevista per un uomo impegnato in balzi intesi a placare il tormento della mente. Quindi, con tutta la rapidit e la sveltezza consentite dalla nave, mi diressi verso il pi ampio spazio costituito dal salone passeggeri. Ma avevo appena aperto la porta, quando Oldmeadow, l'ufficiale dell'esercito, che mi seguiva dappresso, l'oltrepass con me, gettandosi su una sedia all'estremit di sopravvento del tavolo principale. Era in abiti civili, che lo facevano stare meglio: un giovane di discreta educazione e buon senso.
Talbot, vecchio mio...
Ma in quel momento il tempestoso botto di un'onda e un soprassalto della poppa, con un pi rapido scossone a dritta, lo costrinse ad aggrapparsi con entrambe le mani al tavolo che aveva davanti.
Al diavolo il mare e con esso tutta la Marina!
A me, in compenso, tocc aggrapparmi all'altra estremit del tavolo, reggendomi stretto.
Fanno del loro meglio, Oldmeadow!
Be', non basta, dico io. Se avessi saputo quanto sarebbe stato lungo e faticoso questo viaggio, avrei dato le dimissioni dal grado!
Dobbiamo adattarci.
S, perfettamente d'accordo, signor Talbot. Ma sapete certamente che stiamo andando a fondo, o lo faremo, o potremmo farlo... ve lo dico in confidenza. I miei uomini sanno tutto. A dire il vero lo sapevano anche prima di me!  sempre cos, sapete?
Che cosa avete detto loro?
Che cosa, secondo voi? Gli ho detto che sono soldati e che la nave  una faccenda che riguarda la Marina, non loro. Quindi esplose nella sua risata improvvisa e gracchiante, a mento ritratto. Gli ho detto che se, devono annegare, lo facciano come si deve, con l'uniforme in condizioni perfette e il moschetto pulito. Ho anche ordinato al caporale Jackson, nel caso avesse scoperto che stavamo affondando, di metterli allineati e coperti, e di rimanere in attesa di ordini.
A che pr, tutto ci?
Avete qualcosa di meglio da suggerirmi?
Non c' nessuna possibilit... Summers mi assicura che non affonderemo.
Stavo per ricamarci sopra, quando la porta si apr violentemente, come normale con tempo agitato, e irruppe il corpulento signor Brocklebank, retto da una parte dalla moglie e dall'altra da Phillips, che lo guidarono con qualche difficolt a una sedia a mezzo tra me e Oldmeadow, andandosene. Il poveretto mi parve avere perso met della propria consistenza. Le sue guance grasse apparivano pendule come quelle di una certa Regia Personalit, anche se la sua estrema floridezza non reggeva pi il confronto.
Signor Brocklebank! Mi  stato riferito che siete stato costretto in cuccetta! Possiamo congratularci entrambi per la guarigione?
Non sono guarito, signor Talbot. Si pensa che un po' di movimento possa farmi stare meglio. Sono messo male. Ma, a quanto mi dice mia moglie, lo  anche la nave. Sto raccogliendo tutte le forze che mi rimangono al fine di poter presenziare all'operazione della cima scorticatoria. L'occhio dell'artista...
Ammiro la vostra devozione all'arte, signore, ma la nave non  affatto messa male! Ho la parola del primo ufficiale! Diavolo, credete che sarei cos allegro, se fossimo in procinto di andare a fondo?
E azzardai una risatina, la quale tuttavia ebbe un successo talmente scarso da far scoppiare a ridere di cuore sia Oldmeadow che il signor Brocklebank, cosa che mi fece a mia volta ridere... cos che eccoci l tutti e tre, mentre il mare assumeva un'inclinazione folle fuori della finestra di poppa e barlumi del nuovo sole correvano per il salone seguendo il moto della nave, a ridere come se quel luogo fosse un manicomio.
Be', disse finalmente Oldmeadow, noi militari siamo fortunati, perch sappiamo che cosa fare.
Vi dico che non stiamo per affondare!
Brocklebank mi ignor.
Ho molto riflettuto sulla situazione, signori. Rannicchiato come me ne stavo nella mia cuccetta, ho avuto molto tempo per esaminare il nostro futuro. Si trattava di un problema, capite. Sono riuscito a formulare il grande problema.
Gettai un'occhiata a Oldmeadow, per vedere se pensava, al pari di me, che il signor Brocklebank stesse come al solito esibendo il risultato delle sue estreme e consuete libagioni. Invece Oldmeadow guardava lui, senza dire niente. Il vecchio continu:
Voglio dire, signori, che sappiamo benissimo come facciano ad andare perdute le navi. Incappano in scogli. Ci sono tentativi di raggiungere la costa, eccetera eccetera. Oppure affondano in azione di guerra. Avrete visto almeno una dozzina di quadri... il fumo della battaglia disposto come si conviene, e in primo piano il troncone spezzato di un albero, con aggrappate tre figurette. C' una scialuppa della nave che si dirige alla loro volta, per raccoglierle, con Sir Henry Summers, ancora aspirante guardiamarina, a poppa... in distanza, sullo sfondo, attraverso un velo confacentemente disposto di fumo, compare, in fiamme, il Vascello di Sua Maest Chissach... tutto  gi stato visto, annotato.
Non sono sicuro, signore, di...
Il problema? Eccolo. Come affonda una nave, quando non c' nessuno a osservare o annotare l'evento? Ogni anno - voi giovani non ricorderete la pace, ma anche in tempo di pace - affondano diverse navi. Non vanno a sbattere contro scogli o ad arenarsi sulla sabbia. Non sono di quelle che diventano carcasse per il trasporto di prigionieri o provviste, il loro fasciame non marcisce in questo o quell'estuario. Oltrepassano l'orizzonte, signori, e finiscono in un mistero. Diventano navi "in ritardo". Nessuno fa un quadro della Jean and Mary sola nel mare, che sparisce tra i flutti, inghiottita...
Per il diavolo, signor Brocklebank, ho detto che il primo ufficiale...
Chiss dove, in un cerchio di mare non diverso da alcuna altra parte, arrivano a concludere...
Sentite, amico, possono essere prese a collo come  successo a noi, scuffiare, ma non perdere gli alberi di gabbia e quindi affondare con un gorgoglio, credo... ehm, con un gran blaterar preghiere e bestemmie, urli e strepiti, grida di aiuto dove non c' alcuna...
Ma, vedete, signor Talbot, il tempo pu essere bello, l'acqua furtiva. Striscia su di loro, sopra di loro. Loro pompano fino a essere esausti, e a quel punto l'acqua vince. Si dice che vinca sempre.
Alzatomi, barcollai.
Una volta per tutte, signor Brocklebank, non stiamo per andare a fondo! Non dovete parlare cos e, se non riuscite a escogitare un modo per dipingere l'evento, mi dispiace certamente, tuttavia, se proprio devo dirvi il vero, non pi di tanto...
Voi mi fraintendete, signore. Non sto pensando alla pittura. Oh, s, ci sarebbe un quadro grandioso, terribile, da dipingere, per chi si trovasse su una nave che sta affondando, chiss dove, ovunque, perduta con tutto l'equipaggio, in ritardo, il mare, il cielo e la nave... ma non io, signore. Inoltre, quale cliente mi chiederebbe una tela del genere? Quanto costerebbe una simile incisione? No, egregio signore. Non  questione di pittura, ma di comportamento.
Oldmeadow torn a gracchiare.
Per Giove, Talbot, costui ha messo il dito sulla piaga!
Il signor Oldmeadow capisce. La mia meditazione  stata lunga. Come affoga un uomo, quando vede il fatto accadere? E una questione di dignit, signor Talbot. Io devo averla. Come devo affogare? Vi sarei grato, signor Talbot, se chiamaste qui il vostro servitore.
Wheeler! Wheeler, dico! Dannazione, Wheeler, dove siete mai... ah, eccovi!
Chiedo scusa, signore. Mi avete chiamato?
A rispondere fu Brocklebank.
Vedete, Wheeler, siamo interessati a una certa questione. Voi siete probabilmente l'unico uomo vivente che abbia avuto quella che dev'essere un'esperienza tremendamente spiacevole. Vi saremmo grati se ci raccontaste...
Lo interruppi.
Brocklebank, non potete! Non credo che costui sia guarito, se mai lo sar!
Wheeler stava spostando lo sguardo a turno dall'uno all'altro di noi.
No, no, Wheeler! Il signor Brocklebank non aveva pensato... sono sicuro che ha voluto scherzare!
Oldmeadow rabbrivid, quasi davanti alla visione di qualcuno che calpestasse la sua tomba a venire.
Dio, Talbot! Sarebbe come chiedere a un povero diavolo, com' andata, dopo che l'hanno impiccato!
Una forte convulsione intima parve scuotere Wheeler da capo a piedi.
Raccontare?
Brocklebank sventagli la mano in tono cordiale.
Non importa, amico mio. Sono in minoranza.
Wheeler mi guard.
Nient'altro, signore?
Mi... mi dispiace. S.  tutto, grazie.
Wheeler si inchin in un modo che non avevo mai visto. Quindi se ne and.
Io mi rivolsi a Brocklebank.
Mi spiace avervi interrotto, signore, ma veramente!
Continuo a fare fatica a capirvi, signor Talbot. Abbiamo avuto quella che avrebbe benissimo potuto essere un'occasione unica per capire la vita... e, ci che pi importa, la morte!
Mi alzai.
Credo, signor Brocklebank, non essendo un devoto della Musa, come voi, di essere pi che contento di continuare ad aspettare l'evento.
Quindi me ne andai per cercare Wheeler e dargli la douceur meritatagli, a mio parere, dalle domande dell'artista.
Ma Wheeler non era n nel corridoio n nella mia gabbia, dove rimasi, con lo sguardo fisso n pi n meno che su questo libro, che stava posato sulla ribalta di scrittura. Il fatto si  che Wheeler mi aveva riempito di una paura che a sua volta mi aveva fatto inzuppare di sudore freddo. Fosse la mia recente escursione nei territori della poesia, o fosse il suo sguardo fisso su qualcosa che esisteva solamente per lui... ma che non poteva appartenere a lui soltanto! Era probabile che potessi con lui condividerlo! Mi vorticarono per la mente immagini degli ultimi istanti. Ammutinamento... lotta per i pochi posti rimasti nelle scialuppe, le guardie del corpo del signor Jones che abbattevano a colpi di mazza gli oppositori, mentre sua maest procedeva con calma verso la sua assicurazione privata!
Immagini che esercitarono evidentemente su di me un effetto peggiore di quanto prevedessi, visto che ritrovai conoscenza nel corridoio. Ero aggrappato al mancorrente sistemato accanto alla mia porta e non mi ero messo l'incerata. Non ricordo di avere aperto la porta. Mi ritrovai semplicemente l dov'ero. Il cuore mi batteva come se avessi fatto una gara di corsa.
Sulla porta per il cui tramite si accedeva alla mezzeria, c'era proprio il signor Jones, con addosso l'incerata, anche se una volta tanto non sembrava necessaria. Eravamo circondati da un mare colore blu scuro, con cavalloni bianchi che correvano al traverso della nostra rotta.
Allora, signor Jones, hanno gi tolto un po' di alghe?
Credo di s, signor Talbot. Alcuni sostengono di averne visto un po' andarsene, ma personalmente non potrei dire niente.
Ne ho visto io stesso un po' nella nostra scia, l'altro giorno. Credo che dipendesse dal fatto che il signor Bent aveva "pulito i corsi dei torelli nella parte non visibile della chiglia".
Concetto troppo nautico per un semplice bottegaio, signore.
Intendo dire che le sue attivit con la cima scorticatoria hanno avuto un successo inatteso.
Non posso che approvare il modo in cui si preoccupa dei miei investimenti.
Siete dunque proprietario della nave come di tutto il resto?
Non cercai nemmeno di impedire all'irritazione e all'antipatia di trasparire dalla mia voce. Ma il commissario di bordo, in tono discretamente tranquillo, continu:
No, no. Rimane di propriet della Corona. Ma  questione di certi miei beni sistemati nella stiva, che si avarierebbero nel caso che l'acqua a bordo aumentasse.
Il primo ufficiale...
Vi ha assicurato che l'acqua non sta aumentando. S, lo so. Ma nel mio modo tronfio e da bottegaio, mi sono chiesto se le alghe che il signor Bent  cos ansioso di scorticare via dallo scafo della nave non siano in realt proprio loro a impedire all'acqua di filtrare all'interno.
Il signor Bent...
 un giovane gentiluomo dai modi convincenti. Credo, signore, che sarebbe capace di vendere qualsiasi cosa, se appena ci si provasse. Persino merci avariate.
I possibili effetti della rimozione delle alghe saranno stati considerati.
Faccio notare che il primo ufficiale sta collaborando all'operazione con riserva.
Certo. Per lui ...
Quella parola non mi andava di pronunciarla. Sarebbe stato come attribuire a Charles Summers una debolezza quasi femminile. Il commissario di bordo gir la testa sul collo massiccio e mi guard negli occhi. Quindi, parlando a bassa voce, chiese: E?
Non risposi nulla. Geloso  una parola pericolosa. Quindi il signor Jones torn a guardare verso il castello. Io me ne rimasi
l in piedi, non reggendomi con nient'altro che con i piedi tenuti ben larghi, dal momento che il cambiamento di rotta proposto dal signor Bent aveva avuto un effetto stabilizzante sui nostri movimenti. Dopo di che, in piedi appena oltre l'apertura che dava sulla mezzeria, osservammo insieme lo svolgersi dell'operazione. I gruppi di uomini sui due lati della nave stavano muovendosi a ritmo e con moto alternato. Ma a un certo punto, mentre guardavamo, al risuonare stentoreo di un ordine, si misero entrambi in posizione di riposo, le sagole flosce in mano. Capii che cosa stava succedendo. Dal momento che il nostro sartiame era caduto sui fianchi del bastimento, di quando in quando si doveva per forza arrivare a un punto dove era necessario far passare la cima scorticatoria fuori bordo, per poi ritirarla di nuovo affinch l'operazione potesse proseguire. Appunto una pausa di tal genere si stavano godendo gli uomini in quel momento, e inaspettatamente prolungata, per di pi, visto che la campana della nave torn a suonare, seguita da un fischietto e dal grido: In alto i cuori! Rappresentava, ritengo, un altro esempio di quanto fosse ossificata l'Arma di No, questo fatto che un'operazione di vitale importanza, che avrebbe potuto far aumentare la nostra velocit, dovesse venire interrotta per consentire all'equipaggio di ingollarsi quello che Colley aveva definito l'icore fiammante! I gruppi di marinai stavano sciamando gi dal castello, lasciando l, in attesa accanto alle cime abbandonate, gli ufficiali, Cumbershum, Bent e Summers, senza dubbio rosi dall'impazienza. Che cos'aveva detto il maestro d'ascia, tutte quelle settimane prima, quando avevo per la prima volta sentito pronunciare l'espressione cima scorticatoria? Secondo loro non  possibile carenarla, di riffa o di raffa, in modo da raspare via dal fondo tutte le alghe che si pu... e il cannoniere, signor Askew... Se tirano via le alghe da sotto, rischia che insieme viene via anche il fondo.
 un'operazione da fare in porto.
Ebbi qualche difficolt a capire chi fosse stato a dirlo, in quel momento, ad alta voce.
Non  certamente una situazione in cui si possano permettere un errore, signor Talbot.
No davvero. Infatti pensavo proprio di procurarmi per il vostro tramite un contenitore impermeabile e galleggiante per i miei manoscritti, in modo che abbiano qualche probabilit di raggiungere almeno un lettore.
Era una battuta, naturalmente, ma tanto fiacca che il signor Jones annu in tono serio.
Ci voltammo ancora una volta a guardare. Gli uomini si stavano inerpicando per tornare al cavo. Poi d'improvviso vidi che Charles Summers stava gesticolando rivolto al signor Bent con una furia che non gli era propria. I due signori si impegnarono in una discussione animata. Il commissario di bordo si agit, a disagio, mi parve.
Credete che ci sia qualcosa che veramente non va, signor Talbot?
Ma d'improvviso mi venne in mente che Charles Summers un tempo era... era ancora... mio amico, per cui non appariva corretto che lo criticassi. Quindi scrollai leggermente le spalle, feci dietro front e montai per la scala fino al casseretto, dove ancora una volta c'era il comandante Anderson in piedi accanto alla battagliola di proravia, con l'imbronciato sguardo fisso sulla propria nave.
Non  un'operazione che sarebbe opportuno fare in porto, comandante?
Si volt a guardarmi, quindi apr la bocca, per poi tornare a chiuderla. Mi voltai anch'io. Da quel punto elevato era possibile distinguere con maggiore chiarezza lo schema di ci che si stava eseguendo. La cima scorticatoria non era un semplice cavo nudo, ma a intervalli regolari dalle due estremit ne dipartivano altre cime secondarie, stese o attorcigliate sul ponte. Ma la complessit di tutto ci va al di l delle mie nozioni marinare e delle mie capacit descrittive.
Sono veramente alghe, comandante, quella grande chiazza alla linea di galleggiamento?
Il comandante grugn: Da sotto, un po' ne sono ormai state tagliate via. Ma ce ne sono certamente altre.
E la nostra velocit aumenter ulteriormente?
Cos si spera.
Di quanto, comandante?
Il comandante Anderson si esib nel segno di fastidio che molti trovavano tanto terrorizzante. Vale a dire che spinse la mascella in avanti, calandovi sopra la massa accigliata del viso.
Oh, non rispondete, comandante! Naturalmente  cosa che non mi riguarda... anche se penso di avere molto in gioco in questa faccenda, come chiunque altro.
In gioco, signore? Che cosa?
La vita.
A quel punto s che il comandante si degn finalmente di guardarmi. Ma fu come dall'intimo e minacciosamente. Un'onda anomala, che spazz il castello, invest la mezzeria e fece tremare il casseretto, distogliendo la mia attenzione da tutto ci che non fosse l'urgenza di mantenere l'equilibrio. Era la mia immaginazione, oppure il casseretto si muoveva in un modo che non trovava riscontro nel resto della nave? Il vento era molto freddo, tanto che rimpiansi di non avere l'incerata. Nondimeno seguii con lo sguardo un'intera sequenza di onde e rollate, senza tuttavia riuscire a distinguere una seconda volta quel particolare movimento.
Mi si dice che  stata messa malamente fuori assetto.
Il comandante Anderson inspir aria con un sibilo. Le nocche, sulla battagliola, apparivano di un bianco sporco. Quindi rugg: Signor Summers!
Charles si ferm e prese un megafono. La sua voce arriv dal capo opposto della nave con la curiosa risonanza ultraterrena propria di quello strumento.
S, signore?
Perch questo ritardo?
Un intoppo, signore. Stiamo tentando di sbloccarlo.
"Tentando", signor Summers?
S: "tentando".
E cos detto Charles volt la testa per parlare brevemente con il signor Bent, il quale fece il saluto e venne di corsa verso poppa, parlando gi dalla mezzeria, rivolto all'ins verso la nostra postazione elevata.
Noi pensiamo che sia corallo vecchio, signore. L'ultima missione della nave  stata nelle Indie Occidentali. Pensiamo che si tratti di corallo morto, l sotto, per cui potrebbe essere necessario procedere con pi energia di un semplice va e vieni.
"Noi", signor Bent?
Il signor Summers lo ritiene possibile. Ho suggerito di portare una cima all'argano di tonneggio di prora, ma lui non vuole arrivare fino l per una serie di ragioni.
E voi, signor Bent?
Penso che tanto per cominciare dovremmo provare con un paranco.
Il comandante Anderson per un po' non disse nulla, esibendosi in piccoli movimenti masticatori. Eccettuati i quali, in lui non
si muoveva nient'altro se non la gamba destra... la gamba di dritta, che si fletteva e tendeva, ne sono sicuro, senza che lui ne avesse coscienza. In definitiva, anche la mia gamba di dritta, e anche quella del signor Bent... cio, no. Dato che quest'ultimo era rivolto verso poppa, non si trattava forse della sua gamba di sinistra? Dipende se, eccetera. Sono veramente arcistufo di questa tiritera nautica! Tutti noi, insomma, flettevamo e tendevamo la debita gamba, come facevamo, su quella nave, in ogni occasione in cui non si fosse seduti o sdraiati. Un brandello di comportamento inconsapevole che ci si era appiccicato, senza compensazione di sorta per la sofferenza sicuramente comportata dalla sua acquisizione.
Il comandante Anderson annu. Molto bene, signor Bent. Ma...
Adagio, signore?
Il comandante Anderson sorrise! Davvero! Quindi minacci il giovane con l'indice.
Ehi, ehi, signor Bent. Aspettate che sia io a dirlo. S: adagio.
S, s, signore.
Buon Dio... ma in tutto ci c'era della malizia!.
A quel punto sopravvenne una di quelle pause interminabili proprie di una nave, allorch i marinai non sembrano fare altro che dar di piglio a cavi. Evidentemente bisognava tornare a far scorrere le cime. Il signor Summers, apparentemente, stava servendosi di un portello di ombrinale vicino alla paratia frontale del castello, e anche delle bitte... Oh, Signore! E un'autentica matassa di cime e bozzelli... si discuteva. Finalmente una squadra di uomini venne comandata all'estremit di una cima, con l'ordine di tirarla al grido di Arri, hop, cavallini!, grido che, non avendo prodotto alcun risultato, venne con precisi ordini modificato prima in Via!, poi in Dateci dentro! e infine in un Sputate i polmoni!, che in effetti produsse un certo risultato. Infatti si sent uno schiocco simile - stavo per dire - a un colpo di pistola, ma perch non a una cima che si spezza? Perch proprio di ci si trattava, e li mand tutti a gambe all'aria. Ce ne volle, per riparare la matassa. Per cui andai nel salone passeggeri a mangiare ancora un po' di carne fredda, dopo di che tornai l. La matassa era di nuovo a posto, e gli uomini impegnati nei loro movimenti. Il cavo attaccato alla cima scorticatoria era teso rigido e rimaneva immobile.
Ancora una volta il signor Bent venne al piccolo galoppo verso poppa.
Riteniamo sia il caso di usare l'argano, signore.
Il comandante Anderson si raddrizz bruscamente. Quindi fece dietro front e prese ad andare avanti e indietro a grandi passi, con le mani giunte dietro la schiena. Il tenente di vascello Bent rimase in attesa. Un'altra grossa onda pass sotto di noi...
Ne fui sicuro. Nel punto in cui il comandante si stava allontanando da me, tenendo le gambe ben larghe, il ponte si era ripetutamente mosso in un modo assolutamente diverso rispetto tanto al castello quanto alla mezzeria!
Il comandante torn.
Il signor Summers  d'accordo?
Secondo lui l'ordine deve partire da voi, signore.
Persona giusta al posto giusto, signor Bent. E non si riesce a spostare la cima verso prora?
Secondo me... secondo noi la cima  penetrata nel corallo, per cui non si riesce pi a spostarla n verso prua n verso poppa.
E Gibbs che cosa dice?
Il signor Bent sorrise.
Dice: "Forse  corallo e forse no", signore.
Benissimo. I miei omaggi al primo ufficiale, e ditegli di essere tanto cortese da venire qui.
Era stata la mia immaginazione, oppure il comandante Anderson aveva veramente condiviso con il tenente di vascello Bent una sorta di ammicco, di rimando, di opinione, nel pronunciare l'espressione primo ufficiale? Ma ormai ero abbastanza esperto degli usi di bordo per rendermi conto di quale mostruosa mancanza al dovere essa avrebbe rappresentato! No, era certamente stata la mia immaginazione. Infatti il comandante Anderson era tornato a calare il broncio e il tenente di vascello Bent stava procedendo al suo consueto piccolo galoppo verso il castello. Summers arriv da quella volta procedendo abbastanza in fretta, ma al passo. Il suo viso non mostrava alcuna espressione. In compagnia del comandante si allontan da me fino all'estrema poppa della nave, dove si fermarono entrambi. Della loro conversazione non colsi che alcune parole a caso, volate lontane da loro come foglie nel vento. A prua, intanto, con la sbrigativit che ormai mi stavo abituando ad aspettarmi da lui, il tenente di vascello Bent aveva riunito alcuni uomini delle altre squadre.
Responsabilit.
Mi vol accanto questa parola, pronunciata a voce piuttosto alta, come se Charles Summers l'avesse gi detta e ora la stesse ripetendo con enfasi.
Come si poteva essere sicuri che, strappando via o rompendo il corallo, insieme non si sarebbe spezzato anche il legno? E di nuovo quella parola, questa volta per da parte del comandante!
Responsabilit!
Volata via nel vento.
Il signor Summers torn indietro, passandomi accanto senza dire nulla. Il suo viso era di pietra, tutto il portamento, invece, quello di una persona piena d'ansia e irritazione. Come eravamo tutti cambiati! Charles, un tempo tanto equilibrato, e ora a volte con la luna di traverso e a volte no. Anderson, un tempo tanto distaccato, e ora l che sembrava mangiare dalla mano del signor Bent; e io...? Be', io ho dismesso di Edmund Talbot forse pi di quanto potrei rimpiangere.
Ora vi erano delle sagole che si staccavano dalla cima scorticatoria, e una cima principale che riuniva tutte le secondarie, portandole, non gi a un argano di tonneggio sotto coperta, ma all'enorme tamburo dell'argano sul castello, al quale alcuni marinai stavano applicando le sbarre. Nel freddo vento mi occorse che quell'operazione condotta laggi, inclinati sul mare e spazzati dall'acqua salina e dalla mitraglia della spuma; che quel lavoro compiuto da quegli individui dall'anello all'orecchio e con tanto di codino e ciuffo veniva compiuto a beneficio della mia vita; era qualcosa che avrebbe benissimo potuto provocare la conclusione di quella preziosa carriera verso cui il mio padrino mi aveva spinto!
Senza pensarci molto abbandonai la mia postazione sul casseretto e scesi nella mezzeria, con l'intenzione di guardare lungo la fiancata della nave e dare se possibile un'occhiata alla cima scorticatoria laddove essa spariva sott'acqua. Non so quale impulso mi avesse indotto a farlo, se non una nuova sensazione di urgenza, che mi riempiva di voglia di fare qualcosa! Un impulso non propriamente mio. Quella nave rispondeva a si dice, scandali e incubi come uno strumento a corde risponde all'archetto. I passeggeri, o perlomeno quelli in grado di lasciare la cuccetta, stavano ora raggruppati, direi quasi ammassati, al centro nave. C'era Bowles, avvolto in un cappotto pesante e intento a scrutare - con sguardo miope, mi parve - verso prua, il viso contorto in una smorfia, i riccioli scuri che gli svolazzavano tutto attorno al capo scoperto. Poi c'era nientemeno che il signor Brocklebank, il nostro pittore marino, ancora fuori della cuccetta, anche se per la prima volta da quando eravamo incappati nel brutto tempo! Ma che cambiamento! Il ventre, che un tempo inglobava il torace, sembrando calare fino alle ginocchia, si era ormai contratto in una protuberanza mensoliforme, situata tra l'ombelico e la parte superiore della coscia. Essa, come tutta la sua persona, era avviluppata in uno scialle o telo da viaggio, forse una coperta da carrozza, che aveva conosciuto giorni migliori. Il cappello di castoro era legato alla testa per mezzo di una striscia di stoffa, che gli passava sopra la calotta e sotto il mento. Non credo di sbagliarmi nel dire che si trattava di una calza da donna! La cui ex proprietaria, signora Brocklebank, se ne stava accucciata al riparo della di lui persona. Quando passai loro accanto, apr la coperta da carrozza, rannicchiandosi contro il marito e precisamente sotto la sua ascella destra. Il suo bel viso era pallido. Nessuno disse niente. Tutti gli occhi erano fissi sul lontano argano.
Ma a quel punto, quasi che il si dice, il brusio fosse diventato troppo forte per essere sopportato nelle parti prodiere della nave, dove gli emigranti vivevano meglio che potevano, questi ultimi presero prima a uscire nella mezzeria e poi a sciamarvi. Dagli ufficiali arrivarono grida irritate. Summers scese dal castello, mettendosi a parlare con loro e indicando a gran gesti le cime. Alle mie spalle dei passi fermi scesero i gradini che portavano al casseretto e alla poppa. Era naturalmente il comandante Anderson, che procedette maestosamente verso prua sul ponte grondante. Parl con Summers. Quindi con gli emigranti, i quali, come tante api che tornassero nell'alveare, si ritirarono a ritroso nell'ingresso del castello, cos che l'operazione non vide pi la loro presenza. Il comandante Anderson procedette con cautela attorno alla matassa e mont sullo stesso castello, sistemandovisi a proravia dell'argano e sul fianco di sinistra, dove si stava verificando l'intoppo. Dal mio canto mi arrampicai sulla battagliola sopraelevata del fianco di sinistra, reggendomici, quindi guardai fuori.
Colley ha detto molto dei colori! Devo ricordare quello delle varie cose. Scomparso il grigio, il cielo era di un azzurro intenso e il mare di un blu ancora pi scuro, sul quale cavalloni bianchi
facevano correre i propri variegati dorsi e poggi, nonch muri d'acqua. Il mare ne era coperto fino al terso orizzonte, mentre il sole fiammeggiava da un cielo in cui si stagliavano qua e l, nitide come incisioni, alcune nuvole bianche e tondeggianti. La murata della nostra nave aveva i colori di una vespa, come si conviene a un vascello da guerra, ovvero il nero e il giallo, e grondava acqua. Certamente la prima azione della cima, finch non si era inceppata, aveva avuto successo. Non vi era alcun dubbio. Un grande tappeto di alghe fluttuava infatti molte iarde oltre la suddetta murata. E, quando rollammo, le alghe verdi della linea di galleggiamento emersero attraverso quelle pi scure staccate dal fondo, che formavano un vero e proprio tappeto, ancora attaccato alla nave ma abbastanza facile a tagliare o strappare via se appena il movimento in avanti fosse aumentato o la cima scorticatoria avesse potuto essere spostata pi verso poppa. Il suddetto tappeto mi parve la visione pi fetida che potesse esserci. Di quando in quando, al suo margine esterno, intere carrettate di quella roba tubolare, gonfia e coriacea, con un contorno di granchietti e crostacei, se ne staccava e si allontanava, fluttuando con una neghittosit che la diceva lunga su come, nonostante tutto il suo rollare, insaccarsi, insellarsi, ricalcitrare e torcersi, la nave fosse quasi immobile nell'acqua. Tuttavia la cima scorticatoria aveva funzionato e avrebbe continuato a farlo. Un po' di alghe si erano staccate dal suo scafo.
Qualcuno sospir. Era Wheeler, al mio fianco, con lo sguardo fisso non gi sull'acqua, ma sul mio volto.
 vero, no, signore?
Risposi con un soffio di voce... in tutto quel vento e quella spuma, con quel rumore, con quella confusione
Che cosa, giovanotto?
Stanno correndo un rischio, vero, signore? Voi avete parlato con gli ufficiali, signore, vero?
Mi irrit oltre ogni tollerabilit.
Per amor di Dio, Wheeler! Dovete adattarvi a ci che succede come facciamo tutti.
Se ne and.
Sul castello il signor Gibbs si tocc disciplinatamente la fronte davanti al comandante e poi scese di sotto. Una massa staccata di alghe scorse via lentamente.
Ma si stava avvicinando il signor Brocklebank, che aveva proceduto strascicando i piedi con molta cautela e ora prese il posto lasciato libero da Wheeler al mio fianco.
 una scena degna del vostro pennello, signor Brocklebank.
Mi state offrendo una commissione, signor Talbot?
Io? Buon Dio! L'idea...
La signora Brocklebank, arrivata insieme al marito, mi cinguett da sotto la coperta:
Se appena il moto fosse un po' pi tranquillo, sono sicura che mio marito - Wilmot - sarebbe felice di farvi un ritratto, signor Talbot!
Che si dovesse sempre essere interrotti in maniera tanto stupida e priva di senso? Non risposi, fissando invece lo sguardo verso prua, dove si stava decidendo il nostro destino. Gesto che far capire quanto fossi sfinito e quanto invero tesi e ansiosi fossimo tutti noi passeggeri. Dei marinai non saprei che dire, ma in definitiva sono esseri umani anche loro e avevano tutti una vita da perdere. E in quale stato di ansia mi trovassi, lo si pu dedurre chiaramente dal fatto che preferii ignorare la signora Brocklebank, pur essendo la medesima una cosetta graziosa e sebbene mi fossi goduto i pochi attimi di conversazione che avevo passato in sua compagnia. Certo, nei giorni ormai lontani in cui ancora non avevamo perduto gli alberi... ma ci  irrilevante.
Era ricomparso il commissario di bordo, che se ne stava inzeppato fra me e il signor Brocklebank.
Vanno molto piano, quei cani lazzaroni, vero, signor Talbot?
Forse non gli importa come andr a finire, signor Jones, e tirano in lungo tanto per passare il brutto momento.
Pieni di debiti e dissoluti. Che cosa pu importargli di come andr a finire?
Se ci punzecchiate, non sanguiniamo forse?
Prego, signore?
Il signor Brocklebank si fece un attimo pi accosto.
Il signor Talbot stava facendo una citazione dal Mercante di Venezia. No, no, signor Talbot. Voi non conoscete gli strati sociali pi bassi, come li conosco io, che in vari periodi sono stato costretto a viverci in mezzo. Va di moda parlare della corruzione e dei vizi dell'alta societ. Ma essi non sono nulla in confronto a quelli della bassa societ, signor mio! Non dobbiamo mai scordare che i depravati li abbiamo sempre tra noi, come credo abbia
detto un qualche poeta. Anche qui a bordo... sono stato derubato, signore. Mentre stavo disteso in un letto di dolore...
Riemerse nuovamente la signora Brocklebank.
Dai, Wilmot, eravamo d'accordo di non parlarne. Per quanto mi riguarda, sono felice di veder sparire quella roba!
Gli uomini cominciarono a girare attorno all'argano.
Adagio!
Charles Summers era chino sulla murata e osservava la cima scorticatoria.
Forza, adesso!
Gli uomini accelerarono un po'. Tutte le cime srotolate sul ponte se ne sollevarono, facendo scomparire ciascuna la sua catenaria. Un gran fracasso di cigolii e gemiti si lev dalla nave o dalla cima o dall'argano o da tutti e tre insieme. Guardai fuori bordo nel momento in cui la nave si sollevava dall'acqua con tutte le sue alghe grondanti, per poi ripiombarvi. La cima scorticatoria era visibile dal ponte fino alle alghe. Non sembrava muoversi, tuttavia ne sprizzava l'acqua. Attorno all'argano vi fu un attimo di confusione. Gli uomini caddero uno addosso all'altro. La cima scorticatoria si mosse.
Tutto ci, nonch quello che segu, l'ho visto non una sola, ma ripetute volte in incubo, e mi accadr ancora. Nell'incubo la forma  pi grossa e si leva intimorente e spaventevole. Il mio spirito da sogno, alla stessa stregua di quello da sveglio, teme che una notte la cosa emerga, portando con s un carico di alghe che nasconde soltanto a met un volto. Non so quale volto, e non sto certamente l a crogiolarmi nel pensiero. Ma allora, quel mattino, nel vento, nell'aria salmastra, con la nave che rollava e ballava, vidi con occhi da sveglio, laggi, all'altezza di quella linea di galleggiamento cos follemente instabile, qualcosa di simile alla calotta di una testa che cercasse di emergere tra le alghe. Qualcuno, al mio fianco, lanci un urlo, un orrendo urlo maschile. La cosa si sollev, festonata sopra e tutto attorno da una carrettata di alghe. Era una testa, o un pugno, o l'avambraccio di qualcosa di enorme come il Leviatano. Rollava tra le alghe con la nave, si sollevava, sprofondava, tornava a sollevarsi...
Basta issare!
Ora so che si tratt di un ordine stupido e inutile. Infatti, gli uomini, gi caduti per l'improvviso movimento della cima scorticatoria, fuggirono dall'argano come se fossero impegnati in un'attivit illegale. Mi si dice che gli ufficiali subalterni usarono
gli starter e che la nave precipit nella confusione da un capo all'altro. Ma di tutto ci non vidi nulla. Non riuscivo a guardare altro che quella orrenda creatura che si stava levando dalle regioni ignote. La sua comparsa cancellava i fatti incerti del mare profondo, sembrando invece dar luce all'orribilmente ignoto. Pur nell'impossibilit del fatto, tuttavia, mentre la nave rollava e beccheggiava, il mare si trov dove non poteva essere e la cosa torreggi sopra di me, nera e grondante. Poi scivol di lato, mettendo in mostra un barlume di catrame algoso e di legname massiccio come la travatura di un capannone di raccolta delle decime: scivol di lato e scomparve.
...
.
...
CAPITOLO 17.
...
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...
Fermi!
Il famoso ruggito del comandante, arrivato in ritardo, questa volta, ma comunque da obbedire a rischio della pena di morte. Venne dalla mezzeria, dove costui era in qualche modo giunto nei secondi da me passati in preda al potere ipnotico della visione. Persino noi, passeggeri, ne avvertimmo la coazione, rimanendo immobili dove ci trovavamo.
Quindi il comandante Anderson continu a voce altissima:
Era un relitto rimasto impigliato sotto il pi di ruota, signor Summers.
Il pi di ruota, la cima scorticatoria l'aveva gi superato, signore. Credo invece che fosse un pezzo di chiglia di rollio.
Il comandante ringhi:
Era un relitto, signore! Un relitto! Chiaro?
S, s, signore.
Venite con me.
I due ufficiali procedettero a passi pesanti verso di noi. Il comandante Anderson ci ignor, continuando a impartire ordini.
Gli uomini si tengano pronti. Verificate gi nella stiva.
S, s, signore. Signor Cumbershum...
Poi, mentre salivano per la scala, Summers continu, con voce irritata: Si trattava senza dubbio della chiglia di rollio, signore. L'ho vista. La parte anteriore doveva essere marcia, per cui la cima dev'essere riuscita a incastrarcisi sotto, dopo di che ha continuato a incidere.
No, no, signor Summers, niente affatto! E non parlate a voce cos alta!
Credo che in circostanze come quelle che stavamo vivendo noi in quel momento, a una persona istruita e di buon senso possa capitare qualcosa di strano e forse in s intimidente come quello stesso mostro ligneo. Esiste un'abitudine congenita alla dignit, che afferma l'assoluta esigenza di proclamare, di fronte a un mondo di forza cieca e materiale, qualcosa come: Io sono un uomo. Sono pi che natura cieca! Di fronte a una simile imperativa scoperta o ingiunzione, mi trovai a frugarmi la mente in cerca di una parola o di un gesto che rendessero evidente tutto ci.
Credo che la chiglia, sia essa di rollio o di fondo, possa comunque essere definita "relitto".
Il signor Jones, al mio fianco, cerc senza riuscirci di raschiarsi la gola, quindi prov di nuovo. Non rivolse il viso verso di me, ma continu a tenere lo sguardo fisso sul punto dove era apparsa e scomparsa l'antica trave.
Come pu essere un relitto, signor Talbot?  andato a fondo.
Mi scoprii ad annuire saggiamente. Ma quando il significato delle sue parole arriv a destinazione, i piedi mi si radicarono al ponte come avevano fatto al momento della cannonata, o anche soltanto un attimo prima, al ruggito del comandante. Consapevole del fatto, esaminai la scena che avevo davanti come in cerca di qualcosa... un amico, forse. Gli uomini ora se ne stavano con le mani in mano, ma in silenzio. Gli emigranti erano rientrati ad ammassarsi dentro il castello, ma risultavano visibili attraverso il passaggio nel pallore dei volti. Il signor Bent emerse dai recessi sottostanti il medesimo castello in compagnia del signor Gibbs. Procedettero entrambi lungo il ponte verso di noi, con il primo che adeguava il proprio passo a quello del secondo. Tutto attorno a noi il sole splendeva e i marosi correvano bianchi e di slancio, come di slancio usava procedere il signor Bent ogni volta che, in precedenza, lo avevo visto spostarsi da una parte all'altra della nave. Ogni cresta, in quel mare vivo, appariva delineata con precisione, mentre l'orizzonte era una linea simile a quella formata da una cima sotto tensione. Il signor Gibbs stava parlando in un tono di voce addolorato.
Cosa vi aspettavate, signor Bent, voi due? Anche se si  strappato soltanto quel bullone passante e basta,  gi un bel pasticcio.
Be', turatelo!
Cosa credete che ero gi a fare? L'acqua adesso pu anche entrare, ma non certamente da quella parte!
Il signor Jones stropicci i piedi sul ponte, come se anch'essi vi fossero rimasti appiccicati. Quindi torn a raschiarsi la gola.
Be', signor Talbot, se non altro ho preso tutte le precauzioni possibili. Quindi scosse il capo con aria compiaciuta. Sono un po' particolare, sapete. La mia scialuppa, l sul picco di carico,  fornita di tutto il necessario.
Io non ne ho alcuna, signore! E nelle scialuppe non vedo posto nemmeno per bambini e donne!
Il signor Jones annu lentamente, come se si fosse anche lui accorto della mancanza. Poi, con altrettanta lentezza, scosse il capo.
Il signor Bent arriv gi dai gradini, nuovamente di slancio, procedendo allo stesso modo verso poppa, quasi fosse la personificazione di quell'aria luminosa, del vento e del mare. Il signor Gibbs lo seguiva come un ottuso ripensamento. Ultimo veniva Charles Summers, pallido e pensieroso. Mentre passava lo chiamai per nome, ma sembrava immerso in qualche riflessione, e non mi sent. Come non mi sent il signor Brocklebank, che ora si frapponeva tra me e il percorso che avrei dovuto seguire per tornare nella mia gabbia.
In definitiva mi era stato restituito, e sono assolutamente sicuro di averlo messo via nel cassetto pi basso. Non lo avete visto in giro, per caso, signor Talbot?
Ma sua moglie lo stava strattonando per la manica.
Oh, lascia perdere, Wilmot, caro! Sono pi che contenta di veder scomparire quell'orribile oggetto!
Quindi se ne andarono per la loro umidiccia strada, infilandosi prima di me nel corridoio. Il signor Brocklebank si stava esprimendo con la penosa chiarezza ed enfasi di cui si serve chi desideri mettere in chiaro la propria pazienza e comprensione in circostanze difficili, in particolare se rivolto alla moglie.
Era nel cassetto pi basso, sotto il mio letto. Cio, cuccetta, credo che si debba chiamarla, visto che mai letto  stato pi scomodo... e adesso non c' pi. Qui c' un ladro, e lo dir al signor Summers.
La signora Brocklebank, che non aveva mai smesso a sua volta di parlare, o piuttosto di cianciare, come una sorta di discanto sopra la base costituita dalla voce del marito, lo spinse letteralmente oltre la porta della loro gabbia, richiudendola dietro a entrambi.
Mi diressi anch'io verso la mia, di gabbia, quella che per qualche tempo era stata usata dal defunto reverendo James Colley.
La vita dovrebbe offrire la propria festa di esperienza in diverse portate. E noi dovremmo avere il tempo di assimilarne, se non digerirne, una, prima di attaccare la successiva. Dovremmo disporre di una pausa, non tanto per la contemplazione, quanto per il riposo. Invece la vita non agisce in un modo cos ragionevole, ma al contrario ammassa tutte le portate insieme, a volte due, tre, o quello che sembra un intero pasto, in un solo piatto. Cos fu nel mio - nel nostro - caso. Cercher dunque di riferire con la maggior cura possibile ci che avvenne successivamente. Quella tetra trave impregnata d'acqua stava ancora, suppongo,
affondando verso la melma dove Colley si reggeva sulle sue palle di cannone, quando mi accostai alla mia gabbia, cio: alla sua. L'ho tuttora davanti agli occhi, il fatto, e cerco di cambiarlo, ma non posso. Vidi che dentro c'era Wheeler. Capii che era lui, anche se attraverso la feritoia di aerazione risultavano visibili soltanto la sua calvizie e i due sboffi di capelli su entrambi i lati della testa. Poi, mentre la mia bocca si apriva per cacciarlo, con il severo divieto di continuare a frequentare la mia cabina al di l delle esigenze imposte dalla pulizia della medesima, la sua testa si pieg di lato e si sollev. Aveva gli occhi chiusi, un'espressione piena di pace. Quindi si port alle labbra un calice d'oro o di ottone. Infine la sua testa esplose e scomparve, dopo o contemporaneamente a o prima di - per quanto ne so - un lampo di luce. Dopo di che ogni cosa scomparve, mentre dalla feritoia di aerazione esplodeva una zaffata di fumo pungente. Il mio occhio sinistro fu, o era stato, colpito e riempito da una sostanza umida.
Non sentii niente. Non pare impossibile? Anche se altri sentirono l'esplosione dell'archibugio, io, che vi assistetti, non sentii niente.
Ho cercato infinite volte di disporre in un ordine logico ci che avevo visto, arrestandomi tuttavia sempre di fronte alla dura realt del fatto che non vi era stato alcun ordine, ma soltanto subitaneit. Il calice di ottone che Wheeler reggeva davanti al proprio volto pieno di pace non era altro che la bocca dell'archibugio del signor Brocklebank, ma del fatto mi resi conto solamente pi tardi. Alla mia esperienza appartenevano soltanto il viso pieno di pace, la testa che esplodeva, il lampo, il fumo... e il silenzio.
Mi allontanai barcollando dalla porta, sventolai il fumo, cercai di ripulirmi e aprire l'occhio sinistro bloccato... e vidi subito il colore della porcheria che avevo in mano, precipitandomi sul ponte di coperta, dove raggiunsi il parapetto accanto al signor Jones e oltre il medesimo vomitai.
Siete ferito, signor Talbot? Siete stato colpito?
Come tutta risposta, non feci altro che vomitare una seconda volta.
Voi non parlate, signor Talbot. Siete ferito? Che cos' successo?
Quindi arriv fino a me la voce del giovane di studio legale, signor Bowles.
Si tratta del cameriere Wheeler, signor Jones. Si  ucciso nella cabina che  attualmente occupata dal signor Talbot.
La voce priva di comprensione e calma del signor Jones gli rispose:
Perch mai lo avr fatto, signor Bowles? Era stato salvato dal mare. Era un uomo molto fortunato. Si potrebbe addirittura dire che fosse l'oggetto di una provvidenza particolare.
Le ginocchia mi cedettero. Crollai sul ponte e le voci svanirono lontane, mentre venivo colto da svenimento.
Rinvenni disteso sulla schiena, con la testa retta in grembo da qualcuno. Qualcun altro mi stava spugnando il viso con acqua fredda. Aperto l'altro occhio, scrutai un vivido bagliore riflesso da un soffitto di legno. Era il salone passeggeri e mi trovavo disteso su una panca. Sopra di me sentii la voce della signorina Granham!
Povero ragazzo! E dotato di molta pi sensibilit di quanto lui stesso sappia.
Segu un lungo periodo di moto pendolare. Mi resi conto che mi era stata tolta la giacca, slacciata la collarina e aperta la camicia. Mi tirai lentamente a sedere. Il grembo era quello della signora Brocklebank.
Credo che dovreste rimanere immobile per un po', signore.
Mi imbarcai in quella che avrebbe dovuto essere una lunga sequela di ringraziamenti e scuse, ma la signorina Granham era di parere diverso.
Dovete rimanere disteso immobile, signore. Celia porter qui un cuscino.
Cercai di togliermi dalla panca, ma lei mi tenne l fermo con sorprendente fermezza.
Grazie, signorina Granham, ma, credetemi, ora sono in grado di tornare di l.
Tornare, signore?
Be', alla mia gabbia... cabina, voglio dire!
 assai poco consigliabile. Almeno rimanete seduto per un po'.
Quello che ricordavo meglio di ogni altra cosa era la porcheria arrivatami nell'occhio. Inghiottii e mi guardai la mano. Era stata lavata, ma recava ancora un'indefinibile sfumatura di quelli che suppongo fossero resti di sangue secco, con sopra un po' di cervello. Inghiottii una seconda volta. E in quel momento mi sovvenne di essere senza casa! Ci che tuttora mi intriga  il fatto che tale sensazione di essere senza casa fu ci che mi colp pi di ogni altra cosa, tanto che ebbi qualche difficolt a trattenere le lacrime... lacrime per l'isolamento di quella gabbia o di un'altra simile, dove avevo passato tante ore - ma che cosa dico -tante settimane e mesi di noia! Ma, in quella che un tempo era la mia cuccetta, ora giaceva Zenobia, e a quella di Colley non era il caso di pensare.
Sono svenuto, suppongo, e senza alcun motivo! Gentili signore, le mie pi sincere...
Va meglio, signor Talbot?
Era Charles Summers.
Mi sono perfettamente ripreso, grazie.
Non  vero, signor Summers!
Ho alcune domande da fargli, signorina Granham.
No, signore!
Credetemi, signora, mi dispiace dell'esigenza. Ma in casi come questi bisogna provvedere acch le domande siano ufficiali e non vengano poste con ritardo. Dunque, signor Talbot: chi  stato?
Ma, signor Summers, veramente!
Scusatemi, signorina Granham. Allora, signore? Avete sentito la domanda. Devo ripeterla? Prima rispondete, prima la cabina di Colley... cio, la vostra cabina... potr essere... rifatta.
Rifatta, signore?  linguaggio da terraioli. Avreste dovuto dire "messa in stato e ordine perfetto".
Vedete che  guarito, signora? Bene, signor Talbot, come ho gi chiesto: "Chi  stato?"
Buon Dio! Lo sapete gi. Lui stesso.
Avete visto accadere il fatto?
S. Non ricordatemelo!
Davvero, signor Summers, lo si dovrebbe...
Per favore, signorina Granham. Un'altra domanda soltanto. Costui si era autonominato vostro servitore. Potrebbe aver lasciato cadere l qualche frase... avete qualche idea del perch il povero disgraziato lo abbia fatto?
Ci pensai per un po'. Ma a petto del fatto di sangue, i miei pensieri erano futili e vaganti.
No, signore. Neanche la pi vaga.
D'improvviso e, per cos dire, di rimbalzo, mi sentii sopraffare in tutta la sua pienezza dal fatto di essere senza casa.
Oh, Dio! Che cosa posso fare? Dove posso andare?
Quest'uomo non pu usare quella cabina, signor Summers!  impossibile!
Charles Summers mi stava fissando dall'alto in basso. Con un senso di perdita e il presentimento che esso sarebbe cresciuto fino a diventare vero e proprio dolore, colsi sul suo volto un'espressione di evidente antipatia.
Mi tocca ancora una volta prendere dei provvedimenti particolari in vostro favore, signor Talbot. Dal quadrato ufficiali avevamo tenuto esclusi i passeggeri. In definitiva abbiamo diritto anche noi tenenti di vascello a un posto tutto per noi. Ma le circostanze sono insolite, come anche le condizioni in cui vi trovate. Venite con me, se siete in grado di tollerare il moto della nave. Vi trover una cuccetta.
Vi prego di fare attenzione, signor Talbot!
Charles Summers mi fece strada sotto coperta, fermandosi ad aspettarmi allorch di quando in quando il rapido rollio rendeva la discesa difficile. Infine mi apr la porta del quadrato, facendomi cenno di entrare. Era un locale ampio, su cui davano molte porte, con un lungo tavolo e una variet di strumenti e oggetti che non ebbi n il tempo n la voglia di esaminare. Il tutto era illuminato da quella che ritenni essere la parte inferiore delle grandi finestre di poppa.
Ma questo locale sarebbe sufficiente per tutti gli ufficiali della nave e invece  riservato solamente a voi, Cumbershum e Bent!
Non replic nulla, limitandosi ad aprire una delle porte. La cuccetta era vuota, e le coperte piegate e pronte sul sottile materasso.
 per me?
Per il momento.
 piccola.
Che cosa pretendevate, signor Talbot? Andava bene per il vostro amico signor Deverel e va bene per il vostro nuovo amico signor Bent.  fatta, egregio signore, per un semplice tenente di vascello, un poveraccio privo di prospettive, di speranza; fatta, forse, per un uomo buttato fuori dal proprio legittimo incarico da parte di, di...
Mio caro signor Summers!
Non protestate, signore. Che almeno possa dire ci che pi mi aggrada, adesso che avete scelto un nuovo amico cui destinare la vostra protezione!
La mia che cosa?
Quella protezione che un tempo avevate promesso a me, ma che ora avete ritirato, come appare evidente dal...
Che cosa significa, tutto ci? C' un errore terribile! Io non vi ho mai promesso la mia protezione, per il semplice motivo che non ne ho alcuna da concedere!
Il primo ufficiale si abbandon a una breve risata irosa.
Capisco. Bene,  un modo come un altro per chiudere la questione. Cos , dunque! Costui ha proprio tutto.
Diedi di piglio alla porta e mi aggrappai alla maniglia, mentre una rollata minacciava di mandarmi a sbattere al capo opposto del quadrato.
Chi avrebbe tutto?
Il signor Bent.
Parlate per enigmi. Che cosa c'entra con noi il signor Bent? Da dove diavolo vi  venuta l'idea che avessi in tasca il dono di una nave o di un incarico?
Non ricordate? O vi risulta pi conveniente dimenticare?
Credo sarebbe il caso che vi spiegaste. Che cosa avrei detto, che vi  parso promettere qualcosa?
Visto che avete dimenticato le parole, mi vergognerei a ripeterle.
Una volta per tutte, prima che mi scoppi il cervello - no, non questo, accidenti! - una volta per tutte, vi spiacerebbe dirmi che cosa ritenete io abbia detto?
Mi trovavo nella vostra vecchia cabina, quando eravamo preoccupati per Colley. Ho detto: "Non dispongo di alcun protettore". E voi avete immediatamente risposto: "Non siatene cos certo, signor Summers!" Parole vostre! Negatelo, se volete!
Ma non si trattava affatto di un'offerta di protezione! Era un'espressione di stima, una sincera offerta di amicizia da parte mia! Io sono tanto al disotto della possibilit di offrire protezione, quanto pensavo voi ne foste al disopra!
Non dite altro. Ho tratto in inganno me stesso come voi. Vi auguro il buongiorno.
Signor Summers! Tornate qui!
Segu una lunga pausa.
A che scopo, signore?
Voi mi costringete... siamo sprofondati fino al collo in situazioni imbarazzanti. E la nave potrebbe colare a picco, buon Dio! Non siamo ridicoli? Ma basta cos. Il diario che ho tenuto per
il mio padrino, e che voi pensate non contenere altro che il resoconto dell'ingiustizia del nostro buon comandante... potete leggerlo, se volete. Verr sottoposto al mio padrino, un nobiluomo che esercita grande influenza sugli affari pubblici del nostro paese. Ne legger ogni pagina. Portatelo via, signore, aprite la tela, leggetelo parola per parola. Io... vi troverete un autentico peana in vostra lode. Non credo vi sia praticamente pagina in cui il vostro nome, la vostra condotta e il vostro carattere non vengano espressi in termini di ammirazione e, oserei dire... di stima e... di affetto. Era tutto ci che potevo fare per voi, ed  ci che ho fatto.
A quel punto segu una pausa ancora pi lunga, nel cui corso credo che non ci si sia mai guardati. Quando infine la sua voce mi rispose, era rauca.
Be', adesso conoscete meglio la situazione, signor Talbot. Non sono degno della vostra ammirazione, n considerazione.
Non dite cos!
Eravamo uno di fronte all'altro, ciascuno, come di norma, con una gamba diritta e l'altra che si fletteva e tendeva. A dispetto, o forse proprio a causa dell'elevata seriet del nostro scambio, non potevo non avvertire una certa comicit della situazione. Ma non era il momento pi adatto per sottolinearla. Il signor Summers stava parlando. La sua voce vibrava di emozione.
Io non ho famiglia, signor Talbot, e non mi ritengo portato al matrimonio. Tuttavia i miei affetti sono profondi e forti. Gli uomini, come i cavi, hanno un loro punto di rottura. Perdere il mio posto nella vostra considerazione, vedere un uomo pi giovane, provvisto di tutti i vantaggi che a me sono stati negati, ottenere a ogni livello ci che non avrei mai potuto sperare...
Un momento, un momento! Se foste soltanto consapevole della mia meschinit, delle mie tendenze al maneggio, per non parlare di un amor proprio che ora capisco essere... non so come spiegarmi. In confronto a voi, io non sono altro che una misera persona, questo  il fatto! Ma sarei sommamente onorato se vi dichiaraste d'accordo a continuare a essermi amico.
Fece un improvviso passo in avanti.
 pi di quanto potessi sperare o meritare. Oh, non mostrate una simile espressione di pena, signore! Queste nuvole passeranno. Di recente siete stato dolorosamente messo a dura prova in ripetute occasioni, e io stesso sono da biasimare profondamente per avere aggiunto fastidio a fastidio.
Sto imparando troppe cose, questo  il fatto. Uomini e donne... vi prego di non ridere, ma mi ero proposto un'osservazione politica e distaccata della natura degli uni e delle altre, eppure il mio legame con voi e anche con quella donna, oltre che con il povero Wheeler... queste lacrime sono involontarie, nonch risultato delle ripetute botte che ho subito al capo. Vi prego di non tenerle in alcun conto. Buon Dio, un uomo di...
Quanti anni avete?
Quando dissi il numero per la seconda volta, grid:
Non pi di tanti?
Perch vi stupite tanto? Quanti pensavate che ne avessi?
Di pi. Molti di pi.
Il distacco ostile che portava dipinto in volto scomparve, facendo posto a un'espressione totalmente diversa. Con una certa esitazione tesi la mano, e, da quell'inglese di cuore generoso che , lui l'afferr con entrambe le proprie in una stretta vibrante e virile.
Edmund!
Mio caro amico!
Pur continuando a cogliere un certo elemento di comicit nella nostra situazione, si trattava di un momento in cui il riserbo non era pi possibile, per cui ricambiai la stretta.
...
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Postscriptum.
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...
Devo scrivere qui, su questo stesso in-folio, una spiegazione e scusa per l'improvviso concludersi del mio diario. Un eventuale lettore - un caro lettore, quale che ne sia il sesso - potrebbe rompersi la testa all'infinito nella ricerca di tale spiegazione, senza mai riuscire a trovare quella giusta. Il motivo per cui abbandonai la penna fu in un certo senso futile e persino irritante, eppure al tempo stesso causa di molta ilarit. Ora che sono al sicuro in terraferma e dopo aver recuperato le mie gambe terraiole, ho cominciato a sospettare - anche se pu sembrare scortese dirlo - che la nostra ilarit fosse una sorta di follia dilagante per tutta la nave, come se avesse avuto ragione l'ufficiale di rotta signor Smiles!
Dunque, in breve.
Mentre io e il mio caro amico Charles Summers stavamo eliminando uno stupido equivoco, Cumbershum fin il suo turno di guardia. Io non fui personalmente testimone di quanto segu, dal momento che il suicidio del povero Wheeler proprio davanti ai miei occhi aveva esercitato su di me un forte effetto, tanto che ero stato costretto a ritirarmi nella gabbia trovatami da Charles, rimanendovi disteso a lungo in preda a brividi, come se l'archibugio avesse ferito anche me oltre ad avere ucciso Wheeler. Ma mi venne fornita una cronaca esatta dell'accaduto.
Cumbershum venne bloccato nella sua discesa, con un implacabile bottone, dal signor Jones, il commissario di bordo, il quale, sempre pi preoccupato per i propri beni viaggianti sulla nave, lo preg di concedergli pochi istanti del suo tempo. In un secondo momento il signor Cumbershum rifer il colloquio a Charles Summers e agli altri ufficiali mostrando un evidentissimo divertimento.
Scusatemi, signor Cumbershum. La nave affonder?
Per un caso fortunato, Cumbershum era uno degli ufficiali pi pesantemente indebitati. Quindi sghignazzando rispose:
Certo, questa puttana di una nave andr a fondo, razza di un bastardo fifone, e la morte paga tutti i debiti!
Il risultato tuttavia non fu affatto quello che si aspettava lui. Infatti il signor Jones, in preda alla propria passione dominante, scapp via, tornando con una manciata di pagher, per i quali pretese il pagamento immediato. Cumbershum si rifiut di farlo, suggerendo un uso di quella carta che non mi sento autorizzato a specificare. L'effetto di tale rifiuto fu di gettare Jones in una sorta di panico represso. Corse per tutta la nave, incurante del moto, che di quando in quando lo esponeva al rischio di annegare, come se la propria sicurezza fosse l'ultima cosa che gli interessava al mondo. In un altro uomo si sarebbe trattato di follia o di eroismo, se non di entrambi. Cerc dunque di reclamare il pagamento dei suoi pagher in tutta la nave, andando ovunque incontro a un rifiuto, a volte anche pi reciso di quello di Cumbershum. Credo che nulla, neanche l'arrivo di re Nettuno quando avevamo attraversato l'equatore, n lo spettacolo offerto quando stavamo a fianco a fianco con l'Alcyone, avesse provocato un divertimento tanto generalizzato e tutto sommato benefico. Per qualche tempo fummo invero una nave felice!
Quando finalmente mi fui ripreso dalla mia singolare inabilit o malattia, quale che essa fosse, tocc a me essere avvicinato. Il signor Jones mi present un conto gonfiato per le candele e l'elisir. Ma ero in stato di ispirazione! E lo ridussi all'immobilit e al silenzio replicandogli che a lui non dovevo nulla. Dovevo del denaro a Wheeler, il quale era morto. Ero dunque pronto a pagare i suoi eredi e legatari al momento debito.
Dopo molto ansioso postulare, il signor Jones mi ricord la nostra precedente conversazione.
Almeno, signor Talbot, mi pagherete il contenitore di cui avete parlato!
Contenitore?
Per il vostro diario... per affidarlo ai flutti.
Ah, ricordo. Ma perch dovrei pagarvi? Non basta un pagher?
Esplose una sorta di nitrito.
Niente contante, signor Talbot, niente contenitore!
Ci pensai su un momento. Come il lettore forse ricorder, era vero che gli avevo chiesto qualcosa in cui riporre i miei scritti per affidarli alle onde, ma l'idea era pi che un mezzo scherzo. Era invece tipico del signor Jones ricordarsela, prenderla sul serio e decidere di trarne un profitto. Mi si apr davanti un modo per vendicare l'Umanit nei confronti dell'Inumanit!
Benissimo, signor Jones. Comprer un contenitore... ma a una condizione. Che troviate un posto dove sistemarlo sulla vostra scialuppa!
Segu una discussione accesa, alla fine della quale il signor
Jones si dichiar d'accordo a portare l'oggetto a terra e quindi a provvedere acch venisse inoltrato al debito indirizzo. Il primo contenitore che esib lo defin un tegamino. Quando vidi quanto era piccolo, essendo inoltre fatto di terracotta, non volli nemmeno sentirne parlare.
Supponiamo che voi e la vostra scialuppa veniate scagliati sugli scogli, signore. Be', potreste scoppiare come una pecora morta sotto il sole, e con voi il tegamino!
La carnagione del signor Jones assunse una sfumatura verdastra. Quindi pretese di vendermi un firkin.
E che cosa sarebbe?
Una botticella di legno, signore.
Benissimo.
Ma quando arriv, il suddetto firkin si rivel un barilotto capace di contenere otto galloni di un qualsivoglia liquido.
Che diavolo, giovanotto! L dentro ci sto quasi anch'io tutto intero!
Il prezzo era esorbitante, per cui lo ridussi a meno della met, servendomi - mi spiace dirlo - di un po' di quella boria che era tanto dispiaciuta al signor Askew.
E ora, signor Jones, giurerete di portare questo firkin a terra con voi e di inoltrarlo al debito indirizzo, ricordando che in questo solenne momento siamo entrambi prossimi a quel giudizio eterno che attende gli uomini... Buon Dio!
Devo riconoscere che quest'ultima esclamazione arriv imprevista, per quanto appropriata. Il fatto  che anni di lezioni di religione, migliaia di funzioni ecclesiastiche e tutta la poderosa macchina della Chiesa si levarono a mio sostegno, tanto che li scoprii prossimi a darmi una botta sulla testa come una scotta sciolta al vento. Sperimentai invero un pizzico di quel giudizio da me citato con tanta leggerezza, e non mi piacque.
Giurate.
Il signor Jones, in preda forse a uguali sentimenti, rispose con voce tremula:
Giuro.
Diavolo, era Amleto, e mi sentii immediatamente a disagio! Non potevo che avvertire come lo spettro di Colley stesse aleggiando per la nave. Be'... eravamo in pericolo mortale, e la mente gioca dei brutti scherzi.
Inoltre, signor Jones, nel caso che dovessimo sopravvivere,
la botte la ricomprerete per la cifra che ho sborsato... sono un po' particolare, sapete!
A questo punto  necessario aggiungere che se la nave si trovava in stato di pericolo e io in uno stato singolare, chi vi viaggiava si trovava in condizioni ancora pi bizzarre. Come se il signor Jones e Cumbershum avessero congiuntamente diffuso tra noi un qualcosa fino ad allora rimasto relegato e rinchiuso, la felicit della nostra nave felice cambi di qualit, convertendosi in quello che so solamente definire comune isteria. Ma non di carattere femminile, come suggerisce la parola. Al peggio e nei termini della maggior severit, si potrebbe definirla una sorta di ridarella incontrollata, provocata dai motivi pi futili. Al meglio, lo specifico senso britannico dell'umorismo, dello scherzo. Con in s una punta di freddezza, un certo disprezzo per la vita, un tocco di brutalit. Mi venne in mente che al meglio poteva essere qualcosa di simile agli accessi di humour che si sosteneva cogliessero le vittime del Terrore francese prima del martirio. Al peggio aveva qualcosa della bestemmia, della ferocia, della depravazione e della furia che a volte esplodono nella galera di Newgate, allorch i disgraziati che vi sono rinchiusi sentono pronunciare l'ultima conferma del loro fato. Suppongo, anche, che ci fossero uomini e donne che pregavano. A quel punto, infatti, non vi era uomo, donna o bambino che non sapesse in quale triste situazione ci trovavamo. La cima scorticatoria port via altre alghe e la faccenda si concluse, ma non credo che molti tra i passeggeri ne avessero preso particolare nota. A quel punto vedevamo tutti quanti le cose con troppa chiarezza.
Tanto, dunque, per quanto concerne gli sforzi fatti al fine di nascondere le condizioni della nave a tutti tranne che agli ufficiali! Pensavo che ormai anche la mia burla si fosse conclusa, ma fatto si  che mi scapp di mano. Il maestro bottaio, signor Gilland, senza chiedere nulla per il servizio, allent i cerchi della botte, facendone saltare il coperchio. All'interno della medesima sistemai il diario destinato al mio padrino e in sua compagnia questo stesso in-folio. Ma non sapevo quanto diffusamente il fatto fosse noto. Buon Dio, non vi fu quasi passeggero o emigrante che non desiderasse accludervi un proprio messaggio, un pacchettino, un oggetto, un anello, un gingillo, un libro - un diario! - qualcosa, qualsiasi cosa, che in ogni caso con la propria sopravvivenza potesse sembrar prolungare un vestigio di vita. Cos  fatta la gente, ma se non avessi sperimentato il fatto di
persona, non ci avrei mai creduto. La richiesta di un po' di spazio all'interno del mio firkin divenne tanto generalizzata che Charles Summers fu indotto a protestare, seppure con discreta amabilit.
Mio caro Edmund! Avete tanti di quei clienti che Webber, al quale spetterebbe di occuparsi anche del resto del quadrato,  diventato poco pi del vostro portinaio!
Che cosa devo fare? Questa faccenda  diventata una noia e mi  sfuggita completamente di mano.
Ormai siete la persona pi popolare della nave.
Se c'era bisogno di qualcosa per convincermi della volubilit della gente comune...
A proposito di noi gente comune...
Charles, fatela finita con questa modestia! Vivr fino a vedervi ammiraglio!
Far comunicare con il fischietto per tutta la nave che i documenti possono essere portati al signor Talbot, ma soltanto durante il primo turno di guardia. La cosa dovrebbe sbollire in un paio di giorni.
Quindi se ne and a continuare i preparativi per la trincatura.
Eccomi dunque l, seduto per due ore al giorno, come faceva Matteo al suo posto di gabelliere. Credo seriamente che per un breve periodo di tempo, prima che provvedessi a una lavata di capo, Webber si facesse effettivamente pagare per ammettere i postulanti! Come lo spettro di Colley, aleggiava anche lo spirito del signor Jones. Nondimeno la grande maggioranza di coloro che venivano a me erano delle anime semplici, che si dividevano nettamente in due gruppi. C'erano quelli che ridacchiavano, sperando di partecipare alla burla giocata al signor Jones. E quelli che invece erano davvero tristemente sinceri. La linea bianca che era stata tracciata attraverso il ponte, all'altezza dell'albero di maestra, ormai pareva essere stata completamente dilavata. Evento che arrivai a considerare pi che un semplice fatto... una metafora della nostra condizione! Ma ci torneremo sopra in seguito. Basti dire che i miei visitatori erano molti e vari. Poteva trattarsi di un povero emigrante, con il cappello in una mano e il documento nell'altra, come di un tarpaulin, che, ridacchiando sotto i baffi, mi porgeva un pollice del proprio codino ovvero treccina, con la speranza che stessi facendo sudare quel bastardo, signore. La mia botte cominci invero ben presto ad assomigliare alla bran tub che noi bambini ci godevamo a Natale. Sa Dio se su quella nave non ci saremmo goduti ogni divertimento possibile!
NOTA: bran tub: Letteralmente barile di crusca.  un barile pieno di crusca, segatura o trucioli, in cui sono nascosti tanti cartoccetti contenenti dei piccoli regali, che spettano a chi, frugandovi, li trova. FINE NOTA.
Devo anche dire che tra le altre frivolezze insensatamente prodotte dal nostro stato di pericolo, ci fu anche una serie di frasi a chiave. Una squadra di guardia, cui venisse ordinato da un sottufficiale di raccogliere una cima o simili, rispondeva in coro: S, s. Siamo un po' particolari, sapete! Vi fu persino un'occasione... e qui devo chiedere scusa alle signore, dal momento che loro lingua  in definitiva la poesia, mentre ai loro orecchi la prosa non dice nulla... devo chiedere loro di distogliere lo sguardo dai paragrafi che seguono.
Comparve rumorosamente il signor Taylor, in uno stato di euforia ancora pi intenso del solito, tanto da non riuscire a smetterla di ridere finch non gli diedi uno scrollone. Conoscendolo, ero pronto a sentirmi raccontare un caso di mostruosa sfortuna occorso a qualcuno e che ai suoi occhi appariva della massima comicit, ma invece no. Quando finalmente lo ebbi fatto calmare e si fu ripreso dal mio scrollone, pretesi di sapere il peggio.
 un indovinello, capite, signore!
Un indovinello?
S, signore! Che cosa... Ma arrivato a quel punto la comicit della situazione ebbe la meglio su di lui, per cui bisogn procedere a un nuovo scrollone.
Allora, ragazzo mio, finite quello che avete da dire, prima che vi butti fuori bordo.
Sissignore. L'indovinello dice: "Che cos' che fa rollare in questo modo la nave?"
Be'? Che cos' che fa rollare in questo modo la nave?
Vi fu un'altra convulsione prima che riuscisse a pronunciare la risposta.
Il firkin di Lord Talbot!
Lo piantai l e tornai alla mia gabbia. Se il risultato dello stato di pericolo era quello di abbassare la nave a un simile livello, pensai, non ha bisogno di andare a fondo, perch lo ha gi fatto.
Dopo che ebbi passato un intero turno di guardia senza vedere un solo cliente, chiesi del signor Gilland, il maestro bottaio, e convocai il signor Jones. Quindi, una volta che li ebbi entrambi davanti, dal primo feci rimettere il coperchio e risistemare i cerchi. Erano entrambi, affermai, testimoni della sicurezza del contenitore. Tuttavia, pur facendo sigillare tutto il resto, chiesi che il tappo venisse lasciato aperto, spiegando al signor Jones che avrei potuto desiderare di inserirvi un ultimo desiderio o una preghiera al momento del naufragio, prima che lui lasciasse il bastimento. Devo confessare che lo scherzo aveva cominciato a tediarmi. E diventava persino sgradevole allorch mi figuravo i miseri resti di Edmund Talbot che sballonzolavano per l'Oceano Meridionale in circostanze tali da porre al di sotto di qualsiasi possibilit di computo le probabilit che arrivassero alla destinazione desiderata! E per soprammercato mi trovai di punto in bianco privato dei miei diari, e senza nulla da scrivere o fare, se non soffrire le buffonate e minacce del nostro vascello, sempre meno degno del mare.
Il lettore avr ormai capito che, se non altro, sopravvissi al viaggio. Ma come ogni possibile lettore, quando rilessi ci che avevo scritto, la brusca conclusione del mio diario - chiamiamolo tomo secondo - mi mise in angustie, come continua a fare tuttora. In verit, definirlo diario significa stiracchiare in maniera indebita il termine. Un lettore attento pu benissimo essere in grado di individuare le ampiamente spaziate occasioni in cui tentai di raccontare ci che era accaduto nel corso di diversi giorni, usando tale espediente per aggiornare il tutto. Un notevole lasso di tempo separa la conclusione vera e propria del mio diario da questo postscriptum. Sono stato tentato dall'idea di evitare il problema di tale troppo brusca conclusione, continuando il diario in guisa, per cos dire, retrospettiva, fingendo di averlo scritto sulla nave. Ma la distanza nel tempo  troppo grande. Il tentativo sarebbe risultato privo di sincerit. Di pi: privo di onest. E ancora peggio, se possibile: il suddetto tentativo sarebbe stato smascherato, dal momento che lo stile - mi lusingo infatti di averne uno, per quanto frusto - sarebbe apparso diverso. L'immediatezza sarebbe andata persa. Quando rilessi il tomo primo - nel prossimo si scoprir quando e perch ci sia accaduto! - scoprii che esso aveva guadagnato moltissimo dall'inclusione della commovente seppure incompiuta lettera di Colley. Infatti il poveretto poteva anche non essere stato un granch come prete, ma nel modo vivace e fluente in cui si serviva della lingua materna c'era un tocco di genio. Il tomo secondo, invece, deve basarsi unicamente sulle mie non supportate fatiche, tranne l dove riferisco parole vere di altre persone.  vero, in ogni caso, che ci che ora considero essere stata un'ingenua apertura del mio cuore alla pagina, non  privo di una sua forza, da me insospettata finch non l'ho letto molto tempo dopo. Ma, tornando al capo di questo paragrafo, aggiungere questo postscriptum  parsa la soluzione pi ragionevole alle mie difficolt.
Pure continua a rimanere auspicabile una narrazione pi appropriata e diffusa del resto del nostro viaggio. Nel mio ricordo tale viaggio  una cosa unica, con un inizio, una parte mediana e una fine. Le nostre ulteriori avventure non furono meno ardue delle precedenti: lo furono anzi forse di pi. L'onest mi impone di promettere un semplice racconto per una prossima data, che tratti della conclusione del viaggio, racconto che rappresenter il tomo terzo. Non posso aspirare al talento di Colley e devo pertanto sperare che la singolarit e l'azzardo degli eventi compensi la semplicit della scrittura.
Ma c' un'altra considerazione. Ho una mezza idea di pubblicare! Perch forse in tal caso queste parole potrebbero venir lette non soltanto da coloro che mi sono cari, ma anche da un pubblico molto pi vasto. Il desiderio della stampa mi  cresciuto addosso. Ci che era stato iniziato a beneficio del mio padrino,  poi stato proseguito dalla mia stessa tendenza a crescere, per cui ora mi trovo a essere n pi n meno che uno scrittore come tutti gli altri, con tutte le ambizioni, se non i difetti, di tale schiera. La presente opinione la manifestai al signor Brocklebank nei giorni della nostra pi intensa ilarit, confessando che non mi sentivo sufficientemente dissoluto per la professione, al che egli rispose con la sua voce marcia come una nespola: Continuate a bere come gi fate, mio caro signore, e avrete un successo completo! Non c' bisogno che stia a specificare che nell'occasione, come in tante altre, costui aveva gi alzato ben bene il gomito. Ma non pu essere che un uomo bennato, nonch dotato di educazione e intelligenza, porti alla professione un po' della dignit di cui l'hanno privata i nostri imbrattacarte?
Difetti? Senz'altro, per quanto concerne le ambizioni. Delle quali venire stampati  la minore. Via, mio caro lettore, chi ha mai scritto senza il desiderio di comunicare? Noi postuliamo un lettore delle nostre parole persino quando tali parole le impieghiamo per negarne l'esistenza. Ma mi spinger ancora pi in l.
Chi ha mai scritto diffusamente senza trovarsi affascinato a poco a poco dal desiderio di cattivarsi un pubblico? Vi  in me, come in tutti gli scrittori, quella che Milton definiva l'ultima infermit di una mente nobile, il desiderio di un nome pi vastamente noto, di un'ammirazione pi generosamente concessa, di una maggiore misura di interesse per il carattere e la persona dell'autore da parte del Gentil Sesso. Perci, pur avendo talvolta affermato e spesso pensato che scrivevo solamente per me, ancora pi spesso mi sono chiesto per chi mai lo stessi facendo... se per la mia Signora Madre, per un'Altra Persona o per un compagno di scuola ricordato di viso ma non di nome. Mi sono anche scoperto a pregustarmi con autentica acquolina in bocca i tre splendidi volumi del Viaggio di Talbot, ovvero I confini della Terra! Tutto ci, in definitiva, per scusarmi nei confronti di un ipotetico pubblico, che pu essere rimasto sorpreso di fronte al bruscamente concluso diario del tomo secondo, ma che potrebbe sentirsi rabbonito ed eccitato quanto me di fronte a questa soffiata di un terzo volume!
...
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...
FINE.